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Eroica Fenice

Gian Luca Favetto

Gian Luca Favetto e il suo personale racconto della poesia

Gian Luca Favetto: Attraverso persone e cose. Il racconto della poesia. Recensione

Gian Luca Favetto, scrittore, drammaturgo e giornalista, ha pubblicato per Add editore Attraverso persone e cose il suo personalissimo racconto della poesia.

Un tentativo che è un viaggio, quello di Gian Luca Favetto che ha percorso secoli di letteratura lontani – da Omero a lui stesso – e interminati spazi fino a Oriente.

È proprio in viaggio che gli sono arrivate le prime poesie e la loro forma era quella di una voce: la voce di suo padre che, alla guida di una Lancia, con tutte e due le mani sul volante, accennando un mezzo sorriso, recitava Guido Gozzano. Gian Luca Favetto aveva solo nove anni, ma disteso supino sui sedili posteriori con lo sguardo rivolto in su, già sentiva in quelle parole l’innesco di qualcosa di profondo: «La voce di mio padre – lei sì, una poesia».

E su quella che oggi è la Statale di Castellamonte, che unisce Rivarolo a Ivrea, superato il Ponte dei Preti, Gian Luca Favetto incontrava l’unica vigna delle sue colline quando ancora sapeva di antico. Con l’aiuto dei versi di Cesare Pavese scanditi dal canto paterno, si cucivano su di lui le emozioni che impennavano a ogni curva sconfiggendo la sua nausea.

Naturalmente allora, alla primissima domanda del suo racconto Attraverso persone e cose, “Che cos’è la poesia?“, Gian Luca Favetto risponde: « È un movimento, un modo di essere in relazione con le cose e con se stessi, un modo di trovare relazioni; è un principio, è ciò che c’era prima del Big Bang e innerva tutto.»

Gian Luca Favetto: Attraverso persone e cose è una circumnavigazione

Johann Wolfgang von Goethe aveva nell’ottocento recuperato il termine Weltliteratur, una letteratura mondiale che abbatteva i confini nazionali- “letteratura nazionale non vuol dire più molto” – e in cui convergeva l’essenza dell’umanità tutta. Goethe scopriva quanto sempre più la poesia fosse un bene comune a tutta l’umanità. Si andava verso una letteratura universale per cui la traduzione si configurava come necessaria. Il poeta riconosceva finalmente la sua patria, che è il mondo, ma che soprattutto è la parola.

Gian Luca Favetto prova a percorrerla questa “letteratura universale”: Omero, Dante Alighieri, Ludovico Ariosto, Gabriele D’Annunzio, Marc Chagall, Anna Achmatova, Robert Musil, Saffo, Ezra Pound, Anton Cechov, Rainer Maria Rilke, Fernando Pessoa… Ma non sono ancora tutti i nomi dei poeti presenti in Attraverso persone e cose. L’autore è preso da un’ansia del nominare che lo spinge a circumnavigare il nominabile in una forsennata serie di citazioni in cui riscoprire l’essenza del poeta, un servo della parola, e la sua patria, la lingua.

Ma come dice l’autore stesso, per essere completo il viaggio ha bisogno del ritorno: e ritorna alle origini Gian Luca Favetto con la tessitrice delle notti: Shahrazad. Con lei si conclude questo racconto della poesia che si svela continua scoperta. Ritardare il momento della morte è quello che fa anche l’autore, poiché non stila una mera lista di grandi poeti, ma mette il lettore di fronte all’eternità.

Dopo aver raccolto, come ossi di seppia montaliani, i cocci sparsi della sua essenza poetica, risoluto Gian Luca Favetto compie un gesto, con il suo racconto, un gesto immenso quando riuscito: venire giù, fin dentro ognuno di noi per: «Aprire il tuo luogo della poesia, come si aprono i bauli per far respirare le lenzuola e i ricordi».

Dovremmo tutti metterci in cammino.

Fonte immagine di copertina: Add editore.

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