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Eroica Fenice

La categoria Cucina & Salute contiene 123 articoli

Cucina & Salute

Genovese napoletana, la ricetta e due varianti

La genovese napoletana è un sugo che fa parte della tradizione culinaria partenopea, ecco a voi la ricetta e due interessanti varianti La “Genovese” è un sugo  cult della cucina napoletana, si avete letto bene, napoletana e non genovese. Allora da dove proviene tale denominazione? Secondo varie fonti la genovese napoletana risale al periodo aragonese: si narra che in quel periodo a Napoli ci fossero molte taverne gestite da cuochi genovesi che cucinavano un piatto con cipolle e carne, riconducibile proprio alla Genovese. Secondo altre fonti invece, la genovese si chiama così perché il cuoco che l’ha ideato, malgrado fosse napoletano, veniva soprannominato ” ‘O genovese”. E, ancora, c’è chi afferma che  il termine “Genovese” derivi dal francese “Geneve”, cioè Ginevra, la città della Svizzera. Qualunque sia l’origine, la Genovese è un ragù buonissimo, al quale il popolo partenopeo è molto affezionato tant’è che a Napoli è stata organizzata addirittura una manifestazione alla quale eravamo presenti anche noi di Eroica Fenice: “Genovese 7su7”. Ricetta tradizionale della Genovese napoletana Ingredienti 600 g Manzo (girello, magatello o lacerto) 1 kg Cipolle dorate 60g Sedano 60 g Carote 1 ciuffo Prezzemolo 1 foglia di Alloro 100 g Vino bianco Olio extravergine d’oliva q.b. Sale fino q.b. Pepe nero q.b. Parmigiano reggiano q.b Procedimento: La preparazione del ragù della genovese inizia con l’affettare le cipolle in maniera molto sottile per poi trasferirle in un recipiente. Dopodiché si sbucciano e si tritano finemente carota e sedano senza buttare il ciuffo. Si passa poi alla carne che deve essere ripulita dal grasso in eccesso e poi tagliata in pezzettoni (5 o 6). Riprendere il ciuffo di sedano, unire al prezzemolo e alla foglia di alloro e legare il tutto con uno spago da cucina per creare un mazzetto odoroso. A questo punto spostarsi ai fornelli. Mettere le cipolle con abbondante olio in una pentola capiente, unire sedano, carota e lasciare insaporire per un paio di minuti a fuoco dolce. Aggiungere la carne, un pizzico di sale e il mazzetto odoroso, mescolare e lasciare insaporire. Poi abbassare la fiamma e coprire con il coperchio. Da questo momento in poi bisogna cuocere il tutto per almeno 3 ore. Controllare e mescolare la genovese di tanto in tanto, non è necessario aggiungere acqua o brodo perché le cipolle non permetteranno che il composto si asciughi. Passate le tre ore, eliminare il mazzetto odoroso e aggiungere il vino, alzando leggermente la fiamma e mescolare. Far cuocere per almeno un’altra ora senza coperchio mescolando spesso e bagnando con il vino man mano che il fondo si sarà asciugato. Poi togliere un pezzo di carne, sminuzzarlo su un tagliere e tenere da parte se preferite usare la genovese come primo piatto. La pasta per eccellenza da usare per la genovese sono gli ziti. In questo caso la carne servirà da condimento. Aggiungere abbondante parmigiano e un po’ di pepe e servire. Fonte: https://ricette.giallozafferano.it/Genovese.html Ricetta della Genovese- prima variante (Genovese di Tonno di Pasquale Torrente) Ingredienti  400 gr. di ziti lunghi spezzati in 8 parti prima della cottura 1 carota […]

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E se fossi meteoropatico? Sintomi, consigli e rimedi naturali

“E se fossi meteoropatico?” Vi è mai capitato di farvi questa domanda? Di sentirvi particolarmente giù di morale durante una giornata grigia e piovosa, o magari di avvertire piccoli dolori e fastidi fisici in concomitanza con il cambio di stagione? Se si, allora è possibile che il vostro problema sia la meteoropatia: un insieme di disturbi fisici ma soprattutto psichici che si manifestano in concomitanza con particolari condizioni climatiche. Esser meteoropatico – che vuol dire? Il termine “meteoropatia” deriva dall’accostamento di due parole greche: μετέωρον (“cosa che avviene in alto“) e πάθος (“passione, malattia“). Esso sta dunque ad indicare una specifica condizione in cui il soggetto meteoropatico viene fortemente influenzato dall’ambiente esterno e soprattutto dalle condizioni atmosferiche, tanto da percepire gli effetti di questa influenza come veri e propri sintomi: irritabilità, insonnia, debolezza, depressione, apatia. Ovviamente c’è in ballo una forte componente psicologica ed è per questo motivo che le persone più a rischio sono proprio quelle più deboli da questo punto di vista: chi soffre di ansia o di depressione, chi è sottoposto a stress intenso ma anche alcolisti, tossicodipendenti e così via. Meteoropatia – cosa ne pensa la scienza? Non è semplice trovare una spiegazione al fenomeno dal punto di vista scientifico, soprattutto perché, come detto in precedenza, spesso il meteoropatico giunge a questa condizione a causa di molti altri fattori, rendendo lo studio del disturbo molto complesso. La medicina è arrivata però ad individuare l’ACTH (l’ormone adrenocorticotropo), detto comunemente “ormone dello stress”, che viene naturalmente prodotto in giusta quantità dal nostro corpo. In occasione di determinate variazioni atmosferiche, però, specialmente nel caso in cui ci sia un abbassamento delle temperature (per questo spesso il  meteoropatico viene anche definito soggetto affetto da  Depressione invernale), si rileva un picco nella produzione di questo ormone, che diventa causa di nervosismo e di irritabilità. Sono meteoropatico, come posso star meglio? Parlare di vera e propria cura per il disturbo meteoropatico è forse un’esagerazione. La maggior parte dei farmaci in commercio, infatti, più che curare il malessere, tende ad attenuarne semplicemente i sintomi: è il caso, per esempio, dei sonniferi e degli antidepressivi, che nella maggior parte dei casi fanno più male che bene. Un’ottima idea sarebbe dunque quella di optare per rimedi naturali, così da ottenere lo stesso effetto “calmante”, senza correre alcun rischio per il nostro organismo: tisane e infusi a base di camomilla, malva, melissa o tè verde sono ottimi per questo scopo. Attenzione, però, perché spesso il generale cattivo umore del meteoropatico è in parte anche colpa del soggetto stesso. Le emozioni sono inevitabilmente collegate allo stile di vita e al livello di stress. Perciò, prima di giudicarsi un caso disperato ed irrecuperabile, praticamente incapace di affrontare le stagioni fredde, bisognerebbe chiedersi: quanto faccio di positivo per la mia mente ed il mio corpo? Da qui il consiglio più banale: fare attività fisica in maniera costante ed affiancarla ad un’alimentazione sana ed equilibrata. “L’uomo è ciò che mangia” diceva Feuerbach, e non aveva torto. Come comportarsi, quindi, nel bel […]

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La pizzetta fritta, scrigno di sapori napoletani

La pizzetta fritta napoletana: non esiste solo la classica pizza, ma anche questa gustosissimo tesoro dello street food amato proprio da tutti. Tutti conosciamo la classica pizza napoletana, vera e propria Mecca dei sapori e dei piaceri presso cui andare in pellegrinaggio sempre e ovunque, e non c’è nulla da aggiungere a qualcosa che sprigiona la propria poesia autonomamente, soltanto al primo morso e al primo contatto con le papille gustative. Nell’Olimpo dello street food, sono però molti gli astri a brillare, molte sono le divinità che rifulgono in tutta la loro lucentezza dorata: frittatine, crocché di patate, fritture miste di mare e di terra, ma anche lei. Sì, lei la pizzetta fritta, da non confondere con la pizza fritta, altro pezzo di storia incastonato nel museo napoletano. C’è quasi  da confondersi in questa specie di tassonomia culinaria, ma il cuore (o lo stomaco) riuscirà sempre a ricondurci alle varie differenze tra le pietanze, per gustarle tutte al meglio e rispettandone l’unicità. Spesso messa in secondo piano rispetto alla più conosciuta e rassicurante pizza napoletana, la pizzetta fritta si ritaglia comunque il suo angolo di autonomia e gloria: assaporata in piedi, tra le viuzze lastricate del centro storico, seduti sulle scale, da soli o in condivisione con chi si ama, la pizzetta fritta è come una perla intrisa di olio, pomodoro e mozzarella. Soltanto in formato più piccolo della classica pizza, e con una cottura diversa. La storia della pizzetta fritta napoletana, chiamata anche “montanara”: da Antonio Valeriani passando per L’Oro di Napoli di Vittorio De Sica. Le pizzette fritte, come tante perle ammucchiate in uno scrigno, fanno davvero gola e si lasciano mangiare prima, ed innanzitutto, con lo sguardo. Chiamata anche “montanara”, la pizzetta fritta si presenta come un succulento e verace disco di impasto di pizza, e ha delle origini davvero antiche: secondo alcuni, comparirebbe in un testo tradizionale di Antonio Valeriani, risalente al 1600, e in cui verrebbe descritta come una pietanza irrinunciabile della domenica, mentre secondo altri sarebbe stata portata a Napoli da forestieri. Non conosciamo la verità, ma sappiamo quando è avvenuta la sua consacrazione: nel film di Vittorio De Sica, L’Oro di Napoli,  la pizzetta fritta è preparata da una verace e sensualissima Sofia Loren, e ciò ha proiettato questo pezzo di street food nell’immaginario collettivo come un fotogramma indelebile. E, a proposito di Sofia Loren, è proprio presso la pizzeria “Donna Sophia”, nel cuore di Via dei Tribunali, che si può gustare un’ottima pizzetta fritta trasudante gusto, amore e tradizioni. Ma perché alcuni chiamano la pizzetta fritta napoletana “montanara”? Questo inusuale nome deriverebbe da una credenza che vede la pizzetta fritta come un’invenzione dei “montanari”, i contadini che vivevano nelle zone montuose e che erano soliti mangiare, durante le pause dalle fatiche quotidiane, panini farciti con pomodoro, basilico e formaggio. La ricetta della pizzetta fritta: come farla in casa e concedersi una cena veloce e sostanziosa! Con l’autunno e l’arrivo dell’inverno, si sa, la pigrizia dilaga, e anche solo affrontare il freddo sferzante per assicurarsi un ricco […]

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Ricette con i friarielli napoletani, le 5 più buone

Le migliori 5 ricette con i friarielli napoletani? Scoprile con noi! I “friarielli”  così definiti in Campania (in Lazio vengono chiamati “broccoletti”, “rapini” in Toscana e “cime di rapa” in Puglia) sono le infiorescenze delle cime di rapa e vengono coltivati prevalentemente in Campania (soprattutto a nord-est di Napoli. Una volta i friarielli venivano coltivati anche nella stessa città di Napoli, in particolare al Vomero, che era infatti noto come ‘o colle d’ ‘e friarielle“), in Lazio e in Toscana (Lucca). I friarielli sono un alimento cult della cucina napoletana ma vengono utilizzati anche in altre regioni d’Italia e all’estero (in Spagna, in Portogallo e, addirittura, in Cina). I friarielli napoletani sono ricchi di  vitamine (A, C e K) e sali minerali (di potassio che aiuta a regolare la pressione arteriosa, di calcio, di magnesio, di ferro). Sono verdure “amare”, pertanto aiutano il fegato a disintossicarsi in quanto contengono fitonutrienti. Inoltre i friarielli napoletani sono privi di colesterolo e hanno un basso contenuto di grassi. Naturalmente i benefici apportati dai friarielli sono maggiori laddove vengano cucinati in maniera sana. Elenchiamo le ricette che ci piacciono di più, che, forse tanto sane non sono però come si dice…ogni tanto si può fare uno strappo alla regola! Ricetta con i friarielli napoletani: “Salsiccia e friarielli” Ingredienti: 8 nodi salsiccia di maiale 4 mazzi di friarielli 4 spicchi d’aglio n. 1 peperoncino rosso piccante 1/2 bicchiere di olio evo 1/2 bicchiere vino bianco sale q.b. Procedimento: dopo aver pulito i friarielli, mettete a scaldare l’olio extravergine d’oliva insieme all’aglio e al peperoncino spezzettato.Quando l’olio inizia a sfrigolare, aggiungete i friarielli e fateli cuocere a fiamma vivace a padella coperta. Lasciate cuocere i friarielli finché il liquido che si è formato sul fondo della padella non sarà completamente evaporato. Nel frattempo dividete le salsicce e bucherellate il budello con un coltello appuntito. Scaldate in padella l’olio e l’aglio quindi unite le salsicce e fatele rosolare per bene. Sfumate quindi le salsicce con il vino bianco a fiamma vivace. Protraete la cottura delle salsicce per qualche altro minuto.  Scolate le salsicce dal fondo di cottura e passatele in padella con i friarielli. Dopo averle lasciate insaporire per qualche minuto…il piatto è pronto! Fonte: https://www.cookaround.com/ricetta/Salsicce-e-friarielli-1.html Ricetta con i friarielli n. 2 Timballo di polenta filante con fonduta e friarielli Ingredienti: (per n. 4 persone) 320 g di polenta 25 g di burro 25 g di farina 280 g di parmigiano friarielli napoletani 500 g di latte uno scalogno una foglia di alloro noce moscata q.b. Procedimento:   iniziate a preparare un roux con burro e farina, poi fate bollire il latte e unitelo al roux.  Fate bollire per un paio di minuti, per poi aggiungervi il parmigiano. Cuocete la polenta in abbondante acqua per 40 minuti. La polenta è cotta quando si stacca con facilità dalla pentola. Una volta pronta, riponete la polenta negli stampini per i timballi e lasciate riposare un paio d’ore. Al momento di servirla occorre scaldarla in forno per 5 minuti, capovolgetela dagli stampini  insieme alla fonduta di parmigiano e ai […]

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Mammografia: quando farla, costi e convenzioni

Prevenire grazie alla mammografia, eventuali malattie al seno è di fondamentale importanza, dunque, ogni donna dovrebbe sottoporvisi, indipendentemente dai fattori di rischio che vedono alcune persone più esposte rispetto ad altre. Se c’è una parte del corpo femminile ricca di simbolismo, è senz’altro il seno. Per questo parlare di cura del corpo e soprattutto di salute, dunque prevenzione, soprattutto in ambito senologico, per una donna, significa toccare tasti profondi, una vera e propria intimità. La mammella, organo fulcro della femminilità e simbolo della sensualità e seduzione è una ghiandola esocrina, la cui funzione è quella di produrre il latte nel periodo post-partum. Che cos’è una mammografia e quando farla La mammografia è un’indagine radiologica che permette di analizzare in maniera approfondita ed accurata le mammelle, ma, soprattutto è un esame in grado di evidenziare eventuali modificazioni del tessuto mammario anche di dimensioni millimetriche, in stadi così iniziali da non essere ancora palpabili. Prevenzione e screening sono il primo passo per stare bene e in salute. Mammografie, ecografie mammarie e pap test sono esami onsigliati a tutte le donne per prevenire patologie oncologiche, che possono rivelarsi mortali. Di solito i medici consigliano di sottoporsi a mammografia nella prima metà del ciclo mestruale perché è il periodo in cui il seno è meno teso, i tessuti più dilatati, ed è quindi più agevole effettuare la necessaria compressione. Nelle donne in menopausa, è possibile eseguire l’indagine in qualunque momento. In cosa consiste la mammografia e chi può sottoporvisi Per effettuare una mammografia è utilizzata un’apparecchiatura radiologica specifica: il mammografo (utilizzato da tecnici di radiologia). Le apparecchiature moderne utilizzano bassi dosaggi di raggi X, consentendo la ripetizione routinaria dell’esame senza rischi. La radiografia viene eseguita su entrambi i seni; la durata dell’esame è di circa 15 minuti. Per ottenere un’immagine che sia nitida e quindi accurata, la mammella viene compressa delicatamente con l’ausilio di un apposito strumento; operazione che non causa dolore, ma solo un leggero disagio. In Italia ogni anno si ammalano 50.000 donne e ne muoiono circa 11.000. L’incidenza è in forte aumento, le stile contano moltissime vittime di tumore al seno, anche se la mortalità è leggermente in calo. Dopo i 40 anni aumenta il rischio di contrarre la neoplasia mammaria ed è quindi notevolmente importante, prevenire il rischio di insorgenza di tumori al seno, eseguendo una mammografia. Ovviamente, è risaputo che esistano dei fattori di rischio che espongono delle donne al rischio tumorale; tra questi sicuramente il fattore ereditario, ma anche uno stile di vita poco sano, poca attività fisica, l’età avanzata. L’attività fisica regolare, l’alimentazione mediterranea povera di grassi e ricca di verdure, le gravidanze in giovane età, l’allattamento dei figli e uno stile di vita sano possono ridurre il rischio di ammalarsi di tumore al seno. Dove è possibile eseguire una mammografia e quanto costa La mammografia si può eseguire presso gli ospedali che dispongono di attrezzature adeguate, il mammografo, o anche presso centri sanitari attrezzati Dunque, prevenire è importante, soprattutto per evitare che la malattia si sviluppi […]

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Dolci con albumi d’uovo: 3 buonissime ricette

Dolci con albumi d’uovo, le nostre tre proposte   L’albume d’uovo è un alimento importante nella dieta, in quanto è composto principalmente da acqua e proteine, da sali minerali (magnesio, sodio, potassio), da vitamine del gruppo B e glucidi. Proprio per la sua composizione, l’albume d’uovo è uno degli alimenti preferiti dagli atleti che lo mangiano sotto forma di barrette o pasta proteica.  L’unico neo dell’albume d’uovo è che può causare manifestazioni allergiche nei bambini perciò va introdotto gradualmente nella dieta. Nell’alimentazione quotidiana il più delle volte è il tuorlo d’uovo ad essere preferito, sia perché più digeribile, sia perché più versatile in cucina, perciò spesso accade di ritrovarsi con avanzi di albume d’uovo da smaltire. Vi consigliamo pertanto 3 ricette facili e veloci per preparare dolci con albumi d’uovo. Ricetta n.1 di dolci con albumi d’uovo – Meringhe Ingredienti per 1 dose 130 g di albumi (circa 4 bianchi d’uovo) 130 g di zucchero semolato 130 g di zucchero a velo Procedimento: Mescola insieme lo zucchero semolato e quello a velo e dividi il composto in due parti più o meno uguali. Metti gli albumi in una ciotola perfettamente pulita e asciutta, aggiungi la prima metà degli zuccheri e monta a neve ben ferma con il frullino elettrico. Se usi una planetaria dovrai montare per circa 5-7 minuti, almeno 10 minuti con un frullino elettrico. Devi ottenere un composto bianco, sodo. Setaccia la parte restante degli zuccheri direttamente sopra la ciotola e incorpora lentamente usando una spatola di silicone, facendo attenzione a lavorare piano, dall’esterno verso l’interno. Metti la meringa in una sac-à-poche. La meringa si cuoce a 105°C nel forno statico. Se usi il forno ventilato, diventeranno gialline. Il tempo di cottura varia a seconda della dimensione delle meringhe, per ottenere le piccole meringhe da caffè basta spremerle sulla teglia rivestita di carta forno e cuocere per 1 ora. Quando il tempo di cottura è terminato, apri lo sportello del forno e lascia che le meringhe perdano calore tenendole all’interno. Staccale dalla carta solo quando saranno fredde. Conservale sopra un vassoio o in un barattolo (si mantengono 5 giorni). (Fonte: Csaba dalla zora) Ricetta n. 2 di dolci con albumi d’uovo – Lingue di gatto Ingredienti (per 30 lingue di gatto)  100 g burro a temperatura ambiente  100 g zucchero a velo  100 g farina 00  100 g albumi a temperatura ambiente Procedimento Per preparare le lingue di gatto metti il burro a temperatura ambiente in una ciotola insieme allo zucchero a velo e lavora il tutto con le fruste fino ad ottenere una crema liscia. Separa i tuorli dagli albumi, aggiungi metà dose di albume, mescola, e versa metà dose di farina setacciata poco alla volta, continuando sempre con le fruste. Unisci anche l’altra metà degli albumi e mescola, quindi il resto della farina fino ad ottenere un composto omogeneo. Trasferisci il composto ottenuto in un sac-à-poche munita di una bocchetta liscia da 10 mm  e metti in frigorifero per 10 minuti a riposare. Trascorso il tempo necessario, su una […]

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Salsicce in padella: 3 ricette facili e veloci

Le salsicce in padella si preparano in poco tempo e sono un piatto semplice ed economico. Oltre alla ricetta base, esistono varie modalità di preparazione: ne abbiamo scelte tre che ci sono piaciute particolarmente. Spesso la differenza la fanno i contorni, come vedremo in dettaglio nelle ricette. La ricetta base prevede di sciacquare la salciccia, asciugarla, tagliarla a pezzi e metterla a cuocere in una padella antiaderente da far riscaldare in precedenza a fuoco molto alto.  Per eliminare un po’ di grasso della salsiccia si può bucherellare con la forchetta quando è ancora cruda. Se si vuole, in fase di cottura, si può aggiungere alla salsiccia del rosmarino e dell’aglio tagliato a metà. Una volta che la salsiccia avrà rilasciato il grasso, bisogna farla cuocere a fuoco lento per altri 15 minuti circa finché non sarà cotta. (Fonte). Salsicce in padella con vino bianco ed alloro Ingredienti 500 gr. di salsiccia tipo luganega 1 foglia di alloro 1 spicchio di aglio 1 bicchiere e mezzo di vino bianco secco Pepe nero q.b. Procedimento: Punzecchiate la salsiccia con uno stuzzicadenti in modo tale che durante la cottura il grasso fuoriesca. Tagliatela in pezzi con le forbici. Prendete una padella antiaderente, accendete il fuoco e sistemateci i pezzi di salsiccia. Unite subito la foglia di alloro e lo spicchio di aglio pelato e intero. Lasciate colorire le salsicce girandole spesso con un forchettone di legno. Quindi spolverizzate con pepe nero appena macinato e sfumate con il vino bianco secco. Lasciate evaporare la parte alcolica e continuate la cottura per 10 minuti a fiamma medio bassa, girandola spesso. A fine cottura le salsicce si saranno dorate e il fondo di cottura si sarà quasi del tutto asciugato. Impiattate e portate in tavola le salsicce ben calde. (Fonte) Salsicce in padella con friarielli Ingredienti:  4 salsicce  3 fasci di friarielli  1 spicchio di aglio  1 peperoncino  vino bianco  olio evo  sale Procedimento: Mondate i friarielli (verdura tipica napoletana) togliendo i gambi e le foglie più dure. Cuocete le salsicce in una padella con un filo d’acqua.Dopo circa 10 minuti, con la forchetta, punzecchiate le salsicce. Eliminate l’acqua e aggiungete un filo d’olio, poi sfumate con il vino bianco e fate rosolare per circa 10 minuti. In una padella a parte, fate rosolare uno spicchio di aglio e un peperoncino nell’olio. Mettete i friarielli, salate e coprite con un coperchio. Appena i friarielli saranno ammorbiditi, togliete il coperchio e continuare la cottura a fuoco vivace per altri 5 minuti circa. Unite le salsicce nella padella con i friarielli e lasciare insaporire per altri 5 minuti. (Fonte). Questo è un piatto tipico della cucina parteneopea. Salsicce in padella con i lampascioni Ingredienti 1 kg. di salsiccia alla salentina 500 gr. di lampascioni puliti 1 bicchiere di vino bianco secco olio sale Procedimento: Lavate bene i lampascioni (simili a delle cipolle, sono tipici del Salento) e se volete ridurre un poco il loro tipico gusto amarognolo sbollentateli per qualche minuto.Tagliateli a spicchi. Mettete a rosolare la salsiccia in un po’d’olio. Poi aggiungete i lampascioni, fateli rosolare qualche minuto con […]

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Tiramisù alla frutta: un ottimo e fresco dessert

Tiramisù alla frutta: chi ha detto che il tiramisù deve essere solo al caffè?  Chi ha detto che il tiramisù debba essere solo nella classica variante al caffè? Esistono numerose alternative, che lo rendono un dolce saporito e gustoso. La frutta, per esempio, è un’ottima scelta, se si vuole dare un tocco di freschezza, consapevoli di star mangiando un dessert dall’apporto calorico decisamente più basso, rispetto al classico tiramisù con savoiardi e caffè. Per gli amanti della frutta, la buona notizia è che questo dolce ha svariate possibilità di realizzazione, dal limone ai frutti di bosco, dalla fragola alle arance. Di facile esecuzione, con un tempo di preparazione che si aggira intorno ai trenta minuti. Ingredienti per il tiramisù alla frutta per quattro persone: • 400 g di fragole • 300 g di frutti di bosco misti • 250 g di savoiardi • 250 g di mascarpone • 2 uova • 80 g di zucchero Preparazione del nostro tiramisù: Dopo aver mondato le fragole, frullatele insieme al succo di limone e 40 grammi di zucchero. Scaldate a fiamma bassa il composto ottenuto e lasciate che si raffreddi. Intanto, separate i tuorli dagli albumi. Montate questi ultimi a neve insieme allo zucchero restante, amalgamandoli al composto di frutta. Spugnate i savoiardi con il composto di fragole e disponeteli su un piatto fondo, proseguendo poi con uno strato di crema di mascarpone e frutti di bosco, ripetendo gli strati fino all’esaurimento di tutti gli ingredienti. Potete decorare il tiramisù con qualche fettina di frutta fresca. Bastano un paio di ore nel frigo ed il tiramisù alla frutta si potrà servire a tavola. Potete poi conservalo in frigorifero o anche in freezer (per la deperibilità delle uova). Semplice, gustoso e velocissimo da preparare. Leggi anche la ricetta del nostro leggerissimo quanto buonissimo tiramisù light e del dolce al limone con ricotta. Tiramisù alla frutta e altre torte buonissime  

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Pane e cioccolato: alcune gustose varianti

Merenda preferita di adulti e piccini, il pane e cioccolato non passa mai di moda. Ecco qualche suggerimento per gustarli al meglio! Pane e cioccolato: una merenda semplice e gustosa, che non passa mai di moda. Da sempre la merenda preferita di tutti i bambini e, diciamocelo, anche dei grandi, che di sovente cedono al piacere di gustare una fetta di pane con della crema spalmabile al cioccolato dopo una giornata stressante (o, per chi è a dieta e preferisce evitare i carboidrati, un cucchiaio di Nutella direttamente dal barattolo. Per la linea!) o, al contrario, per iniziare una giornata col ritmo giusto. Perché, come confermano gli studi (ed anche, empiricamente, il nostro umore), poche cose ci tirano su quanto il cioccolato: il cacao attiva infatti il cosiddetto “ormone della felicità”, la serotonina, che induce sensazioni di piacevole benessere pari a quelle di un soddisfacente rapporto sessuale, l’endorfina, che combatte il dolore, la feniletilamina, che il cervello produce quando ci innamoriamo. Insomma, il cioccolato è un vero e proprio elisir del buonumore. Invitiamo allora i più golosi a prendere spunto da queste fantasiose varianti del classico pane e cioccolato per rendere più gustosa la vostra pausa. Pane e cioccolato: oltre la Nutella, un mondo di idee La Nutella è senz’altro la più nota crema spalmabile a base di cioccolato e nocciola ed anche la preferita dai consumatori di tutto il mondo. Deliziosa sul pane in cassetta, sul pan brioche e finanche sul pane cafone, pane tipico napoletano, non manca mai nella dispensa dei golosi ed è la prima scelta che ci viene in mente quando si ha voglia di pane e cioccolato. La prima, ma non la sola. Infatti la Ferrero non è la sola casa ad aver prodotto creme spalmabili: ottime le spalmabili della gelateria e cioccolateria Casa Infante, come la Nocciobiancolato (cioccolato bianco e nocciola), la crema al pistacchio Pistacchiato o la Noccioinfante, tutte senza olio di palma e reperibili presso i punti vendita e ottime varianti al classico pane e cioccolato. In alternativa, tra le creme industriali è deliziosa la crema spalmabile Novi, senza olio di palma e col 45% di nocciole. Ma perché non provare a preparare personalmente la crema spalmabile al cioccolato, con questa ricetta? Ingredienti per due vasetti da 200 grammi: 250 g di cioccolato al latte 195 g di pasta di nocciole 10 g di cacao amaro in polvere 20 g di olio di semi un pizzico di sale fino un baccello di vaniglia Per preparare la vostra crema spalmabile al cioccolato, mescolate in una ciotola la pasta di nocciole, l’olio di semi, un pizzico di sale e la vaniglia, incidendo il baccello per tutta la lunghezza, fino ad amalgamare tutti gli ingredienti. Nel frattempo, fate sciogliere a bagnomaria (o nel microonde) il cioccolato, dopo esserlo fatto a pezzi con l’ausilio di un coltello. Una volta sciolto, unire il cioccolato fuso al cacao amaro e alla pasta di nocciole e mescolare bene fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea, priva di grumi (in […]

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Sugo di Noci, gustoso e salutare. Usi e ricetta

Il Sugo di Noci, salsa tipicamente ligure al pari del pesto alla genovese, è usata principalmente per condire i primi piatti, in particolare i tradizionali  “pansoti “ (un tipo di pasta simile ai ravioli), le trofie di castagne e i corzetti, ma è ottima da spalmare anche su pane e crostini. Si prepara con gherigli di noci, latte, pane, pinoli e olio extravergine di oliva. Tradizionalmente la salsa di noci era chiamata “tocco de nux” o “sarsa de noxe “e veniva preparata con le noci che si andavano a raccogliere durante l’autunno. Preparare  il sugo di noci è molto semplice; riportiamo qui una delle varie ricette che si trovano in rete, noi abbiamo scelto quella proposta da Giallo Zafferano. Ricetta del Sugo di Noci: Ingredienti: Noci 160 g Olio extravergine d’oliva 70 g Aglio 1 spicchio Pinoli 20 g Parmigiano reggiano 30 g Latte intero 160 g Maggiorana 4 g Pane mollica 30 g Procedimento Scottare nell’acqua bollente i gherigli per almeno 5 minuti così da privarli della buccia con più facilità.  Scolarli e metterli su un canovaccio pulito affinché si asciughino e si intiepidiscano. Nel frattempo mettere in una ciotola il latte con la mollica di pane finché non si sarà ammorbidita. A questo punto, con un colino togliere il latte in eccesso dal pane, esercitando, se occorre, una leggera pressione con una spatola. Tenere da parte il latte in eccesso. Togliere la buccia dai gherigli e unirli nel frullatore insieme al pane ammollato con i pinoli. Unire poi anche l’aglio, la maggiorana e il formaggio grattugiato. Poco alla volta vanno aggiunti anche l’olio e il latte tenuto da parte, per rendere la salsa più densa. Aggiustare di sale e pepe. Per chi lo preferisce, il sugo di noci può essere preparato anche senza l’aglio. Il Sugo di Noci, tutta salute Il Sugo di Noci si prepara essenzialmente con le noci che, come tutti sanno, rappresentano un alimento altamente salutare e molto versatile in cucina.  Le noci sono molto ricche di sali minerali, sono fonte di vitamina E, contengono omega 3 e melatonina, sono ricche di antiossidanti e aiutano ad abbassare il colesterolo. Sono infatti indicate per la prevenzione delle malattie cardiovascolari (riducono infatti il rischio di mortalità per ictus) e sono utili e benefiche per il cervello e il sistema nervoso. Sono altresì un alimento molto calorico  (650-660 calorie ogni 100 grammi) ed energetico, infatti sono consigliate per chi pratica sport. Malgrado ciò le noci vengono considerate dai nutrizionisti un alimento che contribuisce a contrastare i chili di troppo se inserite in una dieta bilanciata perché contrastano l’insorgere di patologie come la pressione alta, valori alti di glicemia nel sangue e bassi livelli di lipoproteine ad alta densità di colesterolo. Pochi sanno che esistono molteplici varietà di noci come le noci di mongongo, le noci brasiliane, le noci macadamia, le noci pecan, le noci candela o noci kemiri, le noci di betel, le noci rosse, le noci di cocco di mare.  

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