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Eroica Fenice

Biblioteca dei Girolamini, ritrovato un manoscritto di Seneca

Biblioteca dei Girolamini, ritrovato un manoscritto di Seneca

Dallo “scrigno” della Biblioteca dei Girolamini è da qualche giorno riaffiorato dalla polvere un preziosissimo manoscritto trecentesco, che custodisce il corpus delle tragedie di Seneca, il noto filosofo, drammaturgo e politico romano vissuto nel I sec. d.C.

 

Fortunatamente scampato alla razzia dei saccheggiatori di codici e di antichi volumi, ai quali per molti anni l’antica Biblioteca è stata sottoposta, il pregiato volume è stato recuperato dagli studiosi dell’Università Federico II di Napoli, ai quali da circa un anno il Mibact ha affidato la Biblioteca dei Girolamini e la gestione di una Scuola di alta formazione in Storia e filologia del manoscritto e del libro antico.

Le tragedie senecane rivestono un eccezionale interesse poiché sono le uniche della letteratura romana conservatesi integralmente. In considerazione degli aspetti filosofico-morali, della macchinosità di alcuni episodi difficilmente rappresentabili e di alcune peculiarità stilistiche, gli studiosi ritengono i drammi di Seneca destinati essenzialmente alle pubbliche recitationes e alla lettura privata; caratteristiche peculiari sono la frammentazione dialogica, l’enfasi declamatoria delle sententiae e degli stessi dialoghi, le tinte macabre e l’esasperazione della tensione drammatica, ottenuta mediante lunghe digressioni, vere e proprie scene autonome rispetto al contesto drammatico.

Il prezioso manoscritto ritrovato nella Biblioteca dei Girolamini sarà presentato dall’Istituto Treccani

Colori brillanti, oro in quantità e una straordinaria acutezza di soluzioni prospettiche danno vita a una narrazione per immagini di grande suggestione – prodotta della perizia di un talentuoso miniatore anonimo dell’arte medievale, attivo a Napoli durante il regno della regina Giovanna I, ovvero tra gli anni ’40 e ’80 del XIV secolo, ribattezzato dagli studiosi “Maestro del Seneca dei Girolamini” – la cui bellezza sarà svelata a breve, a cura dell’Istituto Treccani, all’interno della Sala Vico della Biblioteca stessa, mediante una presentazione al pubblico di studiosi e appassionati di manoscritti del facsimile dell’opera, dal titolo “Seneca, il Teatro”, in una limitatissima tiratura di 299 copie.

Il volume sarà corredato da un ricco commentario curato da molteplici docenti di svariati Atenei: il prof. Marco Cursi, docente di Paleografia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, la prof.ssa Carla Maria Monti, docente di Filologia Medievale e Umanistica presso l’Università Cattolica di Milano) e la prof.ssa Alessandra Perriccioli Saggese, docente di Storia dell’Arte Medievale presso l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli ed esperta di miniatura angioina. «Il nostro obiettivo – afferma il prof. Andrea Mazzucchi, docente di Filologia Italiana presso l’Ateneo federiciano, che interverrà alla presentazione – è la conoscenza del patrimonio della Biblioteca dei Girolamini. Dunque non posso che essere felice, in questa circostanza. La realizzazione del facsimile è anche l’occasione per garantire una migliore conservazione dell’originale, visto che gli studiosi non avranno più necessariamente bisogno di sfogliare il manoscritto. Ma l’operazione è importante anche per il volume di studi che accompagna il facsimile e che costituisce una preziosa occasione di approfondimento su aspetti molteplici del manoscritto. La Federico II è orgogliosa di poter annoverare anche questo risultato accanto alle attività di formazione e ricerca».

Biblioteca Girolamini, il manoscritto ne valorizza il già incredibile patrimonio 

La Biblioteca Statale Oratoriana annessa al Monumento Nazionale dei Girolamini di Napoli è una biblioteca specializzata in Teologia cristiana, Filosofia, Chiesa cristiana in Europa, Storia della Chiesa, Musica sacra e Storia generale dell’Europa.

Ospitata nell’Oratorio dei Girolamini e, contrariamente agli usi degli ordini monastici, che non ammettevano il pubblico nelle loro biblioteche, l’Istituto dal 1586 fu aperto al pubblico. Si tratta di una delle biblioteche più ricche del Mezzogiorno e la più antica tra quelle napoletane, a lungo frequentata da Giambattista Vico.

Il recente ritrovamento e la pubblicazione del facsimile del manoscritto potrebbero costituire un fondamentale primo passo verso la restituzione di questo luogo agli studiosi ed al pubblico, con la conseguente valorizzazione del ricco patrimonio librario di questo affascinante luogo di conservazione del sapere – che conta oltre centocinquanta mila volumi, di cui 94 incunaboli, 5000 cinquecentine e tutte le prime edizioni che Giambattista Vico donò delle sue opere – che, purtroppo, è attualmente accessibile esclusivamente a studenti e docenti della Scuola del Manoscritto e del Libro Antico, grazie ad un accordo intercorso tra Università Federico II, Mibact e Procura, giacché la Biblioteca dei Girolamini si trova sotto sequestro della magistratura, a causa dei saccheggi di cui è stata vittima per anni, nonostante le condanne comminate ai responsabili. Si auspica, pertanto, che questa iniziativa possa contribuire alla riapertura del prezioso istituto napoletano. 

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