Le canzoni di Lana Del Rey sono tante e tutte diverse. Andiamo, dunque, a scoprire quali sono le 10 più belle della sua discografia.
Lana Del Rey, artista poliedrica e prolifica, si è fatta conoscere al grande pubblico nel 2012 con l’album d’esordio Born to Die. Molto sottovalutata all’inizio della sua carriera, e centro anche di numerose polemiche, oggi Lana è cresciuta, maturata, e ha acquisito quella sicurezza che le ha permesso di esprimersi totalmente. Ora l’artista viene universalmente riconosciuta come una delle icone dell’industria musicale odierna, una cantautrice che è sempre stata controcorrente e anticonformista e, proprio per questo, grazie alla sua originalità, ha plasmato un’intera generazione di artisti che a lei si sono ispirati.
Le canzoni di Lana Del Rey, pseudonimo di Elizabeth Woolridge Grant, sono distribuite in nove album in studio. Il punto forte dei suoi pezzi è una voce rassicurante e calda, che si accompagna a testi profondi e musiche spesso malinconiche e melodiose. Ma la sua forza risiede soprattutto nelle atmosfere suggestive che evoca: la sua voce è capace di creare paesaggi sonori onirici e sognanti. L’ascoltatore non può far altro che lasciarsi sedurre.
Indice dei contenuti
Le 10 canzoni di Lana Del Rey: la nostra classifica in sintesi
| Canzone e album | Perché ascoltarla |
|---|---|
| 10. I can fly (Big Eyes OST) | Per il suo potente messaggio di emancipazione e riscatto. |
| 9. Get free (Lust for Life) | Un inno alla libertà artistica e all’autoaffermazione. |
| 8. Change (Lust for Life) | Un messaggio di speranza e un invito al miglioramento sociale. |
| 7. Wildflower wildfire (Blue Banisters) | Per la sua toccante e intima riflessione sul rapporto madre-figlia. |
| 6. Terrence loves you (Honeymoon) | Un brano noir e ipnotico, con un omaggio a David Bowie. |
| 5. The greatest (Norman Fucking Rockwell!) | Uno sguardo disincantato sulla società moderna e la nostalgia per il passato. |
| 4. Video games (Born to Die) | Il gioiello del suo debutto, che si concentra sulla meraviglia delle piccole cose. |
| 3. Black beauty (Ultraviolence) | Un brano epico con un ritornello potente e un invito ad apprezzare la vita. |
| 2. Old money (Ultraviolence) | Una canzone grandiosa che campiona Nino Rota per il “Romeo e Giulietta” di Zeffirelli. |
| 1. Venice bitch (Norman Fucking Rockwell!) | Un’odissea psichedelica di quasi 10 minuti, il suo capolavoro sperimentale. |
La classifica delle dieci migliori canzoni di Lana Del Rey
10. I Can Fly
Direttamente dalla colonna sonora di Big Eyes, film di Tim Burton del 2014, I Can Fly è una delle tante dimostrazioni che la musica di Lana si adatta magnificamente al cinema. La canzone cattura il senso del film, che racconta la storia vera di una pittrice manipolata dal marito. Il suo è un canto di emancipazione e riscatto, il canto di una donna che ha avuto la forza di riprendere in mano la propria vita.
9. Get Free
Get Free, singolo di chiusura di Lust for Life, ci riporta al tema della libertà: «I never really noticed that i had to decide, to play someone’s game or live my own life», canta Lana. È un canto di protesta verso chi la vuole diversa. Get Free è un canto di autoaffermazione, quello di un’artista che vuole e deve sentirsi libera di essere sé stessa.
8. Change
Sempre da Lust for Life, Change rappresenta una svolta per la cantante, che si occupa di tematiche più squisitamente sociali. Il testo è una desolante descrizione di fenomeni come la guerra e l’inquinamento, ma anche e soprattutto un messaggio di speranza e di fiducia. Change è la certezza che, nonostante tutto, potrà avvenire un cambiamento.
7. Wildflower Wildfire
Appartenente a Blue Banisters, è un’emozionante ballad al pianoforte in cui la cantante riflette sul complicato legame con la figura materna. Wildflower Wildfire è un brano personale ed intimo, che ci lascia intravedere un piccolo scorcio della vita di Lana e del rapporto con i suoi familiari. Il rapporto madre-figlia risulta segnato da un’insanabile incomunicabilità.
6. Terrence Loves You
Incluso nel terzo album, Honeymoon, un disco dal sound più oscuro e noir. Terrence Loves You è un brano raffinato, elegante ed ipnotico, in cui la voce di Lana domina su una cornice musicale arricchita da un meraviglioso accenno di sax. Il bridge presenta un chiaro riferimento a David Bowie («Ground control to Major Tom»), contribuendo a rendere il singolo uno dei più suggestivi dell’artista.
5. The Greatest
Incluso nel suo capolavoro Norman Fucking Rockwell!, un album acclamato da testate come Rolling Stone e che le è valso una candidatura come “Album dell’Anno” ai Grammy Awards 2020. In questa canzone Lana ci offre uno sguardo disincantato sulla società moderna. Esprime nostalgia e rimpianto per un tempo passato, ma come dice lei stessa, «nobody warns you before the fall».
4. Video Games
Tra le canzoni di Lana Del Rey, Video Games rappresenta il suo debutto. In un videoclip amatoriale girato da lei stessa, Lana ci regala un piccolo gioiello, che ci ipnotizza dall’inizio alla fine. Con un tono di voce suadente, ci propone una canzone d’amore emozionante, che si concentra sulla bellezza delle piccole cose. «Heaven is a place on earth with you», canta Lana in un ritornello sublime.
3. Black Beauty
Brano incluso nel secondo album, Ultraviolence, un disco dal genere rock psichedelico prodotto da Dan Auerbach (The Black Keys). Black Beauty è presente esclusivamente nella versione deluxe e per questo è spesso ingiustamente sottovalutata. In realtà rappresenta uno dei picchi della carriera di Lana: è un brano epico, con un ritornello potente in cui la sua voce emerge energica, invitandoci ad apprezzare la vita.
2. Old Money
Sempre da Ultraviolence, Old Money contiene un campionamento di un brano di Nino Rota, composto per la colonna sonora del film Romeo e Giulietta di Franco Zeffirelli. Una scelta vincente, poiché Old Money si presenta come una delle canzoni più grandiose di Lana, con violini eleganti che accompagnano la sua voce su un testo intriso di nostalgia, in cui l’artista ricorda la giovinezza perduta.
1. Venice Bitch
La nostra classifica si conclude con Venice Bitch, da Norman Fucking Rockwell!. Canzone più lunga che la cantautrice abbia mai composto (quasi dieci minuti), è anche il suo singolo più psichedelico e sperimentale. Lo sviluppo è imprevedibile e mai noioso. Grazie all’uso magistrale della chitarra, è un brano che ci regala immagini strepitose e ci permette di sognare ad occhi aperti. È una canzone da ascoltare rigorosamente con gli auricolari, per lasciarsi trasportare da uno dei singoli più grandiosi di una delle artiste più eccezionali della nostra generazione.
Fonte immagine in evidenza: Wikimedia Commons
Articolo aggiornato il: 21/09/2025

