La psicologia delle favole: archetipi, simboli e il loro significato

archetipi e simboli

Le favole non sono solo storie per bambini, ma potenti strumenti per trasmettere valori e modelli di comportamento. Attraverso un linguaggio semplice e ricco di immagini, parlano direttamente all’inconscio, aiutando i bambini a comprendere il mondo. La psicologia delle favole analizza questi racconti per comprendere il loro significato profondo e il loro impatto sullo sviluppo. Al centro di questa analisi ci sono gli archetipi e i simboli, elementi fondamentali per decifrare il loro linguaggio nascosto.

Perché le favole sono importanti: la visione di Jung e Bettelheim

Le favole svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo infantile. Attraverso le storie, i bambini imparano a distinguere tra bene e male e a gestire i conflitti. Le favole offrono modelli positivi e aiutano a elaborare paure e insicurezze. Secondo lo psicologo Carl Gustav Jung, questo avviene perché le favole attingono a un serbatoio di immagini primordiali, gli archetipi, presenti nell’inconscio collettivo. Lo psicoanalista infantile Bruno Bettelheim, nella sua opera fondamentale *”Il mondo incantato”*, ha ulteriormente approfondito questo concetto, sostenendo che le fiabe permettono al bambino di proiettare i propri conflitti interiori (gelosia, rabbia, paura dell’abbandono) sui personaggi, trovando una risoluzione simbolica che lo rassicura e lo aiuta a crescere.

Archetipo Funzione psicologica per il bambino
L’eroe / L’eroina Fornisce un modello di identificazione per affrontare le sfide e superare le difficoltà della crescita.
L’ombra (il cattivo) Permette di dare un volto alle paure e alle pulsioni negative, insegnando che il male può essere riconosciuto e sconfitto.
Il mentore Rappresenta la saggezza e l’aiuto esterno, insegnando che non si è mai soli e che si può chiedere e ricevere supporto.
La principessa / Il principe Incarna l’obiettivo da raggiungere, l’amore e la salvezza, simbolizzando la ricompensa dopo aver superato le prove.

Gli archetipi nelle favole: i modelli universali

Gli archetipi sono modelli di comportamento universali e immutabili. Si tratta di immagini primordiali, ereditate dai nostri antenati, che si incarnano nei personaggi.

  • L’eroe/eroina e il viaggio di crescita: L’eroe è l’archetipo fondamentale. Spesso deve affrontare un ostacolo per raggiungere un obiettivo. Questo percorso, noto come “il viaggio dell’eroe”, rappresenta la maturazione che ogni individuo compie. Biancaneve, Cenerentola o Ulisse rappresentano questo archetipo.
  • L’ombra: il lato oscuro della personalità: Personaggi come il lupo cattivo o la strega di Biancaneve rappresentano l’archetipo dell’ombra, la parte oscura della personalità. La loro sconfitta aiuta il bambino a sviluppare un senso di giustizia, comprendendo che il male può essere superato con coraggio.
  • La principessa e il principe: solitudine, amore e salvezza: La principessa rinchiusa nella torre rappresenta la solitudine e l’isolamento, mentre il principe che la salva rappresenta l’amicizia e l’amore.
  • Altri archetipi ricorrenti: Troviamo anche il mentore (Mago Merlino, la Fata Madrina), l’orfano (Cenerentola, Harry Potter) e il trickster, un personaggio astuto che può aiutare o ostacolare (il Gatto con gli Stivali).

I simboli nelle favole: il significato nascosto

I simboli sono oggetti, luoghi o azioni che rappresentano un significato più profondo.

  • La foresta: il luogo dell’ignoto e della crescita: La foresta rappresenta l’ignoto, il pericolo e l’avventura. Attraversarla significa affrontare le proprie paure. Pensiamo a Cappuccetto Rosso che si addentra nel bosco.
  • La casa: il simbolo della sicurezza e dell’appartenenza: La casa rappresenta la protezione e la stabilità. Nella favola dei Tre Porcellini, la casa di mattoni è il rifugio sicuro dal lupo cattivo.
  • Il mostro: la personificazione delle paure: Il mostro rappresenta il male, ma anche la possibilità di superare le difficoltà. In fiabe come “San Giorgio e il Drago“, l’eroe affronta un mostro, simbolo delle proprie paure interiori.
  • Altri simboli ricorrenti: Altri simboli potenti includono l’albero (vita e saggezza), il labirinto (la ricerca di sé), l’acqua (purificazione e rinascita), il fuoco (passione e rinnovamento), il viaggio (percorso di crescita) e la mela (tentazione e conoscenza).

Il potere educativo e formativo delle favole

In sintesi, la psicologia delle favole, attraverso l’analisi di archetipi e simboli come teorizzati da figure quali Jung e Bettelheim, ci offre una preziosa opportunità per comprendere il significato di queste storie. Possiamo cogliere i valori e gli insegnamenti che trasmettono e utilizzarle come strumenti educativi per aiutare i bambini a crescere e a comprendere il mondo che li circonda.

Fonte dell’immagine in evidenza per Archetipi e simboli nella psicologia delle favole: Pixabay

Articolo aggiornato il: 12/09/2025

Altri articoli da non perdere
Chi è Alessandro Manzoni: traiettoria letteraria e opere
Chi è Alessandro Manzoni: traiettoria letteraria e opere principali

Tra gli scrittori italiani più importanti che hanno contribuito al patrimonio culturale del nostro Paese figura indubbiamente Alessandro Manzoni. Affrontare Scopri di più

Lu Yin e la sua After Victory
Lu Yin e la sua After Victory

Lu Yin (庐隐) è stata una delle voci più importanti e anticonformiste della letteratura cinese del primo Novecento. Insieme ad Scopri di più

Il Carme di Ildebrando: primo esempio di letteratura in alto tedesco antico
Il Carme di Ildebrando: primo esempio di letteratura in alto tedesco antico

Il Carme di Ildebrando è una delle composizioni letterarie più antiche della cultura germanica e proprio per tale motivo risulta Scopri di più

Sutoku: la storia dell’ex Imperatore in Shiramine
Sutoku: la storia dell'ex Imperatore in Shiramine

L'imperatore Sutoku è il perno del racconto Shiramine (白峯, "Il Picco Bianco"), contenuto nella celebre raccolta Ugetsu Monogatari (雨月物語, "Racconti Scopri di più

Chuanqi: l’origine della narrativa classica in epoca Tang
Chuanqi

L’origine della narrativa classica in Cina trova una delle sue massime espressioni in epoca Tang con il genere letterario noto Scopri di più

Andreuccio da Perugia, analisi della novella di Boccaccio
Andreuccio Da Perugia, analisi di una novella di Boccaccio

Andreuccio da Perugia è la quinta novella della seconda giornata del Decameron di Giovanni Boccaccio. Narra il percorso di formazione Scopri di più

Condividi l'articolo!

Commenta