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Eroica Fenice

Delitto al luna-park

Delitto al luna-park di Léo Malet, Burma torna in libreria

Nel novembre 2017 la Fazi Editore pubblica, per la collana Darkside, una riedizione di Delitto al luna-park (1957)giallo del narratore Léo Malet, maestro del noir francese al pari di Georges Simenon, autore delle avventure del commissario Maigret. Protagonista del romanzo di Malet è l’investigatore privato Nestor Burma, il cui esordio letterario avviene nel 1943 col romanzo 120, Rue de la Gare, primo di una lunga serie di racconti e di misteri.
Tra questi, mini-serie in una serie più grande, ve n’è una dedicata ai misteri della città di Parigi: quindici racconti dedicati ognuno ad un arrondissement parigino, questo al dodicesimo.

Delitto al luna-park, un nuovo caso per Nestor Burma

In una calda giornata di maggio, l’investigatore privato Nestor Burma attende invano la sua segretaria Hélène alla stazione, di ritorno da Cannes. Un imprevisto le impedisce di raggiungerlo, e l’uomo, libero da impegni professionali, decide di trascorrere la giornata in giro per la città di Parigi. Entra in un luna-park, spinto dal desiderio di distendersi, avvinto e trascinato dai mille colori, dalle voci, dalle risate di un caldo pomeriggio di maggio.

Di certo non immune al fascino femminile, Burma segue, rapito, una sconosciuta dalle gambe tornite sull’ottovolante, ma è ignaro di essere, a sua volta, osservato e pedinato: durante il giro in giostra, subirà un aggressione che metterà a repentaglio la sua vita. 
Curioso incidente, considerando che, appena un anno prima, un incidente simile era costato caro ad una giovane, nello stesso luna-park.
Alcuni elementi sono comuni a molti dei più grandi investigatori privati della letteratura: come Sherlock Holmes di Conan Doyle e Poirot di Agatha Christie, anche il Nestor Burma di Léo Malet si muove lontano dalle istituzioni ed è, inoltre, caratterizzato da uno spirito anarchico che forse lo avvicina maggiormente a Sherlock Holmes, rispetto al pacato e flemmatico Hercule Poirot.

Come entrambi gli investigatori, anche Burma, di natura acuto e piuttosto diffidente, sembra non tenere in gran considerazione le opinioni della polizia, incaricata di seguire il suo caso: mentre questa gli intima di tenersene alla larga – non essendo, nei fatti, in servizio -, Burma non può tenere a bada il suo desiderio di condurre parallelamente le sue indagini, che lo porteranno in direzioni differenti e ben più lontano delle indagini ufficiali, svolte dalla polizia francese. Il suo apporto sarà, infatti, fondamentale per la risoluzione del caso e il lettore non potrà fare a meno di affezionarsi a questo anarchico investigatore che insegue le sue indagini quasi di nascosto, tra flirt e fumo di pipa, altro elemento caratteristico e quasi prototipico della letteratura noir.

E lo sa bene Lèo Malet, che più volte ammicca al lettore di gialli, affamato di misteri, tratteggiato in alcuni punti quasi con aspetto caricaturale.
Nello spazio circoscritto del XII arrondissement parigino, Burma sembra muoversi, col suo sarcasmo e il suo pragmatismo privo di ogni tatto ed eleganza, finanche espressiva, se non quando si tratta di parlare con una bella donna, con la grazia di un elefante in cristalleria: eppure sono proprio la sua carica esplosiva e la sua ostentata spregiudicatezza, il suo muoversi lontano da ogni regola, a fare di questo personaggio, che sfugge ad ogni categorizzazione, uno dei più interessanti del noir francese, che, attraverso le sue avventure, in Delitto al luna-park conduce il lettore su di una giostra dalla quale scenderà a malincuore, una volta letta l’ultima pagina.