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Eroica Fenice

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Simone Michele, storia di chi sognava di diventare un bambino vero

Per la rubrica “Human Rainbow”, oggi vi raccontiamo la storia di Simone Michele, ragazzo napoletano, orgogliosamente trans. Su tiktok è @simooll con all’attivo 11.5K follower

Simone Michele era felice, dava calci ad un pallone, si sporcava col fango, saltellava nelle pozzanghere in pieno inverno. Quando si guardava allo specchio, un dettaglio o due gli procuravano un senso di fastidio. La sua faccia era troppo dolce per essere quella di un maschietto, la sua bocca troppo marcata, gli zigomi alti. A volte si chiedeva se quel riflesso allo specchio altro non fosse che l’eco delle sue paure. Nei suoi sogni, Simone Michele portava due nomi che gli piacevano, andava al suo primo appuntamento con la ragazza dei suoi sogni, portava il fiore all’occhiello, si annodava prima una cravatta e poi i lacci delle sue scarpe da calcio. Quando riapriva gli occhi, gli sembrava tutto sbagliato e strano, i pezzi che aveva tra le mani non davano il risultato che aveva sognato. Poi sorrideva, portandosi i capelli cresciuti dietro l’incavo dell’orecchio. Simone Michele faceva pace con le sue paure, perché aveva una sola certezza: così come i puledrini diventano cavalli e le bambine diventano bellissime donne, col tempo, lui si sarebbe trasformato in un ragazzo, perché è così che andavano le cose, è così che va la vita, d’altronde era successo per primo a Pinocchio, che da bambino di legno era diventato un bambino vero.

L’intervista esclusiva a Simone Michele

Com’è iniziata la tua storia per quanto riguarda la transessualità? E come è stato il tuo coming out?

Da quando sono piccolo mi sono sempre sentito non adatto al mio corpo ma non sapevo dare un nome a questa mia sensazione. Crescendo mi sono imbattuto in storie di ragazzi trans e mi si è aperto un mondo. È lì che ho capito davvero chi volevo essere. Ho fatto coming out nell’ottobre del 2019. È stato un coming out abbastanza tranquillo e naturale, l’ho detto ai miei amici e alla mia famiglia. I miei amici hanno reagito tutti benissimo, mi hanno fatto sentire valido fin da subito, hanno iniziato prontamente ad usare i pronomi giusti. La mia famiglia invece a piccoli passi sta iniziando a comprendere appieno il concetto di transessualità, pian piano ci arriveranno del tutto.

Quali erano le tue paure o perplessità verso te stesso e gli altri prima di parlarne ufficialmente?

Prima di iniziare avevo una visione molto negativa delle cose. Pensavo che non ce l’avrei mai fatta, che non sarei mai riuscito ad affrontare il percorso o a parlarne così apertamente. Avevo paura persino delle sedute psicologiche, essendo un ragazzo molto ansioso. Per fortuna, però, è andato tutto bene.

Come reagisce oggi la società ad un ragazzo o una ragazza che decide di cambiare il suo sesso biologico?

La società è maschilista, il pensiero dell’uomo “forte” è intrinseco nella testa delle persone. A causa di questo, purtroppo, le ragazze trans sono molto più discriminate rispetto ai ragazzi trans. Non c’è una spiegazione, ognuno dovrebbe essere libero di essere chi vuole e fare ciò che vuole ma purtroppo non è sempre così facile. Io personalmente mi ritengo molto fortunato perché nei miei riguardi non ci sono state grandi dimostrazioni di odio.

Raccontaci come avviene step by step la procedura ormonale? Questo potrebbe aiutare coloro i quali non hanno ancora iniziato.

Io ho iniziato il percorso di transizione al policlinico di Napoli. Ho chiamato a novembre 2019 e mi hanno messo in lista. A gennaio 2020 mi hanno contattato per iniziare le sedute psicologiche, che vengono fatte per riscontrare la disforia di genere: io ne ho fatte 8. A giugno 2020 ho avuto la relazione psicologica e mi sono rivolto ad un endocrinologo, ho fatto tutte le analisi e visite necessarie e finalmente il 3 novembre 2020 ho iniziato a vivere.

Il fatto di essere trans ha comportato dei problemi nel mondo lavorativo/scolastico?

Studio all’Orientale di Napoli, non ho mai avuto problemi. Ho ottenuto anche la carriera Alias che mi permette di fare esami e tutte le attività con il mio nome di elezione.

Quali sono i primi cambiamenti che hai riscontrato nel tuo fisico e quali sono stati i sentimenti predominanti in quei momenti?

La prima cosa a cambiare è stata la voce, fin dai primi mesi si è abbassata tantissimo. Usavo un’applicazione che mi segnava tutti i progressi. Dopo sono iniziati ad uscire i primi peli e la “barba” anche se è una parola grande, ma comunque non ho fretta e apprezzo ogni cambiamento anche se piccolo. Piano piano sto iniziando a riconoscermi quando mi guardo allo specchio, prendo tutto in modo più positivo e la felicità è il sentimento che predomina più di tutti. Ad oggi posso dire di essere felice di quello che sto facendo e di quello che sto diventando.

Qualcuno dice che le prime “avvisaglie” circa l’insofferenza rispetto al proprio genere di appartenenza appaiano fin dalla tenera età, per te è stato così?

Da sempre mi sono sentito e visto come un ragazzo. Giocavo o facevo cose che sono viste come “maschili”. Pensavo che crescendo poi sarei diventato un ragazzo.

Spiega a chi è all’oscuro la differenza sostanziale tra l’identità di genere e l’orientamento sessuale

L’identità di genere e l’orientamento sessuale sono due cose distinte: l’identità di genere rappresenta la percezione che ognuno ha di sé stesso, può combaciare con il sesso biologico oppure no. L’orientamento sessuale invece è l’attrazione fisica o romantica verso persone di un genere o più di uno. L’orientamento sessuale non coincide con il genere, un ragazzo trans può essere gay come può essere etero, pan ecc.

Quasi tutti i ragazzi trans condividono con gli altri il “processo della voce che cambia”: è una cosa che hai fatto e fai anche tu? Perché?

Si, anche io lo faccio, faccio video su Tiktok dove registro la mia voce ogni mese. Sentire la voce cambiare mese dopo mese suscita tante emozioni e in quel momento capisci che stai cambiando e che ce la stai facendo davvero.

Molti ragazzi/e trans tendono a nascondere il precedente nome, quasi a dimenticarlo, definendolo il dead name, è stato così anche per te? Perché ciò accade secondo te? E come hai scelto il nome che porti adesso, Simone Michele ?

Il nome anagrafico mi ha sempre provocato disagio, lo definivo anche io dead name perché appunto mi ricordava il mio passato e la tristezza che provavo quando mi guardavo allo specchio. Credo sia anche questo il motivo per il quale tante persone tendono ad eliminarlo. Andando avanti con la transizione sono diventato più sicuro di me stesso e ho deciso di metterlo al maschile come secondo nome, cioè Michele. Il mio primo nome “Simone”, l’ho scelto perché mi è sempre piaciuto e mi faceva sentire a mio agio. Ed ecco Simone Michele.

Anche le foto del passato per molti sono reperti da bruciare. Come vivi la visione delle tue vecchie foto? Hai preferito cestinarle o conservarle lo stesso in memoria di un te finalmente cambiato?

Per me le foto del passato sono molto importanti, è grazie ad esse se oggi riesco a vedere cambiamenti e miglioramenti. Faccio diversi paragoni e anche i più piccoli cambiamenti mi rendono felice.

Da quanto tempo hai iniziato la transizione? Quando devi comunicare la tua transessualità sei a disagio?

Sono in terapia ormonale da quasi 8 mesi. Se posso evitare di dirlo evito ma non provo disagio, ne parlo apertamente se c’è bisogno.

Cos’è il testosterone in parole povere e quali sono i suoi effetti?

Il testosterone è un ormone prettamente maschile che viene assunto per sviluppare i caratteri sessuali secondari. Dalle persone in transizione può essere assunto tramite iniezioni o gel. I suoi effetti sono l’abbassamento della voce, barba, peli, redistribuzione del grasso corporeo ecc. Sostanzialmente, esso mascolinizza il corpo.

Quali sono le operazioni a cui credi ti sottoporrai?

Non mi sono sottoposto ancora a nessuna operazione, però vorrei sottopormi alla mastectomia e isterectomia.

Un buon aiuto “psicologico” durante la transizione quanto può influire e perché?

Credo sia un aiuto molto utile. Durante la transizione si affrontano delle situazioni dove può essere utile un aiuto esterno.

Come spieghi a chi non sa cos’è il mondo lgbtq+? E quanto è importante il gay pride?

Il mondo lgbtq+ è una comunità di persone che sono sé stesse fregandosene delle critiche e del giudizio altrui. Il gay pride oggi è ancora fondamentale, ci sono troppe discriminazioni, troppe violenze. Il gay pride serve per sensibilizzare e per far capire davvero alle persone non appartenenti alla comunità che non si deve avere paura dal “diverso”.

Secondo alcuni il ddl zan contro l’omolesbotransfobia non sarebbe una priorità imminente. Cosa ne pensi al riguardo?

Il ddl zan è fondamentale per combattere l’odio. L’odio deve essere assolutamente un’aggravante in un’aggressione. Se io vengo aggredito per la mia identità di genere o per il mio orientamento sessuale è una privazione di libertà e deve essere punita come tale.

Com’è il tuo rapporto con i followers su tiktok? Condividi con gioia i tuoi cambiamenti?

Ho conosciuto tantissime persone grazie a tiktok, sono davvero contento di aver iniziato questo “viaggio”. Condivido con loro molti dei miei cambiamenti e mi fa molto piacere ricevere sempre complimenti riguardo la mia transizione.

Quali erano i tuoi sogni passati e quali invece quelli futuri?

Non ho mai avuto sogni o obiettivi specifici, sono stati sempre molto superficiali e di passaggio. Il mio sogno più concreto, però, sia in passato e sia nel futuro è trasferirmi fuori dall’Italia, in un paese senza pregiudizi per quanto riguarda la comunità lgbtq+ come la Svezia. Mi è sempre piaciuta l’idea di vivere in un paese estero e finalmente avere una stabilità lavorativa.

Dai tuoi social si evince che sei fidanzato con una splendida ragazza, quand’è nato il vostro rapporto e come? Lei era a conoscenza del tuo desiderio di transizione o vi siete già messi insieme quando avevi già iniziato il percorso?

Sì, sono fidanzato con Federica, ci siamo conosciuti al primo anno di università. Io ero appena uscito da una relazione disastrosa e lei è stata la mia boccata d’aria. Le ho detto subito di essere un ragazzo trans ma che non avevo ancora iniziato il percorso, mi ha appoggiato appieno e mi ha aiutato tanto. Lei vive normalmente il mio essere trans, non mi ha mai fatto sentire inferiore o non valido. Sono molto contento di stare con lei.

Gli scettici dicono che un amore così non ha futuro, perché spesso l’altra parte della coppia alla fine andrà a cercare ciò che manca, in questo caso “la riproduzione naturale”: cosa ti senti di rispondere a queste persone?

La riproduzione naturale non è l’unico metodo per avere un bambino. È l’amore la cosa che serve davvero per crescere un bambino e non gli organi genitali.

Com’è stata la prima dichiarazione d’amore e chi l’ha fatta a chi?

Eravamo al telefono e ci conoscevamo da pochi giorni. Era tarda notte e lei fu la prima a dichiararsi dicendo “E se mi piacessi anche solo un pochino?” Da quel pochino sono passati 2 anni e 8 mesi. Sono felicissimo.

 Come immagini il tuo futuro tra dieci anni?

Mi immagino con tanta barba, con Federica e tanti cani. In una casetta in Svezia, almeno è quello che spero.

Se tu potessi rinascere da capo, dove saresti, chi saresti e cosa staresti facendo in questo preciso istante?

Se potessi scegliere, rinascerei ricco, alto, bello e sicuramente in un altro posto. Purtroppo non posso e quindi faccio di tutto per diventare ciò che voglio essere davvero.  Non mollerò fin quando non ci sarò totalmente riuscito.

Fonte immagine di copertina: Instagram di Simone Michele

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