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Eroica Fenice

La chiave di volta è il progresso scientifico

La chiave di volta è il progresso scientifico

Tanto conosciuta è la genesi del positivismo grazie al pensiero del filosofo francese Auguste Comte quanto sconosciute sono le origini di quest’ultimo, nato a Montpellier ridente cittadina nel Sud della Francia.

Fondata nell’XI secolo, Montpellier è oggi un centro universitario famoso perché proprio in questa cittadina Petrarca iniziò i suoi studi accademici. Ospita tre università, una delle quali sede di una prestigiosa scuola di medicina istituita nel 1880, e al tempo stesso conserva la sua impronta di storia ben visibile nei luoghi di maggior interesse quali la sua cattedrale e il suo orto botanico.

Tuttora lo studio, inteso secondo l’etimologia stessa del termine “amore, passione e cura per la conoscenza” anima la città ed è rivolta alle lingue la nuova frontiera del futuro: sono sorti infatti istituti che si ripropongono di favorire l’incontro e lo scambio fra culture diverse tramite l’apprendimento dei vari idiomi.

Tra questi l’Institut Européen de Français si distingue per la preparazione dei suoi insegnanti capaci di comprendere le necessità del singolo e di individuarne i punti di forza facendo sì che l’individualità di ciascuno studente rappresenti un arricchimento per i compagni, cittadini del mondo  che lo circonda, e viceversa che l’interazione con questi ultimi accresca la conoscenza che ha di sé.

Il metodo di apprendimento proposto rispecchia l’approccio di Comte nei confronti della società, il cui progresso è garantito da quello culturale. Il filosofo francese assiste in prima persona alle crisi e alle contraddizioni proprie della Restaurazione e delle Rivoluzioni del periodo 1830-1848 in un paese che si avvia all’industrializzazione guidato dalla borghesia in ascesa.

Analizzando secondo la legge dei Tre Stadi il corso della storia, lo stadio positivo si realizza in una società organica e gerarchica assimilabile a quella medievale con al vertice i cosiddetti “filosofi positivi”. La sua volontà, condivisa dai contemporanei romantici, di rigenerare universalmente la società improntando un nuovo ordine implica lo sviluppo di spirito associativo e altruismo finalizzati al raggiungimento del bene comune.

Come nel Medioevo tutto ruotava intorno all’autorità della Chiesa e a una ferrea distinzione in caste, così nella visione comtiana la chiave deve essere il progresso scientifico.

Il padre del positivismo pone la scienza alla base dell’organizzazione sociale. Tale sapere per essere considerato positivo, ossia perfetto, deve limitarsi a ciò che dei fenomeni è verificabile rinunciando alla conoscenza delle loro cause.

Perciò la conoscenza scientifica, volta alla ricerca di leggi, deve sempre avere un impatto sociale tanto che Comte pone la sociologia, intesa come “scienza globale dell’uomo”, al vertice delle scienze e riconduce all’ignoranza e all’influenza delle istituzioni politiche e religiose tradizionali la causa delle agitazioni sociali a lui contemporanee.

Per favorire la diffusione del sapere oggi, come dello spirito scientifico ieri secondo lo visione positivistica di Comte, è fondamentale l’attenzione riservata alle esigenze e ai desideri individuali di coloro che intraprendono un percorso di studi, qualsiasi sia il loro ambito di interesse. Ogni persona è unica e in quanto tale richiede un’accoglienza e un trattamento pensato su misura in un ambiente familiare che la faccia sentire parte di una comunità o umanità.

Creare uno spazio di incontro interculturale tramite soggiorni linguistici e culturali è una delle prerogative dei corsi di francese che IEF offre a studenti e lavoratori. A questo scopo contribuiscono dal punto di vista architettonico le aule ampie e luminose site negli edifici più belli della città. Inoltre il percorso di apprendimento è seguito passo passo da insegnati qualificati con esperienza di lavoro all’estero in grado di soddisfare aspettative e richieste come testimonia Anna con un articolo elettrizzante sul suo blog “Annagigamondo”.

Francesca Antonini

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