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La categoria Notizie curiose contiene 428 articoli

Notizie curiose

Misteri ufologici in Campania: curiosità irrisolte

I misteri ufologici esercitano da sempre suggestione e fascino con la loro aura misteriosa. Essi vengono segnalati e documentati in ogni angolo del pianeta. Sebbene la comunità scientifica non dia fondamento matematico all’esistenza fisica degli UFO, questi continuano ad essere oggetto di studi ufologici. Oggi ci occuperemo dei misteri ufologici che caratterizzano la regione Campania, ancora oggetto di curiosità irrisolte. In primo luogo specifichiamo che con UFO, acronimo britannico, si intendono fenomeni aerei dalle cause non facilmente o immediatamente individuabili dagli osservatori in esame. Negli anni Cinquanta del Novecento il termine UFO alludeva a qualsiasi oggetto non identificato dalle verifiche di esperti. Nel corso degli anni, però, la sua accezione si è dilatata fino a comprendere qualunque avvistamento non identificabile. Il primo avvistamento pubblicamente annunciato fece coincidere l’acronimo UFO con il popolarissimo mito del disco volante. Misteri ufologici in Campania, un rapido excursus Da dove cominciare a trattare dei misteri ufologici che si segnalano nella regione Campania? Senza dubbio dalla fine: a marzo 2018, nella notte tra il 24 e il 25, si sono ricevute molteplici segnalazioni di avvistamento di oggetti volanti in tutta la regione campana, in particolare a Pozzuoli e a San Giuseppe Vesuviano, ma anche presso il lungomare di Napoli e i paesi vesuviani. Il Centro Ufologico Mediterraneo (C.UFO.M) ha dichiarato l’evento non rilevante per il loro campo d’indagine. Appurato ciò, numerose sono state le ipotesi tese a giustificare diversamente tali avvistamenti aerei: secondo alcuni studiosi, essi sarebbero stati causati dalla stazione spaziale cinese Tiangong-1 che avrebbe prodotto frammenti in caduta sulla Terra. Altri sostengono che la loro origine misteriosa sia da ricondurre a pezzi del vettore Soyuz Ms-08, proveniente dal Kazakistan. Ancora nel 2018, altri misteri ufologici hanno perturbato la Campania: una scia luminosa è stata avvistata a Benevento pochi mesi fa, dove qualcuno è riuscito anche a registrarla con il telefonino. Alcuni hanno raccontato di un unico bagliore incandescente che, fermatosi al centro del cielo, si sarebbe biforcato in due scie luminose. Nel 2011, in provincia di Caserta, lungo la strada statale Nola-Villa Literno, si è registrata la presenza di cerchi di grano in un campo. Sebbene non avessero la forma peculiare dei circular crops (difatti sono stati definiti pittogrammi), essi hanno attirato l’attenzione e le indagini degli studiosi di ufologia. Anche la località di Paestum non è sconosciuta ai fenomeni dei cerchi nel grano; di forma circolare e collegati tra loro da linee rette, essi sono ormai quasi sicuramente attribuibili alla mano umana, ma le storie e le suggestioni che li ammantano continuano a esercitare un potere magnetico in quella zona. Misteri, baluginii luminosi, oggetti non comuni che alimentano interrogativi, curiosità e osservazioni: tutto ciò rientra nel campo dei misteri ufologici. Il fenomeno degli avvistamenti UFO gode ancora oggi di una popolarità che prende le mosse negli Stati Uniti, negli anni Quaranta del Novecento. Gli avvistamenti UFO si enucleano in individuali (quando sussiste un solo testimone) e in collettivi (quando i testimoni sono multipli). A volte sono stati riportati come documentazione alcuni filmati dalla […]

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Truffe online: 5 consigli per evitarle

Tutti, usando internet per diversi scopi, siamo vittime inconsapevoli (spesso) di truffe online. Ecco come difendersi! Nel bene o nel male, tutti utilizziamo internet e tutti siamo vittime inconsapevoli, spesso, di truffe online. Risulta ormai possibile svolgere ogni tipo di operazione in rete, dalla condivisione di pensieri personali, alla lettura di articoli di giornale, passando per lo shopping online. Anzi, quest’ultimo sembra essersi sviluppato in maniera esponenziale negli ultimi anni, al punto che in molti preferiscono acquistare, seduti comodamente sul proprio divano, invece di andare in giro per negozi, alla ricerca dell’abito perfetto. Tuttavia, se da un lato questa evoluzione ha portato a notevoli vantaggi, permettendo di svolgere una serie di attività con un minore dispendio di energie, dall’altro ci ha reso vulnerabili a un fenomeno che aumenta in maniera direttamente proporzionale alla comodità sopraccitata: la truffa. Tra i principali tipi di truffa, il falso annuncio è sicuramente quello più diffuso e consiste nella vendita di un oggetto  che sostanzialmente non esiste. O al cui pagamento, non corrisponde una reale spedizione dell’oggetto in considerazione. Generalmente queste queste truffe beneficiano di un pagamento anticipato attraverso un sistema non tracciabile, che permettono all’acquirente di sparire nel nulla con l’incasso. Come evitare, quindi, questi raggiri informatici. Ecco cinque consigli utili da seguire.  1. Acquistare su siti ufficiali. Sono molte le offerte vantaggiose che attirano la nostra attenzione in rete, ma non è tutto oro quel che luccica. Anzi, spesso, se un’offerta si presenta troppo conveniente, paragonata all’offerta di mercato, allora quasi sicuramente si tratta di una truffa. Motivo per cui si consiglia di acquistare unicamente su siti ufficiali e non dai singoli venditori. 2. Leggere le recensioni. Una sicurezza è data da commenti e feedback dei precedenti acquirenti, i quali possono risultare una garanzia contro le truffe online. Solitamente, infatti, se il sito non risulta affidabile, sarà sicuramente travolto da una mole di recensioni negative. Le voci circolano in fretta. 3. Utilizzare le app ufficiali. Per completare l’acquisto, si consiglia di scaricare le app ufficiali dei grandi negozi online e così evitare di essere reindirizzati a siti di dubbia provenienza, che potrebbero facilitare il pericolo di incappare in una truffa. 4. Limitarsi nel fornire dati personali.  Si consiglia, inoltre di non divulgare mai dati che non siano strettamente necessari per portare a termine l’operazione. Limitarsi quindi a fornire unicamente numero di carta, data di scadenza e indirizzo per il recapito del pacco. Le truffe online spesso risultano essere anche un modo per impossessarsi dei dati personali dell’acquirente. Pertanto, qualsiasi tipo di informazione privata non deve essere divulgata per nessun motivo. 5. Spedizione tracciabile. Assicurarsi sempre di scegliere una spedizione che sia possibile rintracciare in seguito al pagamento, anche se quest’ultima comporta l’aumento del costo del prodotto.    

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Una tv alternativa: 5 bizzarri show televisivi giapponesi

Un pudore ben lontano dagli standard europei, quello degli show televisivi giapponesi. Gli spettatori italiani sono abituati a quiz show dai toni relativamente pacati e, per quanto avvincenti, statici nella struttura: si pensi allo storico Chi vuol essere milionario. Ora, guardando alle “sfide” che i partecipanti ai game show giapponesi devono affrontare, possiamo senz’altro affermare che il pubblico in studio e da casa si annoierebbe guardando i programmi delle reti italiane! Infatti, se Ciao Darwin vi è sembrato spietato e a tratti disgustoso, in Giappone i livelli di stravaganza e immoralità raggiungono vette intangibili per la televisione continentale. Tagliando deliberatamente game show in cui si baciano “cose” poco convenzionali e karaoke che coinvolgono le più intime parti del corpo, vi proponiamo i 5 show televisivi giapponesi più bizzarri che la televisione nipponica trasmette in barba alle domande di cultura generale degli show che spopolano nel resto del mondo. I 5 bizzarri show televisivi giapponesi che vi sbalordiranno Takeshi’s Castle. Legato all’infanzia di tutti i bimbi sintonizzati su K2 dopo cena, il lo show televisivo ideato dal regista e attore Takeshi Kitano è stato trasmesso in Giappone dal 1986 fino al 1989, per poi approdare anche in Italia per la prima volta all’inizio degli anni novanta, commentato dalla Gialappa’s Band nel suo Mai dire Banzai. Il nome dello show è anche l’obiettivo del gioco: espugnare il castello di Takeshi (e vincere un premio di un milione di yen). In ogni puntata, un gruppo di 100 concorrenti capitanati dal Generale Lee deve superare una serie di improbabili prove come il Deep Float, in cui i partecipanti devono cercare di rimanere in equilibrio su delle piccole piattaforme sull’acqua, o Skittles, in cui i concorrenti travestiti da birilli giganti devono rimanere in piedi mentre uno scagnozzo di Takeshi cerca di colpirli con un’enorme palla da bowling. Pochissimi sono stati i giocatori che, arrivati alla fine del gioco (lo Show Down), hanno sconfitto il conte Takeshi (interpretato dallo stesso regista) e hanno preso il suo castello. Candy or Not Candy? In italiano potremmo tradurlo in Caramelle oppure no?: un titolo parlante considerando che i concorrenti devono indovinare se gli oggetti che vengono loro sottoposti durante il gioco sono o non sono dolci commestibili. Dov’è la difficoltà? I pasticceri del programma preparano delle “caramelle” incredibilmente verosimili agli oggetti più disparati: i giocatori, ad esempio, vengono messi innanzi a due scarpe esattamente identiche, una soltanto, però, è commestibile. Ma poco importa perché qualunque sia la loro scelta, fortunata o meno, dovranno mangiarla comunque. Pena: la squalifica. Dero! Dero! Il livello di pericolosità, in questo caso, si alza vertiginosamente. Le sfide che i partecipanti, divisi in due squadre da cinque, sono chiamati ad affrontare, infatti, non hanno nulla a che fare con percorsi ad ostacoli o domande a cui rispondere a tempo: devono, ad esempio, disinnescare ordigni, risolvere il cubo di Rubik mentre parti del pavimento della stanza in cui sono rinchiusi spariscono, oppure attraversare strisciando o correndo cunicoli strettissimi mentre le pareti si restringono. Downtown no gaki no tsukai […]

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Abbonamento Netflix condiviso, Together price è la soluzione

Sapete che esiste l’abbonamento Netflix condiviso grazie alla piattaforma Together price? Tutti ormai conoscono Netflix, probabilmente la piattaforma streaming più famosa del mondo mediante la quale è possibile vedere serie Tv, film e documentari. Naturalmente ha un costo: ci sono vari piani di abbonamento dove è possibile condividere le spese con i vari utilizzatori. Nella realtà non è così semplice, perché bisogna raccogliere le quote di ciascuno (e c’è sempre il furbetto che non paga) e fare attenzione all’utilizzo combinato dei dispositivi. Per ovviare a tali inconvenienti nasce “Together price”, vediamo come funziona. Step 1 per avere un abbonamento Netflix condiviso Innanzitutto si accede alla app mediante il seguente link: https://www.togetherprice.com. Da qui puoi scegliere se essere “Admin” o “Joiner”. In pratica sei Admin se metti a disposizione degli altri il tuo abbonamento,mentre sei Joiner se ti aggreghi all’abbonamento di un altro utente. Step 2- Admin Vai su login (puoi accedere anche mediante il profilo facebook o gmail ) Clicca sul tasto “Crea” Valida il tuo cellulare Clicca su “Abbonamenti” Seleziona l’abbonamento desiderato (Netflix, ecc.) Inserisci i dati del servizio Accetta i termini e le condizioni d’uso Accetta le richieste dei partecipanti Le quote sostano nel “Wallet” e dopo 25 giorni possono essere trasferite sul proprio conto il servizio è gratuito per l’admin Step 3-Joiner Vai su login (puoi accedere anche mediante il profilo facebook o gmail) Clicca sul tasto “Partecipa” Clicca sulla condivisione dell’abbonamento  che preferisci Invia una richiesta all’Admin Aspetta di essere accettato Invia la tua quota con carta Mastercard o Visa  comprensiva delle commissioni di Together Price per le spese di transazione bancaria e di gestione della condivisione che sono pari a 0,99 euro (che invece l’Admin non paga) Together Price è un network made in Italy, nasce nel 2016 e registra attualmente più di 140mila utenti.  Non è attivo solo per Netflix ma anche per altre piattaforme, quali Dazn, Spotify, Apple Music, Google Play Music, Now Tv, Tidal, Amazon Music. Together Price dà anche la possibilità di condividere gli acquisti di software con licenze multiutente, software gestionali o accessi multiaccount e servizi business  (come G­Suite, Dropbox, Office, Adobe ,  Xbox e Steam e provider di Vpn). Abbonamento Netflix condiviso e l’affidabilità di Together Price I trasferimenti di denaro (mediante carta di credito e iban)  avvengono mediante la piattaforma Together Price, questo conferisce affidabilità al sistema. Tutto si basa su un rating di affidabilità che si basa sulla valutazione che gli utenti fanno gli uni con gli altri. E se poi, la “fregatura” dovesse comunque verificarsi, Together Price ti rimborsa.  Tutto è perfettamente legale e coerente in un’ottica di sharing economy anche perché la condivisione è possibile solo per abbonamenti multiaccount. Unico neo:  la condivisione è ammissibile – nel caso di alcuni client come Spotify – solo per persone che condividono lo stesso indirizzo, non importa se parenti o coinquilini.

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Cartelli stradali divertenti, i più strani in giro per il mondo

I segnali stradali rappresentano una indicazione circa le cose da fare o da non fare, per quanto concerne la circolazione stradale, di autovetture, ciclomotori e o pedoni. Ciò non toglie che gli utenti della strada devono comunque rispettare le prescrizioni rese note a mezzo della segnaletica stradale, ancorché in difformità con le altre regole di circolazione. Cartelli stradali divertenti, forme inconsuete, colori strani, ma anche toponimi sfacciati, vie incomprensibili, sensi unici dal “doppio senso”. Quando si procede per le strade di una determinata località, può accadere di imbattersi in cartelli stradali curiosi e divertenti, definibili strani o addirittura assurdi. Classificare tutti i segnali stradali divertenti, sarebbe impossibile, poiché la lista è sempre in aggiornamento e il numero cresce progressivamente. Ma tra questi ci sono sicuramente: “Attraversamento rospi, procedere adagio”. La simpatica didascalia che accompagna la foto di un rospo, è apparsa sotto un cartello stradale (anzi due per la verità) installati lungo via Pietra a Padule a Massaciuccoli, nel Comune di Massarosa. Il segnale, per quanto divertente ed ironico, ha fatto sorridere i tanti automobilisti che lo hanno notato, ma in realtà, oltre al significato simpatico, esso rappresenta il tentativo di portare alla luce un problema che gli animalisti hanno a cuore, volto a preservare un animale quale è il rospo. Non è infatti uno scherzo che su quella strada, spesso, passino rospi e che molto spesso terminano la loro corsa sulla carreggiata schiacciati da una automobile o da un mezzo pesante; dunque, un segnale strano ma anche significativo, che fa sorridere e riflettere al tempo stesso. Un altro esempio di cartelli stradali divertenti, appartenente alla categoria dei cartelli segnalatori, i quali dovrebbero aiutare le persone a comprendere divieti, indicazioni o informazioni importanti, è “Bagnato quando piove”, il quale potrebbe sembrare uno scherzo, ma che in realtà esiste veramente. Il messaggio è sorprendentemente assurdo, oltre ad essere pienamente scontato, che però mette in guardia da qualcosa che potrebbe sfuggire e arrecare danno, qualora non si fosse del tutto attenti. Esistono poi i cartelli divertenti davvero esilaranti e sono quelli realizzati con l’intento di far sorridere le persone e, perché no, di scattare una foto: è il caso del “divieto di parcheggio per gli ufo”; un segnale certamente ironico e strambo al contempo, che si colora di positività, dando un notevole input alla funzione morale del segnale stesso. L’ufo potrebbe essere il cittadino stesso che, ignaro delle norme, incurante del segnale stradale, parcheggia dove e come vuole. E dunque il paradosso di un segnale stradale divertente, che però si configura come un vero e proprio messaggio rivolto al cittadino, il quale porrà la propria attenzione su qualcosa che si presenta come divertente. Cartelli stradali divertenti, errori e non solo La sorpresa iniziale del notare un segnale strano, viene poi accantonata, per lasciare spazio, alla riflessione, con una sorta di contraccolpo che si configura in una vera e propria reazione o ancora in un comportamento etico e giusto, come nel caso dell’utente della strada, ossia il cittadino. Naturalmente la lista dei segnali stradali […]

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Cartelli stradali divertenti, i più strani in giro per il mondo

I segnali stradali rappresentano una indicazione circa le cose da fare o da non fare, per quanto concerne la circolazione stradale, di autovetture, ciclomotori e o pedoni. Ciò non toglie che gli utenti della strada devono comunque rispettare le prescrizioni rese note a mezzo della segnaletica stradale, ancorché in difformità con le altre regole di circolazione. Cartelli stradali divertenti, forme inconsuete, colori strani, ma anche toponimi sfacciati, vie incomprensibili, sensi unici dal “doppio senso”. Quando si procede per le strade di una determinata località, può accadere di imbattersi in cartelli stradali curiosi e divertenti, definibili strani o addirittura assurdi. Classificare tutti i segnali stradali divertenti, sarebbe impossibile, poiché la lista è sempre in aggiornamento e il numero cresce progressivamente. Ma tra questi ci sono sicuramente: “Attraversamento rospi, procedere adagio”. La simpatica didascalia che accompagna la foto di un rospo, è apparsa sotto un cartello stradale (anzi due per la verità) installati lungo via Pietra a Padule a Massaciuccoli, nel Comune di Massarosa. Il segnale, per quanto divertente ed ironico, ha fatto sorridere i tanti automobilisti che lo hanno notato, ma in realtà, oltre al significato simpatico, esso rappresenta il tentativo di portare alla luce un problema che gli animalisti hanno a cuore, volto a preservare un animale quale è il rospo. Non è infatti uno scherzo che su quella strada, spesso, passino rospi e che molto spesso terminano la loro corsa sulla carreggiata schiacciati da una automobile o da un mezzo pesante; dunque, un segnale strano ma anche significativo, che fa sorridere e riflettere al tempo stesso. Un altro esempio di cartelli stradali divertenti, appartenente alla categoria dei cartelli segnalatori, i quali dovrebbero aiutare le persone a comprendere divieti, indicazioni o informazioni importanti, è “Bagnato quando piove”, il quale potrebbe sembrare uno scherzo, ma che in realtà esiste veramente. Il messaggio è sorprendentemente assurdo, oltre ad essere pienamente scontato, che però mette in guardia da qualcosa che potrebbe sfuggire e arrecare danno, qualora non si fosse del tutto attenti. Esistono poi i cartelli strani, davvero esilaranti, e sono quelli realizzati con l’intento di far sorridere le persone e, perché no, di scattare una foto: è il caso del “divieto di parcheggio per gli ufo”; un segnale certamente ironico e strambo al contempo, che si colora di positività, dando un notevole input alla funzione morale del segnale stesso. L’ufo potrebbe essere il cittadino stesso che, ignaro delle norme, incurante del segnale stradale, parcheggia dove e come vuole. E dunque il paradosso di un segnale stradale divertente, che però si configura come un vero e proprio messaggio rivolto al cittadino, il quale porrà la propria attenzione su qualcosa che si presenta come divertente. Cartelli stradali divertenti, errori e non solo La sorpresa iniziale del notare un segnale strano, viene poi accantonata, per lasciare spazio, alla riflessione, con una sorta di contraccolpo che si configura in una vera e propria reazione o ancora in un comportamento etico e giusto, come nel caso dell’utente della strada, ossia il cittadino. Naturalmente la lista dei segnali stradali […]

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Invenzioni strane: le 5 più bizzarre che devi assolutamente conoscere

Invenzioni strane e più bizzarre, la nostra top 5. La specie umana è sempre stata alla ricerca di innovazioni che potessero migliorare e semplificare l’esperienza di vita. Nel corso degli anni menti brillanti si sono avvicendate nel mettere a punto invenzioni geniali – che tuttora utilizziamo quotidianamente – e altre fin troppo bizzarre che sono finite nel dimenticatoio.  Vediamone cinque. OMBRELLINI DA SCARPE Primi nelle classica delle idee più bizzarre appartengono a quella famiglia di cose che l’inventore giapponese Kenij Kawakami chiamerebbe Chindogu ovvero le cose bizzarre e inutili. Inventati nella prima metà del ‘900 gli ombrellini da scarpe appartengono di diritto alle invenzioni  bizzarre. IL SIGAOMBRELLO Chi è che ha sempre desiderato avere un ombrello da poter sfoggiare nelle giornate più piovose? Ebbene qui non si parla di ombrelli per coprire il capo ma di un mino ombrellino incastrato in un’asta di ferro dove a sua volta veniva inserita una sigaretta. Un’ottima idea per poter continuare a fumare anche nelle più burrascose giornate! OCCHIALI PERISCOPICI Forse invenzione strana si, ma forse non tanto inutile. Quante volte ci siamo stressati a leggere in millemila posizioni diverse il nostro libro preferito a letto? Tramite delle particolari lenti che sfruttano la prospettiva dell’immagine gli occhiali periscopici sono perfetti per prevenire il mal di collo ed eventuali problemi alla vista. Continuiamo la nostra top 5 delle invenzioni strane TROLLEY A MOTORE Robert Plath, il buon inventore del trolley che tutti noi possediamo, è stato rimpiazzato. In Cina nasce un’idea bizzarra: il trolley a motore. Nasce per permettere alle persone che viaggiano una maggiore comodità. Salendo in sella al proprio trolley il peso del trascinare la valigia non sarà più un problema. BIKINI CHE TI AVVERTE SE TI STAI SCOTTANDO Ultimo gioiello hi-tech è un bikini molto speciale: l’imprenditrice Marie Spirali ha inventato, infatti, un costume con particolari sensori per i raggi UV. Dal momento in cui il tessuto percepisce un aumento della temperatura, invia un allert allo smartphone avvisandoci che il sole sta per rovinare la nostra pelle. Oscar Wilde diceva che “nulla è più necessario del superfluo” e forse è proprio questo il caso. Voi cosa ne pensate?  

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Acchiappasogni: significato, origini e leggende

Sarà forse la suggestione, l’aura magica che lo circonda, o semplicemente la speranza di un riposo più sereno: fatto sta che l’acchiappasogni, oggetto ormai popolare in tutto il mondo, affascina numerosissime persone che vi si affidano sperando di scacciare gli incubi notturni. Ma come, dove e perché nasce questo particolare simbolo? Acchiappasogni, origini e leggenda Le prime testimonianze riguardanti il dreamcatcher risalgono agli indigeni del Nord America, tribù vissute nel territorio degli Stati Uniti prima della colonizzazione europea. In realtà, però, la correlazione tra sogno e acchiappasogni nascerà molto più tardi per mano della cultura occidentale, che così interpretò quegli strumenti sconosciuti. Inizialmente, infatti, la funzione e il significato degli acchiappasogni era tutt’altra. I pellirossa li utilizzavano, ponendoli al di fuori della loro tenda, come indicazione per informare sulla professione di colui la abitava: esistevano diverse combinazioni di colori, piume e perline, ed ognuna corrispondeva ad un determinato mestiere. Furono appunto gli europei a mal interpretare la loro funzione, iniziando a diffondere la credenza che gli acchiappasogni servissero per tenere lontani gli incubi. Nello stesso periodo nacquero inoltre varie leggende riguardanti gli acchiappasogni, tra cui quella donna-ragno: La storia racconta di una donna-ragno con il compito di vegliare su tutte le creature, specialmente i bambini. Per fare ciò, si affacciava sui letti e le culle dei bambini e iniziava a tessere una tela che avrebbe intrappolato tutto il male notturno, facendolo sparire al mattino. Ma, con il crescere e diffondersi della popolazione, il compito della donna si complicò. Così tutte le madri del mondo decisero di aiutarla, iniziando anche loro a creare piccole ragnatele per proteggere i loro bambini. In questo modo sarebbero appunto nati gli acchiappasogni. Pur essendo solo una leggenda, la storia iniziò a diffondersi, tanto che si iniziò addirittura a regalare un acchiappasogni in occasione della nascita di un bambino: simbolo di protezione e tranquillità, con l’augurio che il nuovo arrivato non fosse mai reso irrequieto da tensioni notturne. Il bimbo, infatti, avrebbe dovuto conservarlo per tutta la vita. Acchiappasogni, come funziona Ma com’è possibile che un cerchio di legno decorato possa allontanare le brutte esperienze oniriche? Tutto dipende dalle varie componenti dell’acchiappasogni, ognuna volta a simboleggiare qualcosa. L’acchiappasogni è infatti costituito da un supporto circolare, di solito fatto di legno, al cui interno si diramano una serie di fili di tessuto (in lana, cotone o nylon), intrecciati in modo da sembrare proprio una ragnatela. Spesso tra i fili sono inserite delle perline e delle piume, usate come decorazione. La leggenda vuole che il cerchio esterno rappresenti il ciclo della vita e l’universo. La rete con le perline ha il compito di trattenere le energie negative dei sogni, che svaniscono con le prime luci dell’alba. Infine le piume, simbolo di aria e volo degli uccelli, servono per lasciar fluire i sogni positivi in modo che la loro energia benefica possa influenzarci. Così, mentre tutto ciò che è negativo viene fermato e distrutto, le cose positive continuano a restare con noi. E’ praticamente impossibile poter dire se gli […]

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Arriva Giggino, il traduttore napoletano online

Finalmente è arrivato un traduttore napoletano online! Si chiama Giggino, scoprilo con noi! Vi è mai capitato di chiedervi se esistesse un dizionario o un manuale di grammatica napoletana? In effetti in Campania il dialetto napoletano più che un dialetto è una lingua e come tale ha i suoi volumi e manuali che ne spiegano le regole. La notizia che non tutti sanno è che, oltre ai diversi libri e dizionari di napoletano, esiste un vero e proprio traduttore automatico online che facilita le cose. Il suo nome è Giggino. Giggino: il traduttore napoletano Riprende il logo di Google ma si chiama Giggino. Funziona esattamente come Google Traduttore: traduce ogni frase dall’italiano al napoletano. Basta scrivere la frase di cui si vuole la traduzione nell’apposita casella e cliccare su “traduci in napoletano”. C’è da dire che Giggino, il Google traduttore napoletano, non è perfetto. Alcune traduzioni non sono attendibili al cento per cento. Un errore che Giggino traduttore commette è, per esempio, apporre l’accento ad alcune vocali di fine parola (esempio: “te vogliò bbene” non è corretto). Un altro errore tipico di Giggino è il tradurre le parole, non le espressioni. Per esempio, nonostante “ho” si traduca come “teng”, Giggino tradurrà la frase “ho sofferto” con “teng soffèrt”, mentre la traduzione esatta sarebbe “aggio soffèrt”. Dunque Giggino – traduttore napoletano non è di certo perfetto ma potrebbe migliorare ed è sicuramente un aiuto valido nel caso di qualche piccola traduzione istantanea. Il blog di Giggino, il Google traduttore napoletano Quando visitiamo la pagina web di Giggino troviamo un link che ci rimanda al suo blog. In questo blog possiamo leggere qualche notizia sul traduttore. Il progetto Giggino.com nasce nel 2007 per gioco. Bastano due ore di programmazione per creare un traduttore che si limitava a togliere le vocali dalla fine delle parole. Il programmatore di Giggino è Piero Disogra, un uomo che si professa orgogliosamente napoletano. Dopo tre anni dalla sua creazione egli cancellò Giggino – traduttore napoletano ma una folta schiera di utenti gli si oppose. Resosi conto del successo del suo traduttore, Piero ha continuato a lavorarci. Se Giggino non è abbastanza efficiente possiamo usare qualche altro metodo… Una pecca di Giggino è il fatto che può tradurre solo dall’italiano al napoletano e non viceversa. Dobbiamo quindi avvalerci di altri strumenti per le nostre traduzioni, strumenti che non scarseggiano. Glosbe, per esempio, è un dizionario online che permette di tradurre il napoletano in qualsiasi lingua del mondo e viceversa. Il fatto che su Glosbe si possa inserire una parola alla volta rallenta la traduzione ma, al contempo, la rende molto più efficiente perché mostra le varie alternative. Simile a Glosbe è un altro sito: Dialettando.com. Questo sito permette di avere un’ampia panoramica di tutti i dialetti italiani. È possibile inserire una parola in italiano e avere la sua traduzione in ogni dialetto oppure inserire una parola in dialetto e scoprire la sua traduzione nelle varie regioni. Ndonio.it è invece un dizionario online che fornisce una lista molto dettagliata di vocaboli in ordine alfabetico […]

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5 attori famosi che non hanno mai vinto l’Oscar (quantomeno non ancora)

L’orgoglio di Leonardo Di Caprio nel sollevare nel 2016 il tanto ricorso premio Oscar ha segnato la fine di un’era: senza dubbio l’interprete di Jack Dawson, dall’alto delle sue 6 nominations, era il primo a cui si pensava con una certa malinconia quando si parlava di attori che non hanno mai vinto la statuetta d’oro, ma di certo non l’unico. Il numero, infatti, di attori e attrici navigati e talentuosi che non hanno mai avuto l’onore di stringere tra le mani il premio Oscar è più alto di quanto i cinefili possano immaginare (alcune icone come Marylin Monroe e Marlene Dietrich ci resteranno per sempre). Tra tutti, vi proponiamo 5 attori famosi che non hanno mai vinto l’Oscar che ci hanno stupito di più! 5 attori famosi che non hanno mai vinto l’Oscar: tra Jack Sparrow e Mia Wallace Tra i più inflazionati senz’altro c’è Johnny Depp. 10 volte candidato al Golden Globe di cui una trionfante come miglior attore in una commedia o film musicale grazie al ruolo ricoperto in Sweeney Todd, Il diabolico barbiere di Fleet Street. Questo film gli valse anche l’ultima candidatura agli Oscar come Miglior attore protagonista, nel 2008, dopo quelle del 2004 e del 2005, rispettivamente per Pirati dei Caraibi- La maledizione della prima luna e Neverland- Un sogno per la vita. Vi farà esclamare “Com’è possibile!?” anche il nome di Will Smith. Attore apprezzato dai migliori registi e dal pubblico mondiale, il principe di Bel-Air ha conquistato anche il mondo della musica: ha infatti vinto ben 4 Grammy Awards, che vengono considerati l’equivalente dei premi Oscar in ambito musicale. Candidato come miglior attore protagonista nel 2002 per Alì e nel 2007 per La ricerca della felicità, Will Smith non ha mai vinto la statuetta d’oro. Ha, però, portato a casa 4 Razzie Award, l’ironico riconoscimento assegnato ogni anno il giorno prima della cerimonia degli Oscar per eleggere i peggiori attori, film, registi e sceneggiatori della stagione cinematografica precedente. Vi stupirà sapere che neanche la musa di Tarantino, Uma Thurman, ha mai vinto un Oscar. L’iconico ruolo di Mia Wallace in Pulp Fiction le ha regalata una nomination come miglior attrice non protagonista nel 1995 (anno in cui, però, Quentin Tarantino e Roger Avary vinsero nella categoria Miglior sceneggiatura originale). Trionfante, invece, a tutti gli MTV Movie Awards a cui venne candidata: nel 1994 per la miglior sequenza di danza in Pulp Fiction, nel 2003 per la migliore attrice e il miglior combattimento con Kill Bill: Volume 1, categoria in cui dominò anche nel 2004 con Kill Bill: Volume 2. A differenza della collega Julia Roberts (Miglior Attrice nel 2011), Richard Gere e Hugh Grant non hanno mai vinto un Oscar. Due dei più apprezzati e affascinanti sex symbol di Hollywood non hanno ottenuto neanche una candidatura da parte dell’Academy. Tra i tanti riconoscimenti, Richard Gere è stato il miglior attore straniero ai David di Donatello del 1979 (con I giorni del cielo) e il suo ruolo in Chicago lo portò alla vittoria di un […]

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