Il tema del doppio nella letteratura vittoriana: 3 romanzi analizzati

Il tema del doppio nella letteratura vittoriana: una breve analisi

Non si può parlare di letteratura vittoriana senza almeno menzionare il tema del doppio: è un elemento ricorrente, se non uno dei più importanti che caratterizza l’epoca vittoriana che va approssimativamente dal 1837 (inizio del regno della regina vittoria) fino al 1901. 

La letteratura vittoriana e il tema del doppio

Il tema del doppio affronta l’idea della duplicazione, una divisione dell’identità dell’individuo, o appunto il doppio. Molti sono gli esempi nella letteratura vittoriana, qui di seguito ne analizziamo 3, considerati anche come i più rappresentativi:

1. Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde

Questo romanzo, scritto da Robert Luis Stevenson nel 1886, riprende perfettamente l’essenza del tema del doppio nella letteratura vittoriana: il protagonista, Henry Jekyll è un medico britannico il quale, attraverso degli studi sulla psiche, riesce a creare una pozione in grado di separare le due nature umane: quella buona e quella malvagia. Nasce proprio da qui il suo alter ego, il signor Hyde, il quale incarna il lato malvagio del protagonista. A un certo punto però, sarà questo lato malvagio a prendere il sopravvento: non riuscendo a creare il quantitativo necessario di pozione per poter ritornare Jekyll, la persona di Hyde si macchierà di crimini violenti arrivando fino a suicidarsi poiché non riuscirà più a ritornare “se stesso”.

2. Il ritratto di Dorian Gray

Scritto da Oscar Wilde nel 1891, questo romanzo è uno dei più rappresentativi per quanto riguarda il tema del doppio nella letteratura vittoriana che, in questo caso, si fonde anche con l’arte. Qui il suo “sosia” o alter ego, è sotto forma di creazione artistica: il dipinto; è come se Oscar Wilde avesse ripreso in un certo senso una visione piuttosto tribale del doppio, ovvero un oggetto capace di svolgere il ruoto di totem o feticcio. Il protagonista, Dorian Gray, è un giovane molto attraente il quale attirato e influenzato dalle idee dell’amico Lord Henry Wotton, decide di dedicarsi completamente ai piaceri e all’edonismo perdendo però anche sé stesso: stringerà un patto col diavolo, ovvero Dorian non invecchierà più, ma al suo posto sarà questo suo ritratto a invecchiare e gradualmente divenire sempre più brutto. Questo dipinto non è nient’altro che la rappresentazione della sua anima, che si sporca sempre di più fino a divenire irriconoscibile e intrisa di malvagità: proprio per questo Dorian nasconderà il dipinto nella soffitta ed eventualmente la vista di quest’ultimo lo farà impazzire. Pugnalerà prima il pittore Hallward, che lui stesso riterrà responsabile della sua “scesa negli inferi” e in preda al rimorso, colpirà prima il quadro e poi si conficcherà il medesimo pugnale nel petto.  Alla sua morte, il corpo di Dorian Gray subisce tutte le oscenità presenti del quadro.

3. Wuthering Heights

Questo romanzo, scritto da Emily Brontë nel 1847, presenta un’interpretazione un po’ diversa del tema del doppio nella letteratura vittoriana: qui il doppio non si limita a un singolo individuo, ma viene esplorato attraverso vari personaggi e temi nel libro. Un esempio sono i due personaggi, Heathcliff e Edgar che rappresentano la lotta tra la natura selvaggia e la società civilizzata, due stadi importanti della crescita sociale dell’uomo: Heathcliff è più oscuro, tormentato e selvaggio mentre Edgar è più educato, raffinato e gentile. Ancora, il rapporto tra Heathcliff e Hareton Earnshaw: l’ultimo è la rappresentazione di un alter ego di Heathcliff, un suo possibile riscatto e/o rinascita poiché mostra effettivamente come l’educazione e l’amore possono influenzare la natura dell’uomo. Anche le diverse località hanno il loro significato: un esempio è proprio Wuthering Heights che simboleggia la passione, l’oscurità e la violenza con il suo ambiente puramente selvaggio, dall’altra parte invece Thrushcross Grange ha un ambiente più raffinato, mostrando ancora una volta due lati opposti: l’ambiente naturale e la civiltà.

È chiaro come effettivamente il tema del doppio nella letteratura vittoriana abbia avuto delle radici importanti e sia stato un punto di riferimento o d’ispirazione per diversi autori di quest’epoca, affascinati dalla teoria del doppio, degli opposti che loro stessi ritrovano nella società e che hanno voluto interpretare anche in modo diverso tra loro.

Fonte immagine: Wikipedia

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