Ricetta del karkadè: storia, benefici e preparazione dell’infuso

Ricetta del karkadè: storia, benefici e preparazione dell'infuso

Preparare la ricetta del karkadè è un’ottima idea per chi desidera una bevanda dissetante, aromatica e ricca di benefici. Conosciuto anche come tè di ibisco o tè dell’Abissinia, questo infuso dal colore rosso ha origini africane e mediorientali, ma negli ultimi anni si è diffuso anche in Europa poiché grazie al suo gusto leggermente acidulo che lo rende simile al mirtillo o al ribes e alla totale assenza di caffeina, rappresenta un’ottima alternativa al tè e al caffè ed è perfetto da sorseggiare in qualsiasi momento della giornata.

Origini e storia del karkadè

Caratteristica Dettaglio
Beneficio principale Aiuta ad abbassare la pressione sanguigna.
Azione antinfiammatoria Utile contro mal di gola e raffreddore.
Digestione Allevia il senso di pesantezza e gonfiore.
Contenuto di caffeina Totalmente assente, adatto anche la sera.

Il karkadè si ricava dai fiori essiccati dell’Hibiscus Sabdariffa, una pianta appartenente alla famiglia delle Malvaceae, probabilmente originaria dell’Africa Occidentale. Il nome stesso «karkadè» deriva dal termine karkadeb, usato in dialetto Tarcuri in Etiopia per indicare la pianta.

Ricetta del karkadè: storia, benefici e preparazione dell'infuso
Fiore di Hibiscus Sabdariffa – Freepik / Foto di DejaVu Designs

L’ibisco è un fiore che cresce nei climi caldi ed è caratterizzato da cinque petali attorno ad un calice, che viene raccolto dopo la fecondazione, quando esso diventa più spesso e carnoso. Il calice, una volta essiccato, diventa la base dell’infuso.
La popolarità del karkadè è dovuta al fatto che è naturalmente privo di caffeina ed è molto dissetante. In passato, durante i lunghi spostamenti nel deserto in Africa, era infatti abitudine tenere in bocca un fiore di ibisco essiccato proprio per alleviare la sete.
Il karkadè si diffuse invece in Italia durante il periodo fascista, quando questo infuso, che era importato dalle colonie italiane in Eritrea, divenne noto come «il tè degli italiani». Il motivo era che il tè tradizionale, a causa delle sanzioni economiche seguite alla guerra d’Etiopia, era diventato un bene costoso e difficile da reperire. Il karkadè cominciò quindi ad essere proposto come un’alternativa più accessibile.

Quali sono i benefici del karkadè?

1. Abbassamento della pressione e proprietà diuretiche

Il karkadè aiuta ad abbassare la pressione e ha un effetto diuretico: favorisce cioè l’eliminazione dei liquidi in eccesso, risultando utile soprattutto in caso di ritenzione idrica.

2. Proprietà antinfiammatorie

Come lo zenzero, anche il karkadè ha proprietà antinfiammatorie. È infatti un ottimo rimedio per il mal di gola o raffreddore, specialmente durante i mesi invernali.

3. Aiuto nella digestione

Il karkadè può favorire una migliore digestione e contribuire ad alleviare gonfiore e senso di pesantezza dopo aver mangiato.

4. Effetto rilassante

Non contenendo caffeina, è perfetto anche la sera. Berlo caldo può aiutare a rilassarsi e a dormire meglio.

Ricetta del karkadè

Per preparare il karkadè occorrono pochi e semplici passaggi:

Ingredienti (per 2 tazze)

  • 2 cucchiai di fiori di ibisco essiccati
  • 500 ml di acqua
  • Zucchero o miele (facoltativo)
  • Fetta di limone o arancia (facoltativo)

Preparazione della ricetta del karkadè in versione calda

  1. Mettere l’acqua in una pentola e portarla a ebollizione.
  2. Aggiungere i fiori di ibisco e abbassare la fiamma.
  3. Lasciare sobbollire per 5 minuti.
  4. Filtrare il tutto e aggiungere zucchero o miele a piacere.
  5. Servire caldo, con una fetta di limone o arancia.

Preparazione della ricetta del karkadè in versione fredda

  1. Mettere i fiori di ibisco all’interno di una caraffa e riempirla con acqua fredda.
  2. Lasciare in infusione a temperatura ambiente per 10-12 ore.
  3. Filtrare, dolcificare a piacere e servire con ghiaccio e una fetta di limone o arancia.

Questa versione è ottima nelle giornate più calde e afose, per aiutare a contrastare la stanchezza dovuta al caldo.

Fonte dell’immagine in evidenza: Freepik / Foto di azerbaijan_stockers

Articolo aggiornato il: 13/12/2025

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