Tokyo Afterschool Summoners | Recensione

Tokyo Afterschool Summoners: un RPG LGBTQIA+ | Recensione

Nel vasto mondo dei gacha game si può trovare praticamente di tutto, quindi era inevitabile che qualcosa a tema LGBTQAI+ saltasse fuori prima o poi e Tokyo Afterschool Summoners è proprio quello.

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Tokyo Afterschool Summoners è un card-based RPG a turni con meccaniche gacha sviluppato e pubblicato da LifeWonders nel 2016. Nel gioco prenderemo il controllo di un protagonista di cui potremo scegliere genere, corporatura e voce. La storia girerà intorno a noi, che ci risveglieremo in una Tokyo cambiata, in cui molti fanno utilizzo di una particolare app. Durante l’utilizzo di questa, le gilde posizionate nelle varie prefetture di Tokyo si danno battaglia in lotte estremamente realistiche, delle quali i risultati si annullano una volta chiusa.
Questo gioco fa concorrenza a Fate/Grand Order per quanto riguarda fan-service, ma al contrario, portando principalmente personaggi maschili sotto quel tipo di riflettori ma restando comunque su un generosissimo PEGI 12+. L’unico vero neo di questo fan-service è che il gioco, per quanto indirizzato alla comunità LGBT, tende principalmente alla G con molti meno personaggi tendenti sulle altre lettere, persino la scelta del personaggio femminile è limitata a una corporatura e a un solo tipo di voce. Con l’andare avanti del tempo il gioco ha fornito più personaggi tendenti ai vari spettri della comunità, ma sono molti meno rispetto a ciò che tende sulla G.

È tutto scritto nelle carte

Tokyo Afterschool Summoners: un RPG LGBTQIA+ | Recensione
I tipi di protagonista disponibili.

Il gameplay del gioco è molto facile da comprendere: Si ottengono carte dal sistema di gacha che verranno poi utilizzate nel gioco, ogni carta è contraddistinta da un elemento che determinerà a cosa è più forte o più debole e un’arma che determinerà l’area che colpirà durante una battaglia. Le battaglie avvengono su una griglia rettangolare o quadrata di diverse dimensioni, noi potremo spostare una sola carta ogni turno sul campo di battaglia.
Quello che il gioco manca in varietà e profondità di gameplay si rifà in personaggi che, come ogni gacha game che si rispetti, sono tantissimi. Al contrario di molti altri del genere tuttavia, ogni personaggio all’uscita avrà due tipi di varianti: una base a tre stelle e una a quattro o cinque stelle, una indipendente dall’altra. Un’altra peculiarità del sistema di gacha è il suo essere “finito”, nel senso che ogni singola carta ha un punteggio che può arrivare, nel caso delle carte a tre stelle, a 100. Una volta raggiunto quel numero di copie, quella carta non può più capitare nel sistema di gacha, avendo ottenuto ogni singola copia di essa.
Per quanto questo sistema possa sembrare generoso, la quantità di materiali gratuiti per ottenere delle unità nuove è abbastanza misero. Inoltre il gioco non è interamente tradotto dal giapponese, portando gli eventi nuovi a essere illeggibili per chi non conoscesse la lingua e lo stesso vale per i capitoli più recenti della storia. Non solo questi, ma ciò vale anche per le abilità di alcuni dei personaggi più recenti, portando alcuni giocatori a dover testare sul campo come effettivamente funzionano alcune carte ed eventuali sinergie. Un’altra mancanza è nella poca varietà di modalità di gioco e di contenuti per i veterani del gioco, che potrebbero portare all’accantonamento del titolo.

Tokyo Afterschool Summoners: In conclusione

Tokyo Afterschool Summoners: un RPG LGBTQIA+ | Recensione
TANTI personaggi.

Per quanto il gioco abbia delle lacune abbastanza palesi, il gioco è molto si presta a sessioni molto rilassate al contrario di molti altri del suo stesso genere, si lascia prendere subito con delle meccaniche semplici e nonostante la mancanza di traduzione di parti tarde della storia c’è comunque tanto di quel materiale tradotto al suo interno, con vecchi eventi già tradotti leggibili liberamente, con cui poter l’attesa della prossima parte tradotta.
Per quanto il gioco di per sè manchi un po’ di mordente, fa comunque piacere vedere la comunità LGBTQIA+ attiva anche in paesi remoti come il Giappone dove normalmente questi argomenti vengono evitati.

Fonte immagine di copertina: Screenshot della schermata del titolo
Fonte immagini nell’articolo: Sito ufficiale 

 

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