Quanto spendiamo ogni anno per la lotta alle zanzare nei mesi più caldi? Esistono modalità di prevenzione meno nocive e dispendiose per contrastarne la presenza, che includono anche app antizanzare e dispositivi innovativi. In un mondo che affronta il surriscaldamento globale, il periodo di attività delle zanzare non è più relegato solo ai mesi estivi.
La lotta contro questi insetti inizia già in primavera. In Italia, da marzo in poi, l’alternarsi di piogge e temperature superiori ai 10°C (minima per la deposizione delle uova) crea le condizioni ideali per la loro riproduzione. Da giugno ad agosto si registra il picco, con temperature che, superando i 25°C, accelerano drasticamente il ciclo larvale e aumentano il numero di esemplari.
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Prevenzione attiva: i metodi più efficaci
Più le zanzare hanno la possibilità di pungerci, più si riproducono. Adottare pratiche di prevenzione, specialmente nel proprio ambiente domestico, può ridurre drasticamente la loro presenza. Oltre alle pratiche più comuni, come l’installazione di zanzariere, ecco alcuni consigli pratici e documentabili, raccomandati anche dall’Istituto Superiore di Sanità:
- Eliminare i ristagni d’acqua: è l’azione più importante. Svuotare regolarmente (ogni 3-5 giorni) sottovasi, secchi, annaffiatoi, copertoni e qualsiasi contenitore possa raccogliere acqua piovana. Qui la zanzara tigre (Aedes albopictus), attiva di giorno, depone le sue uova.
- Trattare l’acqua non eliminabile: per tombini, caditoie e griglie di scolo, usare prodotti larvicidi specifici, disponibili in pastiglie o gocce. Sono molto efficaci perché uccidono le larve prima che diventino adulte.
- Coprire i contenitori: chiudere con coperchi ermetici o teli ben tesi bidoni e cisterne per la raccolta dell’acqua.
- Mantenere pulite grondaie e canali di scolo per evitare che l’acqua si accumuli.
- Cambiare spesso l’acqua nelle ciotole degli animali domestici.
Queste accortezze, insieme a zampironi o metodi naturali, costituiscono la prima e più potente linea di difesa contro le fastidiose punture.
App di monitoraggio: il progetto Mosquito Alert
Se parliamo di innovazione, non si può non menzionare l’app Mosquito Alert. Questa applicazione non promette di allontanare gli insetti, ma si basa sulla citizen science: una collaborazione attiva tra cittadini, ricercatori e amministrazioni. Il progetto è supportato da partner autorevoli come l’Istituto Superiore di Sanità, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, il MUSE di Trento e l’Università di Bologna. Lo scopo è identificare e mappare le aree invase dalle zanzare di diversa specie.
Come funziona? Dopo aver scaricato l’app gratuita, l’utente può segnalare la presenza di zanzare o di luoghi di possibile riproduzione, inviando fotografie e indicazioni precise sulla località. Le segnalazioni congiunte sono utili a tutti: i cittadini possono conoscere le zone più a rischio e le amministrazioni ottengono dati preziosi. Le foto vengono analizzate da entomologi esperti per scopi di ricerca e per pianificare eventuali disinfestazioni mirate. Mosquito Alert genera così una community basata sull’aiuto reciproco e la ricerca scientifica.
Funzionano le app e i dispositivi a ultrasuoni?
Tra le diverse proposte, spiccano i dispositivi repellenti a ultrasuoni e le app che promettono la stessa funzione. Secondo i produttori, questi apparecchi emettono suoni ad alta frequenza, impercettibili per l’uomo e gli animali domestici, ma fastidiosi per le zanzare, costringendole ad allontanarsi. Questa soluzione attrae molti perché evita la dispersione di prodotti chimici in casa.
Tuttavia, qual è l’evidenza scientifica? L’American Mosquito Control Association (AMCA) afferma che “almeno 10 studi negli ultimi 15 anni hanno confermato che i repellenti elettronici a ultrasuoni NON hanno alcun effetto nel prevenire le punture di zanzara“. La scienza, quindi, è concorde nel ritenere questi dispositivi inefficaci. Il loro funzionamento si basa sull’idea errata di imitare il suono delle ali del maschio o dei predatori, ma non esiste prova che questo respinga le femmine, le uniche a pungere.
La principale accortezza, qualora si decidesse comunque di provarli, è posizionarli in un’area non coperta da mobili e ad almeno 30 cm dal pavimento, per evitare che tappeti o tende assorbano le onde sonore. Esiste anche una versione portatile a bracciale, ma la sua efficacia è ancora più dubbia.
Quanto costa la lotta alle zanzare?
Affrontare il problema delle zanzare ha un costo variabile a seconda delle strategie adottate. Ecco una stima dei principali metodi di prevenzione e lotta.
Metodo | Costo indicativo |
---|---|
Zanzariere (su misura per finestra) | 80€ – 200€ per finestra |
Prodotti larvicidi (per una stagione) | 15€ – 30€ |
Repellente spray per la pelle (DEET) | 5€ – 15€ a flacone |
Disinfestazione professionale (giardino privato) | 100€ – 300€ per intervento |
Dispositivo a ultrasuoni | 10€ – 40€ per dispositivo |
Investire nella prevenzione primaria (eliminazione dei focolai larvali e zanzariere) si rivela la strategia più efficace e sostenibile a lungo termine, riducendo la necessità di ricorrere a soluzioni chimiche o a dispositivi dall’efficacia non provata.
Fonte immagine: Pixabay