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Eroica Fenice

Franco Battiato: sei curiosità sull'uomo che cambiò il pop

Franco Battiato: sei curiosità sull’uomo che cambiò il pop

La morte di Franco Battiato è uno di quegli eventi che inevitabilmente porta le persone a riflettere.

Questa è la tipica conseguenza che si innesca nel momento in cui una grande personalità viene a mancare: nessuno riesce a dribblare definitivamente la questione, tutti hanno bisogno di parlarne, tutti hanno bisogno di ricordare qualcosa e chi non lo ha conosciuto artisticamente, invece, inizia a sentire un vuoto da colmare.

Questo vuoto nel momento in cui ci si interfaccia con la carriera di Battiato diventa voragine, perché nessuno più di lui fu capace di sperimentare, studiare, contaminare la propria cultura con influenze provenienti dai più disparati angoli del mondo, arrivando così a rivoluzionare completamente il concetto di musica pop.

Perché questa è la magia di Battiato: rendere popolare la musica cosiddetta “elevata”, dimostrando come in realtà non esista una musica “elevata”. Quasi sempre la musica nasce e si sviluppa come l’espressione di un popolo e racchiude come un involucro il patrimonio artistico di una classe di individui i quali, attraverso quel tipo di struttura musicale, riescono a sentirsi protetti, al sicuro.

Ecco, quella sensazione di protezione che la musica dovrebbe esser capace di regalare era stata completamente dimenticata.

L’orchestra era diventato il simbolo dell’alta borghesia, la musica elettronica quello delle nuove generazioni di teenagers.

Per Battiato era semplicemente musica.

La sua vita è stata una costante apologia di conoscenza e curiosità, una continua elegante e mai banale provocazione artistica.

Un modo per poter offrire ulteriori chiavi di lettura di una figura fin troppo complessa potrebbe essere quella di presentare alcune curiosità che possano in qualche modo (parzialmente) scoperchiare il criptico guscio che spesso e volentieri Battiato ha costruito attorno ai suoi brani.

Sei curiosità sulla figura di Franco Battiato

  • La fenomenologia del genio

Nel 1972 Battiato pubblicò il suo primo disco, “Fetus”, un concept album sperimentale interamente incentrato sul tema della nascita della vita e quindi dello sviluppo dell’embrione.

Un brano presente nel disco, “Fenomenologia, si conclude con una serie di formule matematiche cantante dall’artista.

Il motivo è che le formule di cui sopra non sono altro che delle funzioni goniometriche traslate rispetto all’asse.

Tradotto, le formule cantate da Battiato, una volta rappresentate su un diagramma cartesiano, presentano la forma del DNA.

  • Riferimenti letterari spesso e volentieri, ma a volte anche decisamente no

Alcuni testi di Battiato presentano a volte anche scene “forti”, quindi l’autore non ha sempre e solo parlato di trascendenza ed esoterismo nei suoi lavori.

Una prova è “Zone Depresse” contenuta in “Orizzonti Perduti” del 1983:

Dal barbiere al sabato per chiacchierare e a turno leggere il giornale.
Le ragazze in casa o fuori nei balconi;
Mi regali ancora timide erezioni;

Guardavo di nascosto i saggi ginnici nel tuo collegio.

  • Come un cammello in una grondaia

Il sedicesimo album di Battiato prende il titolo da una citazione di uno scienziato persiano del IX secolo, Al-Biruni, il quale era solito pronunciare questa frase per indicare l’inadeguatezza della propria lingua nel trattare argomenti scientifici.

  • Il rapporto con Manlio Sgalambro

Battiato è noto soprattutto per la complessità e misteriosità dei temi affrontati. A tratti i testi erano talmente particolari da sembrare unici nel proprio genere e non replicabili da nessun altro.

In realtà dal 1994 al 1997 alla realizzazione dei suoi testi collaborò il filosofo Manlio Sgalambro.

Nonostante il suo contributo i testi hanno continuato a mantenere l’inconfondibile marchio “alla Battiato”. Di questi anni è “La Cura” quello che fu il brano probabilmente di maggiore successo del cantautore siciliano e famosissimo proprio per il suo meraviglioso testo.

  • Le accuse di misoginia

Più volte Battiato si è dovuto destreggiare tra la fauna che faceva dello scoop la propria linfa vitale.

Si è sempre ipotizzata una sua presunta misoginia per via della totale assenza (o presunta tale) di relazioni sentimentali nella sua vita, giustificate dall’artista sostenendo di essersi innamorato per la prima volta a 16 anni e che mai più avrebbe voluto provare quelle sofferenze.

Quando, solleticato sulla questione inerente alla sua vita privata, gli venne chiesto cosa ne pensasse del matrimonio, la risposta fu lapidaria: “La sola idea mi fa venire voglia di spararmi”.

Le cose però si sono decisamente complicate quando Battiato commise una leggerezza affermando in un’intervista: “Queste troie che si trovano in parlamento farebbero qualsiasi cosa: è una cosa inaccettabile”.

In seguito arrivarono dei chiarimenti, l’autore infatti faceva riferimento alla  “prostituzione intellettuale” che vi era nel parlamento italiano, sia al maschile che al femminile.

  • La reincarnazione

Risaputo è il rapporto tra Battiato e le filosofie orientali, così come quello con le correnti esoteriche. Meno invece la sua ardente credenza nella reincarnazione.

Io credo nella reincarnazione, come professano i buddisti, e sono assolutamente convinto di essermi più volte reincarnato: ho anche vividi e forti ricordi delle mie vite precedenti. Ma questo non significa rinnegare la religione cristiana nel cui ambito culturale naturalmente mi sono formato essendo nato in Italia e in una famiglia cattolica. Non si tratta di un tradimento, perché i due credi religiosi sono complementari tra loro e si intersecano senza esclusione”.

“Se una persona ha un minimo di sensibilità, come fa a dire che veniamo dalle scimmie? Brutto cretino! Dico io: le scimmie sono loro stesse esseri umani messi lì per un motivo. Quando tu ti comporti in modo tremendo, quando ammazzi qualcuno, poi rinasci come insetto, serpente o un altro animale. Ecco perché cammino per strada facendo attenzione a non calpestare neppure le formiche”.

 

Fonte Immagine: glistatigenerali.com

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