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Eroica Fenice

"Street Home" di Andrea Chisesi, un viaggio nella storia di Napoli tra mito e realtà

Street Home di Andrea Chisesi: un viaggio nella storia di Napoli tra mito e realtà

È in corso in questi giorni al Castel dell’Ovo di Napoli il vernissage della mostra Street Home dell’artista Andrea Chisesi: un itinerario della storia della città partenopea, dalle origini fino ad oggi.

Realizzata col patrocinio dell’assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli e in collaborazione con l’Atelier Andrea Chisesi, l’esposizione, curata da Marcella Damigella, ripercorre i luoghi, i ritratti e le strade della città. Conosciamo un po’ più da vicino l’autore della mostra, Andrea Chisesi, artista poliedrico e grande appassionato di Napoli.

Street Home è un viaggio che parte da lontano, dalle radici, arrivando fino ai giorni nostri, attraverso la cultura napoletana: cosa la affascina in particolare del capoluogo campano, tanto da aver deciso di dedicare una mostra a questa città e alla sua storia?

Durante il mio rientro in Sicilia da una mostra fatta a Roma, mi sono fermato a Napoli per alcuni giorni. Era gennaio di due anni fa, me ne sono subito innamorato! Ho visitato il Museo Archeologico e da questo l’idea di dedicarle alcune mostre, tra cui Matrem, che già ho iniziato cinque anni fa e che continua ancora oggi. Le mie collezioni continuano nel tempo a crescere e Matrem ripercorre la scultura dalla Grecia al Neoclassicismo, perciò non potevano mancare le meravigliose sculture del museo napoletano. Ho iniziato a visitare tutti i posti delle sue credenze popolari, come ad esempio il cimitero delle fontanelle, e dopo aver sentito la loro storia ho deciso di adottare una capuziella e come favore gli chiesi una mostra a Napoli. Alle pezzentelle ho dedicato invece un numero della Smorfia.

L’esposizione è in corso in questi giorni nella splendida cornice del Castel dell’Ovo e si protrarrà fino al 15 ottobre 2018: la scelta del luogo è stata del tutto casuale?

Il comune di Napoli mi ha dato un elenco di complessi museali ed io ho scelto il Castel dell’Ovo perché la storia del ritrovamento di Partenope sull’attuale scoglio in cui vi è sito mi sembrava un ottimo punto di partenza.

Il tratto distintivo della sua arte è sempre stato l’utilizzo della cosiddetta “Fusione”, una tecnica che combina pittura e fotografia: quando ha scoperto che l’aggregazione di questi suoi talenti poteva dar vita ad una forma d’arte originale ed innovativa?

Dipingo da sempre, da quando ero bambino, la mia prima macchina fotografica l’ho comprata con i miei risparmi, ho iniziato a fotografare oltre che per piacere, anche per lavoro, la sera tornavo a casa e per rilassarmi dipingevo.

Una di quelle sere scaricando le immagini dei miei quadri ho iniziato a fare una doppia esposizione con le immagini delle modelle che ritraevo per lavoro. È nata così la mia prima “fusione”: eliminavo il superfluo e tenevo quello che mi piaceva. Da lì ho pensato: perché non stampare le mie fotografie direttamente sulle mie tele pittoriche? Ed ecco a voi il risultato.

Cosa resta al visitatore dopo aver ammirato Street Home? O meglio, lei cosa intende trasmettere con queste 135 opere collocate sui due piani del castello?

Non mi piace di solito dare indicazioni od aspettarmi qualcosa dal pubblico, mi piace più sentire le critiche o le interpretazioni che ogni individuo a modo suo percepisce, per mio conto è la mia visione personale di Napoli e spero possa essere piaciuta a chi Napoli la vive tutti i giorni ed a chi, possedendo una mia opera, porta a casa un pezzo della mia Napoli autentica con i suoi manifesti strappati ed incollati sulle mie tele.

Lei ha pubblicato le sue foto su riviste di prim’ordine, Vanity Fair, Max, Vogue, Rolling Stone e ha ritratto attori, scrittori, musicisti dalla celebrità planetaria come Robbie Williams, Ken Follet ed altri. Nonostante ciò non ha mai messo da parte il suo amore per la pittura: cosa significa per lei dipingere?

Lei mi parla di lavoro, dipingere per me è la vita stessa, come mangiare, bere o fare l’amore.

Una sezione particolare della mostra è quella che contiene le opere che ritraggono Napoli illuminata dai fuochi d’artificio: ci parli di quest’altro percorso molto importante nella sua evoluzione come artista.

Da bambino quando vedevo i fuochi d’artificio in Sicilia rimanevo stupito, erano meravigliosi ! A Milano portavo il loro ricordo insieme ad i sorrisi e le coccole della nonna, per questo i miei fuochi rappresentano la vita stessa, l’artificio, l’esplosione di emozioni e colore che dell’adolescenza ti porti dentro. Non è un ultimo percorso, dipingo contemporaneamente sia i fuochi che le fusioni. Quando non ho voglia di progettare una fusione, ma ho voglia di dipingere, senza pensare dipingo un fuoco.

Ho dedicato la sala dei fuochi agli “scugnizzi” di Nisida, magari loro neanche lo sanno. Una sera, nel mio atelier di Ortigia, un avvocato napoletano mi ha raccontato del castello che oggi è un carcere minorile, mi sono commosso all’idea di quei ragazzi su un’isola che aspettano con la speranza di uscire e di ricominciare a vivere, come principi chiusi in un castello. I delfini di Napoli guardano i fuochi della loro città, li ho immaginati con occhi pieni di speranza e di nuova luce, la luce di un fuoco.

In Street Home, due soggetti si distinguono sugli altri per il loro legame con Napoli intuibile già dai nomi, la Smorfia e la storia della sirena Partenope: come racconta Andrea Chisesi il suo viaggio nel tempo a Napoli in queste due collezioni della mostra?

Non so rispondere a questa domanda, mi sono semplicemente immerso nella sua storia traendo una sintesi personalissima, non ho pensato al suo percorso museale, ho vissuto dentro Napoli ed il risultato è questo, ma potrebbe essere tanto altro, Napoli è energia che non riesci a contenere… Partenope ne è la radice mitologica, la Smorfia la credenza popolare, in entrambi i casi il fato e la magia sono i veri protagonisti. Se poi credi alla fortuna pensi che Ulisse ne ha avuta tanta ad incontrare Circe e se sei fortunato i numeri della smorfia devi giocarteli !

Personalmente mi sento molto fortunato ad essere qui oggi con il mio lavoro, quindi grazie Napoli. Grazie anche a lei che mi ha permesso di parlarne.

Street Home è aperta al pubblico fino al 15 ottobre 2018, tutti i giorni feriali, dalle 10 alle 19, domenica e festivi dalle 10 alle 14.