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Eroica Fenice

il tremore del falso

Il tremore del falso di Sebastiano Cenere. La recensione

Il  tremore del falso segna l’esordio letterario di Sebastiano Cenere, pseudonimo dietro cui si cela un gruppo di scrittori, sceneggiatori e documentaristi. Il romanzo è tra i  finalisti del torneo letterario gratuito IoScrittore, prodotto dal gruppo editoriale Mauri Spagnole ed è disponibile in versione e-book e cartacea. SI tratta di un testo a cavallo tra il genere biografico e il romanzo storico. Sebbene, infatti, si incentri principalmente sul rapporto, a tratti ambiguo, che si viene a creare tra le protagoniste, Il tremore del falso offre anche uno scorcio dell’Italia tra le due Guerre.

Il tremore del falso di Sebastiano Cenere. Sinossi

1920. Il sodalizio personale e artistico di Irma ed Emma Gramatica, sorelle e dive incontrastate della scena teatrale italiana, si incrina quando la giovane Caterina viene assunta come assistente nella loro compagnia teatrale. Decisa a ritirarsi dalle scene, Irma va a vivere con Caterina, che diventa la figlia che non ha mai avuto e la compagna ideale. Emma, esclusa dal nuovo ménage e privata in teatro del partner più prestigioso, ordisce una sofisticata vendetta durante l’ultimo spettacolo che interpreta con la sorella.
Il tremore del falso – la finzione del teatro che drammaticamente si svela a contatto con la vita vera – è una biografia romanzata, liberamente ispirata alle vite di due grandi attrici del passato, in cui gli avvenimenti più verosimili sono inventati e quelli più incredibili sono veri. Una vicenda di sentimenti proibiti, scelte audaci e talentuose ostentazioni che dagli anni Venti al Secondo dopoguerra attraversa la storia e la società del Novecento italiano suggerendo un’immagine della nostra epoca meno evoluta di quanto crediamo.

Il tremore del falso nella vita vera

Il romanzo di Sebastiano Cenere presenta numerosi aspetti positivi, a partire dalla scrittura piacevole, delicata e sempre scorrevole, anche nelle lunghe descrizioni, che di solito non amo particolarmente. Attraverso immagini realistiche e ben costruite, il lettore si trova a crearsi una mappa mentale dettagliata dei luoghi in cui la vicenda si svolge, riuscendo a percepire tutta l’atmosfera dell’Italia degli anni Venti.

Un secondo pregio è quello di aver portato alla ribalta due personalità complesse quali quelle delle sorelle Gramatica, delle quali viene messa a nudo non soltanto la dimensione lavorativa, ma anche quella emotiva e personale. Anzi, è proprio quest’ultima che rappresenta il nucleo centrale e più profondo della narrazione, incentrata proprio sul rapporto di odio-amore tra le due artiste. Il tremore del falso ci mostra la parabola emozionale di queste due donne, che per gran parte della loro vita hanno condiviso la quotidianità dentro e fuori dal palcoscenico, vivendo l’una nell’ombra dell’altra, cercando di superarsi a vicenda pur rispettandosi, tanto come artiste quanto come esseri umani. Il rapporto tra Irma ed Emma è lo stesso che si instaura tra tutte le sorelle, in ogni epoca e in ogni parte del mondo, un rapporto fatto, si, di alti e bassi, ma saldo e profondo. Eppure, la comparsa di Caterina riesce a rompere l’equilibrio, forse già precario, che si era instaurato: poiché tra lei e Irma non sussiste alcuna forma di competizione, Caterina diventa in breve tempo la perfetta controparte dell’attrice che, quindi, riversa su di lei tutto l’affetto che aveva sempre riservato soltanto alla sorella. Emma, abituata a vedersi sempre al centro delle attenzioni di tutti, Irma compresa, soffre per l’allontanamento fisico e soprattutto emotivo della sorella. Eppure, finge che tutto proceda come sempre. Dal canto suo, Irma sente che l’affetto che nutre per Caterina si fa sempre più profondo, rasentando addirittura il coinvolgimento amoroso che si instaura tra due partners. Sebbene condiviso e corrisposto, tale sentimento non viene mai esternato, se non attraverso i pensieri di Caterina stessa, che si strugge per il desiderio di poter vivere appieno la sua relazione con la donna amata. Nell’atteggiamento di Irma, riservato e pudico per quanto riguarda il rapporto con la sua giovane sodale, ritroviamo il modo di pensare e di agire di una società intera, in cui determinati sentimenti vanno nascosti e repressi. Da qui deriva quella sensazione, chiaramente descritta proprio dalla voce di Irma e Caterina, che da il titolo al romanzo. Il tremore del falso è, infatti, quella sorta di malessere interiore che nasce dal dover celare la propria vera natura, dal dover sottomettere i propri desideri al cosiddetto “buon costume”. Gli autori del romanzo mostrano il tremore del falso come un qualcosa relegato nel passato, un qualcosa di ormai superato. Eppure, leggendo la storia di Irma, Caterina e Emma, ci ritroviamo a pensare che ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha sperimentato questo “tremore”, ognuno per i propri motivi. E proprio questa consapevolezza ci farà amare il romanzo di Sebastiano Cenere.