Street art e città: come l’arte urbana cambia il volto dei quartieri

Come la street art cambia il volto delle città

Musei e gallerie d’arte a cielo aperto: come la street art cambia il volto delle città attirando l’attenzione di tutti.

Se siete appassionati di arte e in particolare di arte urbana, questo articolo fa al caso vostro! Spesso, passeggiando per le strade, abbiamo potuto ammirare delle vere e proprie opere d’arte sui muri dei palazzi e non solo: ecco come la street art cambia il volto delle città, rendendole dei musei a cielo aperto!

Opera citata Città/Luogo Artista
L’amore è più forte della morte Taranto (Puglia) Judith de Leeuw
La ragazza del futuro Palermo (Sicilia) Giulio Rosk e Cesare Cremonini
Sa festa Uras (Sardegna) Mauro Patta
La bambina con il palloncino Londra Banksy

Differenza tra street art e graffitismo

La “street art”, può essere definita una sorta di nuova espressione artistica arrivata in Italia solo negli anni ‘90 ma che sorge molti anni prima negli Stati Uniti. Fondamentale è non confonderla con il graffitismo: nato come un movimento di denuncia e consiste nel realizzare delle scritte utilizzando esclusivamente vernici spray e che con sé non portano nessun tipo di scopo artistico e che viene spesso associato al concetto di vandalismo.
L’arte urbana, al contrario, nasce come un movimento di comunicazione di massa, che non trova il suo posto tra i musei o gallerie d’arte, ma gli artisti, che spesso lavorano in anonimo, decidono di esprimere la propria creatività attraverso spazi pubblici con l’obiettivo di abbellire questi luoghi.
Attraverso la maestosità di questi lavori siamo in grado di comprendere come la street art cambi il panorama di intere città, dal centro alla periferia; di cambiare completamente l’aspetto di un quartiere rendendolo più vivace e colorato attirando l’attenzione di tutti: dagli adulti ai bambini, diventando tra le attrazioni più amate dal pubblico e attirando migliaia di turisti ogni giorno.

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Come la street art cambia il volto delle città in Italia

Anche in Italia l’arte urbana offre degli affreschi tra i più belli del mondo come:
“L’amore è più forte della morte” a Taranto in Puglia, opera addirittura selezionata per il Best Street Art Awards 2022, realizzato da un’artista olandese Judith de Leeuw;
“La ragazza del futuro” nel quartiere Sperone di Palermo in Sicilia, affresco che nasce dalla collaborazione dell’artista Giulio Rosk e del celebre cantante Cesare Cremonini;
“Sa festa” presente sulla parete della sede Avis ad Uras in Sardegna, realizzato da Mauro Patta.

Ma probabilmente la presentazione dell’arte urbana più famosa al mondo, che tutti almeno una volta abbiamo visto nella vita è “La bambina con il palloncino” di Banksy: significato e storia, uno dei massimi esponenti della street art la cui identità è ancora oggi sconosciuta. Il capolavoro si trova a Londra e raffigura una bambina che lascia andar via il suo palloncino rosso.
Tutte queste rappresentazioni, molto diverse tra loro, hanno comunque una caratteristica fondamentale in comune: quella di divulgare un messaggio sociale o politico ben chiaro e preciso.

Il dibattito: riqualificazione o vandalismo?

Gli affreschi urbani, però, sono spesso sotto i riflettori in quanto è una tematica abbastanza discussa poiché alcuni considerano questo tipo di arte vicino al vandalismo, perché più delle volte questi tipi di rappresentazioni vengono eseguiti senza nessun tipo di permesso o approvazione dalle autorità competenti.
In alcune città, al contrario, abbiamo una visione completamente differente, tanto che vengono messi a disposizione luoghi destinati agli artisti urbani che saranno liberi di sfogare ed esprimere la propria passione e creatività attraverso i colori che saranno in grado di rendere anche un semplice muro bianco in qualcosa di magico e senza dubbio unico.

Fonte immagine in evidenza: Wikipedia

Articolo aggiornato il: 15 Gennaio 2026

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