Bio… Dinamico: la scommessa dell’agricoltura biodinamica

agricoltura biodinamica

Bio… Dinamico: divulgare, promuovere e valorizzare i prodotti dell’agricoltura biodinamica.

Giovedì 18 luglio, nel complesso monumentale di Santa Chiara si è tenuto il terzo appuntamento con il tour in 6 tappe del progetto Bio… Dinamico promosso da AmicoBio, con il patrocinio del Fondo Europeo per lo Sviluppo Rurale, la Repubblica Italiana, la Regione Campania e la collaborazione di APAB. Le città toccate dal tour di seminari tematici sono Milano, Roma, Napoli, Bologna, Firenze e Santa Maria Capua Vetere. Se nelle tappe di Milano e Roma sono stati approfonditi i temi della sostenibilità, della tutela dell’ambiente e del paesaggio, della valenza dell’agricoltura biodinamica come patrimonio dell’agricoltura italiana, la tappa napoletana ha affrontato il tema Ricerca e formazione in agricoltura biologica e biodinamica. Ad intervenire sul tema della necessità di incrementare la ricerca e la sperimentazione nel settore biologico e biodinamico sono stati esperti del settore della formazione:

Dott. Filippo DiascoDirettore generale delle politiche agricole, alimentari e forestali della Regione Campania; Dott. Enrico Amico, Imprenditore e Presidente gruppo Amico Bio; Prof. Giuseppe Celano Professore associato presso l’Università degli Studi di Salerno; Prof. Massimo Fagnano, Professore associato di Agronomia ed Ecologia Agraria presso il Dipartimento di Agraria della Facoltà di Napoli Federico II; Dott. Francesco Giardina esperto agronomo collaboratore di Coldiretti; Dott. Carlo Triarico, Presidente dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica; Dott.ssa Roberta Cafiero Dirigente MIPAAFT.

A seguire, lo chef Simone Salvini ha tradotto il discorso teorico in un cooking show in cui prodotti provenienti da agricoltura biodinamica e ricette tradizionali campane sono stati rielaborati e trasformati in capolavori dell’arte enogastronomica.

Che cos’è l’agricoltura biodinamica e perché è necessario investire in questo settore?

Ad aiutarci a comprendere cosa sia l’agricoltura biodinamica e come essa possa costituire una svolta nel sistema della produzione agricola globale possono essere utili alcuni stralci del documentario in uscita, che è sintesi dell’intero progetto di AmicoBio: la biodinamica è un’agricoltura che non solo non avvelena il pianeta, ma crea un’interazione tra tutti gli esseri viventi e costituisce la speranza di creare, davanti ad un disastro ecologico incombente, una realtà nuova. Obiettivi della biodinamica sono la biodiversità, la riduzione dell’impatto ambientale della produzione agricola, l’integrazione tra produzione agricola e allevamento zootecnico con modalità che rispettino e promuovano la fertilità e la vitalità del terreno e allo stesso tempo le qualità tipiche delle specie vegetali e animali, il rispetto de ritmi della natura e dei cicli cosmici e lunari, l’eliminazione di fertilizzanti minerali sintetici e di pesticidi chimici. Il metodo biodinamico, quindi, prevede che la fertilità e la vitalità del terreno debbano essere ottenute con mezzi naturali come compost prodotto da concime solido da cortile, materiale vegetale come fertilizzante, rotazioni colturali, lotta antiparassitaria meccanica e pesticidi a base di sostanze minerali e vegetali. Insomma il progetto dell’agricoltura biodinamica propone un ritorno a metodi naturali, a ritmi meno serrati e ad una produzione meno invasiva per l’ambiente, ma pur sempre compatibilmente con le richieste del mercato globale.

Ricerca e formazione nel campo della biodinamica.

La ricerca in questo campo, se in Europa fa passi da gigante ormai da anni, in Italia stenta a decollare. Il giro d’affari del biodinamico in Italia è di 6 miliardi di euro e il 50% di questa somma viene esportato nel mercato estero. Oggi il biologico e il biodinamico è entrato a tutti gli effetti nella grande distribuzione che punta sempre di più su questo settore. Nonostante i numeri del mercato siano importanti e sempre in crescita, l’Italia sembra non curarsi dell’importanza della ricerca, della sperimentazione e della formazione in questo settore scientifico. Se le varie potenze europee come Regno Unito, Olanda, Danimarca, investono massicce risorse nella ricerca e dedicano appositi istituti universitari alla sperimentazione e alla formazione nel settore della biodinamica, in Italia sporadici e, a volte eccezionali, sono gli incentivi e i finanziamenti destinati al settore. Tra le eccezioni sicuramente rientrano l’Università degli studi di Salerno, L’Università Federico II di Napoli e l’Università di Padova.

Oltre ad un passo in avanti dal punto di vista scientifico e universitario, l’Italia necessità di un adeguamento anche dal punto di vista legislativo. “L’agricoltura biodinamica e la richiesta di prodotti biologici e biodinamici in Italia sono in costante crescita e contribuiscono a fare del nostro Paese il primo esportatore biodinamico in Europa”ci spiega Carlo Triarico, presidente dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica  – “è necessario che sia al più presto approvata la legge sull’agricoltura biologica già passata alla Camera, che riconosce (come la normativa europea e la precedente giurisprudenza nazionale) l’agricoltura biodinamica e permette di rafforzare un’agricoltura ecologica, che porti a soluzioni pratiche, anche inedite, per la valorizzazione del territorio e il miglioramento delle produzioni agricole, impostando una nuova alleanza tra mondo rurale, università, enti di ricerca e società civile per costruire un modello, in chiave agroecologica, di cui l’Italia può diventare esempio e motore”.

 

 

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