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Eroica Fenice

La categoria Notizie curiose contiene 396 articoli

Notizie curiose

Il Sarto Volante: la folle impresa di Franz Reichelt

Il Sarto Volante era un inventore austriaco di nome Franz Reichelt. Filmato dai giornalisti mentre si lanciava dal primo piano della Torre Eiffel con un paracadute di sua invenzione, fu il protagonista di una tragica morte che lo rese più famoso di quanto fece la sua invenzione. La storia del Sarto Volante Franz Reichelt nacque a Vienna nel 1878. Trasferitosi a Parigi venti anni dopo, aprì un elegante negozio di abbigliamento femminile che riscosse un discreto successo. Ma la seconda grande passione di Franz era l’aviazione. Dopo il primo volo dei fratelli Wright nel 1903, diversi pionieri, all’epoca, sognavano di poter volare con un equipaggiamento leggero e minimo. Nel 1910 Reichelt sviluppò la sua grande idea: una tuta paracadute. L’invenzione consisteva in un abito che, in caso di caduta, si apriva come un deltaplano, assicurando un impatto più lieve. Un’idea precedente riguardo un dispositivo simile era già stata sviluppata da un certo Lois-Sebastien Lenormand, che nel Settecento si era lanciato con successo dalla torre dell’osservatorio di Montpellier con un abito di sua invenzione in stoffa, collegato ad un telaio in legno. Questa sorta di antecedente del paracadute fu poi ripreso da Charles Broadwick, che inventò nel 1911 un paracadute simile all’attuale, azionabile tramite una cordicella. Dopo aver ideato la sua tuta-paracadute, Reichelt effettuò diversi lanci di prova per sperimentare la sua idea. Egli lanciò dal quinto piano di un palazzo diversi manichini con indosso la sua tuta e le prove, qualche volta, ebbero successo. Incoraggiato da questi piccoli iniziali successi, l’inventore cercò di creare una versione realmente funzionante per l’uomo. Come primo tentativo creò un dispositivo dal peso di 70kg e con una calotta frenante non abbastanza robusta. Imperterrito egli continuò le sue ricerche ma invano; tutte le prove risultavano fallimentari. Reichelt provò in prima persona la sua invenzione, lanciandosi da una distanza di circa 8-10 metri; fu un covone di fieno ad attutire la sua sua caduta. Per il concorso indetto dall’Aéro-Club de France, Reichelt realizzò un prototipo dal peso di 25kg e con un’apertura alare di 12 metri quadri. Siccome le sue prove davano ancora risultati fallimentari, egli pensò che questi risultati fossero dovuti all’altezza da cui i voli venivano effettuati. Per questo motivo chiese autorizzazione alle autorità competenti di poter testare la sua invenzione dalla Torre Eiffel. Il volo dalla Torre Eiffel Correva l’anno 1912 quando Reichelt comunicò ai giornali la sua idea di sperimentazione del paracadute dalla torre francese. L’appuntamento era fissato per il 4 febbraio. Reichelt si presentò con indosso la tuta, che ormai pesava 9kg e aveva raggiunto un’apertura alare di 30 metri quadri. Arrivato sul posto fu ben chiaro alla polizia e ai trenta spettatori presenti che l’inventore non avrebbe provato la sua invenzione utilizzando un manichino ma se stesso. Molti, tra cui un esperto di sicurezza, cercarono di fargli cambiare idea ma egli disse di voler tentare l’esperimento in prima persona “per dimostrare il valore della sua invenzione”. Nonostante una guardia tentò di fermare il disastro imminente, egli salì al primo livello […]

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Attualità

Giochi aquistabili vs free to play: scontro tra titani

Giochi acquistabili vs free to play Correva l’anno 1962 quando ”Spacewar!” decollò sul nuovo computer DEC PDP-1. Il gioco, incluso in tutti i nuovi computer DEC, proponeva un’idea semplice, ma originale: due navi nei due punti opposti dello schermo si battevano all’ultimo sangue cercando di affondare la navicella avversaria. Era l’inizio dell’ascesa videoludica. Giochi virtuali: dalle cartucce ai download Iniziò tutto dalle sale gioco. Da quel momento una serie di modelli sempre nuovi di console iniziarono una gara senza fine sugli schermi televisivi, investendo gli occhi sognatori dei bambini, quelli curiosi degli adolescenti e forse anche quelli più scettici dei loro genitori, di pubblicità sulle infinite possibilità che offrivano. Ognuna di loro proponeva un’esperienza di gioco attraverso decine di giochi dalle trame e i game play più svariati. Con gli anni la pila di cartucce dei giocatori più accaniti divenne sempre più alta, finché non arrivarono loro. I free to play. Giochi dall’aria illusoria di una demo, con le loro promesse di funzionare senza l’ausilio di un disco acquistabile, di un codice da inserire. Giochi che puzzavano di imbroglio, ma che altro non erano che l’avvento di un nuovo tipo di marketing: il marketing dell’ossessione. L’idea dei free-to-play era quella di lasciare che le persone si affacciassero ai giochi come qualcosa di completamente accessibile, permettendogli di sperimentare in lungo e in largo i mondi creati dagli sviluppatori per poi inserire elementi che richiedevano l’ausilio di soldi reali. La differenza tra un free-to-play e un gioco integralmente acquistabile Per analizzare la differenza tra questi due prodotti è necessario, in primo luogo, analizzare il pubblico a cui sono rivolti. I primi giochi integralmente acquistabili, rivolti alle generazioni di ragazzi comprese tra il 1970 e gli anni 1990, proponevano un modello di gioco semplice e lineare. Il giocatore interessato comprava la cartuccia che era utilizzabile in un unico tipo di console, iniziava il gioco e una volta concluso poteva scegliere se giocarci una seconda volta, rivenderlo per comprare un nuovo gioco o collezionarlo. Un meccanismo facile, che in qualche modo permetteva (attraverso la rivendita della cartuccia) di far provare il gioco anche a chi non aveva possibilità di acquistarlo a prezzo intero. Il game play di questo tipo di giochi era definito da un solo tipo di finale, al quale si poteva arrivare, a seconda del gioco, in un unico modo. Concluso il gioco non c’era possibilità di ampliare la cartuccia o di aggiornarla. La spesa iniziale affrontata per acquistarla risiedeva tutta nel contenuto dei chip che le persone tenevano tra le mani. La generazione a cui sono stati rivolti questa prima serie di giochi raramente collezionava prodotti per qualità, ma per quantità. Non c’è quindi da sorprendersi se la maggior parte dei giochi acquistabili si presentavano come Arcade. Con l’inizio degli anni 90’ e la nascita dei giochi online, il modello che fino a quel momento aveva contraddistinto le case di produzione videoludica viene a spezzarsi. Questa nuova generazione si caratterizza per l’improvviso interesse verso un solo tipo di gioco, a cui […]

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Nerd zone

Genshin Impact: un open world tutto da esplorare

Arriva su pc, smartphone e Playstation “Genshin Impact” il nuovo free-to-play ambientato in un mondo fantastico. Un’esplosione di colori e personaggi ci trascinano con loro in un’avventura a metà tra un gatcha-game e un action-gdr, alla scoperta di una storia accattivante e ricca di colpi di scena. Il gioco prodotto dalla MihoYo ha guadagnato, fin dal giorno di rilascio, il 28 settembre, un numero sproporzionato di download su tutte le piattaforme, vantando ad oggi già 17 milioni di download solo da mobile.  Un mondo virtuale senza limiti per dimenticare il lockdown Da quando le prime console sono arrivate a vantare un posto nelle case di tutto il mondo, l’industria videoludica ha iniziato un’ascesa senza fine che ha portato alla nascita di nuove invenzioni, nuove storie e mondi. Come non ricordare i colossi che hanno segnato il più gli spazi pubblicitari di tutti i siti: dall’intramontabile Minecraft, al più moderno Fortnite, passando per Legue of Legends e per Clash Royale. Tuttavia, nonostante i giochi open world abbiano sempre accattivato i giocatori più appassionati, un caso come Genshin Impact non lo si riscontrava da World of Warcraft.  La meccanica di di Genshin-Impact restituisce al semplice intrattenimento la sua importanza, impendendo al gioco di far diventare le sfide PvP l’unica possibilità di andare avanti nel gioco. L’esperienza ludica, presentandosi infatti come un un mondo completamente aperto, esplorabile in ogni suo confine, riporta tra le possibilità di gioco, il piacere della scoperta e dell’esplorazione. Attraversando torrenti e scalando le montagne sarà infatti possibile muoversi per tutta la mappa. Inoltre attraverso la raccolta di oggetti lungo il viaggio, come piante e minerali, sarà possibile fabbricare alcuni utensili di gioco. Molti di questi serviranno per potenziare i personaggi guadagnati con tanta fatica, permettendo di salire di livello e di affrontare missioni sempre più difficili. La magia degli elementi All’interno della storia sarà possibile ottenere fino a ventuno personaggi base, e tre personaggi evento al mese, ognuno con diverse tipologie di armi e poteri. Nella squadra principale tuttavia, sarà possibile inserirne solo quattro per volta, motivo per cui sarà necessario agire d’astuzia. Il gioco, presentandosi con la proposta -forse un po’ satura, ma sempre piacevole-, di poter governare gli elementi della terra, del vento, dei fulmini, della natura, dell’acqua, del fuoco e del gelo, permette la possibilità di combinarli tra loro, ottenendo reazioni chimiche ben più potenti. Questo sarà l’unico caso in cui l’acqua e l’elettricità dovranno assolutamente essere combinati insieme se si vorranno sconfiggere i nemici!  La particolarità più allettante che tuttavia presenta l’esperienza di gioco, è la possibilità di poter ottenere anche i personaggi e le armi più potenti e rari, attraverso i ‘’desideri’’. La moneta virtuale ottenibile completando i diversi obbiettivi del gioco. Sarà infatti spendibile per cercare di ottenere, in un banner specifico, armi e personaggi che non sarebbero distribuiti altrimenti come ricompensa al completamento di una o più missioni.   Genshin Impact: un free-to-play senza limiti Il gioco quindi si presenta gratuito nella sua forma integrale?  Assolutamente sì! Ed è questo il motivo per cui è necessario introdurre il più grande problema di Genshin Impact. Attraverso i sui colori ipnotici, una storia in continuo aggiornamento […]

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Fun e Tech

HONOR MagicBook 14, un portatile da portare via!

Nell’era del 5G, tutti hanno un alto standard nella portabilità e nella connettività dei dispositivi tra loro, la serie HONOR MagicBook è una delle pietre miliari che rafforza l’impegno del marchio nel creare intelligenza per tutti gli scenari. Combinando un design sottile e leggero, offre una potenza incredibile in un formato elegante e compatto, perfetto per i giovani in movimento. Di seguito descriveremo le caratteristiche che li fanno brillare nella folla: Il suo impressionante design completa lo schermo Full View da 14″. Disponibile in due colori, ha un telaio in alluminio minimalista. In contrasto con i suggestivi bordi smussati blu e con la vita tagliata a diamante che dona un abbagliante bagliore blu. Portatile al cento per cento: Con un peso di soli 1,38 kg e uno spessore di 15,9 mm, HONOR MagicBook è progettato per chi è sempre in movimento. È possibile impostare lo schermo sull’angolazione desiderata grazie alla sua cerniera a quasi 180 gradi, offrendo comfort e comodità ovunque ci si trovi. La sua visualizzazione dà vita ad ogni dettaglio: Grande schermo in un corpo compatto, fornisce una risoluzione di 1920x1080px, presentando lunette ultra strette di 4,8mm su 3 lati con schermo da 14″, massimizzando il rapporto schermo-corpo all’84%, fornendo un’esperienza di visione completa, dando vita ad ogni dettaglio. La riflessione della luce non sarà più un problema, grazie allo schermo laminato. Anche la luce diretta del sole non sarà un ostacolo alla visione. Potenza senza sforzo, grande efficienza grazie al processore AMD e alla RAM a doppio canale Dotato di un processore mobile AMD Ryzen 5 4500u con grafica AMD Radeon™, che adotta anche una RAM DDR4 a doppio canale da 8 GB e un’unità di archiviazione SSD PCIe ultraveloce NVME SSD da 512 GB. Veramente progettato per portare la vostra produttività al massimo e gestire gli scenari più impegnativi.   Software preinstallato: Ha Windows 10, con un mese di prova di Microsoft 365, con l’idea di migliorare la produttività. Dispone di un’applicazione di proprietà di HUAWEI e HONOR, “PC Manager”, che ha il compito di controllare lo stato generale e allo stesso tempo aiuta a mantenere aggiornati i driver e a identificare i problemi hardware. Fornisce anche un manuale d’uso e un link al centro di assistenza online. Caricamento ultraveloce con il massimo delle prestazioni: Onorando l’enorme batteria ad alta densità da 56Wh, fornisce 10,5 ore di prestazioni non-stop. Anche se utilizzato per la riproduzione di video a 1080p. Ha un caricabatterie di tipo C di soli 160 g, che accetta una carica veloce di 65W, che in soli 30′ genera il 46% della carica. Design innovativo della lama per un’efficiente dissipazione del calore: È caratterizzato da un innovativo design delle lame a forma di S. Efficiente, più sottile e con una densità più elevata, affermando un flusso d’aria pienamente funzionale. Aumento della dissipazione di calore del 38%. Un altro vantaggio del suo design è la mancanza di rumore, che lo rende un computer completamente silenzioso. Pulsante di accensione delle impronte digitali per un accesso rapido: […]

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Fun e Tech

Dal catcalling agli stereotipi: la guida di Babbel sulle parole della violenza di genere

Ancora oggi non è raro assistere a episodi di discriminazione di genere verso le donne: espressioni o azioni di questo tipo sono più diffuse di quanto si creda, sia nella quotidianità sia nella comunicazione dei media attuali. In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre, Babbel ha realizzato l’approfondimento “Sessismo e linguaggio: le parole della violenza di genere”. Uno dei fenomeni più rilevanti è quello delle molestie in strada: il catcalling è una problematica molto sentita, dato che l’84% delle donne ne è stata vittima almeno una volta (dati Hollaback! – Cornell University). Oggi, inoltre, i modi di esprimersi e il linguaggio discriminatorio sono all’ordine del giorno anche sul web: il 25% delle ragazze ha subito violenze verbali su internet e il 26% è vittima di stalking online (dati Pew Research Center). Espressioni e comportamenti violenti emergono come i primi segnali di episodi ancora più gravi, ed è dunque molto importante saperli riconoscere. Sono sufficienti alcuni esempi per capire quanto sia comune assistere a un episodio di discriminazione: basti pensare ai casi in cui ci si riferisce a un medico o a una professionista chiamandola “signorina” invece di “dottoressa”, errore che difficilmente riguarda il genere maschile. Numerosi altri esempi, relativi anche alle narrazioni dei media, sono disponibili online nell’approfondimento speciale realizzato da Babbel in questa pagina web: it.babbel.com/identificare-discriminazione-di-genere-nel-linguaggio  

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Fun e Tech

8 Pubblicità famose anni ’90-2000

8 Pubblicità famose anni ’90-2000. Diverse sono le pubblicità e gli slogan che riecheggiano nella mente di coloro che guardano la tv o seguono spot promozionali su YouTube. La promozione è fondamentale per rendere più accessibile e dare un carattere distintivo al prodotto che viene promosso, in modo che crei un’impronta nel cuore dei consumatori. 1 Ferrero Rocher (“Soddisfa la voglia di buono”) 1994 Tra le più famose pubblicità anni ’90 ed anni 2000 la prima che ricordiamo è quella della signora elegante in tailleur giallo che chiama il suo maggiordomo Ambrogio, perché “avverte un leggero languorino”. Sicuramente sarà saltato in mente a molti voi lettori il brand Ferrero Rocher con il suo slogan tipico Soddisfa la voglia di buono (1994). Uno spot pubblicitario raffinato che vuole esprimere il gusto delicato  della pralina di cioccolato. Tattica la scelta del colore giallo del tailleur della donna durante lo spot pubblicitario identico alla copertina della pralina. 2. Panatine Rovagnati (“5 minuti”) 2001 Panatine Rovagnati è un altro spot che ha riscosso un grande successo perché è un prodotto alimentare facile e veloce da preparare e perché lo spot si sofferma su un elemento essenziale: il senso della familiarità. “5 minuti solo 5 vedrai e delle Panatine ti innamorerai”. Il tempo di cottura rapido attira l’attenzione dei consumatori che vogliono in giornate feriali una cena rapida e veloce che sprigiona subito un ottimo profumo. 3. Caramelle Dufour (2006) Chi non ricorda lo spot delle caramelle Dufour con il ragazzo che scherza con il delfino? Uno spot amichevole che ricorda il valore delle caramelle, prodotto tipico della convivialità. Le caramelle dolci sono spesso mangiate  in un momento di pausa come un coffee break lavorativo o durante la merenda per gli adolescenti. Il delfino, simbolo di amicizia e condivisione, è l’animale adatto per esprimere questo concetto. 4. Parmigiano Reggiano “Quando c’ è si nota” (2006/2008) Una pubblicità molto famosa ma meno ricordata è quella del Parmigiano Reggiano. Gli adulti la ricordano con facilità perché è un prodotto nutriente e largamente utilizzato in cucina. Per i ragazzi è più difficile ricordarlo perché cattura di meno la loro attenzione. Lo slogan è vincente “Quando c’è si nota” è uno slogan tattico, chiaro ed incisivo, che lascia il segno. 8 pubblicità famose anni ’90-2000  5. Vigorsol  “A fresh air explosion” (2008) Di enorme impatto mediatico è lo scoiattolo che nel bosco corre e canta in maniera lirica rendendo il paesaggio tipico dell’inverno con una coltre di neve. Il senso di fresco del paesaggio è paragonabile alla sensazione fresca e piacevole della gomma da masticare che ha reso la Vigorsol uno dei brand di chewing-gum più acquistati, grazie al simpatico ed orecchiabile slogan “A fresh air explosion”. 6. Yogurt Muller “Fate l’amore con il sapore” (2009) Uno degli spot più sensuali degli ultimi 20 anni con la donna protagonista sensuale che percorre un viaggio al centro del sapore, assaggiando con le sue labbra carnose un cucchiaino di yogurt. Lo slogan Fate l’amore con il sapore è una sinestesia tipica […]

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Fun e Tech

Crisi economica, diminuiscono le imprese al femminile: i dati nell’infografica GoDaddy

Negli ultimi anni l’imprenditoria femminile ha fatto registrare dei numeri molto incoraggianti: i business gestiti da donne sono aumentati a ritmo sostenuto, con 38.080 nuove imprese aperte in 5 anni, contro le 12.704 nuove attività avviate da uomini. Tuttavia la grande crisi economica legata alla pandemia globale da Covid-19 ha avuto un notevole impatto su questa crescita: proprio le imprese femminili sono quelle più duramente colpite, dato che le nuove iscrizioni al Registro delle Imprese tra aprile e giugno 2020 sono calate del 42,3% rispetto all’anno precedente, contro il -35,2% registrato da quelle maschili. Per evidenziare questo fenomeno e dare il giusto rilievo alla situazione dell’imprenditoria femminile, GoDaddy ha rielaborato i dati del IV Rapporto sull’Imprenditorialità Femminile di Unioncamere e ha realizzato l’infografica “Le imprese femminili in Italia”. Anche a livello globale la situazione non è certamente migliore: secondo i dati raccolti in oltre 50 paesi dal Global State of Small Business Report (IV Wave) stilato da Facebook e OCSE le imprese femminili sono state costrette a chiudere più spesso di quelle gestite da uomini, a maggio 2020 si è registrato un tasso di chiusura del 27% per le prime e del 20% per quelle maschili. Sono diversi i motivi alla base di questa discrepanza che spiegano, almeno in parte, il perché le imprese femminili abbiano chiuso di più. Le imprese femminili sono prevalentemente attive nel settore dei servizi alla persona, uno dei campi che ha risentito maggiormente delle misure restrittive e del calo dei consumi. Inoltre, il peso delle responsabilità domestiche nel corso del lockdown è caduto maggiormente sulle dirigenti d’azienda donna: il 23% ha dichiarato di aver speso almeno 6 ore al giorno occupandosi di casa e famiglia, contro solo l’11% dei dirigenti maschi. Per essere ancora più vicini alle imprenditrici e sostenere il ruolo delle donne nel mondo dell’imprenditoria e del lavoro, Iran Wasti, Regional President GoDaddy EMEA, ha fondato GoDaddy Women in Technology (GDWiT), un’organizzazione di networking che ha l’obiettivo di promuovere la crescita professionale delle donne all’interno della società, favorendo così una maggiore diversità nel settore tecnologico.      

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Fun e Tech

6 pratici consigli per risparmiare su Amazon

Quando si pensa di acquistare qualcosa online è impossibile non fare riferimento ad Amazon. Negli anni il colosso dell’e-commerce statunitense ha costantemente ampliato la propria offerta, tanto da coprire pressoché qualsiasi categoria merceologica. Forte di questo monopolio, la creatura di Jeff Bezos presenta spesso una grande variabilità di prezzi, per quanto di norma inferiori a quelli dei suoi concorrenti. Con qualche accorgimento, però, è possibile risparmiare ulteriormente sul prezzo finale, anche se va messo in conto che le promozioni cambiano di frequente, così come i vantaggi associati al proprio account Amazon. 1 – Iscriversi ad Amazon Prime gratuitamente È il servizio di Amazon ideato per risparmiare sulle spese di spedizione, di solito gratuite solo per acquisti sopra i 29€. Iscrivendosi al periodo di prova di trenta giorni, Amazon Prime non ha alcun costo. Per attivare questa promozione è sufficiente accedere al proprio account e cliccare su “Iscriviti e usalo gratis per 30 giorni”, al termine dei quali scatterà il pagamento di 36€. Basterà tuttavia annullare l’iscrizione prima della scadenza per evitare di pagare l’abbonamento annuale e godere comunque del servizio fino al termine naturale del periodo di prova. I vantaggi di Prime, anche solo per un mese, sono numerosi e non si parla solo di evitare le spese di spedizione e di consegne veloci illimitate per importi di qualunque cifra, ma anche della possibilità di usufruire di altri servizi. Tra questi compaiono: Prime Video, per vedere in streaming serie tv e film; Prime Music, per ascoltare playlist e oltre 2 milioni di brani musicali senza pubblicità; Prime Reading, per leggere centinaia di ebook Kindle gratuiti; Twitch Prime, per ottenere gratis contenuti relativi a videogiochi e gaming online; Amazon Photos, per archiviare le proprie foto in un cloud; e, non da ultimo, l’accesso alle “Offerte Lampo” di Amazon con un anticipo di trenta minuti rispetto al lancio ufficiale. 2 – Buoni Regalo Amazon Il buono regalo è un’ottima soluzione per fare un dono quando si hanno poche idee. Amazon dispone della sezione “Buoni Regalo e Ricarica” che consente di creare card digitali prepagate da inviare tramite e-mail a un destinatario che potrà utilizzarle entro dieci anni. Spesso, soprattutto se non si è mai regalata una card in precedenza, Amazon la associa a un’offerta di benvenuto per il mittente. Ad esempio, in alcuni momenti, è possibile ricevere un buono sconto del valore di 5€ a fronte dell’acquisto di una card con un importo di almeno 50€, pari quindi a uno sconto del 10%. 3 – La ricarica Amazon È possibile ricaricare il proprio conto Amazon trasferendo denaro dalla propria carta di credito o di debito in modo da non dover aggiungere ulteriori dettagli di pagamento durante il check-out. Con questo sistema nell’account si creerà un “Buono Regalo Amazon” di importo corrispondente e spendibile nell’arco di dieci anni. Anche in questo caso possono esserci promozioni attive se si ricarica un certo importo o se si utilizza una determinata carta. Ad esempio, a fronte di una ricarica di 60€ è possibile ricevere un buono […]

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Notizie curiose

Día de muertos: la festa dei morti che celebra la vita

“La morte è democratica, perché alla fine, la madre, la bruna, i ricchi o i poveri, tutte le persone finiscono per essere teschi” – José Guadalupe Posada.  Il Día de muertos, giorno dei morti, è una festa messicana dalle origini antichissime che si festeggia tra fine ottobre e inizio novembre, in concomitanza con la celebrazione cristiana dei defunti. Sacro e profano sembrano quasi mescolarsi in questa vera e propria festa che, più che celebrare la morte, sembra celebrare la vita. Esplosioni di colori, musica, danze, fiori, altari e travestimenti sono le caratteristiche salienti di questa celebrazione carnevalesca unica nel suo genere. Una tradizione precolombiana La festa del Día de muertos affonda le sue radici nella storia precolombiana ed ha quindi origini antichissime. Quella che viene festeggiata oggi è il risultato di un sincretismo avvenuto tra la cultura preispanica e il cattolicesimo importato dai colonizzatori europei. Il culto dei morti era importantissimo nella tradizione azteca. Nella religione precolombiana non esistevano Paradiso e Inferno e la direzione che il defunto poteva prendere dopo la morte non dipendeva dalla condotta sulla Terra ma dalla modalità con cui era avvenuto il trapasso. Le strade possibili erano tre. I morti in circostanze legate all’acqua (annegamento, edema, pustole…) raggiungevano Tlalocan. I morti in combattimento, i prigionieri sacrificati e le donne morte durante il parto avevano un posto riservato nel cosiddetto paradiso del sole. Mictlan era il posto per le morti naturali. Ai bambini morti, invece, era riservato un luogo speciale dove avrebbero aspettato la fine della razza umana, per essere poi rimandati sulla Terra per ripopolarla. Ancora oggi la celebrazione del Día de muertos avviene in più giorni: il 28 ottobre è dedicato a chi è morto per incidente o cause violente, il 29 ai morti per annegamento, il 30 alle anime solitarie o dimenticate, il 31 ai mai nati o morti prima del battesimo, il 1° novembre ai bambini morti, l’1 e il 2 novembre al ritorno dei defunti sulla terra. I morti nell’ antichità erano celebrati durante il mese di agosto. Quando gli spagnoli arrivarono in America nel XVI secolo, fusero i riti pagani con le nuove celebrazioni cristiane. È per questo che oggi il Día de muertos si celebra a novembre. La tradizione azteca di processioni, danze e altari è però stata mantenuta, nonostante le trasformazioni, ed è arrivata fino ad oggi. Come si commemorano i defunti In genere ai funerali precolombiani si portavano in offerta due tipi di oggetti: quelli che in vita erano stati utilizzati dal defunto e quelli che avrebbero potuto servirgli per il trapasso. Questa tradizione è stata mantenuta negli altari, il simbolo che commemora i defunti nel Día de muertos. Candele, fiori, pane, vino e piatti speciali preparati apposta per gli antenati, coperte e cuscini vengono portati sulle tombe dei defunti e preparati a casa. Qualcuno lascia il letto libero per il defunto durante la notte del 1 novembre. Il simbolo più importante è l’altare, che deve contenere i quattro elementi naturali. L’acqua, fonte di vita, mitiga la […]

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Fun e Tech

Pochette e clutch targate Carpisa: un accessorio ideale per le occasioni speciali

Non importa che siano della grandezza necessaria per contenere l’indispensabile: le pochette e le clutch sono diventate degli scrigni preziosi che nascondono il segreto dell’eleganza. Questa tipologia di borsette nasce come l’accessorio da donna perfetto per una cerimonia, diventando nel tempo un must have per ogni occasione, soprattutto per quelle donne che preferiscono l’essenziale senza rinunciare alla raffinatezza. Le pochette e clutch eleganti che propone Carpisa hanno un design minimalista che può essere abbinato sia con un outfit giornaliero sia con un look più formale e da sera. La loro particolarità sta appunto nella possibilità di inserire al loro interno quei pochi elementi dell’universo femminile, ma ai quali nessuna donna può rinunciare. Il nome di questa tipologia di borsetta deriva dalla sua caratteristica principale, ovvero che dovrebbe essere portata a mano ma non mancano i modelli dotati di tracolla e manici regolabili, perfetti da indossare a spalla nel tempo libero. Nonostante le loro dimensioni ridotte, le borse a pochette e le borsette a clutch Carpisa si rivelano incredibilmente utili, specialmente durante le giornate più impegnative e scandite da innumerevoli appuntamenti e commissioni da sbrigare e per gli eventi galanti e sofisticati. La differenza tra pochette e clutch   Sebbene sembrino molto simili, hanno alcune caratteristiche che le rendono diverse tra di loro. Le borse a pochette sono delle mini borse di tessuto morbido o rigido, quasi sempre accompagnate da una tracollina o da un manico. Sono molto semplici da abbinare sia con vestiti casual come i jeans che con abiti lunghi e raffinati. Per la sera, invece, è preferibile utilizzare una pochette con dettagli luminosi o le borsette a clutch. Queste sono molto piccole e senza manici, sono per lo più rigide, hanno la chiusura ad anello o a scatto e possono presentare una zip all’interno, perfette per conciliare versatilità ed eleganza. Borsette Carpisa da giorno: sobrietà e fascino   I modelli di borsetta a mano Carpisa si contraddistinguono per la loro sobrietà. Sono un accessorio ideale per qualsiasi occasione. Le pochette da giorno hanno colori vivaci e sono molto funzionali, come ad esempio le pochette in pelle in tinta unita o con fantasie, morbide e comode. Queste pochette da donna e da ragazza sono dotate di tasche esterne, hanno la tracolla staccabile per essere indossate su una spalla o portata a mano, a seconda dell’occasione. Questi modelli donano al look freschezza e vivacità; inoltre, grazie alla presenza di scomparti interni e tasche con zip, ogni donna può organizzare al meglio il contenuto e trovare in pochi istanti anche gli oggetti più piccoli. Pochette e clutch Carpisa da sera e da cerimonia: essenzialità ed eleganza   Per una cena di lavoro, un appuntamento galante, una serata tra amiche e specialmente per una cerimonia, Carpisa propone pochette rigide e clutch a catenella, dotate di una tasca aggiuntiva per riporre lo smartphone o le chiavi. Realizzate in tinta unita con dettagli frontali come le fibbie, sono un accessorio che unisce la grinta all’eleganza. La lavorazione della pattina in coccodrillo o in pelle […]

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