Campania Teatro Festival, si riaccende la speranza

Campania Teatro Festival

Presentazione della conferenza stampa del Campania Teatro Festival 

Napoli è una schiava che cerca un padrone sul quale regnare.

Napoli è una città che da sempre cerca scientificamente di ritardare l’appuntamento con la propria realizzazione. Una città isterica, che non vuole guarire le sue ferite, ma contemplarle e goderne, godere di quel sangue che quando è solido lo si vuole liquido e quando è liquido lo si vuole solido. Un desiderio continuamente rinviato. Napoli è una città che si offre senza mai concedersi, che trova la sua spinta creativa nel suo essere perennemente inappagata. E l’arte è l’unica cura che ammette, l’unica cura che non teme.

Sono queste le bellissime parole con cui Ruggero Cappuccio, direttore artistico del Napoli Teatro Festival, ha presentato, il 16 febbraio, la quattordicesima edizione del Festival che da quest’anno, cambierà nome: Campania Teatro Festival, in omaggio a tutti i micro-territori campani di grandissimo interesse creativo, che da quattro anni sono coinvolti. Un omaggio a un territorio interrelato, le cui parti dialogano architettonicamente, artisticamente e culturalmente tra di loro. Come i viaggiatori del Grand Tour non consideravano il loro viaggio esaurito con la vista di Napoli, ma volevano vedere anche Padula, Caserta, Capri, Procida, Ischia, anche il Festival allarga i propri orizzonti, diventando agorà del fervore artistico e mettendo in relazione le forze creative dell’intera regione. 

Parole pregne di passione rivolte alla città, che ogni volta risorge con forza e innocenza. Parole pregne di stima rivolte al coraggio degli artisti, scenografi, costumisti, tecnici che metteranno in scena lavori dal destino ignoto, essendo ignoto il destino stesso del teatro. Parole pregne di rabbia rivolte a un paese storicamente insensibile al teatro, alle arti, alla letteratura. Un paese in cui i teatri sono chiusi non solo per difetto amministrativo, ma per l’incompetenza di una classe dirigente affezionata alla propria ignoranza. 

Con orgoglio e fierezza, la Campania risponde al buio in cui annaspa da un anno, e forse più, la cultura del nostro bel paese, accendendo una fiammella di speranza. Una fiammella alimentata dall’amore e dalla convinzione di chi ancora ci crede, di chi al lamento preferisce l’agire. Una fiammella alimentata da 1500 lavoratori dello spettacolo che, con la loro encomiabile partecipazione, danno volto, sangue e carne alla bellezza dei sogni, alla convinzione delle scelte di vita (perché vivere di spettacolo significa sposare non semplicemente un lavoro, ma un modus vivendi), che resistono a tutto, a diritti ignorati, sostegni negati, sipari abbassati. Ed è proprio da loro che parte il Campania Teatro Festival, dalla forza della loro resilienza, dalla loro libertà e, soprattutto, dalla loro capacità di aprirsi e rinnovarsi continuamente. 

Oggi, 19 marzo, al teatro Mercadante, sarà l’orchestra giovanile Luigi Cherubini, guidata dal maestro Riccardo Muti a dare il via al Campania Teatro Festival.  Una rassegna che, dal 12 giugno all’11 luglio, fonderà arte, letteratura, musica, danza e cinema. Nutrimento per l’anima che fa già brillare gli occhi a quanti da tanto, troppo tempo, ne sono a digiuno. 

Centocinquantanove spettacoli. Dieci sezioni. Ventiquattro luoghi. Settanta debutti assoluti e tre nazionali. Tantissime le location coinvolte (Real Bosco di Capodimonte, il Duomo di Salerno, il Teatro Naturale di Pietrelcina, il Museo Archeologico di Montesarchio) per ricordare che un monumento, una reggia, una chiesa, un parco non hanno alcuna differenza con un teatro, con una messa in scena. Premeditatamente ridotto l’apporto degli spettacoli internazionali (tre a settembre) per aiutare compagnie e artisti italiani. 

Di seguito il link (fonte foto) contenente l’intera programmazione dell’evento: campaniateatrofestival.it

Campania Teatro Festival, una grande sinergia per legittimare i sogni con la cultura. Godetene, godiamone!

Immagine in evidenza: Campania Teatro Festival

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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A proposito di Rossella Capuano

Amante della lettura, scrittura e di tutto ciò che ha a che fare con le parole, è laureata in Filologia, letterature e civiltà del mondo antico. Insegna materie letterarie. Nel tempo libero si diletta assecondando le sue passioni: fotografia, musica, cinema, teatro, viaggio. Con la valigia sempre pronta, si definisce “un occhio attento” con cui osserva criticamente la realtà che la circonda.

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