Federico García Lorca per Tram(e) d’Estate 2022

federico garcia lorca

Per la rassegna di teatro e musica Tram(e) d’Estate, l’11 agosto va in scena Nozze di sangue di Federico García Lorca, con adattamento e regia di Gianmarco Cesario.

A pochi giorni dal prossimo anniversario della morte del poeta e drammaturgo Federico García Lorca, avvenuta il 19 agosto del 1936, Gianmarco Cesario riporta in scena una delle sue opere più fortunate, Bodas de Sangre. La tragedia, presentata sul palco del teatro TRAM dal 17 al 27 febbraio 2022, trova una nuova veste nella cornice storica del Maschio Angioino, che accoglie quest’anno la rassegna di teatro e musica Tram(e) d’Estate. I personaggi, prima raccolti sulla scena dello spazio accogliente del teatro TRAM, si presentano ora proiettati nel buio della notte, ancora più solitari nel loro pellegrinaggio verso una morte annunciata.

Sebbene la storia sia già scritta nel titolo, Nozze di sangue di Federico García Lorca cela alcuni dei caratteri fondamentali dello spirito polemico del suo autore. I personaggi, quasi tutti privati del nome proprio e individuati come entità universalizzabili (la Madre, il Figlio, lo Sposo, le Ragazze), animano un intreccio chiaro allo spettatore fin dalle prime battute. La Madre, in lutto perpetuo per la morte di suo Marito e di uno dei suoi figli, protegge il loro ricordo con una devozione ossessiva, che la induce a indossare alla vita lo strumento del loro declino: il coltello è infatti un oggetto di scena fondamentale. Esso rappresenta lo strumento del sacrificio: quello dei defunti, quello della Madre, e, infine, quello degli amanti.

Gli unici nomi propri menzionati sulla scena sono quelli che Gianmarco Cesario ha definito gli «elementi di disturbo»: il cognome Felix, la famiglia rivale responsabile della morte dei congiunti della Madre; Leonardo, discendente dei Felix, personaggio tempestoso, causa dell’inevitabile declino del secondo Figlio. Leonardo e il Figlio (che nel corso dell’opera si identifica con lo Sposo), hanno infatti in comune l’amore per la stessa donna. La Sposa, da giovane amante di Leonardo, non è ben vista dalla futura suocera. Echeggiano nell’opera le antica vestigia di una morale pudica e patriarcale: la Sposa non ha amato nella sua vita solo il suo Sposo, ma anche Leonardo, venendo così considerata impura.

Quando il risvolto tragico viene alla luce, al cospetto della Luna e delle nubi della notte, la Sposa, unica superstite di queste nozze di sangue, supplica la Madre dell’ormai defunto Sposo di riconoscere la sua pudicizia: nessuno dei suoi amori è stato infatti consumato con l’atto sessuale, descritto a più riprese come momento finalizzato unicamente alla procreazione. Solo quest’ultima, ormai impossibile, era stata prospettata dalla Madre come forma di redenzione. Ora che anche quest’ultimo baluardo della morale antica è stato abbattuto, non resta che la sofferenza sui cadaveri delle antiche speranze.

A proposito della Luna e delle nubi della notte: non deve risultare aneddotico o ingiurioso ricordare che in occasione della rappresentazione dell’opera di Federico García Lorca di questo 11 agosto per Tram(e) d’Estate lo spettacolo sia stato interrotto da una pioggia torrenziale. Le ragioni sono due: come ha notato con tono nostalgico Gianmarco Cesario, lo spettacolo ha risposto all’inevitabile ciclicità che lo ha portato dal teatro TRAM al cortile aperto del Maschio Angioino e poi di nuovo allo spazio raccolto e protetto dei porticati di Castelnuovo; lo spirito di adattamento dei quattro attori ha permesso di vivere il cambiamento forzato di location come un modo per entrare pienamente nella scena, e di fare così esperienza diretta  dei personaggi e dei loro sguardi svuotati dal dolore (senza contare che tra le battute di scena rientra la famosa «sia benedetta la pioggia!»).

NOZZE DI SANGUE
di Federico Garcia Lorca
con Pietro Juliano, Leonardo Di Costanzo, Guido Di Geronimo, Germana Di Marino
adattamento e regia di Gianmarco Cesario
danzatrice Ilaria Leone
coreografie Mario Guadagno
costumi e ambientazione scenica di Melissa Di Vincenzo
musiche di Pasquale Ruocco
disegno luci Tommaso Vitiello
assistenti alla regia Tina Ferrante | Carmen Pennacchio 

Immagine: TRAM teatro

A proposito di Carolina Borrelli

Carolina Borrelli (1996) è iscritta al corso di dottorato in Filologia romanza presso l'Università di Siena. Il suo motto, «Χαλεπὰ τὰ καλά» (le cose belle sono difficili), la incoraggia ogni giorno a dare il meglio di sé, per quanto sappia di essere solo all’inizio di una grande avventura.

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