Il Carnevale in Campania è un appuntamento che va oltre coriandoli e maschere improvvisate. È un momento in cui città e paesini, realtà piccolo e grandi si animano, tornando a essere luoghi di incontro e l’atmosfera quotidiana lascia spazio a un’energia più intensa e partecipata. Quest’anno il Carnevale si annuncia come un ritorno alle forme più riconoscibili della tradizione: cortei popolari, carri allegorici e iniziative diffuse che coinvolgono capoluogo e provincia. Da Napoli ai comuni di Sarno, Casalnuovo e Palma Campania, il calendario si presenta ricco di appuntamenti, tra conferme consolidate e novità appena comunicate dalle amministrazioni locali. Scopriamolo!
Indice dei contenuti
- 1. Calendario date e novità
- 2. Carnevale a Napoli: eventi nei quartieri
- 3. Migliori carnevali in Campania: Sarno, Capua e Cilento
- 4. Palma Campania: il “Carnevale in Sospeso”
- 5. Logistica: aree camper e meteo
- 6. Il calendario ufficiale
- 7. Storia e maschere
- 8. Gastronomia e dolci
- 9. Domande frequenti (FAQ)
Calendario date e novità Carnevale 2026
Per chi vuole organizzare il proprio tour tra sfilate e feste di piazza, ecco una sintesi schematica delle informazioni essenziali verificate per l’edizione corrente.
| Info chiave | Dettagli 2026 |
|---|---|
| Date clou | Dal 12 febbraio (Giovedì Grasso) al 17 febbraio 2026 (Martedì Grasso). |
| Eventi speciali | Palma Campania: “Carnevale in Sospeso” dal 7 al 17 febbraio. |
| Gratis vs pagamento | Napoli, Saviano, Sarno: gratis / Villa Literno: ticket obbligatorio. |
| Temi carri 2026 | Maiori: “Il Sogno” / Palma Campania: “Intelligenza Artigianale” (Quadriglie). |
| Tradizione cult | La maschera di Alesio (Sarno), le Quadriglie (Palma Campania), la Tarantella Montemaranese e la Canzone di Zeza. |
Carnevale a Napoli: eventi nei quartieri
A Napoli la festa non è centralizzata. Esiste una rete incredibile, quella del Carnevale Sociale, che copre praticamente tutta la città. Niente carri sponsorizzati, qui si lavora con materiali di riciclo, creatività e temi politici o sociali. Ecco dove andare per trovare i cortei più partecipati del 2026:
| Quartiere / Zona | Caratteristiche dell’evento |
|---|---|
| Scampia (GRIDAS) | È la madre di tutti i carnevali sociali, fondato da Felice Pignataro. Organizzato dall’associazione GRIDAS, parte solitamente la domenica di Carnevale ed è il più colorato e simbolico. |
| Materdei e Sanità | Parte dal Giardino Liberato: è molto sentito dagli abitanti e spesso si conclude con feste di piazza. Alla Sanità il corteo è vivace e attraversa i vicoli stretti. |
| Centro Storico | Spesso organizzato dalle realtà di Mezzocannone e Santa Fede Liberata: attraversa i decumani ed è frequentato da molti studenti universitari. |
| Bagnoli | Solitamente apre le danze una settimana prima degli altri: molto attento ai temi ambientali e del territorio. |
Speciale famiglie: Carnevale a Città della Scienza e Zoo
Se i cortei di quartiere sono veraci e caotici, per chi cerca un’esperienza più strutturata per i bambini il 2026 offre grandi appuntamenti. Città della Scienza organizza la tradizionale festa con laboratori scientifici a tema e, spesso, la suggestiva “Notte al Museo” in maschera. Anche lo Zoo di Napoli prevede giornate speciali con animazione e parate interne, ideali per chi vuole unire il divertimento alla scoperta degli animali, in un contesto sicuro e controllato.
Migliori carnevali in Campania: Sarno, Capua e Cilento
Se Napoli vive la festa nei vicoli, il vero spettacolo dei carri e delle maschere si trova spesso in provincia. Qui bisogna fare attenzione alla logistica e alle novità di quest’anno. Ecco la guida aggiornata con le ultime news dai comuni:
- Sarno (SA) – La festa lunga un mese: il Carnevale Sarnese 2026 ha appena svelato un programma ambizioso che copre un mese intero di festeggiamenti. La vera star qui è la maschera tradizionale di Alesio, simbolo locale, accompagnata da carri che rappresentano i rioni storici della città. Un evento perfetto per chi cerca folklore autentico.
- Casalnuovo di Napoli (NA): alle porte del capoluogo, anche Casalnuovo si prepara al “Carnival 2026” con un grande coinvolgimento delle scuole e delle associazioni locali. Il corteo principale partirà da Viale dei Tigli, animato da artisti di strada e installazioni in cartapesta, confermandosi un appuntamento emergente molto adatto alle famiglie.
- Agropoli (SA) – Il Carnevale del Cilento: scendendo a sud, Agropoli offre uno scenario unico dove i carri sfilano a due passi dal mare invernale. È il punto di riferimento per tutto il Cilento, capace di unire la tradizione dei maestri cartapestai alla bellezza paesaggistica.
- Montemarano (AV) – La tradizione irpina: una menzione speciale merita il Carnevale di Montemarano, dove la festa è un rito collettivo guidato dalla celebre Tarantella Montemaranese. Non ci sono spettatori, ma solo partecipanti trascinati in un vortice di musica e balli processionali unici.
- Capua (CE) – La storia: uno dei carnevali più antichi d’Italia si svolge a Capua. La città fortificata diventa palcoscenico per la satira e i corsi mascherati, fondendo divertimento e architettura storica in un evento di grande eleganza.
- Maiori (SA): il “Gran Carnevale di Maiori” per il 2026 ha scelto il tema evocativo “Il Sogno”. Evento gratuito e spettacolare in Costiera Amalfitana.
- Villa Literno (CE): attenzione, qui si fa sul serio. Riconosciuto come Carnevale Storico, è famoso per le coreografie maniacali dei rioni. Nota importante: per accedere al percorso dei carri e agli spalti è necessario acquistare il biglietto (disponibile solitamente su piattaforme come Liveticket). Verificate sempre prima di partire!
- Saviano (NA): qui il Carnevale è una religione e l’ingresso è libero. Consiglio vitale per il 2026: evitate l’auto se possibile. Il traffico paralizza il paese già dal primo pomeriggio; meglio utilizzare la Circumvesuviana.
Palma Campania: il “Carnevale in Sospeso” e le Quadriglie
Un evento davvero particolare è il Carnevale di Palma Campania, che per il 2026 lancia l’iniziativa solidale del “Carnevale in Sospeso”. Ispirandosi alla tradizione del caffè sospeso napoletano, questa edizione (dal 7 al 17 febbraio 2026) permette di donare posti in tribuna a persone anziane, rendendo l’arte accessibile a tutti come atto d’amore collettivo.

Qui non troverete carri di cartapesta, ma le storiche Quadriglie: gruppi folcloristici nati a inizio ‘800 che trasformano la città in un palcoscenico vivente. Oltre 2000 figuranti, tra artisti e creativi, daranno vita a uno show monumentale basato sull’“Intelligenza Artigianale”: costumi cuciti a mano e musica suonata dal vivo con strumenti della tradizione napoletana (scetavajasse, putipù, triccaballacche), sfidando l’algoritmo dell’AI con il calore umano.
Questa edizione vedrà l’attore Stefano Fresi nel ruolo di “Ambasciatore” e presidente di una giuria stellare che assegnerà gli “Oscar” della tradizione (miglior regia, costumi, musica). Il programma prevede un Red Carpet inaugurale il 7 e 8 febbraio, seguito dalle esibizioni delle 9 Quadriglie il 14, 15 e 17 febbraio. Tra gli ospiti attesi: Elena De Curtis (nipote di Totò), Paolo Ruffini, e star del web come Le Twinsisters. Un evento imperdibile che unisce cultura, spettacolo e solidarietà.
Logistica: aree camper e cosa fare se piove
Il turismo del Carnevale in Campania muove migliaia di persone. Ecco due dritte fondamentali che spesso le guide dimenticano:
In camper: per chi visita il carnevale di Saviano, l’area sosta consigliata è spesso presso il parcheggio dello Stadio Comunale (verificare disponibilità col comune). Per Maiori e Agropoli, la sosta è più complessa: meglio appoggiarsi alle aree attrezzate di Salerno o Paestum e muoversi con i mezzi.
Se piove (Piano B): febbraio può essere capriccioso. Se il meteo blocca i carri, Napoli offre alternative culturali al coperto che spesso organizzano visite teatralizzate in maschera, come il Museo di Capodimonte o le Gallerie d’Italia in via Toledo. Per informazioni ufficiali su eventi e meteo, è possibile consultare anche il sito dell’Ente del Turismo della Regione Campania.
Il calendario: da giovedì grasso a martedì grasso
Quest’anno il Carnevale a Napoli e in Campania arriva presto, visto che Pasqua cade il 5 aprile. Si parte con il giovedì grasso, il 12 febbraio, per arrivare al gran finale di martedì grasso, il 17 febbraio 2026. A Sarno, come detto, i festeggiamenti si dilatano coprendo le settimane precedenti, offrendo più occasioni per la visita.
Storia: Pulcinella, Tartaglia e le maschere dimenticate
Il Carnevale napoletano mescola sacro e profano da secoli. Tutto parte molto prima di febbraio: la tradizione vuole che il periodo inizi il 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate (Sant’Antuono). Ma il vero simbolo resta la maschera. A Napoli regna sovrano Pulcinella, personaggio enigmatico, ironico e malinconico, che rappresenta l’anima del popolo capace di cavarsela sempre. Tuttavia, il teatro napoletano non è un monologo: accanto al “naso a becco” più famoso del mondo, sfilano altre figure storiche della Commedia dell’Arte partenopea.
Tra queste spicca Tartaglia, il notaio corpulento e balbuziente con i suoi spessi occhiali verdi, caricatura perfetta della burocrazia lenta e pomposa del ‘600. C’è poi Scaramuccia, il capitano spaccone vestito di nero (reso celebre anche in Francia come Scaramouche), che vanta imprese eroiche ma fugge al primo pericolo. E infine Coviello, il servo astuto, musicista e un po’ attaccabrighe, spesso raffigurato con il mandolino. Un pantheon di caratteri che racconta, meglio di qualsiasi libro, i vizi e le virtù della società napoletana antica e moderna.
Gastronomia: lasagne e dolci della tradizione
In Campania non è Carnevale se non ci si alza da tavola a fatica. La tradizione culinaria partenopea impone una vera e propria “abbuffata” rituale per esorcizzare il digiuno quaresimale. Il pranzo del martedì grasso ha una regina indiscussa: la lasagna napoletana. Diversa da quella emiliana, è un monumento barocco al gusto: non semplice pasta, ma una stratificazione complessa di ragù napoletano, polpettine fritte (rigorosamente minuscole), ricotta di pecora, provola e salame.
Ma il tour gastronomico non finisce qui. Per le strade, tra un carro e l’altro, il profumo delle graffe calde è irresistibile, mentre nelle case si prepara il sanguinaccio, oggi una crema dolce al cioccolato fondente e cannella, perfetto per intingere le chiacchiere (friabili e leggere). Chiude il cerchio il migliaccio, una torta povera a base di semolino e ricotta che, con il suo profumo di agrumi, racconta la storia contadina della regione.
Immagine in evidenza: Pixabay
Articolo aggiornato il: 30 gennaio 2026

