Geolier ft. Pino Daniele , Tutto è possibile: testo e significato

La nuova canzone di Geolier “Tutto è possibile”: l’omaggio a Pino Daniele è legittimo o azzardato?

Emanuele Palumbo, in arte Geolier, è uno dei nomi più influenti della scena rap e urban italiana contemporanea. Nato e cresciuto a Napoli, classe 2000, Geolier si è imposto nel panorama musicale grazie ad un linguaggio diretto, radicato nelle sue origini partenopee e capace di dialogare con le nuove generazioni, conquistando un vasto pubblico con numerosi singoli di enorme successo ed una serie di certificazioni tra dischi d’oro e di platino. Dopo tre album usciti tra il 2019 e il 2024 (Emanuele, Il coraggio dei bambini, Dio lo sa), il rapper napoletano è pronto per una nuova tappa nella sua carriera.

Dettagli dell’album “Tutto è possibile”

Dettaglio Informazione
Artista Geolier
Data di uscita 16 Gennaio 2026
Singolo principale Tutto è possibile (feat. Pino Daniele)
Ospite internazionale 50 Cent (brano: Phantom)

Il progetto “Tutto è possibile” e Pino Daniele

Il progetto che apre il 2026 musicale di Geolier si intitola Tutto è possibile: un quarto album uscito il 16 Gennaio 2026 caratterizzato da una tracklist che unisce radici locali e visioni internazionali. A capo di quest’album c’è Tutto è possibile, il brano rappresentativo dell’intero progetto e con la presenza della voce dello storico cantautore napoletano Pino Daniele, presenza resa possibile grazie all’utilizzo di materiali d’archivio ed un dialogo artistico ideale.

Testo completo di “Tutto è possibile”

(Ritornello: Pino Daniele)
Tutto è possibile, tutto è possibile
Basta che ce credi e po’ succede
Tutto è possibile, tutto è possibile
Si ‘o vuò, ‘o può avè, nun te fermà

(Strofa 1: Geolier)
Sotto ‘o cielo ‘e Napule, ‘e guagliune sperano
Tra ‘e vicoli scuri addò ‘e sogni se perdono
Ma io guardo ‘o mare e veco n’ata via
Na strada nova, na nuova scia
So’ partuto da zero, senza niente ‘n mano
Sulo cu ‘a raggia e ‘a voglia d’arrivà luntano
E mo che so’ ccà, veco tutto chiaro
Ca ‘o destino è nuje, nun è scritto ‘n cielo

(Ritornello: Pino Daniele)
Tutto è possibile, tutto è possibile
Basta che ce credi e po’ succede
Tutto è possibile, tutto è possibile
Si ‘o vuò, ‘o può avè, nun te fermà

(Strofa 2: Geolier)
E quanno ‘a notte scenne e ‘o buio fa paura
Penso a chi m’ha ditto “nun ce riesci, è dura”
Ma ‘e parole so’ vento, volano via
Restano ‘e fatti, resta ‘a vita mia
Pino m’ha ‘mparato a guardà dinto all’anema
A trovà ‘a luce pure quanno è scura ‘a strada
E mo canto pe’ chi nun tene voce
Pe’ chi crede ancora, pe’ chi se dà pace

(Ritornello: Pino Daniele)
Tutto è possibile, tutto è possibile
Basta che ce credi e po’ succede
Tutto è possibile, tutto è possibile
Si ‘o vuò, ‘o può avè, nun te fermà

(Outro: Geolier & Pino Daniele)
Tutto è possibile, fratè, tutto è possibile
Basta che ce credi… tutto è possibile.

Di che parla Tutto è possibile?

La canzone racconta Napoli come luogo di contraddizioni ma anche di opportunità; al centro c’è l’idea che, nonostante le difficoltà sociali, economiche e personali, esista sempre uno spazio per immaginare un futuro diverso. Geolier racconta una realtà segnata da sacrifici, errori e ferite aperte, tipica delle periferie e di una generazione cresciuta tra precarietà e sogni spesso rimandati. Parla di chi parte svantaggiato, di chi deve lottare ogni giorno per affermare la propria identità e per non farsi schiacciare dalle aspettative o dai limiti imposti dal contesto. In questo senso “Tutto è possibile” diventa quasi una dichiarazione di resistenza: credere nel cambiamento come atto di volontà. C’è un’unione tra il linguaggio diretto e urbano di Geolier e l’eredità emotiva e culturale lasciata da Pino Daniele. Non si tratta solo di un richiamo musicale, ma soprattutto concettuale. Il brano recupera una visione della città già presente nella poetica di Pino: Napoli come luogo di contraddizioni, dolore e bellezza, ma anche come spazio fertile, capace di generare arte, sogni e nuove possibilità. Se Pino Daniele raccontava questa tensione attraverso il blues, il jazz e la canzone d’autore, Geolier lo fa con il linguaggio del rap, più crudo e immediato, ma non meno emotivo.

Il featuring con 50 Cent: “Phantom” e il successo in classifica

Nell’album non manca uno sguardo oltreoceano: è presente infatti un prestigioso featuring con il leggendario rapper americano 50 Cent nel brano “Phantom”, che ha già scalato le classifiche posizionandosi al primo posto. In questo pezzo, Geolier crea un ponte ideale tra la sua eredità napoletana e il rap internazionale, citando esplicitamente il suo maestro spirituale con il verso: “Si ce steva mo Pino Daniele, m”esse data / Na pacca ‘ncopp’â spalla e m”esse ditto: “Bravo””. Un riconoscimento immaginario che sottolinea la consapevolezza del percorso artistico intrapreso.

Le differenze fra Geolier e Pino Daniele

È qui che nasce il primo nodo critico: non tanto nel confronto stilistico, quanto nella legittimità del gesto. Geolier non tenta di “imitare” Pino, né di aggiornare il suo suono in chiave moderna. Piuttosto si pone come erede emotivo, come voce di una generazione cresciuta con altri codici ma con lo stesso bisogno di raccontare una città complessa. L’uso del napoletano diventa il vero filo conduttore. Per Pino Daniele era una scelta culturale e politica, un modo per restituire dignità musicale ad una lingua spesso relegata al folklore. Per Geolier, è una lingua madre, naturale, che diventa strumento identitario nel panorama globale dell’hip hop. In Tutto è possibile, questo elemento non appare forzato, ma necessario: è il punto d’incontro tra due mondi che, pur lontani nel tempo, condividono una radice profonda.

Pino Daniele
Pino Daniele/ Gorup de Besanez

Il paragone allora, potrebbe essere considerato azzardato?

Se inteso come confronto artistico diretto probabilmente si. Pino Daniele resta una figura irripetibile, capace di fondere blues, jazz, rock e tradizione partenopea con una libertà che ha segnato la storia della musica italiana. Ma Geolier non ambisce a quel tipo di universalità musicale, né a quella complessità armonica. Il suo campo d’azione è un altro: la narrazione urbana, l’urgenza espressiva, la fotografia sociale di un presente spesso irrisolto. Leggendo il paragone come omaggio, infatti, il discorso cambia. Tutto è possibile non chiede di essere giudicata come la nuova canzone di Pino Daniele, bensì come una dichiarazione d’amore e di continuità. Geolier sembra dire che quella voce non si è spenta, ma ha cambiato timbro, ritmo, lessico. 

Tutto è possibile risulta dunque essere un ponte, un gesto che può piacere o infastidire, ma che ha il merito di riaprire una conversazione su cosa significhi raccontare oggi Napoli, la sua fragilità e la sua ostinata capacità di immaginare il futuro, e forse già questo, è un omaggio legittimo.

Fonte immagini: Wikimedia Commons

Fonte immagine copertina: archivio personale

Articolo aggiornato il: 19 Gennaio 2026

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