Differenza tra Stato e nazione: scopriamo qual è

differenza tra stato e nazione

Stato e nazione sono due concetti spesso usati, impropriamente, l’uno in luogo dell’altro, trattati come sinonimi: in realtà, i due termini hanno significati differenti – l’uno afferente alla sfera geopolitica, l’altro sociologica e culturale – e solo in alcuni casi coincidenti. Scopriamo dunque la differenza tra Stato e nazione! 

Un mondo di Stati e nazioni. Differenza tra Stato e nazione

Una nazione è innanzitutto una comunità di persone. Queste persone condividono, ancor prima che il territorio, l’insieme di usi e costumi, lingua, tradizioni, appartenenze religiose e storia: in breve, ciò che si usa chiamare la cultura di un popolo, le caratteristiche che contribuiscono a forgiare l’identità nazionale e permettono, così, ai membri di una comunità di sentirsi parte di un gruppo coeso, mentre al contempo la comunità nazionale viene distinta dalle altre comunità nazionali, portatrici di usi, costumi, tradizioni e credenze differenti. 
Lo Stato è una realtà ben diversa dalla nazione. Se il concetto di nazione è un concetto sociologico e culturale, quello di Stato è un concetto geopolitico: questa è, sostanzialmente, la differenza tra Stato e nazione. La parola Stato, infatti, deriva dal latino status, ovvero “forma di governo“. Lo Stato è infatti una comunità umana (non necessariamente una nazione) organizzata dal punto di vista politico. 

Ogni Stato si basa su tre elementi fondamentali: un territorio, una popolazione ed un’autorità che si esercita entro i confini del territorio ad essa sottoposto e sui cittadini che vi abitano. Lo Stato, infatti, gode della sovranità sul territorio e sui suoi abitanti: ha facoltà di stabilirne le leggi, riscuoterne le tasse, stabilire come punire chi infrange le sue leggi, organizzare i propri apparati.  Oggi vi sono 195 Stati indipendenti e riconosciuti da tutta la comunità internazionale. Esistono Stati di grande estensione territoriale, paragonabile quasi ad un continente, come la Russia, Stati di media estensione, come l’Italia e la maggior parte degli Stati, e Stati molto piccoli, come San Marino, uno Stato indipendente presente sul suolo italiano.
Molteplici sono, infine, le forme di governo che possono essere scelte da uno Stato. L’Italia è una repubblica parlamentare dal 1946, anno nel quale questa forma di governo è stata scelta dai votanti al referendum per sostituire quella prima vigente, ovvero la monarchia. La repubblica parlamentare è la forma di governo più diffusa in Europa, con le dovute eccezioni (la Spagna, ad esempio, che è una monarchia parlamentare).

Stato e nazione possono coesistere, ma in alcuni casi vi sono più nazionalità che vivono entro i confini di uno stesso Stato. L’esempio più vicino a noi e più evidente è senz’altro la Svizzera, dove cittadini di lingua e cultura italiana, tedesca e francese vivono entro gli stessi confini e sotto la stessa autorità, pur mantenendo lingue, tradizioni e culture diverse. Altro esempio di Stato che è, di fatto, “plurinazionale”, è il Regno Unito: come suggerisce il nome stesso, esso si compone dell’unione di Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord, nazioni diverse unificate sotto la stessa corona.
Al giorno d’oggi, inoltre, si considerano cittadini italiani migliaia di persone di varia origine che sono immigrate in Italia nel corso degli anni e che sono riuscite ad ottenere la cittadinanza, ovvero il riconoscimento giuridico dell’appartenenza di un individuo ad uno Stato. La Costituzione italiana, inoltre, riconosce i diritti delle minoranze linguistiche presenti sul territorio italiano, come la minoranza di lingua francese che abita la Valle d’Aosta o quella di lingua tedesca che abita il Trentino Alto-Adige.

A proposito di Giorgia D'Alessandro

Laureata in Filologia Moderna alla Federico II, docente di Lettere e vera e propria lettrice compulsiva, coltivo da sempre una passione smodata per la parola scritta.

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