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Sergio Leone: C'era una volta il cinema | Recensione

Sergio Leone: C’era una volta il cinema | Recensione

C’era una volta il cinema. I miei film, la mia vita è un libro di Sergio Leone, a cura di Noël Simsolo e tradotto da Massimiliano Matteri. Il testo, pubblicato nel 2018, è stato inserito dalla casa editrice Il Saggiatore fra i testi in fruizione digitale gratuita temporanea in seno all’iniziativa Solidarietà digitale.

C’era una volta il cinema. I miei film, la mia vita: l’opera di Sergio Leone

«Alla base di questo libro di interviste con Sergio Leone ci sono quindici anni di amicizia. Quindici anni di dialogo continuo, tra Parigi, Cannes e Roma. Quindici anni di festival cinematografici in trattorie romane o in piccoli bistrot del Marais, in ristoranti d’alta cucina o in casa di amici. Quindici anni di passeggiate al mercato delle pulci di Montreuil, di animate discussioni e di folli risate nei palazzi di Parigi o della Costa Azzurra; quindici anni di conversazioni telefoniche per parlare di cinema o per fissare appuntamenti con potenziali finanziatori. Quindici anni di convivenza che sono sfociati in questo libro, come una sorta di matrimonio di convenienza»: così apre la sua prefazione al libro l’attore, scrittore, storico del cinema, regista e sceneggiatore Noël Simsolo, interlocutore (e «amico fidato») di Sergio Leone lungo l’intervista-chiacchierata che compone il libro.

Dopo una parentesi sulla vita personale – fra luci e ombre – del regista, l’intervista si rivolge nello specifico all’attività lavorativa di Sergio Leone che attraverso le domande di Simsolo ripercorre la sua carriera, dagli esordi e dai giudizi contrastanti della critica alla sua fama cinematografica. Il regista ricorda, fra l’altro, i rapporti con gli altri registi e i rapporti con gli attori delle sue pellicole: C’era una volta il cinema: i miei film, la mia vita è insomma una celebrazione della cinematografia di Sergio Leone.

La genesi del libro è chiara già dalle prime pagine, in cui Noël Simsolo infatti scrive: «Una sera del 1986, durante una cena a due in una trattoria lionese di Parigi, ci è venuta l’idea di scrivere questo testo. Sergio aveva appena letto Il étaitune fois… Samuel Fuller, il libro di interviste che avevo realizzato con Jean Narboni, e mentre ne parlavamo ci siamo decisi a pubblicare le nostre conversazioni».

Fra pensieri, giudizi e commenti personali, il testo ripercorre la carriera cinematografica del regista. Simsolo ricorda: «L’opera di Leone è anche ricordo: la maggior parte dei suoi film possiede una struttura che si basa su un ricordo segreto e ricorrente che si rivela nel finale attraverso un’orchestrazione polifonica. È tanto la memoria della storia del West o del tempo dei contrabbandieri di alcol quanto quella delle loro rappresentazioni nel cinema. C’è anche un’importante componente documentaristica. Scenografie, costumi, armi sono realizzati in ogni minimo dettaglio partendo da documenti fotografici dell’epoca. Curiosa coincidenza. Se il tempo – unico fattore decisivo per il cinema – conferma l’importanza del cinema di Leone, e se il tempo è il motore delle sue opere, la memoria rimane fondamentale. E resta coerente anche nei confronti della componente autobiografica».

Il Saggiatore e le pubblicazioni di interviste “da regista a regista”

Oltre ai testi di Simsolo e Leone, la casa editrice Il Saggiatore ha pubblicato (prima edizione nel 2014) un altro interessante libro-intervista di un regista ad un regista: Il cinema secondo Hitchcock, a cura di François Truffaut; in esso lucide osservazioni cinematografiche e analisi delle tecniche e delle intuizioni cinematografiche hitchcockiano.

Fonte immagine: https://www.ilsaggiatore.com/libro/34139/

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