La divisione delle spoglie di Paul Scott | Recensione

La divisione delle spoglie di Paul Scott. Recensione

La divisione delle spoglie è un romanzo di Paul Scott, edito da Fazi.

Trama

“La divisione delle spoglie è l’ultimo capitolo del quartetto del Raj di Paul Scott, saga appassionante definita il Guerra e pace anglo-indiano.
Hitler è morto e in Europa regna finalmente la pace: anche il Raj britannico è giunto alla sua conclusione. La caduta dell’Impero segna la fine di un’era. Tutto si svolge in territorio indiano ancorato al problema giapponese, costretto ad affrontare la transizione verso la pace e l’indipendenza. Oltre ai protagonisti della saga, già noti a chi ha letto i volumi precedenti, ne subentreranno altri nuovi; tra questi, il sergente Guy Perron. Proprio attraverso la sua visione del mondo, i suoi atteggiamenti, il suo comportamento, che viene ripresa la narrazione, arricchendosi di nuovi elementi.
Le vicende dei personaggi si svolgono sullo sfondo di uno dei periodi di cambiamento sociale più importanti che il mondo abbia mai vissuto”.

La divisione delle spoglie: tra storia, immagini e vicissitudini del passato

Si tratta di un romanzo intenso ed avvincente, capace di catturare l’attenzione del lettore sin da subito; ogni personaggio e ogni vicenda dà un tono diverso alla narrazione, rendendola unica.

La divisione delle spoglie è un libro all’interno del quale nulla è lasciato al caso e dove sono presenti molte descrizioni piuttosto dettagliate, non solo dei personaggi “nuovi”, ma anche degli ambienti in cui quest’ultimi si muovono. Tutto ciò contribuisce a dare ulteriore spessore al libro di Scott, che lascerà senza fiato, conquistando tutti, anche chi non ha letto i libri precedenti, pagina dopo pagina, senza mai annoiare.

L’autore, nella stesura de La divisione delle spoglie, crea periodi brevi e semplici al tempo stesso; altra caratteristica importante del romanzo: i discorsi, le vicissitudini, gli elementi che compongono l’ensemble, sono diretti, arrivano velocemente a chi legge, in modo che possano essere compresi facilmente, senza divagazioni. Tutto contribuisce a costruire l’immagine di un Paese, l’India, ancora moralmente e anche economicamente soggiogata a poteri esterni.

La divisione delle spoglie è un romanzo da leggere con passione, che racconta una storia ma racconta anche la storia di quella storia, tra storie di uomini, rinunce, gesta, vicissitudini e tanto altro ancora.

“Parve che certi benefici materiali avessero arricchito la Gran Bretagna impoverendo l’India, o quantomeno ampliato i divari tra i due tenori di vita”, è quanto si legge in un passaggio del libro, una parte di spessore, che si può considerare il fulcro della storia.
Le vicende che interessano l’India “colorano” la storia, anche grazie ai tanti personaggi che subentrano a quelli già conosciuti. Una vera e propria mescolanza di elementi, che danno vita ad un romanzo unico, straordinariamente interessante ed oggettivamente vero, che apre una parentesi importante su una realtà che si può considerare tutt’oggi “problematica”.

La divisione delle spoglie mette in relazione l’ambivalenza linguistica che intercorre tra linguaggio e narrazione, in una duplice visione che dà consistenza a quanto si legge.
Paul Scott traccia una vera e propria traiettoria, mostrando di voler “lavorare” su una realtà conosciuta e che merita rispetto, deturpata da tanti eventi storici che nel corso del tempo l’hanno resa estremamente fragile.
La divisione delle spoglie esprime pienamente la capacità della scrittura di dare forma al pensiero, in un contesto prescelto.

Ronald Merrick, Guy Perron, Hari Kumar e tanti altri ancora, avranno modo di vivere esistenze diverse ma parallele, accomunate da molti aspetti.

Le pagine del romanzo assumono una forma unica attraverso dei tratti specifici che dipendono dal concorrere di molteplici fattori, innanzitutto storico-culturali, fortemente presenti, intensamente appassionanti, tra loro uniti da un filo invisibile che terrà il lettore col fiato sospeso fino alla fine.

 

Immagine in evidenza: Fazi editore

Altri articoli da non perdere
Romy Hausmann, La mia prediletta | Recensione
Romy Hausmann, La mia prediletta: recensione

La mia prediletta è il bestseller d’esordio della scrittrice tedesca Romy Hausmann, che è rimasta per mesi al primo posto Scopri di più

La mite di Dostoevskij | Recensione
La mite di Dostoevskij | Recensione

La mite è un racconto di Fëdor Dostoevskij pubblicato nel 1876 all'interno del suo Diario di uno scrittore. L'opera nacque Scopri di più

Meglio sole che nuvole, un libro di Jane Alison
meglio sole che nuvole

Meglio sole che nuvole. Leggere Ovidio a Miami, è frutto della penna della scrittrice Jane Alison, edito per la prima Scopri di più

Michelle Steinbeck, Mio padre era un uomo sulla terra e in acqua una balena
Michelle Steinbeck, Mio padre era un uomo sulla terra e in acqua una balena

Mio padre era un uomo sulla terra e in acqua una balena è il romanzo d’esordio di Michelle Steinbeck edito da Scopri di più

Silent Books, la potenza delle immagini
Silent Books

I Silent Books (o libri senza parole) sono volumi basati esclusivamente sull'uso di una sequenza di immagini, solitamente illustrate (ma Scopri di più

Orfani emozionali di Marta Krevsun | Recensione

Orfani emozionali. I bambini senza tempo è l’esordio letterario di Marta Krevsun, edito da Graus Edizioni per la collana Gli Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Gerardina Di massa

Vedi tutti gli articoli di Gerardina Di massa

Commenta