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Pino Daniele: la vita, le canzoni e l’anima blues di Napoli

Storia di Pino Daniele: vita e carriera musicale
Chi era Pino Daniele?

Giuseppe “Pino” Daniele è stato un cantautore e chitarrista italiano nato a Napoli nel 1955 e scomparso nel 2015. Ha inventato il Neapolitan Power, un genere musicale unico che fonde il dialetto partenopeo con il blues, il jazz e il rock americano.

Una chitarra, una voce graffiante e la capacità di mescolare i vicoli di Napoli con le sonorità fumose di Chicago. La storia e le canzoni di Pino Daniele è quella di un genio ribelle che ha preso la tradizione melodica italiana e l’ha stravolta per sempre.

L’infanzia nei vicoli e la prima chitarra

Giuseppe Daniele nasce il 19 marzo 1955 nel quartiere Porto di Napoli. Primo di sei figli in una famiglia di lavoratori portuali, affronta subito le difficoltà economiche. Lo spazio in casa manca. Per questo motivo si trasferisce a Piazza Santa Maria La Nova, a casa di due zie acquisite, cercando una vita più tranquilla e decorosa.

L’incontro con la musica avviene tra i banchi dell’istituto Armando Diaz. Si diploma in ragioneria, ma la sua testa è altrove. Compra la sua prima chitarra e inizia a studiare da puro autodidatta. Assorbe le influenze del rock americano e le mescola con la rabbia e la poesia delle strade napoletane.

💡 Lo sapevi che…?

La prima volta che Pino Daniele salì su un palco aveva solo 12 anni. Si esibì durante una festicciola per bambini, ma l’emozione gli giocò un brutto scherzo: prese una clamorosa stecca vocale. Quel piccolo fallimento gli fece capire cosa significasse davvero affrontare un pubblico.

Gli anni ’70 e la nascita del Neapolitan Power

I primi passi ufficiali avvengono in piccoli complessi di quartiere come i New Jet e i Batracomiomachia. Qui incontra ragazzi destinati a diventare giganti, come il bassista Rino Zurzolo e il sassofonista Enzo Avitabile. Il salto di qualità arriva nel 1976. Entra come bassista nella band Napoli Centrale guidata da James Senese. Senese riconosce subito il talento ruvido del giovane Pino e lo prende sotto la sua ala.

Nel 1977 pubblica Terra Mia. È un disco rivoluzionario. Pino Daniele conia un termine per definire il suo stile: il Tarumbò, una crasi perfetta tra la tarantella e il blues. L’album contiene brani immortali come Napul è, scritta quando aveva solo 18 anni. La vera esplosione del Neapolitan Power arriva con gli album successivi: Pino Daniele (1979) e lo storico Nero a metà (1980).

💡 Lo sapevi che…?

Il 27 giugno 1980 un giovanissimo Pino Daniele salì sul palco dello stadio San Siro di Milano. Aveva un compito immenso: aprire il concerto italiano di Bob Marley. La sua esibizione acustica conquistò i centomila spettatori presenti, consacrandolo a livello nazionale.

Canzoni e album che hanno fatto la storia

Il 1981 segna l’apoteosi del suo percorso dal vivo. Suona a Piazza del Plebiscito davanti a 200.000 persone. Sul palco con lui c’è la super-band che ha cambiato la musica napoletana: Tullio De Piscopo alla batteria, Joe Amoruso alle tastiere, Tony Esposito alle percussioni. Negli anni successivi divide il palco con miti assoluti del calibro di Eric Clapton, Pat Metheny e Wayne Shorter.

Le canzoni iconiche Gli album imperdibili
Napul’è Terra Mia (1977)
Je so’ pazzo Pino Daniele (1979)
A me me piace ‘o blues Nero a metà (1980)
Anna verrà (dedicata ad Anna Magnani) Mascalzone latino (1989)
Quando Un uomo in blues (1991)

La sua discografia è vasta. L’enciclopedia Treccani lo ricorda come uno dei cardini della cultura contemporanea. Scrisse brani immortali e aprì la strada a decine di nuovi artisti della scena campana e nazionale.

L’amicizia con Massimo Troisi

Negli anni ’90 Pino Daniele riduce i concerti a causa di seri problemi cardiaci. Proprio in questo decennio si consolida il legame fraterno con l’attore e regista Massimo Troisi. Condividono le origini, il pensiero critico e una pungente ironia. Il cantante compone le colonne sonore per i film di maggior successo dell’amico, come Ricomincio da tre e Pensavo fosse amore… invece era un calesse.

💡 Lo sapevi che…?

La celebre canzone Quando fu composta a quattro mani proprio con Troisi. L’attore amava a tal punto quel brano da chiederne una versione registrata solo per sé, arrivando a impostarla come rudimentale “suoneria” sul suo telefono cellulare dell’epoca.

Gli ultimi anni e la scomparsa

Con l’arrivo degli anni Duemila, Pino Daniele esplora sonorità pop, arabe e world music. Pubblica album di enorme successo commerciale come Medina (2001) e stringe collaborazioni vincenti con Jovanotti, Eros Ramazzotti e Irene Grandi. Sul fronte privato vive due matrimoni: il primo con Dorina Giangrande e il secondo con Fabiola Sciabbarrasi. Ha cinque figli e trascorre gli ultimi anni in Toscana con la nuova compagna Amanda Bonini.

La sua ultima esibizione avviene la notte di Capodanno del 2014 a Courmayeur. Pochi giorni dopo, la tragedia. La sera del 4 gennaio 2015 accusa un forte malore nella sua casa di Orbetello. Invece di recarsi all’ospedale locale, decide di mettersi in viaggio verso Roma per farsi assistere dal suo cardiologo di fiducia. Non ci arriverà mai. Un infarto fatale spezza la vita del grande Bluesman a soli 59 anni.

La sua morte ha paralizzato l’Italia. Napoli lo ha salutato con un tributo spontaneo di oltre centomila persone in Piazza del Plebiscito, cantando a squarciagola i suoi versi. Ci ha lasciato la figura di un uomo schivo, armato della sua inseparabile Stratocaster, capace di dare finalmente una voce moderna al Sud Italia.

Fonte immagine: Wikipedia

Questo articolo fa parte della nostra raccolta dedicata alle tradizioni partenopee. Continua questo viaggio e lasciati cullare dalle leggende, dalla lingua e dalla usanze più autentiche visitando la nostra pagina sulla cultura e tradizioni di Napoli.

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