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L’origine del mondo secondo i giapponesi: qual è?

origine del mondo secondo i giapponesi

L’origine del mondo secondo la mitologia giapponese, profondamente legata alla religione Shintoista, è narrata in testi antichi come il Kojiki (“Cronache di antichi eventi”) e il Nihon Shoki. Commissionato nel periodo Nara (710-794 d.C.) dall’imperatore Tenmu, il Kojiki aveva lo scopo di legittimare la discendenza divina della dinastia Yamato, tracciando una linea diretta tra la famiglia imperiale e le divinità creatrici, i Kami. Questo racconto cosmogonico spiega non solo la nascita delle isole giapponesi, ma anche l’origine del ciclo di vita e morte e dei simboli del potere imperiale.

I protagonisti del mito della creazione giapponese

Il pantheon Shintoista è vasto, ma la narrazione della creazione ruota attorno ad alcune figure divine fondamentali.

Divinità (kami) Ruolo principale
Izanagi Il principio maschile, creatore delle isole e padre delle principali divinità.
Izanami Il principio femminile, creatrice e poi dea del regno dei morti (Yomi).
Amaterasu Dea del sole, sovrana del cielo e antenata della famiglia imperiale.
Susano-o Dio delle tempeste e del mare, fratello di Amaterasu, noto per il suo carattere impetuoso.
Ninigi Nipote di Amaterasu, inviato sulla terra per governarla e dare inizio alla stirpe imperiale.

Izanagi e Izanami: la coppia divina che creò il mondo

Secondo il Kojiki, dal caos primordiale emersero le prime generazioni di dei. L’ultima coppia, Izanagi (l’Uomo che invita) e Izanami (la Donna che invita), ricevette il compito di dare forma alla terra. In piedi sul Ponte Fluttuante del Cielo (Ame-no-ukihashi), immersero una lancia ingioiellata nell’oceano sottostante. Le gocce che caddero dalla punta della lancia si rappresero, creando la prima isola, Onogoro. Lì, la coppia divina si unì e generò le altre isole dell’arcipelago giapponese e una moltitudine di Kami, personificazioni degli elementi naturali.

La discesa nello Yomi e l’origine della vita e della morte

La creazione ebbe una svolta tragica quando Izanami diede alla luce Kagutsuchi, il dio del fuoco. Le fiamme la ferirono mortalmente, e la dea si ritirò nello Yomi-no-kuni, il regno dei morti. Disperato, Izanagi la seguì per riportarla indietro. Trovatala nell’oscurità di una caverna, Izanami acconsentì a tornare, ma a una condizione: lui non avrebbe dovuto guardarla. Incapace di resistere, Izanagi accese una torcia e vide il corpo di lei in decomposizione. Inorridito, fuggì, sigillando l’ingresso dello Yomi con un masso. Tradita, Izanami giurò di uccidere 1.000 persone al giorno. Izanagi replicò che ne avrebbe fatte nascere 1.500. Questo dialogo stabilì per sempre il ciclo ineluttabile di vita e morte.

Amaterasu e Susano-o: la nascita degli dei principali

Contaminato dal contatto con la morte, Izanagi si purificò in un fiume. Da questo rito nacquero tre delle divinità più importanti: Amaterasu Omikami, la dea del Sole, nata dal suo occhio sinistro; Tsukuyomi, il dio della Luna, nato dal suo occhio destro; e Susano-o no Mikoto, il dio delle tempeste, nato dal suo naso. Izanagi affidò ad Amaterasu il governo della Piana Celeste (Takamagahara). Susano-o, tuttavia, si ribellò. Prima di andare in esilio, scatenò il caos nei cieli, offendendo profondamente la sorella Amaterasu, che per la disperazione si nascose in una grotta, facendo piombare il mondo nell’oscurità. Fu solo con l’astuzia degli altri dei, che usarono uno specchio sacro (Yata no Kagami), che Amaterasu fu convinta a uscire, riportando la luce.

Ninigi e l’origine della dinastia imperiale

Dopo aver sconfitto il drago a otto teste Yamata no Orochi e aver recuperato dalla sua coda la spada Kusanagi no Tsurugi, Susano-o si riconciliò con la sorella. Tempo dopo, Amaterasu decise di pacificare le terre del Giappone inviando suo nipote, Ninigi-no-Mikoto. Gli affidò i tre tesori sacri, noti come Sanshu no Jingi: la collana Yasakani no Magatama, lo specchio Yata no Kagami e la spada Kusanagi no Tsurugi. Questi tre oggetti costituiscono ancora oggi le Insegne Imperiali del Giappone. Il pronipote di Ninigi, Jimmu, è considerato secondo la tradizione il primo imperatore del Giappone, fondatore della dinastia Yamato.

L’eredità del mito nella cultura giapponese moderna

Questo mito della creazione non è solo un racconto antico, ma una narrazione fondante che permea la cultura giapponese. Esso fornisce la base teologica dello Shintoismo, la religione autoctona del Giappone, e legittima la figura dell’Imperatore come discendente diretto di Amaterasu, conferendogli un ruolo spirituale unico. Concetti come la purificazione (misogi), il rispetto per la natura e i suoi Kami, e il valore dei tre tesori imperiali custoditi in luoghi sacri come il Grande Santuario di Ise, sono tutti elementi vivi che collegano il Giappone contemporaneo alle sue origini divine.

Fonte immagine in evidenza: Pixabay

Articolo aggiornato il: 21/10/2025

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