Il tempo della speranza, di Brigitte Riebe | Recensione

Il tempo della speranza

Brigitte Riebe è nata a Monaco nel 1953. Dopo il liceo, ha studiato all’Università di Monaco, dove ha conseguito un dottorato di ricerca in Storia. Successivamente ha lavorato come educatrice museale ed in seguito come editrice per diversi editori tedeschi. Lavora come scrittrice freelance a Monaco dal 1990 e ha pubblicato vari romanzi di notevole successo, in cui affronta tematiche riguardanti le vicende dei secoli passati. I suoi romanzi sono stati tradotti in numerose lingue. Ricorrendo all’impiego dello pseudonimo Lara Stern ha inoltre scritto una serie poliziesca in più volumi. Felicitas Gruber, invece, è lo pseudonimo di cui si serve Brigitte Riebe con la storica dell’arte Gesine Hirsch. Insieme hanno scritto i romanzi gialli “Die kalte Sofie” e “Vogelfrei” ed altri. Il tempo della speranza di Brigitte Riebe è l’ultimo capitolo della trilogia delle sorelle del Ku’damm.

Il tempo della speranza di Brigitte Riebe

Dopo Una vita da ricostruire e Giorni felici, tornano le appassionanti avventure delle ragazze Thalheim. Siamo ormai negli anni Sessanta, anni complessi sia per Berlino che per l’Europa intera, anni che lasciano presagire aria di cambiamento anche nella vita delle sorelle del Ku’damm Rike, Silvie e Florentine, la più giovane delle tre figlie Thalheim. Appassionata di arte, ribelle da sempre, dopo un lungo soggiorno a Parigi, decide di tornare nella sua Berlino. Nonostante nei romanzi precedenti il suo personaggio sia rimasto in sordina, nell’ultimo capitolo della trilogia, la sua figura prende forma. Florentine, al contrario di ciò che desiderava il padre per lei, si discosta completamente dai grandi magazzini di famiglia e si iscrive all’accademia d’arte ed è nell’arte, appunto, che ricerca la felicità.

Il tempo della speranza di Brigitte Riebe garantisce una degna conclusione ad una trilogia travolgente che mai annoia il lettore e mai rischia di cadere nella banalità. La lettura appare ricca di contrasti, poiché al susseguirsi dei racconti circa le vicende personali e amorose, si intreccia un’interessante descrizione del periodo storico vissuto dalle ragazze. Le tensioni politiche tra Est e Ovest minacciano di dividere in modo definitivo la città, e anche la famiglia, ma ormai Flori, nel 1961, ha ventisette anni ed è molto più matura rispetto alla ragazza capricciosa che avevamo lasciato nel capitolo precedente.

La trilogia di Brigitte Riebe ha una trama ricca, intensa, all’insegna continua dei colpi di scena. Il lettore è immerso non solo nelle vicende personali di una famiglia qualunque, ma anche e soprattutto nei drammi collettivi che hanno toccato l’Europa intera in quegli anni. Ogni romanzo mette al centro una delle tre ragazze che vengono descritte meticolosamente e che, grazie alla genialità dell’autrice, vediamo crescere e maturare nell’affrontare le difficoltà familiari, sentimentali e sociali che la vita gli pone davanti.

Il tempo della speranza è un inno alla speranza, alla rinascita. Le difficoltà possono essere superate, devono essere affrontate e dal dolore può nascere la speranza, speranza che non manca in nessuna delle tre sorelle del Ku’damm, che non abbandonano i propri sogni e non si arrendono mai davanti alle difficoltà al fine di realizzare al meglio i propri obiettivi. Il ruolo della donna è il fulcro della trilogia, una donna che è forte, che spesso crolla ma che si rialza sempre e che mai smette di sperare.

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