Sotto la pioggia, l’esordio di Pitchaya Sudbanthad

Sotto la pioggia

Recensione di Sotto la pioggia, romanzo d’esordio di Pitchaya Sudbanthad , pubblicato da Fazi Editore e tradotto da Silvia Castoldi.

Pitchaya Sudbanthad è nato in Thailandia e ha vissuto tra l’Arabia Saudita e il Sud degli Stati Uniti. Scrive per “The Morning News” e ha ricevuto una borsa di studio in Scrittura creativa sia dalla New York Foundation for the Arts, che dalla MacDowell. Vive attualmente a New York. Sotto la pioggia è il suo romanzo d’esordio pubblicato dalla casa editrice Fazi Editore il 4 Marzo 2021, tradotto da Silvia Castoldi. Il romanzo ha già raccolto all’estero notevole successo, tanto da essere già stato selezionato come libro dell’anno dal New York Times. 

Sotto la pioggia, trama del romanzo

Pitchaya Sudbanthad ambienta il romanzo nella sua terra natia, Bangkok, in un arco temporale che parte dal XIX secolo per giungere ai giorni nostri e terminare in un futuro ipotetico.

Le vicende si alternano nelle varie fasi storiche della città di Bangkok: la minaccia del colonialismo, la fine della monarchia assoluta, l’avvento dei militari al potere. Tra queste, però, vi sono due fasi molto importanti su cui l’autore si è maggiormente concentrato, in quanto attuali e pertinenti al periodo storico che stiamo vivendo.

La prima fase riguarda le alluvioni del 1977 e del 2011 che costrinsero molti abitanti a lasciare le proprie abitazioni per salvarsi; al loro ritorno la maggior parte divennero sfollati, mentre solo alcuni riuscirono ad andarsene in altri paesi, in cerca di migliori condizioni di vita.

La seconda fase invece riguarda le insurrezioni del 1973 e del 1976, con il massacro degli studenti e dei manifestanti. La rivolta popolare del 1973 e il massacro degli universitari del 1976 sono considerati come eventi spartiacque nella storia della Thailandia. Sono stati decisivi per la fine della dittatura militare al potere dell’anticomunista Thanom Kittikachorn, ed hanno alterato il sistema politico thailandese. In particolare hanno evidenziato la crescente influenza degli studenti universitari thailandesi in politica.

Sotto la pioggia non è il classico testo dotato di una struttura omogenea. Non esiste un unico protagonista o un’unica storia, ma tante storie che si intersecano tra di loro, avendo in comune un elemento che funge da collante tra l’insieme di anime che si muovono sulla scena del lettore: la grande casa.

Da questo luogo emergono i dolori, i ricordi, le speranze, le difficoltà della vita e le amarezze di tutti i personaggi. Il primo capitolo è dedicato ad una donna di età indeterminata che cammina per le strade affollate di Bangkok, entra nell’atrio di un edificio, pensa di salire al piano di sopra per vedere i suoi genitori, ma all’improvviso, colta da una sensazione inquietante, se ne va.

Poi arriva il capitolo dedicato a un missionario e medico americano del XIX secolo, assegnato a lavorare a Bangkok; che difficilmente si abituerà a relazionarsi con il popolo thailandese. Un altro capitolo è dedicato ad un fotografo che vive a Los Angeles negli anni ’70 e che poi tornerà a vivere in Thailandia, dove è nato, per fare i conti con il suo passato.

La trama principale del libro riguarda la storia di due sorelle, Nee e Nok, un tempo inseparabili, ora distanti. Nok vive in Giappone, dove gestisce un ristorante thailandese con il marito; Nee, dopo gli studi infermieristici, ha iniziato a lavorare in un edificio condominiale come receptionist. Le due si allontaneranno per molto tempo per un evento del passato, che stravolge la vita di una delle due e che non può essere perdonato. La loro storia si incontrerà e scontrerà durante tutto il romanzo con quelle di tutti gli altri personaggi.

Nonostante la struttura del romanzo sia un po’ complicata, Pitchaya Sudbanthad crea una storia affascinante e coinvolgente. Attraverso le caratteristiche dei vari personaggi, l’autore rende omaggio alle molteplici sfumature che caratterizzano Bangkok o Krungthep, come viene chiamata dai thailandesi.

Immagine in evidenza: Fazi Editore

About Benedetta Russo

Napoletana, classe 96, studentessa di Lettere Moderne. Cresciuta a pane e libri, amante della letteratura e dell'arte a 360°, cinefila a tempo pieno.

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