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Eroica Fenice

Pasticceria Napolitano

La Pasticceria Napolitano Poderico presenta il dolce San Gennariello

In piazza Poderico 2, nel cuore del quartiere Arenaccia, la pasticceria Napolitano, nota al pubblico mediatico anche per la sua recente e ottima partecipazione al programma televisivo Cake Star, ha presentato i suoi nuovi dolci: il Poderico e quello dedicato al santo patrono della città di Napoli, il San Gennariello. Al suo interno, posto sopra la vasta scelta del banco pasticcereria, troneggiava il quadro di Francesca BaldiSan Gennaro che abbraccia la città“, uno dei cinque lavori scelti per sponsorizzare l’avvento del “San Gennaro Day”, che Gianni Simioli, noto speaker radiofonico e direttore artistico della rassegna, ha avuto l’occasione di illustrarci in occasione della presentazione del nuovo dolce tipico.

Per il “San Gennaro Day”  l’appuntamento è previsto il 24 settembre, alle 20 e 30, in Via Duomo.  Durante l’evento si susseguiranno diversi ospiti partenopei, invitati a rappresentare la parte positiva e produttiva della città, tra cui Mimmo Borrelli, Luché e Salvatore Esposito.

Abbiamo colto l’occasione per porgere un paio di domande a Marco Napolitano sul dolce.

Pasticceria Napolitano e il San Gennariello, tra sacro e dolce 

Qual è la genesi del San Gennariello?

L’idea del San Gennariello nasce per valorizzare il nostro patrono.
Il dolce nasce da una semplice intuizione ed è composto da ingredienti semplici, ovvero pasta frolla e crema d’arancia. Ovviamente entrambi gli ingredienti hanno un significato intrinseco; la pasta frolla per simboleggiare la semplicità tipica della nostra cultura e la crema all’arancia poiché il santo veniva chiamato “Faccia Gialla”.
Infine, sopra abbiamo messo una piccola immagine identitaria del patrono fatta di pasta di zucchero. 

Abbiamo tante pasticcerie e ristoranti che sono vanto della nostra tradizione culinaria, eppure, in un’epoca di grande fusione culinaria, c’è secondo te la necessità di restare comunque identitari?

Noi crediamo fermamente nell’innovazione, necessaria anche per il continuo cambio di ritmo e dell’evoluzione che ci fa mutare, ma crediamo pure che bisogni restare ben saldi nelle nostre radici, nella nostra tradizione. Non bisogno spingersi fin troppo lontano, ecco. Napoli è piena di tradizione.
A’ sfugliatella, o’ Babà, sono il nostro passato, presente e futuro. Non passeranno mai di moda.

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