Famiglia di Ba Jin | Analisi

famiglia di Ba Jin

Le vicende dei tre fratelli Gao tra tradizione confuciana e una ribellione dai toni di fuoco. Famiglia di Ba Jin è un’opera che ha plasmato le menti e gli spiriti di una generazione di rivoluzionari cinesi del ‘900.

Famiglia di Ba Jin: famiglia e individuo

Famiglia di Ba Jin pubblicato in Cina nel 1933 è il primo libro di una trilogia chiamata Trilogia del Torrente, che si completa con i libri Autunno e Primavera. I tre protagonisti maschili sono i tre fratelli Juexin, Juemin e Juehui. Ambientate negli anni ’20 del Novecento, le loro vicende formano un intreccio con numerosi personaggi anche femminili, intrappolati anche loro in una tela aracnoidea di valori tradizionali confuciani che ormai non si addicono più ad una generazione in cerca di libertà. Filo conduttore di tutta la trilogia è proprio il confronto tra il passato e il presente; sottomissione e pietà filiale contrapposto alla ribellione giovanile nei confronti della “vecchia guardia”; tra famiglia e individuo. Queste contrapposizioni si palesano nel modo di agire dei personaggi: se Juemin è pronto a sfidare l’autorità del nonno Gao, patriarca assoluto, sul matrimonio combinato impostogli, non possiamo dire lo stesso di Juexin, che non ha la stessa veemenza nel contrastare le pressioni della famiglia. Si scontrano quindi la dimensione individuale e quella omogenea, purtroppo però infelice, della famiglia.

Tra l’autobiografico e il fantastico

Famiglia di Ba Jin non può essere considerata un’opera autobiografica, ma il sentimento di profondo sconforto dell’essere intrappolati da una tradizione asfissiante provato dai personaggi lo ha decisamente provato anche l’autore. L’autore nasce nel 1904, in una famiglia di letterati confuciani. In gioventù sviluppa uno spirito ribelle e rivoluzionario, sposando la causa antitradizionalista confuciana. Studia inglese a Chengdu, sua città natale, trasferendosi prima a Nanchino e poi a Parigi, dove si versa nella scrittura. L’autore cresce intellettualmente a pane e classici russi, ma anche francesi come Rousseau e Rolland, traducendone molti.

Ba Jin: sguardo al femminile

Il tema ricorrente in tutte le opere di Ba Jin è la cultura confuciana come ostacolo della piena espressione dell’individuo. Famiglia di Ba Jin analizza questo tema in relazione alla sfera femminile, che difatti è quella più mutilata e punita dal tradizionalismo cinese. Attraverso le figure femminili, Ba Jin tratteggia una condizione della donna rimasta invariata. Commoventi sono determinate pagine in cui si descrive la fasciatura dei piedi, pratica disumana che le bambine dovevano sopportare per un mero feticcio maschile. Nel romanzo, uno delle protagoniste femminili chiamate Shuzhen viene sottoposta a questa pratica dalla madre. Questo è un passaggio importantissimo in Famiglia di Ba Jin perché si palesa un trauma generazionale inflitto dalle donne ad altre donne. Il circolo di oppressione e violenza non si rompe. La violenza è fisica è tanta quanto quella psicologica. Il fatto che non siano solo gli uomini, ma anche le stesse donne ad aderire a valori patriarcali distrugge ogni barlume di speranza:

«Aveva così imparato a sopportare il dolore della morsa del legno, della frusta, il continuo tormento, le lacrime e le lunghe notti insonni, pur di guadagnarsi il pregio di avere quella deformità che chiamavano Piedi di Giglio».

Il manifesto di un’intera generazione

Famiglia di Ba Jin diventa il manifesto di un’intera generazione di giovani che cercano di sopravvivere alle angherie e all’autoritarismo della generazione precedente, cercando la propria individualità al di fuori della famiglia, che nell’ ottica confuciana inghiotte ogni spiraglio di dissenso verso i superiori.

Fonte immagine di copertina: Pixabay

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