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Eroica Fenice

La categoria Cucina e Salute contiene 163 articoli

Cucina e Salute

La ricetta che vale: intervista a Valentina Cappiello

La ricetta che vale è il blog di cake design di Valentina Cappiello, food blogger e cake designer, nonché autrice del libro Nude per ogni occasione.  Valentina Cappiello si presta ad un’intervista eroica per raccontarci un po’ del suo mondo e della sua passione per i dolci e di come, nel blog La ricetta che vale, abbia cercato di tradurre in bellezza la bontà. Food blogger. Cake designer. Produttrice seriale di torte e di sogni. Cercatrice di bellezza. Uova, zucchero, farina e burro a farmi felice. E una planetaria. E il sole, il mare, gli abbracci, i sorrisi, gli animali. La mia creatività nasce dalla calma, dalla tranquillità e dal silenzio. Perfezionista, amo l’ordine e il Bello in ogni sua forma. Less is more, in ogni caso. Intervista a Valentina Cappiello Da cosa nasce la passione per la cucina e per la pasticceria? La passione per la cucina e per la pasticceria nasce relativamente tardi, all’incirca verso i trent’anni, nel momento del boom dei programmi televisivi di cucina, da La prova del cuoco alle lezioni di pasticceria del Maestro Luca Montersino. Sono sempre stata una golosa, una buona forchetta e una attenta osservatrice di nonna e mamma, bravissime in cucina, ma è proprio Luca Montersino con le sue lezioni a farmi appassionare e a farmi venire la voglia di mettere in pratica ciò che vedevo. Con mio stupore ho poi scoperto di riuscire bene e di divertirmi. Avevo trovato il mio posto.   Nel campo della pasticceria la tradizione americana è molto forte e lancia sempre nuove tendenze. C’è una tradizione culinaria che senti più forte e che maggiormente ti influenza? Sicuramente la tradizione pasticceria napoletana ha avuto ed ha su di me una notevole influenza. Parto dalle mie radici per elaborare, giocare, abbinare e dare forma a nuove idee, nel massimo rispetto della tradizione e della materia prima. Quali sono le ultime tendenze nel campo della pasticceria? Credo che nel tempo si sia avvertita forte l’esigenza di spogliarsi di ogni eccesso, ridondanza, tornando alle linee pulite per quanto riguarda l’estetica e alla sostanza per quanto riguarda il gusto. Sicuramente le torte nude sposano un concetto di elegante e semplice bellezza senza dimenticare la bontà. C’è una torta o un dolce al quale sei particolarmente legata o viceversa un dolce che proprio non riesci a preparare? Amo la pasticceria tradizionale napoletana, italiana e quella di derivazione anglosassone. Tutto è migliorabile e se non si riesce, si riuscirà con impegno e dedizione. Non esistono limiti ma solo limitazioni mentali! Immagino che la cucina sia cominciata come una passione da coltivare. Come è cambiato il tuo rapporto con la cucina quando questa è diventata un mestiere? È amore puro, il primo pensiero al mattino e l’ultimo quando vado a dormire. È parte di me, non potrei immaginare la mia esistenza senza il mio mestiere che è anche la mia passione più grande e la luce di ogni giornata. Il tuo libro Nude per ogni occasione è un ricettario di torte nude, eleganti […]

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Kepurp: lo chef del Calcio Napoli reinventa l’iconico kebab

Sembra solo un neologismo divertente e senza senso ma il Kepurp esiste davvero ed è la nuova creazione dello chef Ciro Salatiello Ecco l’ideatore di Kepurp. Nato a Calvizzano, un paese a nord di Napoli, Ciro Salatiello ha frequentato l’istituto alberghiero di Formia. Autore di tre libri di successo: “In cucina con Ciro Salatiello”, scritto in collaborazione con i medici sociali della SSC Napoli, “Gli ingredienti di una vita”, che narra la scoperta della storia che si cela dietro antiche ricette e documenti storici inediti, e “La cucina napoletana”, Salatiello è stato ospite di numerosi programmi televisivi e di una rubrica gastronomica in radio, “Le ricette dei Campioni”. Il Kepurp nasce durante un viaggio di famiglia a Londra. Le giovani figlie di Salatiello avevano voglia di fermarsi a mangiare il rinomato kebab. Lo chef, che desiderava invece provare le ricette anglosassoni, propose alle sue figlie che al rientro a Napoli le avrebbe portate a mangiare il “Kepurp”. La parola nata per scherzo e per dissuadere le adolescenti dalla richiesta è così diventata, al loro rientro, il nome di un vero e proprio piatto. Il kebab di polpo (‘o purp, come si dice nel dialetto partenopeo) divenne, infatti, presto realtà. Il prodotto inizialmente veniva assemblato grazie all’utilizzo di banalissimi silos di succhi di frutta presenti negli hotel, ed adibiti per la prima colazione. Negli anni si è arrivati quindi al “kepurp da tavola”, riscontrando successi e plausi da colleghi e personaggi di spicco, quali Cannavacciuolo, dal presidente della Repubblica di Malta Wella G, fino ad arrivare a New York. Il kepurp si presenta in varie forme, il suo punto di forza è comunque la freschezza, il profumo, e soprattutto è adatto per chi segue un regime dietetico a basso contenuto di grassi. Al momento conta l’interesse di numerosi finanziatori per l’apertura di un nuovo concept per la nascita di uno street food Kepurp. La versione 2.0 è stata presentata da Ciro Salatiello anche nel suo libro “La grande cucina napoletana“. Il Kepurp di Ciro Salatiello: la ricetta Il piatto, in apparenza difficile, è possibile da preparare anche in casa. Occorrono solo pochi ingredienti ed il gioco è fatto: 1,5 kg di polpo eviscerato (uno di grosse dimensioni o più polpi piccoli); 1 bottiglia di plastica da 1,5 l; sale q.b. Il procedimento consiste nel coprire il polpo con acqua fredda e lasciarlo cuocere per circa 40 minuti, aggiungere quindi il sale e terminare la cottura per altri 5 – 10 minuti. Lasciar raffreddare il polpo nell’acqua di cottura. Nel frattempo preparare la bottiglia tagliandone la parte curva superiore. Scolare quindi il polpo e, possibilmente senza tagliarlo in pezzi, inserirlo delicatamente nella bottiglia, pressandolo ed avendo cura di non lasciare spazi. Praticare dei fori sul fondo e sui lati della bottiglia in modo tale da consentire all’acqua restante di fuoriuscire completamente. Meglio sarebbe mettere un peso sulla bottiglia per pressare ulteriormente il polpo e mantenerlo in pressione. Riporre la bottiglia in frigo e lasciarla raffreddare per tutta la notte. In alternativa si può […]

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Dolori premestruali: cosa sono e come alleviarli

Sono sempre più numerose le donne che soffrono di dolori premestruali, fastidiosi disturbi che condizionano fortemente il normale svolgimento delle attività quotidiane, arrecando malessere generale e forte irritabilità. In Italia, le diverse ricerche effettuate in questo ambito, dimostrano che esistono una serie di sintomi comuni alle diverse donne, e che caratterizzano la fase che precede il normale ciclo mestruale, variando in base a diversi fattori. Qual è la causa dei dolori premestruali? I dolori che caratterizzano la fase premestruale, sono legati ad una o più cause delle quali non si conosce con precisione l’identità, o il meccanismo che li provoca. Sicuramente, diversi fattori agiscono in sinergia, causando la comparsa dei sintomi, piuttosto fastidiosi. Uno dei fattori scatenanti più conosciuto è la carenza di magnesio, che genera mal di testa, crampi muscolari anche e dolori intensi all’inguine. Tale carenza è correlata ad un incremento di ormoni, come l’aldosterone, che regola i quantitativi dei sali minerali presenti nel nostro corpo. Sbalzi di umore, improvvisa voglia di cibo, che sia dolce o salato, stanchezza, forte irritabilità, tensione mammaria, gonfiore addominale, insonnia, modifiche dell’appetito, nervosismo, emicrania, acne diffuso, dolori muscolari, sono solo alcuni dei sintomi premestruali; naturalmente solo alcuni di essi, tendono a sparire una volta sopraggiunto il normale ciclo, per poi presentarsi nuovamente, il mese successivo. I dolori premestruali si presentano solitamente cinque o dieci giorni prima del ciclo, e in alcune donne, può succedere che i primi sintomi si manifestino durante il primo giorno di ovulazione, circa il quattordicesimo e che durino fino al ciclo vero e proprio. Come curare o alleviare i dolori premestruali Naturalmente, appartenendo ad una vero e proprio ambito scientifico, i dolori premestruali, si possono curare o quantomeno alleviare, qualora non fossero particolarmente intensi, con rimedi naturali o farmaci. Gli integratori e la vitamina B6, si sono dimostrati molto efficaci per regolare l’attività ormonale e per rinforzare il sistema immunitario e dare sollievo in caso di dolori molto forti. Per quanto concerne i metodi naturali, invece, si può far ricorso alla camomilla, a tisane calde a base di zenzero, tarassaco e verbena, ottimi alleati in particolar modo per quello sgradevole senso di gonfiore che lamentano le donne durante la fase che precede il ciclo mestruale e che coincide con la comparsa dei primi dolori. In questo caso, può essere utile anche una dieta, rigorosamente a base di cereali, frutta e fibre. Ricordiamo in ogni caso, che il dolore è uno dei sintomi cardine della sindrome premestruale, così come del ciclo stesso. Esso Si manifesta in forma “lieve”, con crampi localizzati nella zona del basso ventre, e in forma “intensa”, soprattutto durante i giorni che precedono il ciclo, con forte mal di testa, mal di schiena, dolore alle gambe e alla pancia, stanchezza. I disturbi, oltre ai dolori, riguardano anche la cosiddetta sfera emotiva. I dolori premestruali non vanno assolutamente sottovalutati, infatti a tal proposito, alcune donne, sono solite redigere un vero e proprio “diario”, sul quale annotano tutto ciò che caratterizza quei giorni. Difatti, sono i medici stessi, […]

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Dieta Mima Digiuno, cinque giorni per resettare l’organismo

Ecco cos’è la dieta Mima Digiuno (o dieta Longo), la scoperta del professor Valter Longo. È Valter Longo, il luminare che ha scoperto la dieta Mima Digiuno. Il direttore del dipartimento di gerontologia dell’università della California ha infatti sviluppato un sistema nutrizionale che in cinque giorni è in grado di resettare l’organismo. Da quasi due secoli la scienza medica moderna cerca la correlazione tra alimentazione e aumento dell’aspettativa di vita. Oltre la ricerca sulla dieta Mediterranea di Ancel Keys le testimonianze sull’effetto benefico del cibo sono state numerose. Infatti sarebbe proprio l’isola di Okinawa a detenere il record assoluto per longevità dei suoi abitanti. Sull’isola si consumerebbe infatti prevalentemente verdure, tofu, pesce e pochissima carne. La dieta Mima Digiuno (o mimo digiuno) andrebbe fatta ogni 2-3 mesi per resettare il corpo ed annullare gli effetti negativi dell’ormone della crescita in eccesso. Sembrerebbe, infatti, che il corpo sottoposto a digiuno non percepisce sofferenza, quanto piuttosto diventa più forte. Il sistema nutrizionale del professor Valter Longo prevede alcune regole base: Bisogna consumare più proteine vegetali a discapito di quelle animali (colpevoli spesso delle degenerazioni cancerose), verificare di essere idonei a tale dieta, infatti non tutti sono idonei a tale regime alimentare. In caso di diabete, anoressia o problemi alimentari è chiaramente sconsigliata. È adatta ai soggetti che abbiano almeno 20 anni e non più di 70, tenendo comunque presente, glicemia, sideremia, ematocrito, pressione ed indice di massa corporea. Un italiano medio in normopeso che rispetta i criteri della dieta mediterranea può eseguire un ciclo di mima digiuno ogni 3-4 mesi (3-4 volte all’anno). Un soggetto obeso e affetto da patologie metaboliche (iperglicemia, iperlipemie, ipertensione) potrebbe eseguire la dieta mima digiuno anche una volta al mese. La dieta dura 5 giorni, nei quali l’introito energetico scende progressivamente dal giorno 1 (1.000kcal) al giorno 5. Gli alimenti sono esclusivamente di origine vegetale e apportano principalmente carboidrati e pochi grassi di tipo insaturo. “Lo schema calorico prevede che il primo giorno si assumano circa 1000 kcal divise tra 34% di carboidrati, 56% di grassi e 10% di proteine. Nei 4 giorni successivi si scende a 750 kcal, divise tra 47% di carboidrati, 44% di grassi e 9% di proteine. Un esempio super semplificato del regime da mantenere nei 4 giorni a 750 kcal potrebbe essere: 400 g di zucchine, 300 g di cappuccio rosso, 300 g di carota, 250 g di cipolla, 20g di olio extra vergine d’oliva e 20 g di noci.” Dieta mima digiuno (o dieta Longo) e chemio I suoi effetti benefici sembrerebbero esplicarsi anche durante la chemioterapia. Il professor Valter Longo infatti, ha rilevato che nei topi, applicando la dieta, è possibile ridurre la progressione del tumore, e in casi più rari arrestarla del tutto. L’aspetto interessante è che il digiuno spingerebbe a rinforzare solo le cellule sane, non quelle malate che invece “disobbediscono” non tutelandosi ed entrando facilmente in apoptosi (“suicidio”). Ma tale studio non ha ancora avuto conferme sull’uomo, in quanto l’unica certezza è che un digiuno fatto di solo acqua prima e dopo la chemioterapia ridurrebbe gli effetti collaterali della stessa. I benefici […]

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Come fare il pane in casa: trucchi e consigli

La ricetta del pane che qui proponiamo è la tradizionale ricetta del pane napoletano casereccio. Per fare il pane in casa sono necessari pochi ingredienti: farina, acqua, sale, lievito. Questi quattro ingredienti sono alla base del tradizionale pane casereccio, ma per completezza, ricordiamo che esistono diverse ricette per gli impasti di pane a seconda della regione geografica a cui facciamo riferimento: per esempio, il pane toscano è un pane “sciocco“, cioè senza sale, mentre il pane ebraico è azzimo, quindi non prevede lievitazione. Come fare il pane in casa: trucchi e consigli Prima di indicare la ricetta, alcune riflessioni: il pane è uno degli ingredienti basilari dell’alimentazione, in quanto ricco di carboidrati necessari al sano sviluppo dell’organismo; ciò, chiaramente, a patto che venga introdotto con l’alimentazione un quantitativo giusto per il fabbisogno calorico giornaliero individuale. È bene, dunque, utilizzare per l’impasto del pane solo farina integrale (meglio se macinata a pietra) piuttosto che la farina bianca setacciata fine (con il processo di raffinamento, il grano perde le fibre naturali contenute in germe di grano, necessarie nel processo regolare di assimilazione e rilascio degli zuccheri nel sangue), solo lievito naturale (da evitare il chimico, la cui produzione è sintetica), evitare l’utilizzo dello zucchero nell’impasto (da taluni utilizzato per “accelerare” e “favorire” l’azione “batterica” dei lieviti) ed utilizzare poco sale (per evitare l’insorgenza di fenomeni di ipertensione). Inoltre, per chi ne abbia la possibilità, è da preferire la cottura a legna del pane affinché esso possa acquisire la sua caratteristica croccantezza e fragranza. Il pane fatto in casa: una ricetta (e due sue varianti) Ingredienti (orientativamente per mezzo chilo di pane): 500 grammi di farina; 25 centilitri di acqua; 2 centilitri di olio extravergine di oliva; 3 grammi di lievito di birra; un po’ di sale. Procedimento: Sciogliere il lievito nell’acqua, poi aggiungere la farina e il sale e impastare fino all’ottenimento di un impasto corposo e liscio. Impastare molto e a lungo affinché il composto possa “inglobare” aria che servirà a dare volume al pane e conferirà allo stesso la tipica struttura alveolata. Far lievitare l’impasto, lasciandolo “riposare”, per 12 ore; successivamente mettere in forno per 30 minuti a 180 gradi centigradi. Varianti al procedimento precedentemente indicato: I variante: Impastare 100 grammi di farina, con 10 centilitri d’acqua e un grammo di lievito. Far lievitare questo “lievitino” per 12 ore, poi aggiungere al composto così ottenuto i rimanenti 400 grammi di farina, i 15 centilitri d’acqua e i 2 grammi di lievito e aggiungere l’olio e il sale; impastare il tutto e lasciar “riposare” ulteriori 8 ore (il procedimento permette al pane di mostrare la sua struttura “alveolata”). Successivamente mettere in forno (sempre per 30 minuti a 180 gradi) per la cottura. II variante: Sull’impasto, ecco un trucco da considerare come ulteriore variante ai procedimenti indicati: mescolare e impastare gli ingredienti per il “lievitino”, poi far “riposare” il piccolo composto, così ottenuto, per 15 minuti e aggiungere pian piano l’acqua (preriscaldata, dev’essere tiepida) e la farina fino ad ottenere che l’impasto completo abbia consistenza […]

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Choco Lite: prodotto miracoloso o semplice integratore?

  Puoi perdere 10 Kg in un mese, questa la promessa di Choco Lite, l’integratore naturale che ti fa dimagrire! La domanda da porsi per prima è senz’altro cos’è Choco Lite? È essenzialmente un integratore alimentare dimagrante del tutto naturale, la cui azione si basa su un meccanismo brucia-grassi. Il suo sapore gradevole, inoltre, sembrerebbe innalzare l’umore, cosa essenziale durante i regimi dietetici. Il prodotto sembrerebbe promettere la perdita fino a 24 kg in quattro settimane. La preparazione è molto semplice: si può preparare un cocktail ogni mattina con 250 ml di latte aggiungendo 1-2 cucchiai di miscela, o 2-3 per gli uomini. Il cocktail sostituendosi alla colazione, offrirà al corpo 217 kcal, 10 g di carboidrati, 17 g di proteine e 23 microelementi vitamine e fibre. La bevanda va bevuta inoltre, in sostituzione di un secondo pasto a piacere per consolidare il risultato. Il trattamento minimo deve essere di quattro settimane, così come viene consigliato dai produttori. I suoi ingredienti principali, come suggerisce il sito ufficiale sono: cacao, che accelera la lipolisi e rallenta il processo di invecchiamento, il grano saraceno che aiuta ad eliminare il liquido in eccesso dal corpo, l’alga spirulina che proviene l’obesità, il bran grazie al quale si aumenta il senso di sazietà riducendo la digeribilità di calorie. Il Peas accelera il metabolismo, mentre il riso integrale comporta la riduzione di calorie consumare in un giorno. Questi sei ingredienti naturali sembrerebbero fare cinque promesse: la riduzione del grasso corporeo, la riduzione della fame, l’aumento delle energie, alcun desiderio di zuccheri, e il buonumore costante. Choco Lite è dannoso? Essendo un prodotto composto da ingredienti naturali senza parabeni, coloranti e aromatizzanti sintetici non dovrebbe avere controindicazioni. C’è da aggiungere però che Choco Lite pur essendo un valido alleato alla battaglia contro i kg di troppo, non può essere il sostituto di un’alimentazione sana e di un intenso esercizio fisico. La sua efficacia si esprime solo se nel periodo del trattamento si svolge con regolarità attività fisica e un’attenta alimentazione equilibrata.  A tal proposito si è chiaramente espressa la nutrizionista Manuela Mapelli, intervistata all’interno del servizio de Le Iene, affermando che tale prodotto non è miracoloso e non può da solo sortire effetti considerevoli. Dove acquistare Choco Lite A tal proposito è meglio far chiarezza, poiché molti sono i prodotti contraffatti che portano questo nome. Il complesso dimagrante può essere ordinato solo tramite il sito ufficiale: chi lo acquista in negozio (farmacia o punti vendita di altro tipo) o tramite un sito diverso da quello ufficiale potrebbe comprare un’imitazione, senza avere alcuna certezza né sui possibili risultati che si possono raggiungere, né sui rischi a cui si può andare incontro. Funziona davvero? Su questa questione ci si è dibattuti parecchio, ma cercando in rete, numerose sono le persone che utilizzando tale integratore hanno avuto benefici considerevoli. Choco Lite può essere acquistato in promo al vantaggioso prezzo di 39 euro. Se la sua efficacia, quindi, sia un sogno sperato o un fatto concreto sembrerebbe ancora tutto da scoprire. […]

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Christmas is coming to Sciuè il panino vesuviano

I giovanissimi fratelli Giuseppe e Marco De Luca, capitanati da papà Mauro, accolgono e celebrano il dodicesimo mese dell’anno, foriero di aria di festa e tradizione, inaugurando i nuovi menù natalizi da “Sciuè il panino vesuviano” e “Sciuè, pizzainteglia” Il Natale, si sa, è la festa preferita da tutti, grandi e piccini: vuoi per l’aria di festa, vuoi per i regali, vuoi per il cibo. Ed è proprio a quest’ultimo elemento che si sono ispirati, per Sciuè, ilpaninovesuviano e Sciuè, pizzainteglia i fratelli De Luca, capitanati dal più grande dei due, Giuseppe, chef e maestro panificatore: l’idea è quella di proporre, sotto forma di panino e pizza, le atmosfere e i sapori tipici del Natale. Burro, acciughe, lime, insalata russa e la pizza in teglia… No, non c’è da spaventarsi, non troverete tutti questi prodotti sulla stessa fetta: si comincia con la prima, una freschissima e saporita focaccia, guarnita con burro montato al lime, acciughe del Cantabrico e germogli; il burro montato al lime è delicato e fresco, e crea le giuste note di contrasto per il sapore forte e la sapidità delle acciughe: a questo bisogna poi aggiungere e menzionare la leggerezza dell’impasto, dovuta alla lunga lievitazione a cui Giuseppe sottopone i suoi impasti, contribuendo a rendere questa esperienza culinaria estremamente piacevole e, soprattutto, facilmente digeribile. Si passa, poi, alla focaccia che strizza l’occhio alla tradizione più verace, presentandosi ricoperta di gamberi, ravanello, insalata russa e capperi: anche in questo caso, forse in maniera più inaspettata, a colpire è la leggerezza e delicatezza di questa proposta dello chef, che riesce ancora una volta a trasformare e portare la tradizione a nuovi livelli. …baccalà fritto, papaccelle, minestra maritata e il panino vesuviano E per quelli che proprio non riescono ad aspettare lo scoccare dell’ora di cena del 24, o del pranzo del 25, allora potranno cominciare il duro allenamento di stomaco e mascelle in casa Sciuè, dove si è già dato il via alle danze: si parte con un pane al sesamo nero, farcito con vossignoria il baccalà, per l’occasione mantecato con il nipponico pane panko, accompagnato da provola affumicata, crema di papaccelle e scarola riccia; il sapore della crema di papaccelle è forte e tenta di sovrastare il resto dei sapori ma, con il giusto bilanciamento di amarezza, dato dalla scarola riccia, il panino si presenta ben equilibrato e piacevole al palato. Per le giornate più fredde, invece, è il caso di dare una chance alla ciabatta con crema maritata di broccoli, che fa da letto alla cicoria e allo stracotto di manzo: in questo panino si viene abbracciati dai sapori, le consistenze e gli odori tipici dell’inverno, e sembrerà davvero di essere tornati bambini, a casa dei nonni. Piccola chicca, quest’ultimo panino è da provare anche nella versione senza glutine, nel quale l’esplosione dei sapori risulta addirittura migliore dell’originale. Che sia a pranzo o a cena, vale sempre la pena fare un salto a Pomigliano d’Arco e lasciarsi guidare dai giovanissimi fratelli De Luca, non fosse altro che per […]

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Preservativi a IVA zero: la prevenzione non è un lusso

Con alle spalle la Giornata Mondiale di lotta all’AIDS, si raccolgono i propositi per combattere una tra le piaghe più temute, l’HIV, e si rinnova l’idea della prevenzione con i preservativi. La prevenzione al contagio rimane la principale mossa per debellare la diffusione delle malattie che si trasmettono attraverso i rapporti sessuali. A tal proposito, Gay Center, in occasione della Giornata mondiale di lotta all’Aids, tramite il portavoce Fabrizio Marrazzo, ha lanciato una nuova campagna: “La prevenzione non è un lusso”. L’iniziativa si rivolge direttamente al governo che si appresta a votare la nuova finanziaria e mira a scongiurare l’aumento dell’IVA sull’acquisto di preservativi. Di fatto viene criticata la possibilità di portare l’IVA al 10% sull’acquisto dei preservativi, in quanto ciò, colpirebbe soprattutto la fascia dei più giovani, disincentivati, a causa dei costi, dall’utilizzo dei condom. Una fascia d’età tra le più a rischio al contagio di HIV e malattie sessualmente trasmissibili, non solo per disinformazione, ma anche per l’inaccessibilità ai prodotti. Il preservativo si configura ancora come il miglior strumento per evitare la diffusione di diverse patologie e in particolare dell’HIV. Inoltre rientra certamente tra gli ausili più facilmente reperibili e la campagna di Gay Center intende favorirne la possibilità di utilizzo. Di contraltare, durante la giornata mondiale di lotta all’AIDS è stata Arcigay a pubblicizzare gli altri strumenti di prevenzione come la PrEP o la Tasp o di altri vaccini, che ridurrebbero la vulnerabilità alle infezioni. Come si contrae il virus dell’HIV? L’HIV viene trasmesso attraverso una persona che ha già contratto l’infezione. Il contagio avviene con rapporti sessuali non protetti o con il contatto di sangue oppure oggetti contaminati da tracce di sangue, come aghi, forbici, spazzoli. Il virus è dunque localizzato nel sangue, nelle secrezioni vaginali, nel liquido seminale e nel latte materno. Le persone affette dal virus sono definite sieropositive, quelle sane, sieronegative. Sintomi L’infezione si sviluppa in 4 stadi principali: incubazione, infezione acuta, periodo di latenza, AIDS. Il periodo di incubazione, può variare dalle 2 alle 4 settimane dal momento del contagio e non presenta sintomi significativi. A seguire si manifesta un’infezione acuta, la sua durata è circa di un mese e anche in questa fase non ci sono sintomi significativi. Tra i sintomi più comuni ci sono febbre, faringite, eruzioni cutanee, dolori muscolari, ingrossamento dei linfonodi, piccole piaghe in bocca e stanchezza. A seguire vi è un nuovo periodo, detto di latenza, durante il quale non si hanno sintomi che manifestino la malattia. La sua durata è variabile da un anno a oltre 15 anni. Nel frattempo il virus si sviluppa e si diffonde nell’organismo e conduce all’ultimo stadio, AIDS. Cos’è l’AIDS? L’AIDS è la sindrome da immunodeficienza acquisita, ed è l’ultimo stadio dell’infezione da HIV, uno stadio degenerativo che rende l’organismo vulnerabile a qualsiasi tipo di infezione e condurre alla morte. L’importanza dei preservativi Un’attività sessuale non protetta può dunque trasformarsi in un calvario. I sintomi della malattia vengono spesso confusi o associati ad altra patologie e spesso il paziente non è al […]

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Caffè, una passione elegante

Il Natale è ormai alle porte e come sempre nasce la necessità di dover pensare ai doni da portare a parenti ed amici. L’esigenza principale, oltre a quella di non sfigurare, è quella di riuscire a regalare degli oggetti che siano in grado di garantire la necessaria funzionalità e di risultare contemporaneamente anche graditi. Il caffè può fornirci una soluzione. Convivialità e caffè: un binomio natalizio Interessanti opzioni Ad assecondare questa linea di praticità e bellezza arrivano diversi produttori che propongono interessanti pacchetti e linee di prodotto che vanno proprio in quest’ottica. Un binomio che si sposa molto bene col periodo Natalizio è quello di convivialità e caffè. Anche in questo caso ovviamente esistono molti validi produttori, tuttavia uno che possiamo rilevare da molto tempo tra i migliori è sicuramente Bialetti. Questo brand, molto noto nel mondo della moka e prodotti affini, ci viene in aiuto sfornando una serie di linee prodotto molto interessanti e che hanno il merito di unire utilità e bellezza. La linea Rose Gold di Bialetti rappresenta una delle migliori possibilità per poter assicurare un’ottima idea regalo. Una scelta ideale, particolarmente gradita agli amanti del tè, è rappresentata dal bollitore in acciaio, che si caratterizza per il fatto di sfruttare questo materiale per l’intera struttura e di presentare un manico molto funzionale che ne permette una presa pratica e sicura in modo da poter versare il tè in modo facile e senza pericolo che possa cadere. La finitura metallica che lo ricopre nel caratteristico colore Rose Gold, arricchisce il bollitore di riflessi e sfumature che lo rendono anche particolarmente adatto come complemento di arredo all’interno della cucina, donando un tocco di originalità e raffinatezza. Altra caratteristica molto apprezzata è il fatto che può essere utilizzato su qualsiasi tipo di piano cottura, compresi quelli a induzione. Se sappiamo che la persona cui vogliamo regalare un prodotto della linea Bialetti è un amante del caffè, un dono molto gradito è sicuramente la Moka Express Rose Gold, una piccola e pratica macchinetta da caffè che rende unica questa bevanda. Anche questo prodotto presenta la caratteristica finitura metallica in Rose Gold che oltre ad assicurare eleganza e raffinatezza, permette di ottenere dei giochi di luce e dei riflessi assolutamente unici. Una linea dalle molte sfaccettature Chi invece vuole distinguersi, regalando un accessorio da cucina che oltre a presentare un’elevata funzionalità gode anche di una particolare eleganza, è lo spremiagrumi Rose Gold. Si tratta di un prodotto perfetti per chi non riesce a fare a meno, sia a colazione che durante la giornata, di una fresca spremuta d’arancia, ricca di vitamine. Lo spremiagrumi si presenta molto versatile e perfetto per ottenere succhi da diversi tipi di agrumi quali arance, pompelmi, lime e limoni, in virtù del doppio cono che viene fornito in dotazione. Per essere certi di riuscire ad ottenere la massima quantità di succo da ogni frutto, il prodotto dispone di un doppio senso di rotazione in modo che gli agrumi possano essere spremuti fino in fondo. Il beccuccio salvagoccia […]

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Torta di mele e frutta secca, una ricetta da provare

La mela è un frutto tipico della tradizione contadina, ma anche della cultura in generale, basti pensare alla mela avvelenata delle favole, alla mela che mangiò Eva o al pomo della discordia. E nei freddi pomeriggi invernali, cosa c’è di meglio del caldo profumo di una torta di mele che cuoce lentamente nel forno? La mela è un frutto molto versatile, che si presta sia a ricette dolci che salate. Tuttavia, se si vuole sperimentare qualcosa di nuovo, una delle opzioni più gustose da provare è quella di tramutare la mela in un dolce con della croccante frutta secca che vada a contrastare la sua consistenza morbida. Ricetta della torta di mele e nocciole Questa è una variante della classica torta di mele, l’ideale per fare colazione, per viziarsi con uno sfizioso dessert dopo i pasti, o per accompagnare tisane e succhi di frutta a merenda. Eventualmente, le nocciole possono essere sostituite o arricchite con altra frutta secca che potrete trovare sul sito di Madi Ventura. La torta con mele e nocciole ha un aspetto semplice che contrasta il suo gusto raffinato. È morbida e soffice grazie al cuore formato da sottili fette di mele avvolte da un impasto profumato e dalla frutta secca tritata. Un’esplosione di sapori che si contrappongono tra loro, così come la consistenza della mela e della nocciola, proprio come vogliono i grandi chef. Ecco cosa serve per preparare una torta di mele e nocciole per circa 6 persone: 160 grammi di nocciole 500 grammi di mele delicious 150 grammi di burro 150 grammi di farina 1 uovo 120 grammi di zucchero b. sale Preparazione della torta di mele e nocciole Per prima cosa bisognerà far ammorbidire il burro a temperatura ambiente per circa 15 minuti. Una volta ammorbidito, andrà lavorato con le fruste elettriche insieme a 60 grammi di zucchero fin quando non si formerà una crema soffice e dal colorito chiaro. Solo a questo punto andrà aggiunto l’uovo e si dovrà continuare a mescolare fino a che gli ingredienti non siano amalgamati. Tritare 150 grammi di nocciole (o mix di frutta secca come quelli di Madi Ventura) insieme a 60 grammi di zucchero. Mescolare il tutto alla farina aggiungendo un pizzico di sale ed aggiungere la crema di burro, un po’ per volta, continuando a mescolare. In uno stampo di almeno 20 centimetri di diametro andrà steso metà dell’impasto. Sopra lo stesso bisognerà mettere le mele lavate, sbucciate e tagliate in spicchi sottili. Le mele andranno coperte con l’impasto rimanente e decorate con le nocciole tritate messe da parte. Cuocere la torta in forno preriscaldato a 180° per 50 minuti. Verificare che sia cotta a puntino, sfornare e far intiepidire. Per verificare che la torta sia cotta, utilizzate uno stuzzicadenti. Infilatelo nella torta e se lo troverete ancora umido, vorrà dire che non è ancora cotta come dovrebbe. Una volta intiepidita si può procedere alla sua decorazione trasferendola su un piatto. A questo punto la si può spolverare con zucchero a velo, con cacao […]

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