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Eroica Fenice

Massimo Troisi e Ricomincio da 25: l'omaggio al genio

Massimo Troisi e Ricomincio da 25: l’omaggio al genio

Nel venticinquesimo anno dalla morte di Massimo Troisi (4 giugno 1994) il magazine digitale Hot Corn si è unito a Casa Lavazza per realizzare l’evento unico Ricomincio da 25, con lo scopo di rendere omaggio a un attore senza tempo

Mercoledì 17 aprile proprio a Casa Lavazza, a Palazzo Marigliano Frank Matano, star giovane dal web al grande schermo, ha raccontato la sua immensa passione per Troisi prima di presentare al Cinema Modernissimo la proiezione del film Ricomincio da tre. Il dibattito, moderato da Andrea Morandi, direttore di Hot Corn, è stato impreziosito dall’intervento dell’Assessore alla Cultura e al Turismo Nino Daniele.

«Massimo è la comicità, è vero, – dice Nino Daniele – ma per me è sempre stato la poesia. Penso che la comicità era per lui indispensabile per sdrammatizzare l’enorme emozione della vita. Massimo dice ai giovani: dovete essere voi stessi, cercare il vostro linguaggio».

A Frank Matano il compito di raccontare, attraverso vicende biografiche e curiosi aneddoti, il «suo» Troisi, uomo e artista, poeta e filosofo in un confronto sul tema della comicità al cinema tra passato e presente. «La comicità di Troisi è meravigliosa perché fa ridere, ma non troppo e non diventa mai patetica. Ci sono personaggi che prescindono il tempo e lo spazio e si proiettano nell’infinito».

Ricomincio da tre di Massimo Troisi torna sul grande schermo

Subito dopo il talk, il ritorno sul grande schermo di Ricomincio da tre, film di esordio di Troisi con Lello Arena e Lorenza Marchegiani al Cinema Modernissimo. «Invidio molto chi vedrà il film per la prima volta» – dice Frank Matano.

La risposta dei napoletani non tarda: è subito sold out, cinquemila mail in una settimana, tutto per rivedere un vecchio film datato 1981, praticamente un’era geologica fa. Ricomincio da tre fu un grande successo di pubblico e di critica, premiato con due David di Donatello per il miglior film e il miglior attore, diventato un film cult per la sua comicità irresistibile.

Massimo Troisi ancora una volta tratta in modo leggero tematiche importanti, come il tradimento o la gelosia. Alcune trovate del regista e dell’attore hanno fato la storia del cinema, come la scena della corsa a perdifiato attorno al palazzo di Firenze per incontrare Marta, la ragazza di cui Getano era innamorato: scena che , infatti, è stata citata e ripresa anche la Roberto Benigni ne La Vita è bella.

In sala si ride come fosse la prima volta, accompagnati da un pizzico di nostalgia per la scomparsa prematura di uno dei più grandi attori italiani.

Una risposta prevedibile quella dei napoletani, ma non scontata. Massimo Troisi è un eroe popolare, riflesso di una città e di un popolo, ma non un fenomeno unicamente napoletano. Massimo Troisi non ha etichette, non ha confini, né limiti. Nella sua carriera, purtroppo breve (muore a 41 anni) ha giocato un campionato a parte , come top player assoluto, degno compare di altri due grandi fuoriclasse della Napoli degli anni ottanta: Diego Armando Maradona e Pino Daniele.

Troisi non è un semplice comico, la sua non è semplice commedia, ma un connubio tra dramma e risata , smorfia e poesia, realtà e finzione.

Quello che continuiamo oggi a chiederci è: cosa rimane dopo venticinque anni? In una società radicalmente cambiata, affogata da una comunicazione troppo rapida dentro video e social media, rimane ancora tanto. E non solo i suoi film e i suoi video, ma rimane il suo modo di far ridere. E allora – come diceva il postino – se la poesia ormai non appartiene più a chi la scrive, ma a chi la legge, oggi Troisi appartiene a tutti noi, perché antidoto contro l’affanno quotidiano, perché ci aiuta a decifrare quell’enigma mai risolto chiamato vita. Il suo disincanto è anche il nostro , la sua ironia ci protegge. Amiamolo, ricordiamolo, ma non chiamiamolo più “il volto di Napoli”, o “l’ultima maschera”, “il re della smorfia”. Perché Massimo era un Pulcinella senza maschera e perché il genio, per definizione, non ammette mai definizioni.

Pulecenella mio
Comme sì’ cagnato
Sta maschera nera t’à si’ levata
Quanta dulure
E quanta suonno d’ajere
Ce sta chi dice
Ca nun viene cchiù
(Massimo Troisi)

Immagine: Movieplayer

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