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Eroica Fenice

Mary Lynn Bracht e il suo esordio letterario con il romanzo Figlie del mare

Mary Lynn Bracht e il suo esordio letterario con il romanzo Figlie del mare

Mary Lynn Bracht esordisce con il romanzo Figlie del mare  | Recensione

Figlie del mare, pubblicato dalla casa editrice Longanesi, è il romanzo d’esordio dell’autrice di origini coreane Mary Lynn Bracht.

Ambientata in Corea, la storia viene narrata dalle due protagoniste, le sorelle Hana e Emiko, alternandosi tra il 1943 per il racconto della prima e il 2011 per quello della seconda. Hana, più grande di Emiko di sette anni, è una giovane haenyeo – “donne del mare” – dell’isola di Jeju, che ha imparato a immergersi in mare per pescare e, lavorando in maniera autonoma, a provvedere così alla propria famiglia. Un giorno, per proteggere la sorellina dai soldati giapponesi che hanno occupato il suo Paese, viene rapita da uno di loro che, insieme ad altre ragazze e donne coreane, la conduce in Manciuria dove sarà costretta a “lavorare” in un bordello con un nuovo nome, Sakura. Lasciata alla mercé dei militari, Hana cerca di sopravvivere serbando nel cuore il desiderio di poter rivedere un giorno i propri cari. Il ritorno di Morimoto, il caporale che l’aveva portata via, rappresenta per la ragazza – malgrado odi l’uomo che l’ha strappata alla sua famiglia abusando per primo di lei – la sua unica possibilità di fuga perché è questo che l’uomo le propone dicendole che la vuole per sé. Scappata dal bordello ma in balia del suo aguzzino, Hana viene poi affidata a una famiglia mongola che, per la prima volta dopo tanto tempo, la tratterà con cura e rispetto. A distanza di molti anni, Emiko, ormai anziana, cerca ancora di avere notizie della sorella perduta e, durante una manifestazione di fronte all’ambasciata di Tokyo, vedendo una statua commemorativa delle donne coreane che subirono lo stesso destino di Hana, “La Statua della Pace“, individua i tratti della sorella in quelli della giovane donna nell’opera e la speranza torna a rianimarla.

Figlie del mare di Mary Lynn Bracht: la drammatica voce delle donne coreane del secondo conflitto mondiale

Mary Lynn Bracht, con Figlie del mare, narra i terribili crimini – ammessi dal Giappone nel 1993 e riconosciuti come tali soltanto nel 2015 – perpetrati ai danni di 300.000 donne coreane durante la Seconda Guerra Mondiale. Le comfort women – così erano chiamate le donne che furono costrette a prostituirsi garantendo il “benessere” dei soldati nipponici impegnati a combattere per il loro Paese – di cui Hana si fa portavoce, non dovettero unicamente subire violenze fisiche durante il periodo in cui furono prigioniere. Quelle che riuscirono a tornare a casa dopo la fine della guerra, infatti, dovettero anche fare i conti con la vergogna di quanto era successo loro e, molte, decisero di non rivelare a nessuno cosa avevano subito, decidendo anche di rimanere nubili pur di non essere scoperte.

Per questo, Figlie del mare non parla solo di due sorelle ma ha il grande merito di puntare il dito, parlandone senza mezzi termini, sulle ingiustizie patite dalle donne di un’intera nazione delle quali, altrimenti e come è accaduto e accade per tante altre atrocità commesse dagli uomini, non si sarebbe venuto a sapere nulla.

Figlie del mare di Mary Lynn Bracht:                                                                                                                        [amazon_link asins=’883044765X’ template=’ProductCarousel’ store=’eroifenu-21′ marketplace=’IT’ link_id=’c8a4c9ec-56b0-41f0-b5b2-394a11b0aa6b’]

 

Immagine dal web: amazon.it

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