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Eroica Fenice

La categoria Attualità contiene 444 articoli

Attualità

Inventori italiani: 10 nomi da ricordare

Inventori italiani da ricordare: la nostra top 10!  L’Italia è sempre stato un paese guida nel campo delle invenzioni. Leonardo Da Vinci, Alessandro Volta, Guglielmo Marconi sono solo alcuni dei nomi dei migliori inventori italiani di sempre. Alcuni di loro sono diventati vere e proprie celebrità, altri sono rimasti nell’ombra, regalando il proprio contributo al mondo da un angolo nascosto. L’Italia è sempre stata all’avanguardia in questo campo. Si pensi che perfino la prima idea di brevetto nacque in Italia. Dal motore a scoppio alla penicillina, gli inventori italiani hanno sempre dato un grande contributo all’umanità. I dieci inventori italiani che hanno fatto la storia Bartolomeo Cristopori Padovano, nato nel 1655, è l’inventore del “gravicembalo (o arpicembalo) che fa il piano e il forte”. Grazie a un sistema di martelletti che percuotevano le corde, piuttosto che pizzicarle, Cristopori diede vita all’antenato del pianoforte. Il nuovo strumento si diffuse in tutta Europa per la sua grande espressività, prima con il nome di forte piano, poi – dalla metà del ‘700 – come pianoforte. Alessandro Volta Egli, nel 1799, presentò un brevetto che illustrava come costruire il primo generatore statico di elettricità: la pila. Napoleone Bonaparte premiò Volta con una medaglia d’oro e, in suo onore, fu coniata una moneta, la 10.000 lire, in cui accanto al suo volto compare proprio una pila. Eugenio Barsanti e Felice Matteucci Si tratta degli inventori italiani del motore a combustione interna. Nel 1835 brevettarono questo motore che sarebbe stato migliorato qualche anno dopo, nel 1909, dall’ingegnere Giovanni Enrico per la Fiat. Francesco Antonio Broccu Quasi sconosciuto tra i nomi degli inventori italiani, fu l’ideatore della prima pistola. Appassionato fin da piccolo di meccanica, quando ideò il revolver a quattro colpi attrasse l’attenzione del re sabaudo Carlo Alberto che, incuriosito dall’arma, invitò più volte Broccu a Cagliari per tenere un corso sull’utilizzo della nuova pistola. Broccu rifiutò perché non voleva allontanarsi dal proprio paese. Tre anni dopo Samuel Colt brevettò la sua rivoltella e che ne fu riconosciuto l’assoluto inventore. Giuseppe Ravizza Il nome in questione appartiene all’inventore della macchina da scrivere. Ravizza, un novarese nato nel 1811, inventò una tastiera per scrivere a scopo filantropico: facilitare la scrittura ai non vedenti. La sua macchina da scrivere – o, come la chiamava lui, “cembalo scrivano” per somiglianza con i tasti del clavicembalo, fu progettata in 16 modelli. Le sue caratteristiche erano tastiera orizzontale, telaio mobile, nastro inchiostratore, campanello indicatore di fine riga. Il cembalo scrivano fu brevettato nel 1855. Nessuno dei modelli ebbe visibilità e Ravizza restò a molti uno sconosciuto. Intanto a New York la società Remington&Sons mise in commercio la prima macchina da scrivere che ebbe un enorme successo. Antonio Meucci Il fiorentino in questione inventò il telettrofono, l’antenato del moderno telefono. Emigrato a Cuba e poi negli Stati Uniti, Meucci aprì una fabbrica di candele che purtroppo – o per fortuna – dopo un successo iniziale chiuse per un incendio che la distrusse. La fortuna sta nel fatto che a Meucci allora non […]

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Notizie curiose

Animali stravaganti: i 5 più strani

Da piccoli tutti abbiamo sognato di possedere un animale domestico: dal cane al gatto, dal canarino al pesce rosso, non desideravamo altro che un animale con cui condividere i nostri pomeriggi di gioco o semplicemente da osservare con curiosità. I nostri desideri erano sicuramente condizionate da cartoni animati come i Digimon o i più famosi Pokemon, dove i bambini protagonisti vivevano emozionanti avventure accompagnati da creature con strane abilità. Ciò che più stupisce è che gran parte di queste creature immaginarie sono state costruite sulla base di animali realmente esistenti, ed hanno capacità così particolari da poter essere considerati al pari dei personaggi tanto popolari nella nostra infanzia. Eroica Fenice ha quindi stilato per voi una raccolta dei 5 animali più stravaganti: 1) Clamidoforo troncato Al primo posto della nostra classifica degli animali stravaganti c’è il clamidoforo troncato. Questa singolare creatura ha il suo habitat naturale in ambienti aridi e rocciosi, ed è originario dell’Argentina. Nonostante sembri un incrocio fra un criceto e un gambero rosso, fa parte della famiglia degli armadilli, ed è il più piccolo della famiglia. A causa della grandissima diffidenza che prova verso gli esseri umani, si sa pochissimo di questo mammifero, se non che usa i suoi lunghi e potenti artigli per creare dei passaggi sotterranei, dove si nasconde durante il giorno. (foto in galleria) 2) Il calamaro di vetro Negli abissi degli oceani si nascondono numerose specie di molluschi e crostacei che devono essere ancora scoperti dall’uomo, e la loro struttura fisica sorprenderebbe anche i più acculturati zoologi. Ma non dobbiamo farci influenzare dalla fantasia: oltre a creature dotate di mostruose zanne e spaventosi tentacoli  ve ne sono anche di innocue, ma non per questo facili da catturare. Stiamo parlando del calamaro di vetro, un mollusco dal corpo trasparente che vive in molti oceani e nello specifico, nelle acque di media profondità. La sua singolare struttura fisica è frutto della necessità di nascondersi dai predatori, ma la sua invisibilità non è l’unica caratteristica a rendere questo mollusco così particolare: tramite una cavità del suo corpo che riempie e svuota d’acqua a seconda della necessità, riesce a regolare la sua profondità di galleggiamento. (foto in galleria) 3) Axolotl Come si può evincere dal nome, quest’anfibio dal muso simpatico è originario del Messico. Fa parte della famiglia delle salamandre e trascorre la maggior parte della sua vita in acqua. Oltre al suo aspetto esotico, ciò che rende sorprendente questa specie animale è la loro capacità di rigenerare le parti del corpo che perdono, rendendoli oggetti di studio da parte degli scienziati. Purtroppo gli axolotl sono stati dichiarati una specie a rischio, minacciati sia dagli interventi di drenaggio dell’acqua effettuati nel loro habitat, sia per le loro prelibate carni, considerate una vera leccornia nella cultura messicana. (foto in galleria) 4) Insetto stecco Nella classifica degli animali più stravaganti non potevano mancare gli insetti, che con la loro enorme varietà si dividono in circa 900.000 specie diverse. Anche questi animali hanno sviluppato nel corso del tempo abilità di mimetizzazione per sopravvivere ai predatori, […]

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Notizie curiose

Curiosità sul caffè: come ordinarlo e dove comprarlo

Le curiosità sul caffè che non conoscevi. Vi è mai capitato ci provare un leggero imbarazzo quando chiedete un caffè in un bar e il cameriere resta lì a fissarvi aspettando un ordine più preciso? Ebbene sì, è possibile accompagnare con molti attributi il nome di questa bevanda… Come pochi sanno esistono circa cinquanta tipi diversi di caffè, senza annoverare nella cifra le innumerevoli combinazioni tra le molteplici varianti che caratterizzano il modo di servirlo. La prima variante è il metodo di preparazione del caffè… Il più ordinato è il tipico espresso, nella sua forma più semplice; abbiamo poi i vari tipi di decaffeinato, corto (o ristretto), che consiste anche in poche gocce di bevanda con poca caffeina e un aroma fortissimo, lungo (l’esatto opposto del ristretto), all’americana, che viene preparato utilizzando un filtro in carta riempito di polvere grossolanamente macinata, su cui si versa acqua calda. Ma non finisce qui! Non dobbiamo dimenticarci del caffè doppio, del caffè “in ghiaccio”, tipico nei paesi del Cilento, del caffè shakerato e di molti altri. Caffè macchiato e corretto consistono nell’aggiunta di altri ingredienti alla bevanda. Possiamo gustare un macchiato con panna, con latte (nelle varianti di caldo/freddo, con/senza schiuma), oppure con crema di nocciola, pistacchio e così via. Possiamo avere anche un caffè macchiato con gelato, generalmente alla crema, oppure un caffè marocchino, che si prepara versando nel bicchierino di vetro prima la schiuma del latte e poi il caffè, con facoltative aggiunte di cioccolato o cacao. La correzione invece consiste nell’aggiunta al caffè di liquore che varia da sambuca, grappa, anice, wisky, brandy, cognac e chi più ne ha più ne metta. Tra le altre varianti abbiamo la temperatura e il contenitore. La prima varia da freddo a caldo, senza dimenticare le sfumature di bollente, tiepido, e addirittura con acqua calda, o contrariamente ghiaccio, serviti a parte. Perfino il contenitore della bevanda può variare in dimensioni e materiale; dalla tazza, alla tazzina, al bicchierino in vetro, alla confezione da asporto… Ma nella nostra lista abbiamo tralasciato le bevande a base (o con aggiunta) di caffè tra cui il caffellatte, il cortado, il latte macchiato, il cappuccino e così via! Effetti, usi e curiosità sul caffè Esiste dunque una vera e propria cultura del caffè, che ormai è divenuto una bevanda tradizionale in tutto il mondo per il suo aroma irresistibile e per il suo effetto eccitante. C’è chi lo condanna e c’è chi addirittura lo consiglia per la prevenzione del cancro al colon e alla prostata; fatto sta che il caffè è stato protagonista della vita degli uomini da sempre. Una curiosità legata a questa bevanda è che nel 1771 il re Gustavo III di Svezia volle verificare scientificamente se il caffè giovasse o meno alla salute. Si servì di due gemelli detenuti per omicidio e, dopo avergli dato l’ergastolo, impose a uno di loro la consumazione di tre tazze di caffè al giorno, mentre all’altro quella di tre tazze di tè; il primo a morire fu il gemello che aveva […]

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Notizie curiose

Sonda spaziale Juno: caratteristiche e curiosità

La sonda spaziale Juno fa parte di una missione lanciata nel 2011 dalla NASA con lo scopo di studiare il campo magnetico di Giove. La sonda è stata lanciata dalla Cape Canaveral Air Force in Florida il 5 agosto 2011. Nel luglio 2016 è arrivata a destinazione. La sua missione è stata estesa ed se ne prevede la conclusione nel luglio 2021. Quali sono le sue caratteristiche le sue curiosità e i suoi aggiornamenti? I dettagli della missione della sonda spaziale Juno Juno è stata sviluppata nell’ambito del Programma New Frontiers, che prevede la realizzazione di missioni spaziali e a medio costo (non superiore a 700 milioni di dollari). Una sua caratteristica particolare è che la sonda è dotata di tre pannelli solari. Si tratta della prima missione su Giove in cui per una sonda vengono usati dei pannelli solari. Di solito, infatti, l’elettricità è data dai generatori termoelettrici a radioisotopi. Utilizzando energia solare, la NASA evita le proteste che negli anni passati hanno accompagnato il lancio di sonde accusato di essere rischioso per la salute pubblica. La sonda spaziale Juno è stata inviata su Giove per studiare il suo campo magnetico. Molte sono le notizie che si potrebbero ricavare con questa missione. Innanzitutto, attraverso la misurazione della massa e delle dimensioni del nucleo di Giove, dei suoi campi gravitazionale e magnetico, sarà possibile capire la struttura del pianeta. Tramite la sonda spaziale Juno sarà possibile misurare a fondo la composizione dell’atmosfera gioviana, il profilo termico, la velocità dei venti e l’opacità delle nubi. Tra gli obbiettivi della ricerca, c’è anche quella di stabilire la quantità di acqua sul pianeta, ed in base a questa misurazione si potrà capire se Giove è nato fuori o dentro il Sistema Solare. Profilo di missione di Juno Il lancio è avvenuto il 5 agosto 2011, a bordo di un razzo Atlas V. La fase di ascesa è stata di circa 10 minuti; poi la sonda è stata immessa su una traiettoria di fuga dalla Terra. A circa 54 minuti dal lancio, è avvenuta la separazione della sonda dal razzo Centaur e il dispiegamento dei pannelli solari. Nell’ottobre del 2013, come pianificato, la traiettoria della sonda spaziale Juno ha previsto un fly-by (sorvolo ravvicinato) della Terra affinché l’effetto fionda gravitazionale gli fornisse un incremento di velocità. Tuttavia, un inconveniente ha indotto la sonda a entrare in modalità di emergenza: essendo il fly-by avvenuto nell’ombra terrestre, i pannelli non ricevevano più segnali. Una batteria di bordo ha fatto sì che la sonda spegnesse tutto ciò che non era strettamente necessario e orientasse la sua antenna verso la Terra. Durante la fase di avvicinamento, la sonda ha scattato delle immagini della Luna. La sonda è arrivata 5 anni dopo il lancio, martedì 5 luglio 2016. La missione era da concludersi dopo il  completamento di 36 orbite attorno a Giove, il che doveva avvenire per il 2018, ma è stata estesa per ulteriori 41 mesi. Luglio 2021 è la nuova data di scadenza. Gli strumenti scientifici di cui […]

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Fun e Tech

Xiaomi, i migliori e più bizzarri prodotti dell’azienda cinese

Fondata da Lei Jun nel 2010, Xiaomi produce smartphone, tablet e smartwatch, ma anche tutta una serie di prodotti come robot per la pulizia della casa, zaini e asciugamani. Ecco i più competitivi, ma anche i più bizzarri! Al nome Xiaomi gli inesperti di tecnologia staranno senz’altro storcendo il naso, pensando di trovarsi dinanzi a una delle tantissime aziende asiatiche produttrici di cellulari a basso costo ma dalle prestazioni insoddisfacenti. Invece, è la storia di un vero e proprio miracolo tecnologico, ovvero di una startup che, grazie alla ottima qualità e al costo contenuto dei prodotti, è riuscita a diventare un vero e proprio colosso del settore, anche fuori dalla Cina. Basti pensare che dal 2010, anno in cui è stata fondata da Lei Jun, Xiaomi è entrata prepotentemente nel mercato degli smartphone, divenendo il quarto principale venditore. Detto ciò, desta ancor più meraviglia l’impegno di voler riempire qualsiasi mercato possibile, procedendo come incubatore di start-up: da qui, oltre alla vendita di prodotti tecnologici (smartphone, computer, fotocamere, action cam, cuffie wireless ecc.), c’è anche quella di prodotti per la pulizia della casa, per la cura della persona, per il benessere degli animali. Fra il serio e il faceto, abbiamo scelto alcuni prodotti venduti dall’azienda cinese, distinguendo quelli dall’ottimo rapporto qualità-prezzo da quelli che, invece, ci appaiono davvero bizzarri. I prodotti migliori di Xiaomi Fra i tanti smartphone Android e di buon livello che Xiaomi commercializza, il Redmi 5 Plus è certamente quello più interessante, soprattutto in virtù del prezzo contenuto. Possiede un processore Snapdragon 625 octa core da 2 GHz con GPU Adreno 506. Il display touchscreen è da 5.99 pollici, con una risoluzione 1080×2160 pixel. Le applicazioni girano, anche in condizioni di stress, abbastanza bene. La fotocamera, da 12 megapixel, permette di scattare foto di buona qualità soprattutto in ambienti luminosi. Promossa anche la batteria, da 4000 mAH, che permette un utilizzo costante durante il giorno. Insomma, un ottimo compromesso! Per chi possiede una vecchia autoradio, il Roidmi 2s è un buonissimo prodotto: infatti, è un trasmettitore FM che, collegato tramite Bluetooth a dispositivi sia Android che iOS (attraverso l’app dedicata), permette di sintonizzarsi su una frequenza radio dell’impianto della propria macchina e di ascoltare la musica o di rispondere alle chiamate. Tuttavia, il dispositivo non si limita solo a questo: inserendolo nella presa accendisigari dell’automobile e sfruttando le due porte USB, il Roidmi 2s può ricaricare fino a due smartphone contemporaneamente. Ancora una volta, il prezzo proposto da Xiaomi è davvero basso! Se un tempo le famigerate GoPro non avevano rivali, l’avvento di Xiaomi nel mercato delle action cam sembra aver modificato molte cose. Per filmare paesaggi mozzafiato durante le vacanze estive o mentre si praticano sport estremi non è più necessario spendere tantissimi soldi. La Xiaoyi YI 4K, dal display touchscreen da 2.19 pollici, permette riprese fino al 4K/30 fps. Convince anche la batteria da 1400mAh: con una singola ricarica, si possono raggiungere i 120 minuti di video. Ottima alternativa alle ben più costose AirPods di Apple, le […]

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Nerd zone

Smartphone: significato della parola ed evoluzione nella società

Smartphone in elettronica è definito letteralmente “telefono intelligente”; esso è un dispositivo con capacità di calcolo, connessione e memoria, molto elevati, soprattutto in riferimento ai normali telefoni cellulari. Oggigiorno tutti utilizzano, uno smartphone, chi per lavoro, chi per divertimento, ma quand’è nato il cosiddetto “telefono intelligente”, e qual è la sua storia? La storia degli smartphone ha inizio negli anni novanta e si intreccia con quella dei cellulari in quanto, non vi era una reale distinzione tra le due categorie. Il termine smartphone appare per la prima volta il 23 novembre del 1992 con il modello IBM Simon, commercializzato da BellSouth a partire dal 1993. Il telefono di allora era un vero e proprio apparecchio, con diversi usi; tra questi, la funzione di calcolatrice, rubrica, calendario, invio fax e giochi. Quel telefono pesava mezzo chilo e la batteria durava meno di un’ora. Innovative ai tempi ma ridicole oggi le specifiche tecniche: il processore era un x86 da 16 Mhz, la RAM 1 MB e la memoria era espandibile tramite lo slot PCMCIA. Il sistema operativo era ROM-DOS, una versione di MS-DOS per embedded devices. Successivamente il termine si perse nella storia per ritornare nel 1997 ed utilizzato da Ericsson per descrivere al meglio il modello Ericsson GS 88. Da allora la tecnologia ha compiuto dei passi da gigante, arrivando a produrre degli smartphone all’avanguardia, sempre più sofisticati, con innumerevoli funzioni, con i quali è possibile non solo telefonare, ma anche, inviare e-mail, essere presente sui social, scattare delle fotografie di qualità, orientarsi e giocare. Gli smartphone attuali, permettono inoltre, di essere utilizzati in un arco temporale lungo, senza il rischio che possano scaricarsi. Proprio la durata della batteria fu uno dei motivi principali che portò al declino del primo cellulare della storia, ossia l’IBM. Il problema principale che fece fallire tutto fu proprio la batteria che, a causa dell’alto consumo energetico, non durava più di un’ora. Da lì in poi, la storia degli smartphone fu caratterizzata da una fase di forte decrescita: nel 2000 Nokia presentò l’evoluzione del palmare a colori, Nokia 9210 Communicator; due anni più tardi si presentarono RIM e HTC con i primi modelli di Blackberry e cellulari con Windows Mobile. Fino al 2007 quando Steve Jobs e l’iPhone dettero vita agli smartphone, così come sono conosciuti oggi. Naturalmente, la storia dell’IBM, il prototipo del cosiddetto smartphone, ha spianato la strada verso ciò che esiste oggi. Gli smartphone attuali sono più pratici, portatili e relativamente economici, adatti ad ogni esigenza, che sia la semplice ricezione di chiamate, alle mail, ai social. Gli smartphone nella società moderna Gli smartphone oggi hanno un ruolo centrale, soprattutto tra i più giovani, che lo utilizzano sempre più frequentemente. in cui il modo di comunicare è cambiato notevolmente, grazie all’utilizzo di internet e del telefono mobile. Con il cellulare, inoltre, si possono scattare fotografie di ottima qualità (solo con i migliori come questi https://www.dgtalkers.it/miglior-smartphone/). Esse possono essere caricate subito sul web e i nostri amici possono vederle grazie alle applicazioni dei social […]

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Attualità

Castoro: dopo secoli torna a ripopolare l’Italia

Il castoro di nuovo in Italia dopo quattro secoli | Riflessioni Dopo 450 anni dalla sua estinzione locale, unitamente a svariati sforzi di protezione e reintroduzione compiuti in tutta Europa sin dalla seconda metà del secolo scorso, il castoro sembra aver fatto nuovamente capolino in Italia: un esemplare è stato, infatti, recentemente avvistato in Friuli Venezia Giulia. All’incirca nel corso di novembre 2018 un cacciatore di Tarvisio e un forestale regionale della stazione di Pontebba, in provincia di Udine, hanno osservato e fotografato alcuni salici profondamente scortecciati; simili tracce sono usualmente caratteristica degli ungulati ma, in questo caso, hanno suscitato sospetti. Nell’incertezza dell’attribuzione riguardo all’eccezionale avvistamento, si è avviato l’iter scientifico per capire se davvero si trattasse di un “ritorno”: pertanto, il Museo Friulano di Storia Naturale ha coinvolto Renato Pontarini, ricercatore del Progetto Lince Italia, in collaborazione con Luca Lapini del suddetto Museo, al fine di individuare l’autore delle anomalie mediante l’impiego di trappole videofotografiche e sensori di movimento: tali verifiche hanno confermato la presenza di un castoro – il primo sul territorio italiano da almeno quattro secoli – lungo lo Slizza, torrente che scorre in territorio friulano fino all’Austria, confluendo nel Danubio. «Speravamo che prima o poi sarebbe accaduto – commenta Pontarini – ma non pensavamo così presto. Negli ultimi mesi ho seguito anche la popolazione di castori in Carinzia, in Austria, che è florida e in aumento, dopo la reintroduzione avvenuta tra gli anni Settanta e Novanta del secolo scorso, ma questo animale ha risalito lo Slizza controcorrente per molti chilometri in poco tempo. Anche le lontre hanno seguito la stessa strada, giungendo in Italia dalla Carinzia e dalla Slovenia».  Un po’ di storia: verso l’estinzione del castoro nelle fonti I reperti sub-fossili, risalenti a circa 8.000 anni fa, testimoniano la presenza del castoro nell’Italia nord-orientale ma la specie europea si è estinta nel corso del XVI secolo, a causa della caccia spietata all’animale per la sua pelliccia, folta e idrorepellente, per l’utilizzo delle sue carni e per l’elevato valore del castoreum, un olio dall’odore muschiato prodotto dall’animale. Probabilmente dovuto all’accumulo nelle ghiandole del castoro di acido acetilsalicilico (principio attivo dell’aspirina) estratto dal salice, di cui il castoro si ciba, questo olio era in passato utilizzato come base per la fabbricazione di profumi e per le sue proprietà medicamentose. I Romani facevano largo impiego del castoreum: è citato da Celso, Plinio il Vecchio, Varrone, Quinto Sereno Sammonico, tant’è che, nel suo editto sui prezzi, l’imperatore Diocleziano incluse anche il prezzo delle pelli di castoro. È possibile che la caccia incontrollata attuata in età romana avesse prodotto in età Medievale un iniziale declino della specie, rendendola rara ma non ancora estinta: Dante nel XVII canto dell’Inferno colloca i castori in Germania (“E come là tra li Tedeschi lurchi/ lo bivero s’assetta a far sua guerra”), il poeta fiorentino di XIV secolo Fazio degli Uberti, nel suo Dittamondo, poema didascalico di ispirazione dantesca, lo situa negli acquitrini del ferrarese (“Ne’ suoi laguni un animal ripara/ ch’è bestia e pesce, il qual Bevero ha nome”). Le ultime citazioni del […]

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Culturalmente

Fuoco fatuo: tra chimica e leggende

Tra mito e realtà, il fuoco fatuo è uno di quegli elementi che sono entrati a far parte dell’immaginario collettivo, spesso però sotto forma di leggenda più che di fenomeno a sé stante, completamente privo dell’alone misterioso che lo circonda. Se da bambini, la storia di questo fuoco ci è sempre stata presentata come legata ad alcune leggende popolari, molti ne ignorano la componente puramente chimica che colloca il fuoco fatuo tra i fenomeni più affascinanti sinora conosciuti. Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire cosa genera questa fiamma dal colore bluastro: il fuoco fatuo Generalmente si tratta di un fenomeno chimico provocato dalla combustione di metano e fosfano, fuoriusciti dalla decomposizione di sostanze organiche: ad esempio resti umani di corpi le cui bare, come avveniva spesso in passato, non siano state sigillate correttamente, causando la fuoriuscita del metano che col fosfano origina fiammelle di colore verde-blu. I due gas interagiscono tra loro per effetto della combustione, e le molecole sovreccitate dal calore danno origine a fotoni con una particolare frequenza e lunghezza d’onda. All’interno di uno spettrometro, si può rilevare come a una certa lunghezza d’onda e frequenza -di questi fotoni- corrisponda il particolare colore della fiamma. Questo è il motivo per cui è possibile riscontrare la presenza di fuochi fatui, fluttuanti a livello del terreno, in luoghi quali cimiteri o brughiere. Il misterioso fascino di questo fenomeno, unito ai luoghi in cui generalmente si riscontrava, ha generato una serie di leggende e storie popolari legate al fuoco fatuo, termine italiano che non regge il confronto con la denominazione elargita in altri paesi e strettamente legata alle leggende tramandate. Tra le più comuni, e certamente più scabrose, c’è la leggenda di Will-o’-Wisp, diffusa nella contea inglese Shropshire, che narra del malvagio fabbro Will, il quale fu condannato a vagare sulla terra con in mano un carbone ardente, in cerca della via della Redenzione. Tuttavia Will se ne servì per attirare ignare vittime in foreste fittissime e paludi sconosciute dalle quali non sarebbero più state in grado di uscire. Allo stesso modo, la storia di Jack O’ Lantern narra dell’alcolizzato Jack che fu costretto a vagare per l’eternità sulla terra con una lanterna, escluso sia dal Paradiso che dall’Inferno per aver tentato di ingannare il diavolo. Sostanzialmente, tutte le leggende della Gran Bretagna legano il fenomeno del fuoco fatuo alla malvagità della luce o del personaggio che la trasporta. Di differente stampo sono invece le tradizioni degli altri paesi Europei, tra i quali la Scandinavia e la Francia. Nei paesi scandinavi, infatti, il fuoco fatuo è legato alla storia di un folletto che accende una lanterna in prossimità dei luoghi in cui ha nascosto i suoi tesori, portando ricchezza a chi si avventurava in queste zone. Mentre in Francia, le Feau Boulanger rappresenta lo spirito di una persona morta senza battesimo e per la quale bisognava pregare affinché fosse in grado di uscire dal Purgatorio e ottenere la pace. Se ci avviciniamo all’ambiente fantastico, rileviamo come queste leggende […]

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Fun e Tech

Microsoft Office gratis se si è studenti

Microsoft Office gratis? Sí, se sei studente o insegnante Microsoft Office 365 Education comprende una varietà di servizi che consentono di collaborare e condividere i progetti scolastici ed include Office Online (Word, PowerPoint, Excel e OneNote), 1 TB di spazio di archiviazione di OneDrive, Yammer e siti di SharePoint. In tal modo le applicazioni principalmente utilizzate, come ad esempio Word o PowerPoint, possono essere reperite gratuitamente online, ed è possibile quindi scaricare direttamente dal proprio computer, documenti vari, oppure salvarli nello spazio di memoria virtuale del sito web Office. Anche se si decide di scaricare l’abbonamento direttamente sul proprio pc, la versione utilizzabile online è identica e facile da utilizzare. Tuttavia alcuni istituti consentono agli studenti di installare gratuitamente le versioni complete delle applicazioni di Office in un totale di 5 PC o Mac. Se il proprio istituto offre questo vantaggio aggiuntivo, apparirà il pulsante “Installa Office” nella home page di Office 365 dopo aver completato l’iscrizione. Come si fa ad avere Microsoft Office gratis? Naturalmente, per utilizzare Microsoft Office gratis è necessario che l’università o l’istituto scolastico che si frequentano abbiano aderito al programma di Microsoft Student Advantage (ma la maggior parte lo ha già fatto) e  occorrerà dare prova di essere effettivamente degli studenti. Farlo è facile, è possibile autenticarsi e quindi dimostrare di essere uno studente regolarmente iscritto, anche con l’e-mail personale fornita dall’università. Per usufruire di Office 365 basterà seguire le seguenti indicazioni: Innanzitutto bisognerà accedere alla Webmail studenti dal portale della propria università. Sarà poi necessario autenticarsi con codice fiscale e PIN (lo stesso PIN che si utilizza per l’accesso al Portale Studenti). All’interno della pagina web della posta elettronica, cliccare sull’ingranaggio in alto a destra per entrare nelle impostazioni del profilo. Cercare e cliccare la voce “Impostazioni delle app personali – Office 365”. Cliccare sulla voce “Software”. Selezionare Lingua e Versione. Verificare i requisiti di sistema e avvia l’installazione della versione più recente di Office cliccando su “Installa”. Infine, salvare l’eseguibile di Office 365 e installarlo. Microsoft Office 365 è già utilizzato da tanti studenti e sono numerosi gli atenei italiani, ma anche le scuole, che aderiscono. Una possibilità in più per gli studenti, nativi digitali, e anche per gli insegnanti, i quali potranno lavorare utilizzando il proprio computer e i servizi garantiti da Microsoft Office, innovativi e intuitivi. – Foto di: Webgeneration

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Attualità

Rabdomante o stregone d’acqua: chi è e cosa fa

Chi è un rabdomante? Il termine rabdomanzia deriva dal greco ραβδόμαντεία ed è una parola composta da rhábdos, che indica la verga, e mantéia, ossia divinazione. La rabdomanzia è quindi la pratica che consiste nel tentativo di trovare acqua o filoni di metalli nel sottosuolo, tramite l’utilizzo di un bastone di legno. Questo bastone, nel più classico dei casi, è a forma di Y ed è una sorta di amplificatore dei movimenti del corpo generati dalle radiazioni emesse da ciò che si sta cercando.Il rabdomante, questo sconosciuto Per chi non abbia mai sentito parlare di queste pratiche, l’arte della rabdomanzia sembrerà sicuramente qualcosa di assurdo. Infatti va ben precisato che questa pratica non ha alcun riscontro scientifico. Eppure la rabdomanzia è una pratica antichissima, già usata nel III millennio a.C. in Cina e in Egitto. Alcuni rabdomanti sono anche chiamati “stregoni d’acqua“; qualcuno afferma di poter trovare l’acqua anche sono guardando una mappa, avendo sviluppato il suo intuito con una lunga pratica. L’esercizio della rabdomanzia è da sempre radicato nell’agricoltura; i rabdomanti, per esempio, vengono pagati per cercare l’acqua nei periodi di siccità. Il rabdomante si serve di uno strumento ligneo, di solito una bacchetta biforcuta. Egli tiene la bacchetta per le due estremità e, interpretando le vibrazioni in essa emanate, è in grado di individuare i luoghi e la profondità alla quale si trovano acqua e metalli. Barney Turner, capo dei rabdomanti della Nor Cal (Northern California Dowsers), ha rilasciato un’intervista per Motherboard in cui ha spiegato che cos’è la rabdomanzia. Alla domanda «Cos’è esattamente un rabdomante?» lui ha risposto: «È una persona che ha sviluppato un intuito che gli permette di entrare in sintonia con le vibrazioni dell’acqua. Utilizzando bacchette a L o canne, possono sfruttare tale intuizione come indicatore per dire loro quando entrare in sintonia con quella particolare vibrazione che li porta all’acqua». Nel caso specifico di Turner, egli si fa inviare da chi è interessato a trovare l’acqua una mappa della propria terra. Lui pratica la cosiddetta “rabdomanzia mappale“: scorre con la sua bacchetta sulla mappa e capisce non solo dove c’è la presenza di acqua ma anche a che profondità si trova e la velocità con cui si può attingere. A questo punto se il diretto interessato vuole proseguire Turner si reca sul posto e provvede a dettare il punto in cui perforare.  Cosa serve per diventare un rabdomante?  La parola d’ordine è pratica. Secondo l’opinione dei rabdomanti ci vogliono alcuni anni per imparare la tecnica. Non si tratta di un’arte innata ma piuttosto di tanto esercizio. Tutti possono diventare rabdomanti.  Fondamentalmente bisogna trovare qualche istruttore o leggere qualche libro che spieghi il funzionamento del pendolo e dei vari strumenti che servono per diventare un rabdomante. Per esempio il bastone a Y va impugnato per i rami laterali tenendo i pugni chiusi con i pollici verso l’esterno; quando il rabdomante trova l’acqua la terza estremità della bacchetta oscilla e può addirittura compiere rotazioni complete dall’alto verso il basso o al contrario. Invece nel caso della bacchetta a […]

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