Ritorno a scuola: riflessioni e strategie per affrontarlo

Cos'è il Circle Time? È uno strumento operativo pedagogico nato per promuovere il benessere relazionale e didattico nel contesto scolastico. In un momento storico caratterizzato

Ansia da ritorno a scuola: guida psicologica per genitori e insegnanti

L’inizio di un nuovo anno scolastico è un momento carico di emozioni contrastanti. Se da un lato rappresenta un ritorno alla normalità e alla socialità, dall’altro porta con sé ansie e preoccupazioni che, nel contesto del 2025, sono amplificate dalle pressioni di un mondo sempre più digitalizzato e competitivo. Domande come “Mio figlio si integrerà bene?”, “Sarà in grado di gestire lo stress?” o “Come posso aiutarlo con le nuove sfide?” sono comuni tra le famiglie.

Affrontare queste preoccupazioni non è semplice, ma è fondamentale. Il ritorno tra i banchi rappresenta il recupero di un punto di riferimento centrale per la crescita dei ragazzi, non solo dal punto di vista formativo, but also relazionale e organizzativo. È un passo necessario per costruire un equilibrio sano in un mondo in costante evoluzione.

Come riconoscere il disagio: i campanelli d’allarme

Il rientro in un contesto sociale e strutturato come la scuola può far emergere diverse problematiche. È importante che genitori e insegnanti sappiano riconoscere i segnali di un potenziale malessere nei ragazzi.

 

 

Sintomo Possibile Significato
Irritabilità e scatti d’ira Difficoltà a gestire la frustrazione e lo stress legato alle performance scolastiche o sociali.
Difficoltà di concentrazione L’ansia e le distrazioni digitali possono occupare la mente, rendendo difficile focalizzarsi sullo studio.
Ritiro sociale Paura del giudizio dei compagni, ansia sociale o difficoltà a staccarsi dalle interazioni online per affrontare quelle reali.
Malessere fisico Mal di testa o di pancia frequenti possono essere una manifestazione fisica (somatizzazione) di un disagio emotivo.

Il ruolo dei genitori: 5 consigli pratici per supportare i figli nel ritorno a scuola 

Un ruolo chiave è assunto dai genitori, che possono ridurre lo stress psicofisico dei figli agendo su più fronti.

  1. Ristabilire una routine prevedibile: la routine dà sicurezza. Riprendere orari fissi per la sveglia, i pasti e il sonno, già prima dell’inizio della scuola, aiuta a creare un senso di normalità e controllo.
  2. Aprire un canale di dialogo emotivo: mettete al primo posto i vissuti emotivi. Invece di chiedere solo “com’è andata a scuola?”, provate con domande aperte come “come ti sei sentito oggi?” o “c’è stato qualcosa che ti ha preoccupato?”.
  3. Alleggerire la pressione sui risultati: nella società di oggi, la pressione per il successo è molto alta. Evitate di focalizzarvi solo sui voti e valorizzate l’impegno, la curiosità e i piccoli progressi, per non aggiungere ulteriore ansia da prestazione.
  4. Incoraggiare la socialità offline: supportate i vostri figli nel coltivare amicizie reali, organizzando incontri o favorendo la partecipazione ad attività sportive o ricreative che li aiutino a staccarsi dagli schermi.
  5. Dare il buon esempio: i bambini e i ragazzi assorbono l’ansia degli adulti. Mostrate un atteggiamento fiducioso e collaborativo verso la scuola; questo li aiuterà a percepire il rientro come un’esperienza positiva.

Il ruolo degli insegnanti: strategie per la classe

Gli insegnanti hanno una doppia responsabilità: quella formativa e quella di riconoscere e accogliere il disagio degli studenti. Per questo, il confronto con lo psicologo scolastico, dove presente, è un supporto prezioso.

Saranno necessari tempi e spazi di riflessione e di elaborazione delle emozioni. Attività come il “circle time“, laboratori artistici o la scrittura di un diario possono aiutare i ragazzi a dare un significato alle proprie ansie e ad affrontare le sfide del presente. Creare un collegamento di senso tra le loro esperienze e ciò che studiano facilita l’adattamento e attiva le risorse emotive spesso sopraffatte dall’ansia.

L’importanza di una comunità educante

Solo se pensiamo “sistemicamente”, e dunque in collaborazione tra famiglia, scuola e sanità, possiamo provare ad alleggerire il carico di angoscia che caratterizza il nostro tempo. È fondamentale pensarsi come una grande comunità responsabile in cui aiutarsi a vicenda. Si tende purtroppo a parlare troppo poco degli aspetti psicologici, ma sono proprio questi a dirigere le nostre scelte e i nostri comportamenti.

L’unione e la condivisione emotiva sono gli strumenti più potenti che abbiamo per affrontare la quotidianità e per garantire il benessere dei nostri ragazzi.

Immagine: Pixabay

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