21 dicembre 2012, la presunta data della fine del mondo

21 dicembre 2012

21 dicembre 2012, esattamente dieci anni fa i media parlavano di una possibile fine del mondo profetizzata dal calendario dei Maya

21 dicembre 2012. Esattamente 10 anni, si parlava (e si ironizzava) attraverso i media informativi e le pagine social Facebook e Twitter della “mancata fine del mondo” prevista per quel giorno. 

Secondo il parere di molti complottisti e profeti, il mondo sarebbe finito in quella giornata, come preannunciato da “un’antichissima profezia del calendario Maya”. Le ipotesi su come ciò sarebbe successo erano molteplici: tempeste solari, eruzione di un super-vulcano, allineamento dei pianeti, inversione del campo magnetico oppure l’apparizione del pianeta Nibiru. 

Il fenomeno 21 dicembre 2012: dal catastrofismo hollywoodiano all’ironia di Caparezza

Questa profezia sulla fine dei tempi conobbe un notevole boom mediatico nei primi anni Duemila: generò discussioni sui forum gestiti dai complottisti e dibattiti televisivi, contribuì alla pubblicazione di libri a tema e alla realizzazione di film catastrofici. La più famosa tra le pellicole hollywoodiane è 2012 (2009), diretta dal regista tedesco  Roland Emmerich.  L’autore di blockbuster catastrofici e fantascientifici, come  Stargate (1994), Independence Day (1996), Godzilla (1998), The Day After Tomorrow- L’alba del giorno dopo (2004), racconta di una tempesta solare che ha surriscaldato il nucleo terrestre con l’eccessiva emissione di neutrini, portando la crosta ad essere instabile e a provocare diversi terremoti, tsunami ed eruzioni vulcaniche. 

Nel corso degli anni, mentre molte persone preannunciavano l’imminente apocalisse prevista per il 21 dicembre 2012, altri invece scelsero la strada dell’ironia e dell’umorismo per smentire una possibile fine dei tempi. Il caso più famoso in Italia è La fine di Gaia, il singolo del 2011 del rapper pugliese Caparezza. Con la sua musica pungente e la sua satira sui temi attuali, l’artista di Molfetta  scelse di sbeffeggiare tali teorie assieme alle notizie dei rapimenti alieni, della presenza dei rettiliani come infiltrati nei governi mondiali, dei feti extraterrestri:

La fine di Gaia non arriverà

La gente si sbaglia In fondo che ne sa

È un fuoco di paglia

Alla faccia dei Maya e di Cinecittà.

La spiegazione del significato di quella data secondo Della Valle, il direttore astronomico dell’Osservatorio di Capodimonte

Massimo Della Valle, direttore dell’Osservatorio di Capodimonte fu intervistato dai colleghi de Il Fatto Quotidiano in occasione della vigilia del fatidico 21 dicembre 2012. Nel corso della sua intervista, Della Valle spiegò che tale teoria si basava su una sbagliata interpretazione del calendario maya:

I Maya con questa presunta profezia non c’entrano nulla, qualcuno li ha tirati in ballo in cattiva fede per specularci o per manie di protagonismo [..] Innanzitutto, [..] [essi] scandivano il tempo basandosi sul numero 20 e i suoi multipli (perché i Maya contavano considerando le dita di mani e piedi). Il loro mese quindi era di 20 giorni. Dopo il mese, vi era l’anno, chiamato Tun, che corrispondeva a 360 giorni del nostro calendario. [..] i Maya avevano il K’Atun che corrispondeva a 20 Tun (equivalenti a 7.200 giorni). Dopo il K’Atun c’era il B’ak’Tun equivalente a 144.000 giorni. Secondo i Maya, il mondo è iniziato in un momento che corrisponde al nostro 11 agosto 3.114 a.C. Se contiamo da questa data in cui è iniziato il mondo, fino al 21 dicembre 2012 abbiamo 1.872.260 giorni che diviso per 144.000 giorni (ossia per un B’ak’tun) fa 13.

Da questo punto di vista, quel giorno finiva il 13° B’ak’Tun e sarebbe iniziato il 14°. Quindi, la fine di un’era e l’inizio di una nuova. 

Fonte immagine di copertina: Pixabay

A proposito di Salvatore Iaconis

Laureato in Lettere Moderne presso l'Universitá Federico II di Napoli il 23 febbraio 2022 e giornalista iscritto all'ordine regionale dal 26 gennaio 2021. Grande amante della lettura dai classici della tradizione fino ai best-sellers più recenti, appassionato di cinema in tutte le sue forme nonché di teatro, storia, arte e filosofia.

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