Nel paese delle donne selvagge di Matsuda Aoko | Analisi

Nel paese delle donne selvagge di Matsuda Aoko | Analisi

Nel paese delle donne selvagge di Matsuda Aoko (in originale Obachan tachi no irutokoro おばちゃんたちのいるところ), pubblicato in Italia nel 2022 da Edizioni E/O, si presenta come una raccolta di storie ispirate alla tradizione giapponese ma ampiamente influenzate da tematiche ed ambientazioni riprese dall’età moderna. Ci sono in tutto 17 sezioni narrative differenti:

Scheda del libro e temi chiave

Dettaglio Descrizione
Autrice Matsuda Aoko
Editore italiano Edizioni E/O (2022)
Genere Raccolta di racconti / Realismo magico
Ispirazione Folklore giapponese (Kaidan, Rakugo, Kabuki)
Tematiche Femminismo, trasformazione, critica sociale, mondo queer

I 17 racconti della raccolta

  1. FARSI BELLE
  2. LE LANTERNE DELLE PEONIE
  3. HINA-CHAN
  4. FOLLE DI GELOSIA
  5. NEL PAESE DELLE DONNE SELVAGGE
  6. IL MIO CARO ESTINTO
  7. VITA DI KUZUHA
  8. LEI SÌ CHE PUÒ
  9. CUORI CHE ARDONO DI PASSIONE
  10. IL MIO SUPERPOTERE
  11. L’ULTIMO ADDIO
  12. LA SQUADRA DI SARASHINA
  13. UN GIORNO DI TREGUA
  14. ORA SÌ CHE È UNO SPASSO!
  15. VITA DI ENOKI
  16. LA NUOVA GIOVINEZZA DI KIKUE
  17. VOGLIO RESTARE QUASSÙ

Analisi di Nel paese delle donne selvagge: caratteristiche principali

Trama e temi: il folklore giapponese rivisitato

Se lo sfondo proviene dalla cultura propriamente giapponese ed abbraccia una lunga tradizione legata a miti, folklore, letteratura setsuwa ed otogizoshi, narrazione rakugo, teatro e kabuki, Matsuda ripropone questi temi sovvertendo il carattere misogino, legato ad una visione della donna tragica o vendicativa. Lei enfatizza un processo di trasformazione vissuto da donne fieramente indipendenti che imparano ad accettare e sfruttare a loro vantaggio il loro lato più sopra-le-righe, selvaggio, che non è nient’altro che quello maggiormente spontaneo e meno incatenato ad una società omologante e capitalista (quindi come la donna del primo racconto che impara ad amare il suo corpo esageratamente peloso oppure quella del nono appassionata di calligrafia, o la virtuosa Squadra di Sarashina del dodicesimo).

Si passa dai riferimenti alle raccolte di tipo kaidan tra le pagine infestate da vari spettri o yūrei (come le venditrici del secondo racconto, la vecchia proprietaria dell’hotel dell’undicesimo, il triangolo amoroso dopo la morte nel quattordicesimo e la guardiana del castello nella storia finale) alle trasformazioni legate ai topoi dei racconti popolari (come la metamorfosi in kitsune del settimo racconto); o addirittura dalle prosopopee naturali come l’albero Enoki della quindicesima sezione per raccontare l’ansia della maternità, ad alcuni coraggiosi riferimenti alle lotte del mondo queer con la tenera coppia lesbica del terzo racconto.

Se ad un primo impatto le storie sembrano sconnesse tra di loro, andando avanti nella narrazione si potrà cogliere alla sua base una fitta rete di sottili rimandi che s’imperna sull’azione di una sinistra società che vanta impiegati vivi e morti, presidiata da un misterioso medium tra i due mondi: il Signor Tei. L’economia del racconto di Nel paese delle donne selvagge viene giovata da questa interconnessione, ed il lettore viene accattivato dalla dissemina di indizi, cercando di formulare una coerente interpretazione degli antecedenti scoprendo le identità ed i ruoli dei personaggi collegati. Non vi è una conclusione unica, e le avventure si esauriscono nei singoli frammenti di vissuto descritti nelle storie.

Stile e forme: narrazione e linguaggio

Lo stile di Nel paese delle donne selvagge è discorsivo, schietto, vicino alla comunicazione naturale, ma si fa urgente quando lo richiedono i messaggi femministi e avversi all’omologazione. Inversamente a quanto ci si potrebbe aspettare, anche durante le scene sovrannaturali, che dovrebbero essere tetre e misteriose, il tono rimane allegro fino a sfociare nel comico, non nascondendo l’estasi per aver raggiunto un nuovo, positivo, status esistenziale.

Molto spesso vengono messe criticamente in discussione le aspettative dei ruoli di genere, ma la narrazione non diventa mai pesante o opprimente; anzi, l’esuberanza prevale, sebbene accompagnata da un sottofondo malinconico che è essenziale per la retorica umorista: è vero che lascia un retrogusto amaro, ma questo invita i lettori a ragionare con la propria testa su tematiche determinanti per la società.

La versione italiana è accompagnata da un indice dei riferimenti culturali giapponesi alla base delle storie, e da un glossario per i termini nipponici intraducibili senza circonlocuzioni.

Fonte immagine di copertina: Copertina promozionale del libro Nel paese delle donne selvagge di Matsuda Aoko (versione italiana a cura di Edizioni E/O)

Articolo aggiornato il: 15 Gennaio 2026

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A proposito di Eleonora Sarnataro

Studiosa di inglese e Giapponese, i suoi migliori amici da sempre sono carta e penna, per mettere nero su bianco emozioni, resoconti e pareri riguardo i più disparati stimoli culturali.

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