Avventure testuali: storia del genere videoludico

Avventure testuali: storia del genere videoludico

Le avventure testuali sono un genere videoludico che, nei primi anni ‘70, diventa uno dei più popolari dell’industria. In un periodo in cui il videogioco è relegato alle sale giochi o concesso solo a pochissimi utenti dotati di computer avanzati, nasce questo genere semplice e intuitivo, basato sulla narrazione e la digitazione di comandi attraverso l’uso delle tastiere. Nel corso di quasi tre decenni sono stati esplorati nuovi metodi d’interazione nelle storie proposte, che seguono in parallelo i progressi tecnologici. Percorriamo, dunque, le tappe fondamentali di questo genere videoludico.

Cronologia e innovazioni delle avventure testuali

Titolo Anno Sviluppatore Caratteristica Chiave
Colossal Cave Adventure 1976 Crowther & Woods Primo esempio del genere; basato su Mammoth Cave.
Zork 1977 Dynamic Modeling Group (MIT) Sintassi complessa e ambientazione fantasy sotterranea.
Guida Galattica per Autostoppisti 1984 Infocom Umorismo e inaffidabilità del narratore.
A Mind Forever Voyaging 1985 Infocom Focus su esplorazione libera e metanarrazione.

Gli anni ‘70: Colossal Cave Adventure e Zork

Schermata di gioco Colossal Cave Adventure
Schermata di gioco contenente l’incipit di Colossal Cave Adventure (Wikipedia).

Nel 1976 due giovani studenti, Will Crowther e Don Woods, creano il primo titolo afferente a questo genere: attraverso l’uso di computer in dotazione presso le loro accademie, nasce Colossal Cave Adventure. La premessa di questo videogioco è tanto semplice quanto divertente: il giocatore deve esplorare una grotta labirintica (basata sulla vera Mammoth Cave statunitense), indicando le azioni da compiere attraverso la digitazione di frasi semplici e grezze, composte prevalentemente da sostantivi e verbi. Attraverso comandi semplici come Kill + Enemy o Take + object (uccidi + nemico, prendi + l’oggetto), l’utente può tracciare una mappa della caverna con il fine di raccogliere più tesori possibili.

Un importante salto di qualità per le avventure testuali, tuttavia, avviene l’anno successivo quando un gruppo di studenti del MIT, noto come Dynamic Modeling Group, sviluppa Zork. In questo gioco è presente una narrazione vera e propria e ci sono rimandi allo stesso Colossal Cave Adventure. Il protagonista, infatti, deve esplorare le rovine di un antico impero fantasy, addentrandosi nei sotterranei per raccogliere tesori. In questa istanza, il videogiocatore può utilizzare frasi sintatticamente più complesse: i computer del tempo, come lApple II, sono infatti in grado di decifrare comandi più avanzati, emulando la logica umana. Nel corso dell’avventura non mancano puzzle e descrizioni che si riferiscono anche all’universo di Dungeons and Dragons.

Gli anni ‘80: l’epoca d’oro delle avventure testuali

Interpretazione artistica A Mind Forever Voyaging
Interpretazione della cittadina di A Mind forever Voyaging (Gemini AI).

La svolta definitiva per il genere si ha negli anni ‘80 e coincide con l’uscita dei videogiochi pubblicati dalla Infocom, azienda che vuole ibridare l’interazione ludica con la letteratura. I suoi titoli, infatti, sono altamente descrittivi e narrativi, privi di grafica e concentrati sulle azioni intraprese dal videogiocatore. In questo senso è celebre Guida Galattica per Autostoppisti del 1984, avventura basata sull’omonimo cult letterario di fantascienza. Riflettendo l’umorismo dell’opera madre, questo videogioco è stato apprezzato soprattutto per la creatività della scrittura e l’inaffidabilità del narratore, elemento totalmente originale per l’epoca. Una nuova prospettiva al genere viene data con la pubblicazione di A Mind Forever Voyaging: questo titolo è totalmente privo di enigmi che caratterizzavano i precedenti e dà al giocatore la totale libertà di esplorare una città riccamente descritta, con una serie di attività facoltative che vengono svolte per il puro interesse di scoprire cosa si celi dietro ogni angolo. Nonostante si sia rivelato un flop commerciale, A Mind Forever Voyaging ha posto riflessioni sulla metanarrativa e su cosa significhi essere parte di un’avventura di fantasia.

Il tramonto del genere negli anni ‘90

Con l’arrivo del nuovo decennio, le avventure testuali cercano di resistere quanto possibile all’inesorabile progresso tecnologico: ogni hardware è infatti sempre più capace di calcolare elementi rapidamente, garantendo anche una resa visiva ottimale. Per questi motivi, gli utenti iniziano a prediligere la grafica e il senso di meraviglia visivo, tralasciando i testi e le narrazioni ultra descrittive. La fine del genere viene sancita dalla pubblicazione di avventure grafiche come The Secret of Monkey Island e altri punta e clicca che, in poco tempo, dominano il mercato videoludico. Nonostante ciò, la Infocom cerca comunque, senza successo, di sopravvivere a questa rivoluzione, pubblicando i suoi titoli più famosi con piccoli aggiornamenti grafici.

Nell’arco di quasi tre decenni, il genere delle avventure testuali è riuscito ad appassionare migliaia di utenti ed è stato un ambizioso tentativo di proporre un’idea all’avanguardia: quella di far interagire la neo-arte del videogioco con quella secolare della letteratura.

Fonte immagine in evidenza: Locandina di Zork (di Activision/Infocom)

 

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