Cos’è il settore primario: di quali attività si occupa?

Settore primario

Le attività economiche, cioè l’insieme delle attività produttive di beni o servizi, si dividono in tre settori: settore primario, settore secondario e settore terziario. Il settore primario comprende tutte le attività che utilizzano le risorse naturali per ottenere materie prime, destinate a soddisfare i bisogni della popolazione o a essere trasformate. È il settore più antico, nato nel Neolitico, quando l’uomo, grazie all’agricoltura, passò da una vita nomade a una sedentaria. Nonostante ciò, a causa della meccanizzazione, oggi in Italia solo circa il 4% della popolazione attiva è impiegato in queste attività.

Le 5 attività principali del settore primario

Per capire a fondo cos’è il settore primario, è utile analizzare le attività che lo compongono.

1. Agricoltura

L’agricoltura è l’attività più importante del settore primario. Si sviluppa meglio in pianura, in presenza di acqua, clima mite e terreno fertile. Tuttavia, l’uomo ha saputo modificare l’ambiente per rendere coltivabili anche territori ostili, ad esempio bonificando paludi o costruendo dighe e canali. Oggi, l’agricoltura intensiva permette di produrre molto in poco tempo grazie a macchinari e fertilizzanti. Per contrastarne l’impatto ambientale, si sta diffondendo sempre più l’agricoltura biologica, che non usa pesticidi chimici ed è più attenta alle necessità del suolo.

Tipo di agricoltura Caratteristiche
Intensiva Alta produttività, uso di macchinari, fertilizzanti e pesticidi chimici.
Biologica Rispetto dei cicli naturali, nessun uso di sostanze chimiche di sintesi, focus sulla sostenibilità.

2. Allevamento

Come l’agricoltura, l’allevamento è un’attività fondamentale. Esistono due tipologie principali: l’allevamento intensivo, diffuso in pianura, dove gli animali vivono in grandi stalle automatizzate; e l’allevamento estensivo, tipico delle aree montane, dove gli animali pascolano all’aperto per gran parte dell’anno.

3. Pesca

La pesca in Europa è praticata soprattutto vicino all’Oceano Atlantico e al Mare del Nord. In Italia, la pesca è meno sviluppata perché il Mar Mediterraneo ha una minore pescosità. Il pescato è principalmente pesce azzurro (acciughe, sgombri) e molluschi. È invece molto diffusa l’acquacoltura, cioè l’allevamento intensivo di pesci, crostacei e molluschi in vasche o aree marine controllate.

4. Silvicoltura

La silvicoltura è l’attività che gestisce le foreste e i boschi per ricavare legname (per l’industria del mobile, l’edilizia e la produzione di carta) e, al tempo stesso, per salvaguardare l’ambiente, prevenire il dissesto idrogeologico e conservare la biodiversità. In Italia, il legname proviene principalmente dai boschi delle Alpi e degli Appennini.

5. Estrazione mineraria

Le attività estrattive permettono di ricavare dal suolo e dal sottosuolo minerali, pietre e metalli, ma anche risorse energetiche come carbone e petrolio. Il sottosuolo italiano è povero di risorse energetiche, ma è molto importante per l’estrazione di materiali da costruzione. Un esempio di eccellenza mondiale sono le cave di marmo di Carrara, famose in tutto il mondo.

Le differenze con il settore secondario e terziario

Per definire meglio il settore primario, è utile confrontarlo con gli altri due settori economici.

Settore Descrizione e Attività
Primario Sfrutta le risorse naturali per ottenere materie prime.
Esempi: agricoltura, allevamento, pesca.
Secondario Trasforma le materie prime in prodotti finiti.
Esempi: industria manifatturiera, edilizia, artigianato.
Terziario Fornisce servizi a persone e imprese.
Esempi: commercio, turismo, trasporti, banche, sanità.

Sfide e futuro del settore primario

Oggi il settore primario affronta sfide fondamentali legate alla sostenibilità ambientale e ai cambiamenti climatici. Il futuro di questo settore è strettamente connesso all’innovazione e a un nuovo approccio alle risorse. Le direzioni principali includono:

  • Agricoltura di precisione (Agritech): l’uso di tecnologie come droni, sensori e GPS per ottimizzare l’uso di acqua e fertilizzanti, riducendo gli sprechi e l’impatto ambientale.
  • Sostenibilità e Green Economy: una crescente attenzione verso pratiche che rispettino la biodiversità e la salute del suolo, come l’agricoltura biologica e la silvicoltura responsabile, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo.
  • Filiera corta e Km 0: la riscoperta del valore dei prodotti locali, che riducono l’inquinamento dovuto ai trasporti e garantiscono maggiore freschezza e trasparenza per il consumatore.

Fonte immagine: Wikipedia

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