Intervista a Luca Leone, autore del libro Il tempo sbagliato

intervista a Luca Leone, autore del libro Il tempo sbagliato

Ecco “Il tempo sbagliato”, il nuovo romanzo di Luca Leone, edito da Narrazioni Clandestine (Gruppo editoriale Santelli). Il libro sarà in distribuzione in tutte le librerie dal 3 aprile 2026.

Giuseppe è un ex allenatore di calcio che ha conosciuto il successo e il fallimento, la gloria e la colpa. Oggi vive a Roma, in una solitudine gentile, riempita solo dalle risate del nipote Giacomo — la sua seconda occasione, la possibilità di sentirsi ancora utile, ancora vivo. Ma la vita, come il calcio, sa colpirti quando meno te lo aspetti. L’incontro con Letizia, una giovane madre dal sorriso fragile, e il ritorno improvviso di un vecchio amico lo costringeranno a riaprire ferite che credeva ormai guarite, a guardare negli occhi il passato e il destino che aveva cercato disperatamente di dimenticare. Perché “il tempo sbagliato” non è solo quello di un passaggio mancato in campo: è l’attimo esatto in cui la vita decide per te, in cui tutto cambia e nulla torna più come prima.

Scheda del libro Il tempo sbagliato

Dettaglio Informazione
Titolo Il tempo sbagliato
Autore Luca Leone
Casa Editrice Narrazioni Clandestine (Gruppo editoriale Santelli)
Data di uscita 3 aprile 2026
Tematiche Terza età, seconde occasioni, calcio, salute mentale (schizofrenia)

L’intervista a Luca Leone sulla nascita del romanzo

copertina del libro il tempo sbagliato di Luca Leone
Copertina del libro “Il tempo sbagliato” di Luca Leone (Casa editrice)

Quando e come è nata l’idea per questo romanzo?

L’idea per il romanzo mi è nata quando Giovanni Trapattoni è stato allontanato dalle telecronache Rai della Nazionale, per essersi lasciato andare dopo un mancato passaggio di un giocatore durante un’amichevole Germania-Italia del 2016. Il giocatore ha perso il tempo per fare il passaggio e il Trap lo sottolineò in maniera piuttosto colorita. Mi chiesi quale fosse il reale talento che serve per gestirne altri, per farli risplendere, e che prezzo avesse questa rara capacità dal punto di vista personale.

Com’è nata l’idea per questo titolo?

L’idea è proprio quella del mancato passaggio al momento giusto. Nel calcio non c’è il gol. Ma che succede nella vita reale? Che accade se il destino ti fa mancare quel decisivo passaggio? Chi lo ha fallito, in un modo o nell’altro riuscirà a trovare comunque la sua via di fuga oppure no, e la sua vita sarà un completo e inesorabile fallimento?

L’importanza della terza età nel romanzo di Luca Leone

Il personaggio principale del tuo romanzo è Giuseppe, un uomo che vive la sua terza età. Perché hai scelto di raccontare proprio la sua storia? Secondo te quanto è importante vivere la terza età e in che maniera è possibile farlo in modo sereno?

Il tempo è un nemico invincibile. Nonostante si cerchi in ogni modo e con ogni mezzo di combatterlo. Anche le persone con un dono speciale che hanno scritto la storia con il loro talento, alla fine vengono in qualche modo dimenticate dal mondo. Mi sono chiesto intimamente come potesse vivere una persona che abbia avuto l’impossibilità di realizzare completamente quello per cui era nata, e che comunque sia riuscita, in ambito personale, a vivere una vita piena e dignitosa. Una passione, un’arte inespressa bussano continuamente alla porta del cuore per poter finalmente venire fuori. E allora cosa fare? Si ascolta il rumore o ci si rassegna al silenzio?

I miei figli sono fortunati a poter vivere i loro nonni. Con loro è un continuo e sano dare e avere reciproco che educa e dà gioia quotidiana. Non credo che né i miei genitori né quelli di mia moglie abbiano dei rimpianti nelle loro vite e sicuramente sono bravissimi a vivere nel presente, cosa che chi è più giovane fa un’enorme fatica a fare.

Dalla tua bio si legge la tua professione, ovvero sei un informatico. Com’è nata la passione per la scrittura?

Sì, lo ammetto, sono un “nerd, ma l’informatica pretende passione assoluta, esattamente come la scrittura creativa. Senza passione non si riesce a stare dietro alle novità continue della tecnologia e senza la stessa anche le storie raccontate non avrebbero un’anima. Non sono affatto mondi così distanti come si potrebbe superficialmente pensare. Mio nonno era un grandissimo cantastorie, uno storyteller come si dice oggi. Sentendo incantato le sue storie di vita, spesso, o anche le sue favole inventate, mi è venuta voglia di raccontarle io stesso.

Sei un grande appassionato di calcio? Cos’è per te il calcio e perché hai deciso di introdurlo proprio nel tuo libro?

Il calcio è il “gioco” per eccellenza. Ho avuto la fortuna di nascere in un tempo in cui si giocava liberi all’aperto dalla mattina alla sera e non si faceva altro. Il calcio segna gli attimi della vita. Come fa Nick Hornby in Febbre a ’90, intitolando ogni capitolo con una partita perché legata a quell’avvenimento che viene poi raccontato nel capitolo, così potrebbero fare milioni di persone tra le quali, ovviamente, c’è il sottoscritto. Fa parte integrante della nostra storia. Quando Del Piero è andato via dalla Juventus gli ho mandato un messaggio sui social dicendo che erano 19 anni della sua, ma anche della mia vita. E poi il calcio è esattamente come la vita: non sempre il compagno di squadra te lo scegli, ma anche se ti è antipatico e tu sei antipatico a lui bisogna trovare un’intesa per riuscire a vincere la partita.

Tra storie d’amore e il delicato mondo dei disturbi mentali

QUARTA DI COPERTINA DEL LIBRO IL TEMPO SBAGLIATO DI LUCA LEONE
Quarta di copertina del libro “Il tempo sbagliato” di Luca Leone (Casa editrice)

Il romanzo lascia al lettore un’intima domanda. Letizia, uno dei personaggi, esiste realmente? Come la pensi tu al riguardo?

Il romanzo è, in fondo, una grande storia d’amore, in ogni senso possibile. Una storia d’amore molto intensa e delicata, quasi gentile nei toni. Letizia è il simbolo vivente della seconda possibilità e per questo assume un grandissimo valore narrativo. È una donna figlia di questo tempo: forte, indipendente e fiera di esserlo. Una donna che ha faticosamente trovato la sua via in un mondo dominato da uomini e che ama giocare da sola con le sue precise regole. Giuseppe invece è un vero cavaliere, un gentiluomo di un altro tempo e usa modi misurati ai quali Letizia non è abituata, ed è proprio questo che la affascina. Entrambi hanno un bisogno disperato di fidarsi e di affidarsi all’altro, ed è per questo che insieme funzionano. Il resto conta veramente?

Il tuo romanzo accenna alla complessa schizofrenia paranoide. Quanto è importante, secondo te, parlare apertamente di tematiche psicologiche ai giorni nostri e perché?

Moltissimo, anche perché è difficile, difficilissimo riconoscerle tempestivamente e se sottovalutate possono causare danni personali irreversibili. La nostra mente è sempre più stimolata e sempre più costretta ad agire e pensare velocemente, e tutto questo non sempre è accettato e gestibile dal nostro cervello, che per pura difesa crea realtà parallele quasi mai salutari, che si manifestano subdolamente già in giovane età. La medicina psichiatrica ha fatto passi da gigante: vediamo già nelle scuole la presenza di un prezioso sostegno psicologico, che si sta estendendo virtuosamente anche nel mondo del lavoro, e adesso siamo maggiormente in grado di riconoscere immediatamente le difficoltà cliniche dei nostri figli, ma molto spesso i sintomi sono interpretati male e scambiati per altro. Il profondo disagio che le malattie psichiche causano è spesso e volentieri sottovalutato: andare da uno psicologo è quasi sempre visto, purtroppo, come un dramma sociale e non come un fisiologico aiuto. Invece bisognerebbe parlarne sempre con naturalezza e non vergognarsi mai di chiedere aiuto. La mente è la parte più importante della nostra intera persona e se è in seria difficoltà, tutto il resto del corpo ne soffre.

Nel tuo romanzo Roma è uno scenario molto centrale. Cosa ti lega alla tua città natale? Qual è il ricordo più bello che hai legato a questa terra?

Roma è una città francamente unica. Per la sua gloriosa storia, per il suo innegabile peso nella civiltà moderna. Ovunque vai nel mondo, c’è un segno visibile di Roma. Come la descrivi a parole una cosa del genere? Essere nato qui è un grandissimo privilegio e dovrebbe esserlo anche amministrarla. Roma va rispettata per quello stupore sincero che traspare dagli occhi lucidi di chi la vede per la primissima volta. Chi prende le importanti decisioni per questa metropoli dovrebbe ricordarsi sempre dell’appellativo “ETERNA” e dare a quell’aggettivo l’importanza che merita storicamente. Ne ho davvero tanti di ricordi intimi su Roma; uno su tutti è una romantica visita notturna al Giardino degli Aranci, stranamente e fortunatamente aperto, con una ragazza che dopo sarebbe diventata mia moglie. Fossimo arrivati mezz’ora più tardi, l’avremmo sicuramente trovato chiuso e inaccessibile. Vede? È proprio il tempo giusto!

Il concetto di tempo sbagliato e i progetti futuri di Luca Leone

Ti sei mai sentito intrappolato “in un tempo sbagliato”? Come ne sei poi uscito?

Sì, mi è successo tante volte, anche se spesso li confondiamo ingenuamente con i rimpianti, i nostri “tempi sbagliati”. Ma ce n’è uno legato specificamente all’informatica. Alla fine degli anni ’90 feci un colloquio di lavoro per una grande società americana che mi propose di trasferirmi a San Francisco da lì ad appena una settimana. Ero troppo giovane e sapevo di non essere in grado di reggere a quel tipo di enorme cambiamento da solo in un altro continente. Nessuno sarebbe potuto venire con me in America. Mio fratello ancora oggi non mi perdona quella rinuncia lavorativa, ma so in cuor mio che quell’opportunità è arrivata in un “tempo sbagliato”. Qualche volta me lo chiedo sinceramente cosa sarebbe successo se avessi accettato la proposta, ma poi guardo negli occhi i miei figli e sorrido orgoglioso dei tesori che ho.

A chi è indirizzato esattamente il tuo romanzo? Quali emozioni speri lasci in chi lo leggerà?

È una storia adatta a tutti, per chi ama la suspense psicologica e per chi ama visceralmente le storie d’amore. Spero vivamente che chi lo leggerà torni ad apprezzare la preziosa lentezza che manca tanto alla vita frenetica di oggi. La lentezza che è fisiologicamente necessaria per ottenere qualcosa di valido in ogni ambito della nostra esistenza.

Quali sono i tuoi stimolanti progetti futuri?

Questo è ufficialmente il mio ultimo romanzo dedicato al tema del “talento” e allo sport; il prossimo, che sto in realtà già scrivendo, sarà una grande avventura corale di un gruppo di amici. Una vera e propria caccia al tesoro in scala mondiale alla quale ha partecipato un vecchio amico di mio padre negli anni ’60, una storia vera che mi è stata raccontata da bambino e che è anche una meravigliosa fotografia di un’Italia sognatrice che, purtroppo, non c’è più.

Fonte immagini: fornite dall’autore (Luca Leone / Gruppo editoriale Santelli)

Altri articoli da non perdere
Ribut: il reboot letterario secondo Guida Editori | Recensione
Ribut: l'intervista agli autori e agli artisti

Ribut: il primo reboot letterario Si possono riscrivere i grandi classici del passato con temi, parole e suggestioni totalmente moderni? Scopri di più

Imparare a cadere: un storia di inclusione | Mikael Ross | Recensione
imparare a cadere

Imparare a cadere è una narrazione grafica per i testi e i disegni di Mikael Ross, edita da BAO Publishing Scopri di più

La vita a piccoli passi di Luca Viscardi
La vita a piccoli passi

Luca Viscardi (Bergamo, 5 gennaio 1969) è conduttore radiofonico, blogger e youtuber. Ha cominciato la sua carriera a RTL 102.5 Scopri di più

Le notti di Cliffmouth, l’intervista a Mattia Manfredonia | Napoli Città Libro 2023
Mattia Manfredonia

Le notti di Cliffmouth, l'autore Mattia Manfredonia ha raccontato la nascita del suo primo romanzo dark fantasy edito da Lumien Scopri di più

Il romanzo di formazione: origine ed evoluzione
il romanzo di formazione

Si può iniziare a parlare di romanzo di formazione nel XVIII secolo, quando si fa strada un nuovo genere letterario Scopri di più

Il Blu delle rose, la favola distopica di Tony Laudadio
il blu delle rose

Recensione del libro Il blu delle rose, di Tony Laudadio edito da NNeditore. Un romanzo straordinario che affaccia su un Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Miriana Kuntz

Vedi tutti gli articoli di Miriana Kuntz

Commenta