Il Collegio di Eliselle | Recensione

Eliselle

Eliselle, pseudonimo di Elisa Guidelli, pubblica con Einaudi Ragazzi il suo nuovo romanzo destinato ai più giovani, “Il Collegio”: una storia di coraggio, amicizia e Resistenza 

Eliselle, pseudonimo dell’autrice Elisa Guidelli, nasce a Sassuolo nel 1978, ed è proprio nei pressi di Sassuolo che sceglie di ambientare il suo ultimo romanzo per ragazzi, Il Collegio, recente pubblicazione della sezione giovanile della casa editrice Einaudi, per la quale l’autrice ha già pubblicato il romanzo Girlz vs Boyz.

A differenza del precedente, Il Collegio è un romanzo storico, che trae le proprie fonti dai racconti della nonna dell’autrice e da tanti altri che hanno costellato la sua infanzia, ma anche dagli archivi che riportano l’esistenza di un ex-collegio nobiliare, il Collegio dei Nobili di San Carlo di Modena che, negli anni immediatamente successivi alla Seconda Guerra Mondiale, ha ospitato decine di famiglie che avevano perso la propria casa sotto i bombardamenti, mentre negli anni del conflitto è stato utilizzato per i reparti di fanteria.
Eliselle sfrutta le potenzialità offerte dalla licenza narrativa per “anticipare”, nella narrazione, la presenza degli sfollati nell’ex-collegio negli ultimi anni del conflitto mondiale, dal ’43 al ’45, gli anni in cui il romanzo è ambientato e nel quale si muovono i personaggi del racconto: Anna, una bambina di famiglia contadina dal carattere forte e coraggioso, Gabriella, una bambina che ha il dono di percepire le anime che, silenziose e non viste, gravitano nel mondo dei vivi, Carlo, un ragazzino che nasconde, dietro la prepotenza, un grande dolore, la giovane ed intraprendente Rara, una partigiana che mette a repentaglio la sua vita per la libertà di tutti, e tanti altri personaggi che affollano il micro-cosmo del collegio.

Il romanzo di Eliselle si avvale di una prosa curata e ricca – godibile alla lettura per un lettore adulto, forse anche più che per l’ideale destinatario del romanzo – e, per quanto concerne il lessico ed i dialoghi, spesso ricerca la verosimiglianza e la spontaneità del parlato nell’utilizzo del dialetto, donando al racconto grande realismo ma talvolta a scapito della piena comprensione. 
Molteplici i temi che s’intrecciano nel romanzo: la guerra e le sue disastrose conseguenze, la paura di fronte all’ignoto, l’amicizia, la Resistenza e la lotta per la libertà, la dura vita dei campi, che forgia il carattere e lo educa alla pazienza, alla perseveranza e alla speranza. Centrali le personalità più giovani del romanzo, che reagiscono ai soprusi con ardore e sdegno: è dei giovani la speranza nel cambiamento, è dai giovani che nasce il riscatto, dalla purezza del loro sguardo, dall’entusiasmo, dalla fermezza nelle loro convinzioni, portate avanti ad ogni costo con una coerenza rispetto ai propri princìpi rara negli adulti, dimostrando che è probabilmente vero che, se al governo del mondo ci fossero i bambini, non esisterebbero guerre.
O
ffrendo, inoltre, un quadro preciso non solo degli avvenimenti e del contesto storico-politico in cui è ambientato, ma anche della vita dell’epoca nelle campagne modenesi, della sua lingua, dei suoi usi e costumi, il romanzo si rivela agli occhi suoi lettori più giovani pregevole non solo come opera narrativa ma anche divulgativa. 

 

 

A proposito di Giorgia D'Alessandro

Laureata in Filologia Moderna alla Federico II, docente di Lettere e vera e propria lettrice compulsiva, coltivo da sempre una passione smodata per la parola scritta.

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