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Eroica Fenice

Nel nido dell’Aquila: un teologo nella congiura contro Hitler. Di Michele Imbriani

Nel Nido dell’Aquila, il nuovo romanzo di Michele Imbriani (Recensione)

Pubblicato da Il Terebinto Edizioni, Nel Nido dell’Aquila è un suggestivo romanzo scritto da Angelo Michele Imbriani. Ambientato in Germania durante gli anni del nazismo, il racconto ripercorre fatti storici realmente accaduti, focalizzandosi sulle vicende della lotta di opposizione al regime di Adolf Hitler. Il protagonista è Dietrich Bonhoeffer, teologo luterano tedesco condannato a morte poco tempo prima della fine della guerra. Di Bonhoeffer sono state tramandate queste ultime parole: «Per me è la fine, ma anche l’inizio».

Il romanzo è costruito con la trama del suo vissuto. Il vissuto di uomo di fede in un periodo storico che alla coscienza degli uomini di fede poneva ancor più del solito dei terribili problemi.

Nel Nido dell’Aquila: la Casa sul Kehlstein

Il teologo Dietrich Bonhoeffer si distinse per la decisione e la convinzione con cui partecipò ai piani della congiura «contro il cappotto» (il nome in codice del Führer). Senza esito, fu introdotto nel gruppo di Hans Oster, Dohnanyi, Müller per poi entrare a far parte dei servizi d’intelligence militari: l’Abwehr. Dall’abbazia di Ettal offrì i propri servizi all’organizzazione.

Angelo Michele Imbriani, nello scrivere questo romanzo, si reca in prima persona presso l’abbazia e mentre racconta della sua escursione arricchendola di dettagli e curiosità, a tratti con divertimento, ripercorre la storia del teologo. Cerca il luogo adatto al proprio raccoglimento e, seguito da buffe peripezie, si reca al Zugspitze (la vetta più alta della Germania) per dipanare nella mente la storia di Dietrich.

Lo fa con naturalezza: i paesaggi, le montagne, i sentieri, tutto rimanda continuamente alla storia del pastore. Il racconto si fa così ricco di flashback che – come l’autore stesso afferma – il lettore potrebbe smarrirsi nei salti di spazio e di tempo. Ma come è avvenuto a Michele Imbriani, anche il lettore, che segue il suo breve viaggio, sente incombente nell’aria berlinese la memoria di Dietrich, ma anche di Hitler quando si arriva finalmente nel Nido dell’Aquila ( detto anche Kehlsteinhaus: in tedesco Casa sul Kehlstein). 

“Una casa grigia in muratura che in se stessa non avrebbe grande fascino se non fosse per la vertiginosa posizione in cui si trova e le memorie sinistre che evoca”.

“Chi è l’omino? Chi è la signora bionda? Sembrerebbero un funzionario in vacanza, il direttore di un ufficio postale o dell’esattoria, con una moglie parecchio più giovane di lui. Forse stanno dando un ricevimento per amici e parenti, nella loro casetta in montagna. Forse è il loro anniversario. Forse sono gli anni prima della guerra. O magari la guerra è già cominciata, ma lassù al Nido dell’Aquila, in un giorno di festa, si può far finta di nulla”.  

L’omino è Adolf Hitler, la giovane donna è Eva Braun: sono nella loro baita sulle Alpi bavaresi.

Un teologo nella congiura contro Hitler: tra fede e azione

Nel Nido dell’Aquila oltre ad essere una fonte di informazioni veritiere e precise, ci svela anche i pensieri più profondi di Dietrich in rapporto alla sua fede.  Le sue riflessioni sul rapporto tra fede e azione furono infatti scritte durante i suoi anni di prigionia.

La congiura prevedeva un omicidio e quello che molti si chiesero pensando a Dietrich Bonhoeffer fu “Dov’è Dio quando un pastore accetta di compiere un omicidio?”, ed egli rispose: «quando un pazzo lancia la sua auto sul marciapiede, io non posso, come pastore, contentarmi di sotterrare i morti e consolare le famiglie. Io devo, se mi trovo in quel posto, afferrare il conducente al volante».

Come molti, in quegli anni di crudeltà, Dietrich Bonhoeffer si chiese dove fosse Dio in questa tragedia, dove fosse Dio ad Auschwitz.

Angelo Michele Imbriani storico contemporaneo e studioso di teologia ha scritto saggi sul fascismo e sul Mezzogiorno nel dopoguerra. Sta ultimando un dottorato di ricerca con un lavoro su Bonhoeffer e la letteratura, presso la Facoltà Valdese di Teologia.

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