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La storia dell’euro: quando e come nasce

La storia dell’euro: quando e come nasce

La storia dell’euro parte intorno al 1993, conseguentemente al trattato di Maastricht, firmato nei Paesi Bassi dai dodici membri della Comunità Europea. La valuta entra ufficialmente in circolazione nell’Unione Europea nel 2002.

Un elemento che caratterizza il passaggio da una società antica ad una più moderna è stato sicuramente il ricorso all’utilizzo della moneta invece del baratto. Scegliere di assegnare un valore ad un determinato oggetto con rivestimenti e finiture diverse a seconda dell’importanza iniziò a rappresentare una merce di scambio di vitale importanza per la sopravvivenza dell’uomo e per soddisfarne i suoi bisogni. Molto spesso non ci si interroga sull’idea di assegnare un valore predefinito ad un oggetto di metallo, lo si dà spesso per scontato. Un ulteriore passo in avanti, che ci avvicina sempre di più all’epoca contemporanea, è rappresentato dalla scelta di ricorrere ad una moneta unica per gli stati facenti parte di una vera comunità economica. Il percorso della storia dell’euro fino a questo risultato è stato caratterizzato da varie fasi: innanzitutto la volontà di realizzare un’unione economica e monetaria comune che avesse alla sua base un programma concreto da realizzare; successivamente la firma del trattato di Maastricht del 1992, firmato dai dodici paesi membri  della Comunità europea e la conseguente ratifica nel 1993, che gettò le basi non solo per unione tra stati, ma anche della moneta comune tramite la libera circolazione delle persone e dei beni.

La data ufficiale nella storia dell’euro della sua vera e propria nascita è il 1999. Tramite il Consiglio dei ministri europei la nuova moneta prese piede all’interno dei mercati finanziari, anche se non era presente come vera e propria moneta circolante all’interno dell’Unione. Invece, l’inizio della circolazione della moneta unica nelle tasche degli europei avvenne dal 1° Gennaio 2002. Prima di questa data, l’euro venne sperimentato nel suo utilizzo in varie zone dell’Europa e, specificatamente in Italia, nei comuni di Pontassieve e di Fiesole, in Toscana, per circa 6 mesi nel 1999.

Un’altra domanda che spesso non ci si pone sulla storia dell’euro è il nome. Come mai si è scelta proprio la parola “euro” per indicare questa nuova valuta? La storia del nome risale ad un periodo intermedio tra il trattato di Maastricht e la nascita ufficiale della nuova moneta, precisamente nel 1995 durante il consiglio europeo di Madrid per rimpiazzare la sigla ECU (European Currency Unit). Probabilmente, si scelse di ricorrere al termine euro, poiché si presentava come termine breve, semplice e facile da ricordare e si presume che derivi dal termine con cui i mercati finanziari inglesi definivano le monete europee, chiamandole euro-currency. Tuttavia, in Italia come anche in altri paesi, si potrebbe anche pensare al ricorso all’accorciamento della parola Europeo (European) dalla quale, eliminando il suffisso “-pean”, resterebbe solo la parola euro.

Nella storia dell’euro siamo arrivati a oggi e per quanto riguarda la vera e propria valuta abbiamo:

  • le monete da 1,2,5 centesimi che sono in acciaio di colore rame;
  • le monete da 10, 20, 50 centesimi di color oro;
  • le monete da 1, 2 euro di colore sia argento che oro.

A queste si aggiungono le banconote, che a differenza delle monete, hanno un aspetto standardizzato e sono divisi in 7 tagli: da 5, 10, 20, 50, 100, 200 e 500 euro ed ogni taglio riporta la firma del presidente della Banca Centrale Europea.

Fonte immagine copertina: Pexels

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