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Eroica Fenice

silvia botticelli senza mani

Silvia Botticelli, la ragazza nata senza mani, star sui social, che ad oggi combatte per i diversi

 

Da piccola era chiamata “granchio”, per tutti era solo la ragazza “senza mani”, colei che non avrebbe combinato niente di buono nella vita. Eppure Silvia Botticelli, umbra, classe 1994’ è ad oggi una “dei diversamente influencer” più amati dal web. Ciò che esisteva della ragazza insicura, dalle mani costantemente in tasca, oggi è stato sostituito da una sicurezza fuori dal comune, da una biondissima chioma e una spiccata ironia, caratteristica che rende Silvia Botticelli l’emblema della positività.

Ecco la storia della giovane umbra nata senza mani che su Tiktok, sotto la richiesta dei followers o solo dei curiosi, mostra com’è vivere senza mani: pettinarsi, mangiare, scrivere, e ogni gesto che scandisce lo scorrere di una giornata abitudinaria. Questa è la storia di Silvia Botticelli, con all’attivo su Tiktok 176,3K followers.

Cosa sono le malformazioni congenite?

La prima cosa che affligge una coppia che desidera avere un figlio, è che lui o lei venga al mondo sana/o. Eppure ciò non sempre accade, ogni anno, nascono infatti, circa 8 milioni di bambini con un difetto congenito, 54.000 precisamente in Italia. Esse sono malattie rare, e non sempre la medicina odierna, riesce a stabilirne le cause. Le malformazioni congenite, possono avvenire sia in fase di concepimento che in quella di gravidanza. Possono essere diagnosticate immediatamente, dopo la venuta al mondo del nascituro, o solo in seguito al suo sviluppo. Sostanzialmente una malformazione si riferisce all’errato sviluppo del soggetto. Spesso, la situazione è presa sotto gamba, ma è più grave di quanto si pensi, basti pensare che le malformazioni congenite determinano il 25% della natimortalità e il 45% della mortalità perinatale.

Le malformazioni possono ricondursi a tre macro cause:

-genico cromosomiche;

-fattori esogeni, quindi esterni all’organismo del soggetto;

-fattori concomitanti.

Tra le malformazioni più comuni ritroviamo l’anencefalia, le cardiopatie, l’errato sviluppo di parti corporee, o la diffusissima sindrome di down.

Tuttavia, le malformazioni genetiche sono prodotte in buona parte da cause ambientali, è fondamentale, infatti, ciò che respiriamo e mangiamo. Oltre al fatto che durante la gravidanza occorre far attenzione a ciò che si fa: evitare l’alcool, le sostanze stupefacenti e molto altro. C’è da sottolineare che la linea del giusto comportamento, non deve essere seguita solo dalla donna che porterà avanti la gravidanza, ma anche dal suo partner.

La storia di Silvia Botticelli, la ragazza nata senza mani

Se dovessi raccontare chi sono, credo che partirei da una cosa: sono una ragazza cresciuta in campagna in un ambiente familiare sereno. Il mio mondo era composto dai miei genitori, dai nonni, dai cugini, e ovviamente dalla natura. Non ho mai pensato di diventare un’influencer, e soprattutto non grazie al fatto che sono nata senza mani. È successo tutto per caso, non ho una vita particolarmente frenetica, basti pensare che in tutti questi anni sono stata solo in Grecia e a Londra, oltre ovviamente nel posto in cui vivo. Sono una ragazza semplice, mi piacciono le lunghe passeggiate, stare in famiglia, giocare con i miei cani, ed ovviamente, oggi, essere da supporto a chi come me si è sempre sentito un po’ tagliato fuori. Inutile negare ciò che mi contraddistingue, ciò da cui gli altri sono partiti per imparare ad apprezzarmi sui social: è il fatto che sono nata senza mani. Quando i miei genitori si sono resi conto di questa malformazione, si sono recati in un centro specializzato, ma neanche i dottori hanno trovato una spiegazione. Grazie a TikTok, ho scoperto che negli anni 70/80 c’è stato quell’incidente a Cernobyl, che ha causato malformazioni a diversi nascituri. Io sono del 1994, però, e questa storia non può riguardare me, alla fine mi sono detta solo una cosa, è successo a me, ed è successo e basta, vale la pena prenderla con ironia.

Il mondo è severo, soprattutto il micro universo dei bambini. Lì esistono e coesistono regole proprie ed opposte. Il rosa è da bambina, l’azzurro è per i maschi. Chi sbaglia colore è strano. Chi porta i pantaloni invece della gonna è strano. Chi perde prima i denti è strano, chi mangia con le mani è selvaggio, chi viene da lontano è pericoloso. Com’è stato sopravvivere alla giungla spietata dei piccoli, quella dove non esiste ritegno né vergogna? Il circo del mondo infante, dove la verità viene spalmata dritta in faccia come la glassa di una torta. Com’è per una bambina senza mani affrontare tutto questo?

Da bambina è stato molto difficile, perché tutti mi prendevano in giro, soprattutto all’inizio. Era un continuo soprannominarmi nei modi più cattivi e sgradevoli. Ero il granchio della classe. Col tempo, così come accade per ogni situazione, conoscendomi meglio, tale sdegno si attenuava. Ciò nonostante amavo organizzare feste per i miei compagni di classe. Mettevo da parte gli episodi di bullismo, far festa con loro mi faceva star bene, ed era ciò che preferivo, piuttosto che piangermi addosso, un po’ com’è oggi, d’altronde.

TikTok è la vetrina più amata dai giovani. Mostrare ciò che si è davanti ad uno schermo, sembra più facile. Lì c’è di tutto, in un palinsesto autonomo dove puoi assistere con entusiasmo al movimento curvy, ai talenti artistici, ai consulti di magia, ai balletti standardizzati, alle scene comiche, fino ad arrivare ad argomenti più sensibili, come appunto la disabilità. Se dapprima una persona affetta da un qualsivoglia handicap temeva il confronto, con TikTok, si è aperta la strada del dibattitto, della ribalta, del nuovo modo di spiegare le difficoltà e le diversità del mondo. Sui social Silvia Botticelli è praticamente una star, e sulla scia delle luci della ribalta, ha puntato tutto sul concetto di autonomia. Tiktok per la ragazza umbra è un chiaro grido di normalità: posso e voglio fare tutto ciò che fanno gli altri. È tutto nei suoi video, mentre si spazzola i capelli, cucina, scrive, usa lo smartphone o fa la verticale.

Per molte persone la parola invalido vuol dire una sola cosa: non essere autonomo, non lavorare, essere un totale parassita. Non è affatto così, anzi, credo che chi è affetto da una qualsivoglia invalidità possa essere in grado di far quasi tutto. È sempre molto bello dimostrare ai miei followers o solo ai sadici curiosi che posso fare tutto e bene, anche da sola. Non ci sono delle cose che personalmente non riesco a fare, credo di saper fare tutto da sola, d’altronde laddove non si riesce c’è da ricordare che siamo nel 2021, dove non arriva una mano, un braccio, arriverà una protesi sostitutiva.

Il tempo scorre e passa, e insieme a lui prendono vita e si sgretolano vecchi e nuovi sogni. Non è importante cosa sei adesso, piuttosto quello che vorrai diventare, e questo non ha argine che tenga, neppure quello delle disabilità.

Fino alle superiore non avevo mai pensato al mio futuro in realtà. Vivevo un po’ alla giornata. Alle superiori è cambiato tutto, durante una lezione di diritto me ne sono completamente innamorata: volevo diventare avvocato, essere dalla parte dei giusti, difendere i deboli. Tuttavia il mio sogno si è infranto nel 2013, quando mi sono ammalata di epilessia, e da quel momento la mia vita è cambiata. Mi sono un po’ buttata giù all’inizio, poi ho solo riprogrammato i miei sogni. Ad oggi voglio comunque essere dalla parte dei giusti, e da qui nasce la mia battaglia sui social, mi espongo per dare voce e luce a quelli come me. D’altra parte uno dei miei sogni futuri è avere una famiglia numerosa, e di sicuro la avrò.

L’amore è sempre amore. Gli scettici scuotono la testa, perché non tutti gli amori seguono il manuale delle consuetudini. Silvia Botticelli ha amato ed ama, essendo riamata a sua volta. Al di là della sua malformazione, il suo cuore sembra essere capace di amare all’ennesima potenza. Cosa pensa un uomo o una donna che incontra l’altro per la prima volta e si accorge che qualcosa in lei o in lui non corrisponde al comune? Può l’amore offuscare le diversità, lasciando cadere la rete del pregiudizio?

Quando ho incontrato il mio ragazzo l’ultima cosa a cui pensavo erano le mie mani. È stato tutto naturale tra di noi, ci conoscevamo già di vista, e sapevo che lui era certamente a conoscenza della mia condizione. Non mi sono mai convinta del fatto che qualcuno potesse non amarmi per via della mia condizione. Sono cresciuta in una famiglia piena d’amore, questo è stato il migliore scudo per argine la paura dei sentimenti.

In un mondo fitto di pregiudizi, là fuori vivere a volte sembra più faticoso del previsto. La difficoltà aumenta se al primo colloquio di lavoro, colui che dovrebbe assumerti continua a fissarti le mani. Dal primo secondo conosci già l’esito.

Il lavoro è un punto dolente nella mia vita. È molto difficile essere assunti, non solo per la questione delle mie mani, ma anche per l’epilessia. È una guerra persa in partenza.

Da vetrina a patibolo. La duplice veste dei social che ad oggi incoronano e spodestano di continuo nuovi soggetti. La prima cosa che si apprezza dell’influencer umbra è senz’altro la sua positività corredata da un grande sorriso buono. In un’altalena di emozioni dove prima si è felici e poi un po’ preoccupati per il futuro, in un posto che a tratti sembra magico, capace di mettere alla luce i diversi, senza condannarli alla solitudine. Questa la missione di Silvia Botticelli, dalla parte dei diversi, sempre.

I momenti di sconforto ci sono, inutile negare. Ma sono rapidi, perché quando mi fermo a pensare capisco che ci sono persone che stanno peggio di me in questo momento. Anche i miei video sono di grande aiuto, guardarmi fare tutto ciò che mi chiedono in modo autonomo, mi ricorda non solo che sono in grado di far tutto, ma che sono un simbolo di forza, capace di dare speranza anche agli altri. I social sono una lama a doppio taglio, possono dare sia messaggi positivi che negativi. Da parte mia cerco di fare la cosa giusta, e credo di star aiutando molte persone semplicemente ad accettarsi così come sono, senza artefatti e senza nascondigli.

Fonte immagine: https://www.instagram.com/botticellisilvia/

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