Napoli mon amour: la voce e il tono di Alessio Forgione

Napoli mon amour: la voce e il tono di Alessio Forgione

Napoli mon amour, romanzo d’esordio di Alessio Forgione, pubblicato per la NN Editore, diventa in pochi mesi un caso letterario. Perché leggerlo?

«Ho letto i suoi racconti e, le confesso, mi piacciono molto. Mi sono piaciuti molto. C’è qualcosa da rivedere, non glielo nascondo, ma lei ha una voce, un tono. Mi piace molto, il suo modo». A queste parole Amoresano, protagonista di Napoli mon amour, romanzo d’esordio di Alessio Forgione, si commuove dopo tanto tempo, dopo il tanto soffrire immerso in una vita di stenti economici e continue delusioni. Questo picaro precocemente in pensione, ormai lontano dalla vita di nave che continuamente rammenta, si crogiola in un abisso presente che, tra dimensione onirica e ruvido vero, gonfia e mortifica a tempi alterni ogni speranza futura.

Inizia a Piazza Dante il flusso di Amoresano, voce narrante di timori ed esami di realtà amari e costanti. A ogni passo in avanti si rivela l’impossibilità stessa di un avanzamento, inibito dal muro insormontabile del mondo reale. Intanto il timore stesso del non averci provato abbastanza, «che forse mi ero seduto sul ciglio della strada ad aspettare che le cose accadessero o che qualcuno si fermasse a raccogliermi». L’imagery urbana partenopea è la cornice di un eterno vagare tra la folla indistinta, dai vicoli del centro storico, dai colori caldi e dalle improbabili possibilità di amori occasionali, fino alla periferica Bagnoli.

«Mi sarebbe piaciuto essere chiunque eccetto che me». Amoresano si osserva dall’esterno, nelle sue continue ricerche di un posto di lavoro, nella dimensione monetaria in cui rinchiude gli eventi della sua vita. La prospettiva è quella del fondo di bottiglia di una Peroni che a mano a mano si svuota, portando linfa putrida a membra sgangherate. «Perché la mia non era una reale timidezza, di quelle che vinci e vai, ma un imperativo al silenzio, dettato da una spropositata considerazione di me stesso».

Napoli mon amour: la città di Alessio Forgione

L’atteggiamento nichilista descritto da Alessio Forgione per bocca di Amoresano concede delle dovute eccezioni. Napoli, il suo amore, la città che vive da cima a fondo, la devozione nei confronti della sua squadra, un tifo spesso unico veicolo di comunicazione con il padre. Camminare a Napoli regala ad Amoresano un inaspettato momento di beatitudine. Proprio tra la folla incontra lo sguardo della misteriosa Lola (così almeno si fa chiamare, memore dell’idolo letterario di Vladimir Nabokov, questa misteriosa studentessa di filosofia). Attraverso i suoi occhi, Amoresano fa esperienza di un universo-dinamite, «ed io pensai ch’era meglio un mondo così, che rischiava di esplodere e finire in ogni istante, che un mondo come il mio, dove non accadeva nulla». Così come in Hiroshima mon amour, il film che insieme guardano, un crogiuolo di amore e guerra.

Il lento procedere di questa stanca vita gode di momenti di luce, di speranza, e di meno sane illusioni. Napoli è il luogo della luce della vita e il profondo blu di una eterna immersione. Vige la lotta tra il partire e il restare, fonte di tentativi cocciuti di appigliarsi alla vita.

Alessio Forgione è un narratore che ha «una voce, un tono», così come il suo Amoresano. La sua abilità descrittiva spazia dal piano della diegesi di un narratore inattendibile, a una mimesi esemplare ed efficace. Alessio Forgione, voce e chitarra de L’Amo, riversa nel suo romanzo d’esordio riflessioni e parole che avevano inondato i testi delle sue canzoni. «L’amore non è altro che una grossa emorragia. Arriva qualcuno, ti dà una coltellata e poi te ne vai in giro gocciolando». Alessio Forgione ci nutre dello zampillio di queste ferite, forse mai più cicatrizzabili.

Altri articoli da non perdere
Romanzi di avventura, l’Africa narrata da Haggard a Crichton
Romanzi d'avventura

Romanzi di avventura, cosa rappresentano Le Miniere del re Salomone di Haggard a Congo di Crichton nonostante quasi un secolo Scopri di più

Maddalena Mazzeschi, intervista su Tappi, tacchi e miracoli

Tappi, tacchi e miracoli è la nuova raccolta di aneddoti di Maddalena Mazzeschi, in libreria per Giraldi Editore dal prossimo Scopri di più

Palazzo di Sangue, di June Hur | Recensione
Palazzo di sangue

Sei appassionato di letteratura coreana e ti interessa degli avvenimenti accaduti nella Corea del Sud del 1700? Allora Palazzo di Scopri di più

Salvatore Puzella e il racconto Gelsomina in quarantena
Salvatore Puzella

Salvatore Puzella pubblica il racconto breve Gelsomina in quarantena, a sostegno degli ospedali di Benevento nella battaglia contro il coronavirus. Scopri di più

La guerra è della morte: un libro di Nuccio Pepe (Recensione)
La guerra è della morte: un libro di Nuccio Pepe (Recensione)

La prima guerra mondiale al centro del romanzo di Nuccio Pepe Nuccio Pepe, medico siciliano e scrittore prolifico, pubblica un Scopri di più

Divergenze: la casa editrice anticonformista | Intervista
Divergenze: la casa editrice anticonformista |Intervista

Divergenze è una casa editrice che nasce nel 2018 e vive sotto la direzione di Fabio Ivan Pigola con un Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Carolina Borrelli

Carolina Borrelli (1996) è iscritta al corso di dottorato in Filologia romanza presso l'Università di Siena. Il suo motto, «Χαλεπὰ τὰ καλά» (le cose belle sono difficili), la incoraggia ogni giorno a dare il meglio di sé, per quanto sappia di essere solo all’inizio di una grande avventura.

Vedi tutti gli articoli di Carolina Borrelli

2 Comments on “Napoli mon amour: la voce e il tono di Alessio Forgione”

Commenta