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Eroica Fenice

#PizzAward 2018, arriva la Notte degli Oscar della Pizza

#PizzAward 2018, arriva la Notte degli Oscar della Pizza

Il 9 dicembre 2017, dopo un lungo percorso di amore e dedizione alimentato dal desiderio di «sacralizzare il prodotto» (parole del noto foodblogger italiano Luciano Pignataro), la pizza viene proclamata patrimonio dell’Unesco, dono per l’umanità. Uno stimolo notevole non solo per gli animi di chi la pizza ce l’ha nel DNA, i centenari maestri pizzaioli, ma anche uno sprone all’economia campana e di tutta la penisola.

Eppure, c’è qualcuno che crede che questo sia solo l’inizio di un percorso finalizzato a portare la nostra amata Pizza ancora più in alto, agli Oscar perfino! Alla sua terza edizione, il #PizzAward si rinnova, e, dopo aver realizzato il suo primordiale obiettivo di eleggere la pizza patrimonio dell’umanità, la porta alla ribalta nella Notte degli Oscar della Pizza.

Quello che Girolamo Pettrone, commissario della Camera di Commercio di Napoli, vorrebbe fosse istituzionalizzato, è un progetto ambizioso, ma che ha già riscontrato grandi successi nelle due edizioni precedenti. Il contest  nasce infatti dall’orgoglio tutto partenopeo nei confronti della pizza e dei suoi grandi maestri, così come dalla speranza di un proficuo incontro con realtà nazionali e mondiali. Quest’anno avrà inizio il 7 maggio e si concluderà il 7 agosto,  nei mesi cruciali per la presentazione delle proprie ricette sul sito web MySocialRecipe, gestito dalla presidente napoletana Francesca Marino. I dieci finalisti saranno presentati alla Notte degli Oscar della Pizza che avrà luogo a Napoli il 16 ottobre.

Come registrarsi al #PizzAward 2018?

Si incomincia dal raccontarsi su un profilo personale creato sul sito di MySocialRecipe, parlando, oltre che di passioni ed esperienze, anche della pizza in concorso. Si possono caricare ricette (fino a cinque) e video illustrativi della preparazione. La candidatura è spontanea e non sussistono limiti di età. In palio, insieme all’oliera in rame simbolo della pizza e di questi originali Oscar, un invito dal Mulino Caputo a partecipare alle gare mondiali di Las Vegas.

A quel punto il lavoro sarà nelle mani della giuria composta da un team invidiabile di esperti:  la presidente è Anna Scaguri, giornalista di Rai 1; al suo fianco, Giorgio Calabrese, medico nutrizionista; Antonio Puzzi, antropologo dell’Alimentazione; Patrizio Roversi, attuale conduttore televisivo di Linea Verde; Antonio Scuteri, responsabile di Repubblica Sapori; e infine, dal momento che la prospettiva è quella dell’apertura a una dimensione mondiale, Scott Wiener, blogger statunitense specializzato nella ricerca delle pizze più buone di New York.

A quella della giuria si associa la valutazione dell’Academy, nonché il contributo di punteggi ottenuti tramite la pubblicizzazione della propria ricetta sui social network.

Veri e propri Oscar, i #PizzAward prevedono dei premi di categoria. Quelli assegnati dalla giuria sono i premi alla Miglior Pizza dall’estero, alla Carriera Professionale, alla Miglior Pizza senza Glutine e alla Miglior Pizza Healthy.

L’Academy premierà la Miglior Pizza in teglia, la Miglior Pizza in Rosa, la Miglior Pizza per gli Effetti speciali, il Pizzaiolo Protagonista dell’anno e il Pizzaiolo chef.

Inoltre sarà assegnata una menzione speciale da parte dei numerosi sponsor dell’iniziativa: il Mulino Caputo, Ferrarelle, La Fiammante, Parmigiano Reggiano, Sorì, tutti riuniti per il gusto e la prelibatezza. E ancora, Olitalia, che ha realizzato con la collaborazione del noto chef salernitano Pasquale Torrente, un olio genuino e perfetto per le fritture; Scugnizzonapoletano, realizzatore del forno elettrico professionale; la Birra Baladin che ha rivoluzionato il modo di bere birra in Italia.

Il #PizzAward gode quindi di due momenti,  in rete e a Napoli, il cuore pulsante dell’iniziativa. Oltre ad aprirsi alle realtà dei cinque continenti, gli Oscar della Pizza vogliono anche dare la possibilità di scoprire la città in cui è nata la protagonista di questo fortunato contest. La dimensione è globale ma continua a tener salde le proprie radici nella Città. Negli anni precedenti, oltre quattrocento ricette hanno affollato il contest, rendendo ardua la scelta dei soli dieci finalisti. Guardare al futuro dopo il successo della candidatura Unesco vuol dire abbracciare il nuovo, senza dimenticare la grandezza dell’insegnamento dei veterani della pizza.

La pizza è un’arte che funge da volano nel mondo del vero Made in Italy, contro le truffe di cui spesso sentiamo parlare in TV e che sono un oltraggio ai marchi DOP e STG. Oggi urge ancor di più la necessità di farsi valere, non adagiandosi sugli allori del riconoscimento internazionale, ma urlando al mondo la passione nella preparazione di un prodotto buono e sano.

«Ci crediamo e continueremo a farlo». E allora, in bocca al lupo per il #PizzAward 2018 e che vinca la più buona!