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Eroica Fenice

La categoria Fun e Tech contiene 365 articoli

Fun e Tech

Intervista ad Alice Avallone: il coronavirus e il mondo digitale

Quale impatto ha avuto la pandemia sul mondo dei social? Com’è cambiata la nostra comunicazione quotidiana? E quali sono le domande giuste da porci per il post-pandemia? Proviamo a scoprirlo in quest’intervista ad Alice Avallone, fondatrice di Be Unsocial: Alice ricerca trend, insight e small data, e insegna strategia e narrazione digitale alla Scuola Holden di Torino La pandemia di covid-19 ha lasciato un solco profondo nelle nostre abitudini, trasfigurando la nostra quotidianità e il modo di comunicare: anche la nostra fisionomia sui social network risulta senz’altro mutata. ll trauma collettivo che stiamo vivendo ha indubbiamente determinato una metamorfosi irreversibile anche nel nostro modo di approcciarci agli altri e di presentarci agli occhi della comunità digitale. Nel marasma di questo periodo, tante sono le domande che si affastellano nella nostra mente: che società ci consegnerà la fine di questa pandemia? Che persone saremo? Cosa avremo imparato? Si potrebbe continuare all’infinito, ma ci stiamo davvero ponendo le domande corrette? Abbiamo provato a capirlo nella chiacchierata con Alice Avallone, agitatrice culturale, fondatrice di Be Unsocial, ricercatrice di small data, trend e insight, nonché docente di strategia e narrazione digitale alla Scuola Holden di Torino. Alice ha lanciato, appena decretato il lockdown, la sfida social #25Giorniacasa che ha ottenuto ottimi risultati e che ha ricevuto moltissime adesioni e contenuti; proprio in questi giorni, invece, è uscito l’e-book gratuito “Back to the future”, in cui un gruppo di 44 umanisti, giornalisti ed esperti della comunicazione, analizzano la dimensione collettiva del post-pandemia, cercando di fornire risposte alle domande più in voga. La pandemia e il mondo digitale è un tòpos che, nella narrazione della Storia con la S maiuscola che l’umanità sta scrivendo, diventerà paradigmatico; con Alice abbiamo esplorato l’argomento in ogni sua sfumatura: dall’impatto della pandemia sui social fino ai nuovi concetti di condivisione e intimità, passando per il tema della disuguaglianza sociale e della reazione dei brand. Infine, la tanto inflazionata similitudine della pandemia di covid-19 con la guerra, sempre più presente nei post sui social: vi spieghiamo perché è una semplificazione che rischia di essere riduttiva e limitante. Ora, lasciamo la parola ad Alice Avallone, che ringraziamo per la sua disponibilità. L’intervista alla docente Alice Avallone 1) Buongiorno Alice, innanzitutto grazie per aver accettato di rilasciare quest’intervista. Iniziamo con una domanda molto neutra: come hai preso l’inizio del lockdown e che cambiamenti ha avuto sulla tua attività di ricercatrice digitale? 1) È curioso, perché questa quarantena era quello che desideravo da tanto tempo. Non l’emergenza sanitaria globale, ovviamente, ma i suoi risvolti quotidiani. Mi ero ripromessa di prendermi una pausa da viaggi e trasferte, per dedicarmi alle mie ricerche senza distrazioni. Dunque, per me il lockdown è stato un toccasana, nonostante tutto. Inoltre, queste settimane per la mia professione sono di grande ispirazione, e infatti tutta la mia attività si è spostata nell’interpretare cosa sta succedendo e proporre chiavi di lettura su quello che sarà il post Coronavirus. 2) Che impatto ha avuto, in generale, la pandemia di covid-19 sul mondo del […]

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Cosa regalare alla mamma: i nostri consigli

Cosa regalare alla mamma? I nostri consigli per rendere speciale il giorno dedicato alla donna più importante della nostra vita. La Festa della Mamma si avvicina; un’ottima occasione per celebrare una figura centrale nella vita di chiunque. Spesso però ci si dimentica di esternarle la nostra gratitudine e il nostro affetto nel modo migliore. Vi proponiamo di seguito una serie di consigli su cosa regalare alla mamma per approfittare di questa occasione e dimostrarle il nostro affetto attraverso frasi d’auguri o magari un regalo inaspettato, rendendo speciale il giorno dedicato a lei (e non solo!). Cosa regalare alla mamma: i nostri consigli La mamma è in genere colei che si occupa della gestione della famiglia e, per quanto ad oggi la maggior parte abbia un lavoro a tempo pieno, spesso è lei che prepara da mangiare per l’intera famiglia. Perché non stupirla dunque con un bel pranzetto cucinato da noi? Lasciamo che si prenda una pausa dalla routine quotidiana, offrendole uno dei suoi piatti preferiti, o magari prenotando una cena in un ristorante elegante.  Un viaggio organizzato per una delle mete che desidera visitare da tanto e che ha sempre rimandato per mancanza di tempo è invece l’ideale per staccare e prendersi un po’ di tempo per sé. Allo stesso modo una giornata in spa è un’idea ottimale per ridurre lo stress e rilassarsi. Regali classici e non solo Se non siete temerari e preferite non rischiare, potete optare per un grande classico, regalandole il suo profumo preferito e sicuramente la renderete felice! Un altro grande classico e per questo intramontabile è sicuramente un buon libro; conoscendo i suoi gusti potreste orientare la scelta riguardo al genere più consono o magari scegliere quello del suo autore preferito. Non dimenticate di scriverle una dedica, però! E se la vostra mamma è attenta alle nuove tecnologie perché non sorprenderla con un lettore eBook o magari un tablet? Anche accessori per il cellulare come auricolari ultra tecnologici o cover personalizzate possono essere idee regalo funzionali e originali. Se invece la moda è la sua passione segreta perché non coccolarla con una borsa alla moda o un capo di abbigliamento che desidera da tempo? Scarpe e vestiti sono sempre un’ottima idea. Desiderate qualcosa di più personale? Perché non dare sfogo alla fantasia creando a mano qualcosa che possa regalarle un sorriso? Comporre un album fotografico con le foto di famiglia che da sempre avrebbe voluto sistemare insieme o perché no, scriverle una poesia che esprima tutto il vostro affetto per la persona più importante della vostra vita. Personalizzare un capo di abbigliamento o un oggetto d’arredo con una vostra foto o una frase legata ad un momento particolare vissuto insieme è sicuramente un’idea per ringraziare la vostra mamma nel modo più speciale possibile. Un bel bouquet di fiori con tutti i suoi preferiti darà sicuramente alla giornata un profumo speciale, e se il suo hobby è il giardinaggio, potreste optare per una piantina col suo fiore preferito o magari regalarle quello più adatto alla sua […]

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Fatture e ordini in digitale: come risparmiare tempo e denaro

L’Italia, si sa, è la terra della burocrazia per eccellenza. In nessun altro luogo al mondo fatture, ordini, raccomandare e incartamenti vari riescono a rallentare il lavoro e a far spendere più denaro del dovuto. Ecco perché digitalizzare tutti questi processi è un bene per tutti: se la tecnologia può avere dei vantaggi, e li ha anche per le aziende meno tecnologiche, questi sono legati alla possibilità di liberarsi definitivamente della carta superflua. Ne consegue anche un abbattimento dei costi e delle tempistiche relative alle diverse pratiche. X-Order: un software per avere ordini e fatture in digitale X-Order è un software del Gruppo CMT che gestisce cicli autorizzativi di documenti usando sia il formato classico che i dati strutturati che consentono il controllo automatico delle informazioni. Tutto questo non fa che velocizzare le attività di controllo e gestione del ciclo dell’ordine. Gli ordini possono essere realizzati in formato di dati strutturati creandoli direttamente in piattaforma o integrandoli nel sistema gestionale. Per trasformare l’azienda in una digitale al 100%, X-Order permette di gestire documenti in formato tradizionale, e cioè in PDF, ma anche in formato di dati strutturati, cioè XML che vengono visualizzati come se fossero in formato tradizionale. Ciò fa sì che l’efficienza lavorativa sia enormemente incrementata. Con questo software possono essere decisi gli iter approvativi, che in genere sono soggetti ad approvazione da parte dei diversi responsabili del processo, permettendo di definirli ed impostarli in base ai diversi tipi di documentazioni, con il vantaggio di poter apporre una firma digitale prima che i documenti siano inviati all’esterno o messi a disposizione nel portale del servizio. Il grande vantaggio dato dalla gestione in formato XML è quello di poter attivare dei controlli automatici, riconciliare ordini, DDT, approvare la fatturazione con le fatture dei fornitori. I vantaggi della fatturazione elettronica e della sua gestione digitale Il grande vantaggio della digitalizzazione dei processi è quello di poter ricevere dei file strutturati, il che evita di dover ricopiare i dati delle fatture all’interno di un sistema dato che si possono leggere e controllare non appena arrivano. Ciò vuol dire eliminare del tutto il data entry, con conseguente risparmio in termini di spesa e di tempo, e dedicarsi a controllare la correttezza dei dati. E se questo non bastasse, vengono azzerati i costi legati alla stampa (fogli e inchiostro), quelli legati alla spedizione delle raccomandate e si potrà anche fare a meno di un archivio fisico.  

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Versatilità, sicurezza e non solo: ecco perché i casinò online vincono su quelli fisici

Sentiamo spesso parlare di casinò online, dato che negli ultimi anni questo particolare settore ha iniziato a raccogliere consensi sempre più evidenti da parte del pubblico di appassionati. Al punto che in futuro i casinò fisici potrebbero diventare un lontano ricordo, quasi una sorta di mausoleo dove si trovano le vestigia di un impero fascinoso e antico, ma oramai decaduto. Di chi è la colpa, o il merito, se vogliamo? Ovviamente è delle sale da gioco telematiche, davvero ricche di vantaggi che analizzeremo proprio in questo articolo, così da scoprire le fondamenta di un successo senza precedenti nel settore del gambling. Versatilità e varietà dell’offerta Per prima cosa, i casinò online vincono la disputa con quelli fisici per via della loro versatilità. Anche qui possiamo trovare tutti i giochi d’azzardo preferiti dagli italiani, come le slot machine, la roulette, il video poker, il poker, il baccarat, il blackjack e tanto altro ancora. Però, per fare la spola dalle macchinette ai tavoli da gioco, non dobbiamo percorrere chilometri o fare fatica: basta un semplice click del mouse, o un tap del dito sul display dello smartphone, per cambiare rapidamente passatempo. Una questione di nuove tecnologie Gli appassionati di vecchia data rimproverano ai casinò digitali un solo limite: non riuscire a riprodurre il medesimo fascino delle atmosfere delle sale da gioco reali. La tecnologia, invece, è riuscita a porre rimedio anche a questo fattore. In rete, infatti, si trovano diversi portali che mettono a disposizione giochi d’azzardo live come la roulette dal vivo, presente anche su Leovegas, per fare un esempio. Si resta comodi a casa propria, ma al tempo stesso si può accedere ad un circuito di telecamere installate sui tavoli di un casinò vero. Poi non resta altro da fare che giocare sfruttando le opzioni concesse dal software, provando però le emozioni proprie di un’esperienza quasi in loco. Conta molto anche la sicurezza Chi frequenta assiduamente un casinò online, sa di poterlo fare sentendosi al sicuro, perché questi siti non presentano alcun rischio. La regola è iscriversi presso una sala da gioco telematica certificata dall’ADM (Agenzia delle dogane e dei monopoli), cercando l’apposito bollino in home page. Così si avrà la certezza di frequentare una piattaforma sicura, che non comporta rischi quali i tentativi di truffa e di manomissione dei software di gioco. Inoltre, questi siti permettono di blindare i dati della propria carta di credito, durante le transazioni necessarie per effettuare i depositi di denaro sul proprio conto. Si chiude con la convenienza Ultimo ma non ultimo, ecco il fattore convenienza, e qui si fa riferimento non tanto alla comodità, quanto piuttosto al portafoglio. Giocare ai casinò online conviene anche da un punto di vista economico, dato che le percentuali di vincita a favore degli utenti sono più alte, mentre quelle dei dealers leggermente più basse. In secondo luogo, è bene specificare che i siti di casinò offrono una serie di bonus ai nuovi iscritti, come nel caso dei giri gratis alle slot, o della restituzione totale o in percentuale della […]

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Accento circonflesso: origini e caratteristiche

In questo articolo approfondiremo alcuni aspetti legati all’accentazione linguistica, riguardanti in particolare il meno conosciuto accento circonflesso. L’accento intensivo, detto anche dinamico o espiratorio, e l’accento melodico, detto anche musicale o cromatico, producono un succedersi periodico di fonemi articolati più energicamente o su un tono più alto dei fonemi contigui: le sillabe si collegano, infatti, nella parola e nella frase, in modo da formare unità ritmiche, cioè complessi fonici scalati secondo l’intensità o l’altezza musicale. Quando si indica l’accento intensivo come caratteristico, per esempio, dell’italiano, in realtà si afferma che in questa lingua il parlante sente l’intensità piuttosto che la melodia; e quando si attribuisce, per esempio, al greco antico un sistema di accentazione melodico, si viene a dire che in quella lingua il parlante sentiva la melodia a preferenza dell’intensità. Inoltre, spesso, all’intensità dell’accento è legata la quantità della vocale accentata: ad esempio in latino si hanno pālus “palo” e pălūs “palude”, sērō “tardi” e sĕro “io intreccio”. Si denomina accento acuto il grafema ˊ, accento grave il grafema ˋ  e accento circonflesso, il grafema ^; il loro valore non è unico, variando secondo i sistemi grafici nazionali e, nell’ambito di molti di questi, secondo le abitudini individuali. L’accento circonflesso nel greco antico, nel francese e in matematica Premesso ciò, occupiamoci ora del valore e delle caratteristiche dell’accento circonflesso. Innanzitutto, nel periodo classico (V-IV secolo a.C.) gli accenti di parole non erano indicati per iscritto, ma dal II secolo a.C. in poi furono ideati alcuni segni diacritici; i tre segni adoperati per indicare l’accento nel greco antico, l’acuto (ά), il circonflesso (ᾶ), e il grave (ὰ) sono stati introdotti da Aristofane di Bisanzio, filologo e grammatico a capo della biblioteca di Alessandria in Egitto all’inizio del II secolo a.C., epoca in cui si registrano i primi papiri con segni di accentazione. Tra il II e il IV secolo d.C. la distinzione tra acuto, grave e circonflesso scomparve e tutti e tre gli accenti vennero pronunciati come accento identico, generalmente ascoltati sulla stessa sillaba. Nell’ortografia politonica del greco, il grafema ~ può comparire soltanto su un dittongo o una vocale lunga poiché è un accento composto – formato da una mora accentata e una atona (cioè da un innalzamento della voce sulla prima mora e un abbassamento sulla seconda), dunque indicante una combinazione tra accento acuto e grave, ossia un iniziale innalzamento di tono, che termina con un abbassamento, oppure prodotto dalla contrazione di due vocali – e soltanto sull’ultima o penultima sillaba di un vocabolo. Una serie di norme regolamenta il suo uso: – per la legge del trocheo finale, se in una parola greca l’ultima sillaba è breve e la penultima lunga (cioè termina con un trocheo, — ∪), e l’accento cade sulla penultima, questo sarà obbligatoriamente circonflesso; – quando due vocali contraggono, se l’accento cade sul primo elemento della contrazione l’accento sarà circonflesso; – il risultato della crasi – ovvero la contrazione di una vocale aspra finale con la vocale aspra iniziale della parola seguente – è sempre […]

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Cosa fare quando ci si annoia? Alcuni consigli per allontanare la noia

Cosa fare per combattere la noia? Scoprilo, leggendo qui! Nella quotidianità può capitare di annoiarsi: frequentemente capita di provare noia e di non sapere cosa fare; naturalmente esistono diversi rimedi, o meglio attività, da intraprendere, proprio quando ci si annoia. Le cose da fare, si differenziano in base alla categoria di attività con le quali si ha più affinità, strettamente collegate alla personalità di chi le sceglie o svolge. Una tra queste potrebbe essere la musica, oppure l’arte, o ancora il bricolage. Insomma, una serie di possibilità che consentono di impiegare il proprio tempo libero senza annoiarsi. Uno dei consigli più semplici e spesso considerati quasi banale, è quello di leggere un bel libro, magari una storia coinvolgente, un romanzo d’amore o un giallo, che sappia appassionare e coinvolgere al tempo stesso. Se si sceglie di leggere come attività “anti-noia”, è molto importante trovare un ambiente confortevole e accompagnare la lettura con una tisana calda o qualche pasticcino, che contribuiranno a rendere speciale quel momento. Dunque, un libro è un buon alleato quando ci si annoia, ma non a tutti piace leggere, e infatti, esistono altre attività, diverse tra loro, da svolgere, per impiegare il proprio tempo. Un’altra simpatica attività, potrebbe essere il giardinaggio, anche in questo caso, se la persona che decide di svolgerlo, ha una forte passione per il verde. Trascorrere del tempo all’aria aperta, a contatto con la natura, permetterà di rigenerare la mente e caricarsi di energia positiva. In tal senso, un’altra cosa da fare, potrebbe essere una passeggiata, magari ascoltando della buona musica, osservando e fotografando ciò che quotidianamente, a causa degli impegni che attanagliano, sfugge all’attenzione, nutrendosi di nuovi particolari e sfumature paesaggistiche, culturali, ambientali. Dal punto di vista psicologico, la noia è uno stato d’animo, che prova una persona che vorrebbe fare qualcosa, ma è bloccata in una sorta di stallo emotivo. Spesso ci si annoia a causa dei vari impegni di routine, che creano un circolo vizioso, ovviamente di natura passiva, che irrimediabilmente conduce ad uno stato di noia. Tra le varie attività, alcune molto semplici e simpatiche, si sconsiglia l’uso di internet, in quanto, esso è parte integrante della vita di tutti i giorni, e dunque, utilizzarlo per riempire anche i cosiddetti momenti “vuoti”, non rappresenta una vera e propria distrazione. Leggere, scrivere (magari un diario segreto o un romanzo) suonare, fotografare, cucinare, dipingere, riordinare, dedicarsi alla cura del corpo, telefonare, meditare, studiare, fare sport, sono tutte potenziali attività da scegliere qualora ci si annoiasse. Qualsiasi di essa si scelga (questa è solo una breve lista) bisogna sempre ricordare che annoiarsi è un modo per sviluppare l’immaginazione, ma è anche un motivo in più per capire cosa fare nella vita e come sfruttare il proprio tempo. Magari, tra le tantissime attività da fare quando ci si annoia, una di esse, potrebbe col tempo diventare una passione o anche una professione. Immagine in evidenza: https://pixabay.com/it/photos/pioggia-bambini-triste-annoiato-20242/

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Anno sabbatico tra origini e usanze moderne

Cos’è davvero un anno sabbatico? Come prendersi un anno di pausa dal lavoro o dagli studi, per dedicare il tempo alle passioni e agli affetti? “Mi prendo un anno sabbatico” è una di quelle frasi più sentite nei film o nel gruppo dei pari, ma la sua definizione ha origini molto antiche. La sua denominazione deriva dall’ebraico “shabbat”, ovvero sabato, il giorno destinato al riposo. Nella cultura ebraica, l’anno sabbatico non era una possibilità eventuale, ma una festività che ricorreva ogni sette anni. In onore di Dio, secondo le leggi Mosaiche, ogni sette anni, si lasciava riposare la terra, si condonavano i debiti e gli schiavi potevano tornare in libertà. In particolare, per quanto riguarda la questione schiavitù c’è una precisazione da fare: gli schiavi erano quelle persone che per debiti non estinti o reati commessi, dovevano lavorare presso una famiglia, in genere appartenente alla schiera del creditore, fino a risarcire del tutto i danni. Ad oggi l’anno sabbatico può essere denominato anche come “gap year” o “career break”. Esso consiste nella possibilità di interrompere il proprio lavoro o gli studi, per dedicarsi ad altro, come inseguire un sogno professionale, realizzare un progetto o praticare volontariato. Il gap year è molto comune tra i giovani negli Stati Uniti. Gli studenti statunitensi si permettono un anno di pausa tra la fine delle superiori e l’inizio dell’università, o tra la fine degli studi universitari e la prima esperienza lavorativa. La maggior parte degli studenti decide di passare il proprio anno sabbatico all’estero per imparare una nuova lingua, o per inseguire una vocazione artistica. Diversi studi attestano che chi decide di prendersi un anno di pausa, dopo le superiori, in media ha un rendimento migliore al college. In tempi recenti, tale pausa si è diffusa anche tra i meno giovani, soprattutto se si tratta di categorie che svolgono un lavoro di forte stress (come manager o professionisti della finanza). Gli uomini d’affari sembrerebbero dedicare il loro anno sabbatico alla famiglia. Come prendersi un anno sabbatico in Italia Sono poco conosciute ad oggi, in Italia, due possibilità che seguono la scia del gap year: gli istituti dell’aspettativa non retribuita e il congedo formativo. Si tratta nello specifico, di periodi di pausa dal lavoro non retribuiti, dove alla fine dei quali il lavoratore riavrà il suo posto di lavoro. Possono accedere a tale diritto, i lavoratori che abbiano maturato più di cinque anni di anzianità in un’azienda o presso un altro ente, ed è necessario una richiesta scritta e firmata dal lavoratore stesso. La durata massima è di 11 mesi, ma durante il periodo di pausa, il lavoratore non potrà svolgere alcuna attività retribuita. Si potrà fare richiesta una sola volta nella vita lavorativa all’interno della stessa azienda. È da ricordare che durante l’anno di pausa, il lavoratore non maturerà ferie né scatti di anzianità professionali, ed ovviamente alcun contributo pensionistico. I congedi nel nostro Paese sono disciplinati dalla legge n.53 del 2000, conosciuta anche come legge Turco. Tale normativa ha come obiettivo principale quello […]

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Borse e borsette italiane: i marchi del Made in Italy

Borse e borsette italiane, accessori irrinunciabili ed elementi di stile per esprimere personalità. Il mondo delle borse è un universo immenso e ricco di modelli che variano per forma, materiale, dimensioni e utilizzi. L’Italia vanta una tradizione secolare per quanto riguarda la lavorazione della pelle e dei tessuti, che affonda le radici addirittura nelle botteghe medievali. Le marche di borse Made in Italy sono nate nei primi anni del ‘900 e hanno saputo compiere i primi passi nell’industria della moda fino ad arrivare ad esserne capisaldi indiscussi. Le marche più famose di borse e borsette italiane: Gucci Gucci è un colosso della moda italiana ed è molto famoso per la produzione, oltre che di abiti, proprio di accessori da pelletteria. Nel 1921 Guccio Gucci apre l’omonima e prima azienda a Firenze, proprio per la produzione di articoli da pelletteria. Qualità dei materiali, realizzazione, design; le cifre caratteristiche della moda italiana sono impersonate da questo marchio che, dagli anni ’50, ha visto sempre crescere la sua fama. Dalla prima apertura dello store a New York Gucci esso è diventato assolutamente internazionale ed è uno degli esempi più famosi di design e manifattura italiana nel settore dell’alta moda. Peccato che oggi la proprietà del marchio non sia più italiana! Infatti, fa parte del gruppo Kering con sede a Parigi che controlla altre industrie del lusso come Saint Laurent e Alexander McQueen. Ad ogni modo la sede principale è ancora a Firenze e il direttore creativo del marchio è italiano. L’azienda Gucci è famosa per la produzione di borse e borsette di ogni tipo ma alcune delle più caratteristiche sono quelle a bauletto in tela monogram, modello la cui esclusività è però attribuita alla francese Louis Vuitton. L’eleganza di Armani Giorgio Armani è uno stilista che con la sua unicità ed eleganza ha saputo conquistare negli anni fama mondiale. Il marchio Armani è stato fondato nel 1975 da Giorgio Armani e Sergio Galeotti a Milano. L’azienda da sempre produce abiti da uomo e donna ma è anche famosa per i suoi accessori. Fin da subito a caratterizzare l’azienda sono state le giacche flosce da uomo e donna, la morbidezza delle stoffe, i colori sfumati, la portabilità degli abiti. Nel 1980 Giorgio Armani vestì Richard Gere in “American gigolò”, il film che rese popolare lo stilista in tutto il mondo. Dal 1981 alla collezione principale di alta moda, Giorgio Armani affiancò la linea Emporio Armani, con collezioni meno costose e più accessibili. Eleganza, misura, design pulito, colori rilassanti e sofisticati. Armani è uno dei marchi che ha più contribuito al successo del Made in Italy. Le borse e borsette italiane con questo marchio sono divise in quelle più giovanili e trendy e quelle più classiche: le prime hanno colori vivaci e originali, materiali e finiture varie e prezzi che si aggirano su qualche centinaio di euro, le seconde invece risentono di uno stile più classico, con linee più eleganti e colori più austeri e prezzi che si aggirano sui mille euro. Il colosso Prada […]

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Foglia d’oro: tecniche e utilizzi di ieri e di oggi

La foglia d’oro è un sottilissimo strato d’oro disponibile in diversi carati, spessori e dimensioni. Una patina dorata che da sempre è stata utilizzata nei più svariati modi per arricchire, adornare e decorare le produzioni artistiche di ogni tipo. La sua storia è molto antica ma i suoi utilizzi sono più che attuali! Dorature decorative, cosmesi, food design sono solo alcuni dei campi di applicazione della pregiata foglia dorata. Tecniche di produzione della foglia d’oro, dall’antichità ai giorni nostri La produzione della foglia dorata è un processo molto antico che si ripete oggi con poche variazioni, nonostante la scoperta e l’invenzione delle nuove tecnologie. Al giorno d’oggi non sono molti gli artigiani che producono la foglia d’oro e che lo fanno utilizzando le stesse procedure che risalgono al Rinascimento. Le notizie sulla foglia d’oro risalgono a circa 5000 anni fa. Essa era molto utilizzata in Oriente, soprattutto in Cina e in Giappone. Il culmine del suo utilizzo si ritrova sicuramente nelle produzioni dell’arte bizantina e rinascimentale, quando veniva impiegata con scopi ornamentali nella produzione di dipinti su tavola di legno per raffigurare le aureole dei Santi, la luce del sole e tutto ciò che di immortale ed eterno poteva essere associato al nobile metallo. La foglia d’oro zecchino è da tempo utilizzata per i restauri delle opere d’arte ma oggi trova impiego nei più svariati campi e richiede quindi delle tecniche e miscele specifiche a seconda dell’utilizzo a cui è destinata. Le tecniche per la sua produzione sono i processi di deformazione a caldo e successiva battitura. Il processo avanza per gradi: dal lingotto si ricava una lamina di 6 cm che è progressivamente assottigliata fino a raggiungere i 0,3 mm. La lamina così ricavata è tagliata in quadrati che vengono impilati alternativamente a strati di carta. La pila è poi posizionata tra due strati di pelle animale e sottoposta a diversi cicli di battitura, a seconda dello spessore richiesto. Le foglie in commercio si distinguono in: Foglie libere, adatte per decorazioni di intarsi e per la doratura di superfici lisce, soprattutto nel settore del mobile di lusso Foglie a decalco, appoggiate su uno strato di carta velina che ne facilita la presa, adatte per la decorazione di superfici piane e in esterno Foglie a filo, tagliate a misura del libretto, utilizzate soprattutto nel mercato francese per la doratura a missione Foglie in rotolo, appoggiate su un rotolo di carta velina, per le grandi superfici. Gli svariati utilizzi della foglie dorate La foglia d’oro per la doratura è utilizzata sia a caldo che a freddo. Il processo di utilizzo a freddo è più versatile e si usa molto in legatoria o per decorare le superfici in metallo, legno e vetro. Questo tipo di applicazione necessita di ingredienti come colle, gessi, argilla, albume d’uovo che si sovrappongono seguendo le istruzioni tramandate dagli artigiani rinascimentali. La foglia deve riposare alcuni giorni ed è lucidata con attrezzi di agata e ricoperta di vernici trasparenti. Il processo a caldo è invece il più utilizzato […]

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5 programmi televisivi trasmessi in Eurovisione

5 programmi televisivi trasmessi in Eurovisione: tra i numerosi programmi i più celebri sono il Festival di Sanremo (70esima edizione conclusa pochi giorni fa), le partite dei Mondiali, il Palio di Siena, le celebrazioni del Papa e l’Eurovision Song Contest. Che cosa si intende per Eurovisione? L’Eurovisione è un organismo internazionale che coordina e regola tutti le emissioni radiofoniche e televisive dell’Europa, rendendole visibili ed interconnesse tra loro. 5 programmi televisivi trasmessi in Eurovisione Iniziamo con il Palio di Siena, storicamente famoso perché risale al 1633. Si tratta di una manifestazione riesumata ed organizzata a scopo turistico, caratterizzata da cavalli e fanti che hanno corso sin dal 1633 rappresentando le 17 Contrade della città. L’evento è stato interrotto solo dalla violenza delle Guerre Mondiali, ed è di grande rilievo: tutti i toscani, non soltanto gli abitanti di Siena, ne vanno fieri. Apprezzato da numerosi turisti provenienti da tutta Italia e dai confini internazionali in particolar modo la Svizzera, questa corsa di cavalli è davvero suggestiva e simbolica. La corsa vera e propria consiste nel percorrere per tre volte il giro della Piazza del Campo, opportunamente sistemata e attrezzata allo scopo, montando a pelo (senza sella) il cavallo. Ogni Contrada è come un piccolo stato presieduta da un Seggio, da un Priore e guidato nella “giostra” da un Capitano, coadiuvato da due “tenenti”. Apprezzato e seguito in Eurovisione, il Palio di Siena corrisponde ad un evento targato Made In Italy e diffuso in tutta Europa. Un altro evento Made In Italy trasmesso in Eurovisione con grande successo da oltre 70 anni è Sanremo, il Festival della canzone italiana. Rappresenta uno dei principali eventi italiani che ottiene grande riscontro di share anche all’estero. Ogni anno un direttore artistico sceglie testi musicali che rappresentino la musica italiana e nell’arco di 70 anni il Festival di Sanremo ha ospitato sul palco dell’ Ariston i migliori compositori della musica italiana tra cui i Ricchi e Poveri riuniti proprio durante Sanremo 2020, Mina, Mia Martini, Toto Cotugno e Gianni Morandi, al quale i conduttori Amadeus e Fiorello hanno dedicato un omaggio canoro a Sanremo 2020. Al termine delle 5 serate della kermesse musicale più famosa d’ Italia il vincitore viene premiato con la prestigiosa statuetta del Leone di Sanremo. Dal 1956 il vincitore del Festival di Sanremo ottiene il diritto di rappresentare l’Italia al programma musicale Eurovision Song Contest. Quest’anno parteciperà a questo programma il vincitore Diodato con la canzone Fai Rumore, un invito a non tacere e ad esprimere il nostro pensiero qualunque sia la circostanza (d’amore, d’amicizia, di lavoro o di un qualsiasi altro contesto sociale). Un altro evento famosissimo, sportivo ed internazionale è il Campionato mondiale di Calcio, definito in breve “I mondiali” ed in inglese FIFA WORLD CUP, un enorme torneo calcistico che riunisce in una sola sede ogni 4 anni le squadre nazionali di calcio. Creato nel 1930 da Jules Rimet, dirigente sportivo francese, è curato nei minimi dettagli per creare una competizione sana e costruttiva per tutte le squadre di calcio […]

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