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Game Art Lab

Game Art Lab: quando l’arte è un gioco da bambini

L’arte? Un gioco da ragazzi, anzi no, bambini! O almeno così la pensa Carlo Zarone che per loro ha ideato Game Art Lab, un ciclo di incontri ludico artistici all’insegna di una sola regola: sporcarsi le mani.

I sei appuntamenti di Game Art Lab si svolgeranno nella già di per sé stimolante atmosfera di Palazzo Venezia (via Benedetto Croce, 19) il 3 e 10 dicembre, il 14 e 21 gennaio e il 4 e 18 febbraio. Inizieranno tutti alle ore 10 e avranno una durata di un’ora e mezza.

Carlo, laureato in Storia dell’arte alla Federico II, attualmente frequenta una Scuola di Alta Formazione in Arte e Teologia. Il suo percorso accademico si muove essenzialmente su due binari: quello del turismo religioso e quello della critica d’arte. È da quando aveva 16 anni, però, che lavora con i bambini, tra animazione, oratorio e vari progetti.

L’intervista a Carlo Zarone, ideatore di Game Art Lab

Come è nata l’idea di un laboratorio d’arte per bambini?

Il mondo dei bambini mi ha sempre affascinato, esattamente come quello dell’arte. Questa spesso appare come un’inaccessibile signora, un po’ spocchiosa e un po’ bizzarra, che parla solo agli esperti, ma se avviene ciò è solo perché nessuno ci ha mai introdotto alla gioia dell’espressione artistica. In Immagini fatte ad arte, un illuminante libro del pedagogista Gianfranco Staccioli, una volta ho letto: “È possibile trasmettere ai bambini, attraverso una dimensione concreta del fare, un interesse verso l’arte offrendo loro un’esperienza che funga da occasione per stupirsi”. Ecco, credo che sia stata la frase che ha fatto nascere  l’idea di Game Art Lab.

Quali sono quindi i suoi obiettivi?

Così come non si insegna a scrivere solo per diventare poeti o scrittori, allo stesso modo non ci si dovrebbe limitare ad insegnare il linguaggio dell’arte solo per diventare artisti o esperti d’arte. Game Art Lab sarà capace di liberare la creatività e la fantasia dei bambini, far conoscere loro il valore dei materiali, essere uno strumento di approccio dinamico all’arte, ma soprattutto formare sensibilità e spirito critico.

Ma come far relazionare un bambino all’arte? 

Il bambino fa esperienza del mondo attraverso il gioco e attraverso il gioco farà esperienza d’arte. Nessuno sarà chiamato a svolgere i cosiddetti “lavoretti”, perché si tratterà di produzioni esperienziali, istintive, senza lo scopo del “finito” o dell’arte-terapia, poiché non c’è alcuna volontà di analizzare o aiutare psicologicamente i fanciulli. C’è solo il gioco!

Saranno adottate delle tecniche specifiche?

Sì, attraverso il gioco e in totale libertà espressiva, negli incontri saranno mostrate ai bambini quattro tecniche diverse: pittura, creta, fotografia e una modalità pittorica che permette di dipingere senza pennelli, ma utilizzando delle formelle con la plastilina che si ispira all’opera di Paul Klee.

Hai già sperimentato laboratori simili?

Ho già tenuto, insieme ad una collega, gli stessi laboratori ora proposti a Napoli a La casa dei libri, Biblioteca per bambini di Formia. Un’esperienza simile è stata, poi, quella nell’area didattica del Museo di Capodimonte. Qui, grazie a uno stage che rientrava in Progetto Museo, ho potuto mostrare i capolavori di Capodimonte con vari supporti, da quelli più tradizionali, come la carta, a quelli più innovativi e multimediali, come la Nintendo Ds che, attraverso un programma di quadrettatura, permetteva ai bambini di studiare e ripetere i quadri e i disegni di Michelangelo.

Per Game Art Lab è stato già formato un gruppo di bambini dai 6 ai 10 anni, ma sono ancora aperte le iscrizioni e non ci sono limiti d’età: l’intenzione è di coinvolgere anche bambini più piccoli, naturalmente scolarizzati, ma sono ammessi con piacere anche i genitori. Ogni incontro ha un costo di 8 euro.
Per ulteriori info, è possibile contattare il disponibilissimo Carlo, che ringraziamo (email: carlozarone@gmail.com | cel: 349 0509273).

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