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Eroica Fenice

Luciano Tarullo

Da L’Isola a Benvenuto, l’intervista: la quarantena di Luciano Tarullo

Intervista al cantautore Luciano Tarullo, originario di Agropoli: è passato ormai un anno dall’uscita del suo album “L’Isola” e ora è uscito il singolo “Benvenuto“.

Come la staranno passando la quarantena, gli artisti?
Questo è un quesito che ronza nella testa di tutti i “non addetti ai lavori”: spesso capita che gli artisti, in quarantena, si trovino a festeggiare il compleanno di un fortunato album e, addirittura, a sfornare un nuovo singolo.
Questo è il caso di Luciano Tarullo, originario di Agropoli e uno degli artisti di spicco della scena cilentana.
Con lui abbiamo fatto un’interessante chiacchierata e abbiamo toccato vari temi: la musica, la situazione musicale odierna, la quarantena, la creatività e l’isolamento, spaziando da un argomento all’altro come si farebbe tra buoni amici.
Lasciamo la parola direttamente a lui, per immergerci nel suo universo.

Luciano Tarullo, intervista

Buonasera Luciano. Innanzitutto grazie di aver accettato questa intervista. È ormai passato un anno dal tuo album “L’Isola”: come hai festeggiato questo compleanno particolare?
Ciao Monica, grazie a te per l’invito. È vero è passato già un anno dall’uscita del disco, anche se per me sembra passato molto più tempo dato che la sua produzione è iniziata qualche anno prima. Purtroppo non ho potuto festeggiare questo traguardo importante come avrei voluto date le circostanze. C’era in programma di organizzare un concerto con tutti i musicisti che hanno lavorato all’album e con vari ospiti ma non è stato possibile.
Quando tutto questo sarà finito, probabilmente sarà la prima cosa che inizierò a programmare. Intanto però in questi giorni sono andato a guardare tutte le foto, i video, ho riletto le recensioni e tutti gli articoli che sono stati scritti sul mio album nell’arco di quest’anno. È stato un bel modo per rinfrescarmi la memoria e per prendere ancora più coscienza del fatto che è stato senza dubbio uno dei periodi più belli della mia vita.

Le più grandi soddisfazioni che l’avventura di questo album ti ha dato?
Senza dubbio le parole che mi sono arrivate da chi ha ascoltato l’album. Sai, di solito noi artisti diciamo sempre che questo lavoro lo facciamo prima di tutto per noi stessi, per esorcizzare qualcosa piuttosto che per dare espressione alla nostra anima. Questo è tutto vero. Ma non dobbiamo mai dimenticarci che l’Arte è comunicazione e la comunicazione ha bisogno di un interlocutore attivo, di un pubblico presente. Scrivo sempre per me stesso, ma consapevole del fatto che ciò che scrivo raggiunge un piena realizzazione di sé quando riesce ad arrivare con immediatezza alle persone. Per questo cerco di essere sempre sincero in quello che faccio, e la mia più grande soddisfazione è stata proprio che questo aspetto è stato largamente percepito.

Parlaci ora del videoclip di “Benvenuto”: come è nato questo brano e cosa c’è di te, dentro.
Il brano è nato come una lettera. Una lettera che scrivo a me stesso e che ho immaginato di spedire ad un Luciano appena nato, un Luciano che non ha ancora vissuto tutte le esperienze e gli ostacoli che la vita gli presenterà in futuro. È il brano più intimo del disco, e forse la canzone che più rappresenta il mio essere musicista e il mio modo di stare al mondo. Mi sono voluto mettere completamente a nudo, e questo è un concetto che viene espresso anche attraverso la forma musicale con cui è presentata la canzone, cioè in modo scarno ed essenziale, piano e voce, così come la canzone è stata scritta.
È anche l’ultimo singolo estratto dall’album, anche se non amo molto definire questo pezzo come un singolo vero e proprio. Per me rappresenta il modo migliore per chiudere il cerchio legato al disco, e rappresenta anche una strada che sento di voler continuare a percorrere in futuro. Il video è un piccolo gioiello ideato e realizzato da Denise Galdo, un’artista eccezionale. È realizzato in stop-motion e mette il luce uno scenario fantastico, surreale, con personaggi inediti e costruiti per l’occasione da Francesco Galdo.

Come stai vivendo questa quarantena? Credi che per un artista sia utile sfruttare questo silenzio o che non sia possibile concentrarsi in una situazione del genere?
La sto vivendo in maniera preoccupata ma anche speranzosa. Cerco di informarmi su tutto il più possibile. Dobbiamo essere tutti consapevoli del fatto che stiamo vivendo una vicenda che non si è mai verificata nella storia moderna. Questa condizione che accomuna tutta l’umanità deve solo unirci, in questo modo sono convinto che molto presto ne usciremo. Gli artisti sono fondamentalmente persone come tutte le altre. Sono in contatto con tanti colleghi e musicisti, ognuno di noi sta vivendo questa situazione secondo il proprio carattere; c’è chi in questo silenzio di cui parlavi tu, riesce a concentrarsi e a tirare fuori delle belle idee, chi invece non riesce a farlo, c’è anche chi non ha nemmeno la voglia di mettersi vicino allo strumento. Ognuno deve avere la libertà di vivere questo momento come vuole, nessun atteggiamento deve essere forzato, stiamo tutti vivendo un’esperienza che non avremmo voluto mai affrontare. Personalmente passo la metà del mio tempo dedicandomi alla musica. Ma onestamente non riesco a scrivere nulla di nuovo, perché per farlo ho bisogno di pensare ad altro e in questo momento è davvero molto complicato farlo.
Permettimi di dedicare il pensiero più grande e tutti coloro che stanno lavorando 24h per combattere contro questa tragica emergenza sanitaria e umana.

La prima cosa che farai appena questa quarantena finirà.
Mi sono posto spesso questa domanda ultimamente ma non riesco a darmi una risposta. Credo che improvviserò al momento. Di sicuro quello che mi manca, ma credo che manchi un po’ a tutti, è la normalità della vita quotidiana. Tutto ciò che colpevolmente, troppo spesso, diamo per scontato.

Ringraziamo Luciano Tarullo per la disponibilità!

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