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Eroica Fenice

Fenomeno

Fenomeno, convincersi di poter fare rap a 40 anni

Fenomeno è l’ultima creazione di Fabri Fibra, pubblicata il 7 aprile per la Universal Music Group, la major discografica per la quale il rapper marchigiano lavora dal 2006, dall’album “Tradimento”.

Fenomeno, una nuova consapevolezza

Sono passati tanti anni, Fabri Fibra non è più il ragazzo che scrive “col sole che filtra attraverso la serranda non è neanche più il ragazzo scontroso e strafottente che spruzza “rap in vena. A 40 anni, per forza di cose, si cambia o, quanto meno, si acquisisce una consapevolezza nuova, diversa. Fenomeno viene interamente caratterizzato da questa nuova consapevolezza e dalla sfida che Fibra si prefissa: convincere e convincersi di poter ancora fare rap in Italia, nel paese dove molto spesso questa musica è insufficientemente considerata “roba per ragazzini”. È, in ogni caso, un Fibra maggiormente riflessivo e introspettivo. Un Fibra che non ha più bisogno di esagerare- non del tutto almeno – o di creare lo scandalo per fare notizia ed essere preso sul serio.

Fenomeno, l’album

Diciassette tracce si susseguono tra momenti di profonda introspezione come Money For Dope, Equilibrio, Stavo pensando, Invece no a momenti di denuncia sociale come Red Carpet, Fenomeno, Considerazioni (monologo a favore della legalizzazione della marijuana scritto da Roberto Saviano), Ogni Giorno; ad altri decisamente più distesi e leggeri come Pamplona (feat. Thegiornalisti) e Cronico. Un viaggio dalle diverse sfaccettature attraverso l’ipocrisia di certi legami e rapporti, nati per convenienza e con il solo obbiettivo del lucro.

Un riavvolgimento del nastro che prende forma tra sogni persi e ambizioni mai realizzate, tra l’ansia del fallimento e la paura del dover sempre motivare e giustificare le proprie scelte. Il racconto delle proprie esperienze, però, non rimane una semplice prerogativa autobiografica ma diventa il punto di partenza per parlare del disagio di tutti quei ragazzi, di provincia e non, che vivono con la prospettiva di un futuro sempre troppo incerto nel quale l’unica certezza sembra essere quella del fallimento. Il disagio di tutti quei ragazzi che cercano, attraverso i falsi miti della televisione e del web, forme di evasione, non di riscatto, che si esplicitano molto spesso nell’abuso di sostanze stupefacenti e alcoliche; rendendosi così passivi e inerti alla vita.

È un vuoto, quello del dover costantemente mantenere delle apparenze socialmente accettabili, che va a sommarsi a un altro vuoto, quello affettivo ed emotivo di molti ragazzi che vivono la propria famiglia come un ambiente soffocante e poco stimolante. Non è certo la prima volta che il rapper marchigiano tratta temi del genere ma, questa volta, magari non risultando impeccabile nella forma, risulta molto più efficace per la chiarezza e la lucidità con le quali denuncia un malessere sociale tremendamente diffuso e attuale.

Un malessere nato durante vent’anni di brutale mercificazione culturale che hanno corrotto e spazzato via ogni valore, nutrendo tutti questi ragazzi con i fantasmi del denaro e del successo. Un malessere che chi di dovere continua a ignorare facendo finta che vada tutto bene. Invece no, non va tutto bene e Fabri Fibra dimostra di esserne ben cosciente. È proprio in questa spigliata oggettività senza peli sulla lingua che l’album e il suo creatore acquisiscono un grande valore sociale e culturale.

Fenomeno, il finale contradditorio

Come a voler rovinare tutto – in puro stile Fabri Fibra – l’album termina con due brani molto contraddittori, sul fratello e la madre: Nessun Aiuto e Ringrazio. Per quanto possano risultare fuori luogo, queste ultime due tracce avvalorano e confermano la validità culturale e il “fascino” del personaggio. L’Italia è un paese pieno di contraddizioni e, in quanto tale, chiunque si proponga di raccontarlo non può che imbattersi in esse ma, soprattutto, non può che farne uso per rafforzare i contenuti delle proprie parole.