Tre curiosità su Gustav Klimt, pittore austriaco e figura simbolo della Secessione Viennese (Jugendstil), conosciuto soprattutto per l’utilizzo del cosiddetto stile aureo, originale e prezioso, contraddistinto tra le altre cose dall’uso della foglia d’oro. L’artista fu tra i più grandi animatori della scena culturale del suo tempo nella Vienna di fine Ottocento, la cui arte si basava su svariati temi: allegorici, paesaggi, nudi femminili, temi religiosi, ritratti.
🎯 Gustav Klimt in Breve
- Chi era: xaposcuola del Simbolismo e della Secessione Viennese, celebre per il fascino del suo “Periodo Aureo”.
- Opere simbolo: Il bacio, Giuditta I, Ritratto di Adele Bloch-Bauer I e i perduti Quadri delle Facoltà.
- Punti di svolta: l’influenza della psicoanalisi di Freud, il rifiuto del puritanesimo e la drammatica distruzione di molti capolavori nel 1945.
| Curiosità | Elemento chiave | Contesto Storico e Artistico |
|---|---|---|
| 1. Vita Privata e Muse | 14 figli illegittimi e centrale figura femminile. | Artista riservatissimo; le donne sono le vere protagoniste autonome dell’opera. |
| 2. Il Bacio e la Psiche | Icona del Periodo Aureo e della sensualità. | Ispirato alle teorie psicoanalitiche di Freud e Jung contro il puritanesimo dell’epoca. |
| 3. Opere Distrutte nel 1945 | I Quadri delle Facoltà bruciati dalle SS. | Incendio del Castello di Immendorf; passaggio successivo ai colori puri (1909-1912). |
Indice dei Contenuti
1. La vita privata e le relazioni: l’universo femminile di Klimt
Gustav Klimt era un artista molto riservato, poche le curiosità che lui stesso lasciava trapelare, ma una cosa è certa: era un grande amante delle donne e la società del tempo lo sapeva bene. In realtà il pittore austriaco non si sposò mai, ma una leggenda narra che abbia dormito con ogni donna ritratta ed ebbe ben quattordici figli illegittimi, dei quali solo quattro furono riconosciuti. L’universo femminile di Klimt si configura come una realtà autonoma, dalla quale l’uomo è allontanato, presenti come elementi accessori delle varie composizioni.
A tal proposito, l’artista stesso dichiarò: “Chiunque volesse capire qualcosa di me come artista dovrebbe guardare attentamente alle mie fotografie e da lì provare ad indovinare chi sono… e cosa voglio”.
💡 Quanti figli ha avuto Gustav Klimt e chi erano le sue muse?
Gustav Klimt non si coniugò mai ufficialmente, ma gli vennero attribuiti ben 14 figli illegittimi (di cui 4 riconosciuti). La sua musa e compagna di vita più importante fu la stilista Emilie Flöge, mentre tra le sue celebri modelle figurano figure dell’alta società viennese come Adele Bloch-Bauer, Serena Lederer e Alma Mahler.
💡 Per approfondire: Scopri la nostra guida dedicata ai capolavori sul tema del romanticismo e leggi l’articolo su i baci più famosi dell’arte.
2. Il Bacio: icona del periodo aureo e sfida alla psicoanalisi
Tra le opere di Klimt, Il bacio, un dipinto su tela, è uno dei quadri più famosi della storia dell’arte e fra quelli maggiormente riprodotti nel corso del tempo.
Prima di dipingere Il bacio, Gustav Klimt ebbe molte critiche sui dipinti realizzati durante il periodo dell’Università di Vienna. Il lavoro dell’artista veniva descritto come pornografico e scandaloso.
In realtà l’opera rappresenta una vera e propria icona del periodo aureo.
È bene precisare che quando Klimt realizzò Il bacio, nella società del tempo cominciavano a diffondersi le teorie di Carl Gustav Jung e Sigmund Freud, con le note ipotesi riguardanti gli effetti sulla psiche della sfera sessuale: Klimt prende queste teorie e le fa sue. Probabilmente per questo motivo una delle opere più importanti dell’artista austriaco diventò un vero e proprio “schiaffo” al puritanesimo che imponeva di non provare alcun tipo di desiderio.
💡 Qual è il significato de Il Bacio di Klimt e dove si trova?
Il Bacio (1907-1908) simboleggia l’estasi dell’amore romantico e l’unione del principio maschile e femminile. L’opera, capolavoro del periodo aureo realizzato con foglia d’oro, è custodita ed esposta presso la prestigiosa Österreichische Galerie Belvedere di Vienna.
3. Le opere scomparse nel rogo del Castello di Immendorf e la svolta stilistica
Nonostante Klimt fosse molto conosciuto e famoso, attualmente esistono poche opere dell’artista, poiché molte di esse sono state rubate o sequestrate durante la Seconda guerra mondiale, altre invece furono distrutte da un incendio nel castello che le custodiva. Delle opere scomparse, sono giunte sino a noi solo alcune foto in bianco e nero. Si tratta di: Medicina, Giurisprudenza e Filosofia, ovvero le tre facoltà per il quale Klimt voleva dedicare un omaggio (i celebri Quadri delle Facoltà).
Cosa successe quella notte? L’ultima notte della guerra, nel maggio 1945 in Austria, un gruppo di ufficiali delle SS decise di irrompere nel Castello di Immendorf dove erano custodite alcune opere di Gustav Klimt. Dopo aver bivaccato tutta la notte, sullo sfondo dei dipinti di Klimt, la mattina seguente, ritenendo i dipinti troppo belli per finire nelle mani del nemico russo, gli ufficiali fecero saltare in aria il castello con dell’esplosivo, distruggendo anche le opere di Klimt custodite al suo interno.
Le poche opere realizzate dal 1909 al 1912, testimoniano la ricerca di una nuova formula espressiva e soprattutto decretano il brusco abbandono dello stile decorativo.
Si tratta principalmente di bellissimi ritratti di donne realizzati con un cromatismo smorzato e una pennellata rapida ed essenziale. Il linguaggio cambia radicalmente; l’uso dell’oro, fino a quel momento uno degli aspetti caratterizzanti del suo stile, sparisce, sostituito da una tavolozza fatta di colori puri.
Questi aspetti descrivono l’identità di un artista estremamente versatile, oggigiorno particolarmente apprezzato dal pubblico che continua a essere affascinato dalle sue opere.
💡 Perché molte opere di Klimt sono andate distrutte nel 1945?
Molti capolavori di Klimt, tra cui i monumentali Quadri delle Facoltà (Medicina, Filosofia, Giurisprudenza), andarono distrutti nel maggio 1945 durante il rogo del Castello di Immendorf in Austria, appiccato dalle truppe delle SS in ritirata per impedire che le opere cadessero nelle mani dell’Armata Rossa sovietica.
Naturalmente, quelle citate sono solo alcune delle curiosità che riguardano il celebre artista Gustav Klimt, ne esistono tante altre, che però nel tempo non hanno trovato conferma da parte di storici dell’arte e studiosi.
Fonte immagine in evidenza: Wikipedia
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