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Eroica Fenice

Riforma pensioni: il riscatto degli anni universitari sarà gratuito

Riscattare gli anni universitari per il calcolo pensionistico è già possibile, ma ha un caro prezzo.
Una proposta di riforma pensioni, avanzata dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta in occasione del forum dei commercialisti sulla previdenza, si propone di rendere gratuito il riscatto degli anni passati tra i banchi universitari ai fini del calcolo pensionistico.
Tuttavia, la proposta di riscatto gratuito è stata avanzata per ora soltanto per i Millenials, i giovani nati tra gli anni ’80 del secolo scorso e il duemila.
I Sindacati – UIL e CGIL in prima linea – sembrano approvare l’idea e puntano a discuterne col Governo già il prossimo 4 maggio al Ministero del Lavoro.

Una riforma pensioni a vantaggio degli studenti universitari, incentivo al conseguimento della laurea

Le statistiche parlano chiaro: l’Italia è l’ultimo paese europeo per il numero di laureati: solo un italiano su quattro arriva ad ottenere l’agognata corona d’alloro; non solo: il Paese presenta ancora un diffusissimo abbandono scolastico, specialmente nelle regioni del Sud.
Una riforma pensioni che avvantaggi gli studenti universitari può dunque esser letta anche come un incentivo a proseguire gli studi che oggi tanti, tantissimi abbandonano, convinti che l’Italia sia un paese senza futuro per i giovani, e cercano lavoro all’estero senza prima conseguire qui un titolo.
“L’obiettivo” spiega il sottosegretario Baretta “è quello di garantire una pensione ai giovani, una continuità contributiva. Una misura di questo tipo incentiverebbe gli italiani a laurearsi.”, poiché il percorso degli studenti è sempre più accidentato, difficoltoso, pieno di ostacoli e fasi di precariato e lavoro nero, che non possono rientrare nel calcolo contributivo.
La riforma pensioni riguarderebbe chi è studente universitario o dottorando nel momento in cui la proposta di legge dovesse entrare in vigore.
Un’ulteriore proposta di riforma pensioni, avanzata dal segretario confederale della CGIL Roberto Ghiselli, valorizzerebbe non soltanto gli anni universitari ma anche quelli trascorsi in disoccupazione o da precari, proponendosi d’intervenire con soluzioni pratiche nelle difficoltà di coloro che hanno figli o genitori anziani a carico.
Si attendono ulteriori sviluppi nel confronto tra i Sindacati e il Ministero del Lavoro.